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11 · Novecento vita quotidiana

Radio per tutti

circa 1920 Pittsburgh, Stati Uniti (e poi tutto il mondo)

In breve

Già alla fine dell'Ottocento Guglielmo Marconi, giovane inventore bolognese, era riuscito a trasmettere segnali senza fili, con le onde radio. Dopo la Prima guerra mondiale nacquero stazioni che trasmettevano musica, notizie e programmi per chiunque avesse un apparecchio: una delle prime fu la KDKA di Pittsburgh, negli Stati Uniti, nel 1920. In Italia le trasmissioni regolari cominciarono nel 1924. La sera molte famiglie si riunivano intorno alla radio come oggi davanti a uno schermo.

Perché è importante Per la prima volta milioni di persone potevano ascoltare nello stesso momento la stessa voce o la stessa canzone.

Fonte: Treccani, voce «Radiodiffusione»

Illustrazione: Radio per tutti (Pittsburgh, Stati Uniti (e poi tutto il mondo))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Radio per tutti: Pittsburgh, Stati Uniti (e poi tutto il mondo)
Dove: Pittsburgh, Stati Uniti (e poi tutto il mondo)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Onde invisibili

Nel 1895 un giovane bolognese di ventun anni, Guglielmo Marconi, fece un esperimento nella villa di famiglia a Pontecchio, sulle colline vicino a Bologna. Aveva costruito un apparecchio che produceva onde elettromagnetiche, già studiate da altri scienziati, come Heinrich Hertz. Mandò un segnale a più di un chilometro di distanza, oltre una collina, dove nessun filo e nessun cavo poteva portarlo: un aiutante, per confermare di averlo ricevuto, sparò un colpo di fucile. Era nata la telegrafia senza fili.

In Italia nessuno si interessò, così Marconi, con la madre irlandese, si trasferì in Inghilterra. Lì la sua invenzione ebbe subito successo, soprattutto con la marina, che capì quanto potesse servire a comunicare con le navi in mare. Nel 1901 Marconi volle provare una cosa che gli esperti consideravano impossibile: far arrivare un segnale da una sponda all'altra dell'Atlantico. Dalla Cornovaglia, in Inghilterra, partì un segnale che ripeteva la lettera «S», tre punti in alfabeto Morse. A Terranova, in Canada, Marconi, secondo il suo racconto (alcuni storici ne dubitano), riuscì ad ascoltare con i suoi assistenti i tre minuscoli «ticchettii», distinti, nel ricevitore. Era il 12 dicembre 1901. Nel 1909 ebbe il premio Nobel per la fisica.

Un telegramma che salva vite

Le comunicazioni senza fili diventarono presto indispensabili in mare. Nell'aprile 1912, quando il transatlantico Titanic urtò un iceberg, l'operatore radio lanciò richieste di soccorso, che furono captate da una nave vicina, la Carpathia: arrivò in poche ore e salvò più di settecento persone. Dopo la tragedia, le leggi richiesero che tutte le navi grandi avessero la radio e un operatore sempre di servizio.

Dalla telegrafia alla voce

Fino a quel momento le onde radio trasmettevano solo segnali, punti e linee in codice Morse. Negli anni seguenti, con nuove invenzioni, come la valvola chiamata «triodo» dell'americano Lee de Forest (1906), che permetteva di amplificare i segnali, fu possibile trasmettere anche suoni, musica e voce. Durante la Prima guerra mondiale la radio servì per comunicare nelle operazioni militari, e dopo la guerra molti appassionati, in America, costruivano da sé ricevitori in casa e si divertivano ad ascoltare messaggi lontani.

Il 2 novembre 1920

Una delle prime stazioni radio con trasmissioni regolari, la KDKA di Pittsburgh, in Pennsylvania, cominciò a trasmettere il 2 novembre 1920, la sera delle elezioni presidenziali americane. In quel modo, chi aveva una radio poteva ascoltare in diretta i risultati: Warren Harding batteva James Cox. Pochi ascoltatori, all'inizio, ma l'idea si dimostrò vincente. Nel giro di due anni negli Stati Uniti nacquero più di cinquecento stazioni, e le famiglie compravano apparecchi per ascoltare musica, notizie, partite di baseball, programmi per ragazzi e racconti.

Altri paesi seguirono presto. In Inghilterra, nel 1922, nacque la BBC. In Italia la prima trasmissione fu il 6 ottobre 1924, da una stanza di Roma, con l'annuncio della speaker Maria Luisa Boncompagni, e fu trasmesso un concerto. Il primo nome dell'ente fu URI (Unione radiofonica italiana), poi EIAR dal 1927 e infine RAI dal 1944.

Una finestra sul mondo

Gli apparecchi, all'inizio, erano costosi e si ascoltavano con le cuffie, una persona alla volta; poi arrivarono gli altoparlanti, e la musica poté riempire tutta la stanza. Negli anni Venti e Trenta la radio entrò in ogni casa, in ogni villaggio, dove prima arrivava solo il giornale, quando arrivava. Nelle famiglie ci si riuniva intorno all'apparecchio, nelle sere d'inverno, per ascoltare programmi, canzoni, radiodrammi, notizie. Orson Welles, nel 1938, mise in onda il romanzo «La guerra dei mondi» come se fosse un notiziario, e alcuni ascoltatori si spaventarono pensando che i marziani stessero atterrando.

Perché successe

La radio nacque da una serie di scoperte scientifiche: le onde elettromagnetiche, previste dalla teoria di Maxwell nel 1865 e dimostrate da Hertz nel 1888, furono poi usate da Marconi. A renderla un successo furono i bisogni della navigazione, delle imprese e degli eserciti, che volevano comunicare a distanza.

Marconi non fu l'unico: altri inventori come Nikola Tesla, Oliver Lodge e Aleksandr Popov lavoravano a idee simili, e per anni si discusse su chi fosse il primo. Il suo merito fu trasformare gli esperimenti in un sistema pratico, e metterci insieme capacità tecnica, spirito d'impresa e un'ottima organizzazione.

Cosa cambiò

La radio fu il primo mezzo di comunicazione di massa che raggiungeva le persone direttamente a casa e nello stesso istante: tutto un paese poteva ascoltare lo stesso discorso, la stessa canzone, la stessa partita. Questo cambiò la musica, che raggiunse nuove persone, la politica, in cui i capi parlavano direttamente ai cittadini, e il giornalismo, che poteva dare notizie in tempo reale.

I governi capirono subito il potere della radio, anche in modo pericoloso: i regimi totalitari la usarono per la propaganda, mentre durante la Seconda guerra mondiale trasmissioni come «Radio Londra» portarono speranza ai popoli occupati e informazioni a chi resisteva.

Con il transistor, inventato nel 1947, negli anni Cinquanta le radio diventarono piccole e portatili. Oggi la radio non è scomparsa: si ascolta anche in auto, via Internet e con il telefono. E l'idea di trasmettere nell'aria ha portato a tecnologie come il telefono cellulare, il Wi-Fi e la televisione.

Persone e luoghi chiave

Persone

Guglielmo Marconi
Inventore e imprenditore italiano (1874-1937): sviluppò la telegrafia senza fili; Nobel per la fisica nel 1909.
Heinrich Hertz
Fisico tedesco (1857-1894): nel 1888 dimostrò l'esistenza delle onde elettromagnetiche.
Lee de Forest
Inventore americano (1873-1961): creò il triodo, valvola che amplifica i segnali.
Reginald Fessenden
Inventore canadese-americano (1866-1932): nel 1906 realizzò una delle prime trasmissioni di voce via radio.
Orson Welles
Attore e regista americano (1915-1985): nel 1938 trasmise per radio «La guerra dei mondi».

Luoghi

Villa Griffone, Pontecchio Marconi (Bologna)
La villa dove Marconi fece i suoi primi esperimenti nel 1895.
Pittsburgh, Pennsylvania (Stati Uniti)
La città della KDKA, una delle prime stazioni radio con trasmissioni regolari.

Da sapere

  • Il primo segnale radio tra le due sponde dell'Atlantico, nel 1901, era la lettera «S» in codice Morse.
  • Marconi ottenne il premio Nobel per la fisica nel 1909.
  • La KDKA di Pittsburgh cominciò a trasmettere il 2 novembre 1920, la sera delle elezioni presidenziali americane.
  • In Italia la radio cominciò le trasmissioni regolari il 6 ottobre 1924.
  • Nel 1912, grazie alla radio, la nave Carpathia salvò più di settecento naufraghi del Titanic.

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