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Ricostruzione del dopoguerra

circa 1948 Italia ed Europa occidentale

In breve

Alla fine della guerra molte città italiane ed europee erano in macerie, con ponti, strade e case distrutti. Dal 1948 gli Stati Uniti finanziarono il Piano Marshall, che mandò in Europa aiuti, macchinari e materie prime per far ripartire fabbriche e campi. In Italia si ricostruirono case e ferrovie, e nacquero prodotti diventati famosi, come lo scooter Vespa. Negli anni successivi questo sforzo portò al cosiddetto miracolo economico.

Perché è importante Mostra come un Paese distrutto possa rinascere con il lavoro e la collaborazione tra nazioni.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Marshall Plan»

Illustrazione: Ricostruzione del dopoguerra (Italia ed Europa occidentale)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Ricostruzione del dopoguerra: Italia ed Europa occidentale
Dove: Italia ed Europa occidentale

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Un paese in macerie

Quando la guerra finì, nel 1945, in Italia c'erano città distrutte, ponti crollati, ferrovie interrotte, fabbriche danneggiate e campi abbandonati. Milioni di persone avevano perso la casa. In molte zone mancava il cibo: il pane, la pasta, lo zucchero e il latte erano razionati e si compravano con la tessera annonaria, e chi poteva comprava nel «mercato nero», dove i prezzi erano altissimi. I bambini portavano scarpe rotte e vestiti rimediati. Molti uomini erano morti, altri tornavano dalla prigionia, e c'era grande bisogno di lavoro.

Eppure, dopo la guerra, c'era anche una grande voglia di ricominciare. Le famiglie si ricomponevano, si tornava a scuola, si riaprivano i negozi. L'11 maggio 1946, nel teatro La Scala di Milano, bombardato durante la guerra e ricostruito in pochi mesi, il direttore Arturo Toscanini diresse il concerto della riapertura, tra le lacrime degli spettatori.

Il Piano Marshall

L'Europa intera era in ginocchio, e gli Stati Uniti, che dalla guerra erano usciti più forti, temevano che la miseria spingesse i paesi europei verso il comunismo. Il 5 giugno 1947 il segretario di Stato americano, il generale George Marshall, parlando a un'università, propose un grande piano di aiuti per la ricostruzione dell'Europa, il «Programma di ripresa europea», noto come Piano Marshall. Nell'aprile 1948 il Congresso americano approvò i fondi.

Tra il 1948 e il 1952 gli Stati Uniti inviarono ai paesi europei che accettarono l'aiuto circa tredici miliardi di dollari, tra cibo, macchinari, materie prime e denaro. L'Italia ne ricevette più di un miliardo. I paesi dell'Europa orientale, sotto l'influenza dell'Unione Sovietica, rifiutarono. L'aiuto aveva una condizione: i paesi dovevano collaborare tra loro, e questo spinse la cooperazione europea.

Rimboccarsi le maniche

Gli aiuti da soli non bastavano: serviva il lavoro degli italiani. Si ricostruirono ponti, strade e ferrovie, e si ripararono le fabbriche. Il governo, guidato da Alcide De Gasperi, e un economista rigoroso, Luigi Einaudi, riuscirono a frenare l'inflazione, cioè l'aumento dei prezzi, che stava divorando i salari. Nel 1949 un piano per costruire case, il Piano INA-Casa, voluto da Amintore Fanfani, diede lavoro a migliaia di operai e abitazioni a molte famiglie. Nel 1950 fu creata la Cassa per il Mezzogiorno, per portare strade, acquedotti e industrie al sud, che era molto più povero. Nelle campagne, una riforma agraria distribuì terre ai contadini poveri.

Intanto cambiava anche il modo di muoversi e di vivere. Nel 1946 la ditta Piaggio presentò la Vespa, e poco dopo la Lambretta: due scooter economici che portavano la gente al lavoro e in gita. Il cinema italiano raccontava la realtà con occhi nuovi: film come «Roma città aperta» (1945) e «Ladri di biciclette» (1948), girati nelle strade vere, con attori non professionisti, diventarono famosi nel mondo e diedero vita al «neorealismo».

Verso il boom

Nel giro di pochi anni la produzione industriale tornò ai livelli di prima della guerra, e la ripresa continuò. Dalla metà degli anni Cinquanta l'economia italiana crebbe a ritmo velocissimo, tanto che si parlò di «miracolo economico»: dal 1958 al 1963 il prodotto interno lordo (PIL) aumentò di oltre il sei per cento ogni anno. Nacquero grandi aziende come la Fiat, la Olivetti, l'ENI, e molti italiani passarono dai campi alle fabbriche. Molti dal sud si trasferirono al nord, o emigrarono all'estero, in cerca di lavoro.

Nel 1957 la Fiat presentò la 500, un'auto piccola e economica che trasformò l'Italia in un paese motorizzato. Arrivarono i frigoriferi, le lavatrici, i televisori. La vita cambiò: l'Italia, che nel 1945 era un paese contadino e povero, nel giro di una generazione divenne una delle maggiori potenze industriali del mondo.

Perché successe

La ricostruzione fu possibile per la combinazione di più fattori: l'aiuto americano, la volontà di collaborare tra i partiti democratici, il lavoro e l'ingegno degli italiani, e la fiducia nel futuro. Anche la stabilità politica, garantita dalla nuova Costituzione e dalle elezioni libere, ebbe la sua parte.

Ci fu poi la scelta dell'Italia di aprirsi al commercio internazionale: l'adesione alla NATO (1949), alla Comunità del carbone e dell'acciaio (1951) e poi al Mercato comune europeo (1957), che permise alle imprese italiane di vendere in tutta Europa.

Cosa cambiò

Il Piano Marshall e la ricostruzione trasformarono l'Europa occidentale: nacquero democrazie stabili e prospere, che si legarono tra loro con accordi economici e politici. Fu il primo passo verso l'Unione europea. Il piano fu anche una mossa nella Guerra fredda: l'Europa si divise in due blocchi, l'occidentale con gli Stati Uniti e l'orientale con l'Unione Sovietica.

Per l'Italia, il periodo della ricostruzione e del miracolo economico cambiò profondamente la società: più benessere, più scuola, più consumi, ma anche squilibri tra nord e sud, grandi migrazioni interne e problemi di sviluppo e di ambiente che si sentono ancora oggi.

Il ricordo di quegli anni, per molte famiglie, è fatto di sacrifici e di speranza, e ha lasciato un messaggio: dopo le distruzioni, la collaborazione e il lavoro possono far rinascere un paese.

Persone e luoghi chiave

Persone

George Marshall
Generale e politico americano (1880-1959): propose il piano di aiuti per l'Europa; Nobel per la pace nel 1953.
Alcide De Gasperi
Politico italiano (1881-1954): presidente del Consiglio dal 1945 al 1953.
Luigi Einaudi
Economista e politico italiano (1874-1961): fermò l'inflazione e fu presidente della Repubblica dal 1948 al 1955.
Amintore Fanfani
Politico italiano (1908-1999): promosse il piano di case INA-Casa.
Arturo Toscanini
Direttore d'orchestra italiano (1867-1957): diresse il concerto della riapertura della Scala nel 1946.

Luoghi

Milano, Teatro alla Scala
Il teatro ricostruito dopo i bombardamenti, riaperto l'11 maggio 1946.
Cassino
La città quasi del tutto distrutta nel 1944 e ricostruita negli anni successivi.

Da sapere

  • Con il Piano Marshall l'Europa ricevette circa tredici miliardi di dollari tra il 1948 e il 1952.
  • Nel dopoguerra molti alimenti si compravano con la tessera annonaria.
  • La Vespa fu presentata dalla Piaggio nel 1946.
  • La Fiat 500 uscì nel 1957.
  • Tra il 1958 e il 1963, durante il «miracolo economico», l'economia italiana (PIL) crebbe di oltre il sei per cento ogni anno.

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