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12 · Oggi politica

Nascita della Comunità europea

1957 Campidoglio, Roma, Italia

In breve

Dopo due guerre mondiali, alcuni politici europei pensarono che il modo migliore per evitare nuovi conflitti fosse lavorare insieme. Il 25 marzo 1957, in Campidoglio a Roma, sei Paesi firmarono i Trattati di Roma: Belgio, Francia, Germania occidentale, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. Nacque la Comunità economica europea, che voleva un mercato comune senza dazi tra i membri, insieme a una comunità per l'energia atomica. Già nel 1951 gli stessi sei avevano messo in comune carbone e acciaio.

Perché è importante Fu il primo grande passo verso l'Unione europea, che ha unito in pace Paesi un tempo nemici.

Fonte: Unione europea, «Storia dell'Unione europea»

Illustrazione: Nascita della Comunità europea (Campidoglio, Roma, Italia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Nascita della Comunità europea: Campidoglio, Roma, Italia
Dove: Campidoglio, Roma, Italia

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Dalle macerie alla riconciliazione

Nel 1945, quando finì la Seconda guerra mondiale, l'Europa era in rovina. Milioni di persone erano morte, le città erano distrutte, molte fabbriche ferme e la fame era diffusa. Francia e Germania, in meno di ottant'anni, si erano fatte guerra tre volte. In molti si chiedevano come evitare che succedesse ancora.

Una risposta fu semplice e coraggiosa: legare così strettamente i paesi europei che una guerra tra loro diventasse impossibile. Il 9 maggio 1950 il ministro degli Esteri francese Robert Schuman, ispirato dal funzionario Jean Monnet, propose di mettere in comune la produzione di carbone e di acciaio di Francia e Germania, i materiali che servivano per fare le armi, sotto un'autorità comune. Nel 1951 sei paesi firmarono il trattato: Francia, Germania Ovest, Italia, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo. Era nata la CECA, la Comunità europea del carbone e dell'acciaio.

Il passo successivo

Il progetto, però, non partì subito verso un'unione politica. Nel 1954 il parlamento francese bocciò l'idea di un esercito europeo comune, e molti pensarono che il sogno europeo fosse finito. I sei paesi decisero allora di ripartire dall'economia, più concreta. Nel giugno 1955 i ministri degli Esteri si incontrarono a Messina, in Sicilia, e incaricarono il belga Paul-Henri Spaak di preparare un progetto. Dopo due anni di lavoro e di trattative, il progetto era pronto.

Il 25 marzo 1957, in una Roma bagnata dalla pioggia, i rappresentanti dei sei paesi si riunirono in Campidoglio, nella sala degli Orazi e dei Curiazi del Palazzo dei Conservatori, e firmarono due trattati. Per l'Italia c'erano il presidente del Consiglio Antonio Segni e il ministro degli Esteri Gaetano Martino; per la Germania Konrad Adenauer; per il Belgio Paul-Henri Spaak. Il primo trattato creava la Comunità economica europea (CEE), cioè un «mercato comune»; il secondo creava l'Euratom, per usare insieme l'energia nucleare solo per scopi pacifici. I due documenti furono scritti in quattro lingue, tutte ugualmente valide: olandese, francese, tedesco e italiano.

Che cos'è un mercato comune

Il mercato comune prometteva una cosa che oggi sembra normale: i prodotti, i lavoratori, i servizi e i soldi potevano circolare tra i paesi senza dazi, cioè senza le tasse che si pagano al confine. I sei paesi si impegnarono a eliminare i dazi tra loro, a mettere un dazio comune verso gli altri paesi e a coordinare le politiche economiche, per esempio quella agricola. Le tariffe tra i paesi furono abolite del tutto il 1° luglio 1968, un anno e mezzo prima del previsto.

I trattati entrarono in vigore il 1° gennaio 1958. Con il tempo le istituzioni crebbero: la Commissione europea che propone le leggi, il Consiglio che riunisce i governi, un'Assemblea parlamentare, poi diventata Parlamento europeo, e una Corte di giustizia per far rispettare le regole. Tra i padri di questa idea ricordiamo, accanto a Schuman e Monnet, anche tre leader democristiani convinti dell'unità europea: l'italiano Alcide De Gasperi, il tedesco Adenauer e lo stesso Schuman, che parlavano tutti la lingua della riconciliazione.

Una porta aperta

Il trattato di Roma non fu pensato come un club chiuso. Il testo diceva che ogni stato europeo poteva chiedere di entrare. Il Regno Unito ci provò già negli anni Sessanta, ma fu bloccato dal veto della Francia di de Gaulle; entrò soltanto nel 1973, insieme a Irlanda e Danimarca. La Comunità continuò ad allargarsi nei decenni seguenti, fino a diventare la grande casa comune di oggi.

Perché successe

La causa più profonda fu il desiderio di pace. Dopo due guerre mondiali iniziate in Europa, molti leader capirono che gli stati più grandi non dovevano più essere nemici, ma soci nello stesso affare: se la ricchezza e gli interessi sono intrecciati, fare la guerra costa troppo a tutti.

Contò anche l'economia: le imprese europee avevano bisogno di mercati più grandi per competere con quelli degli Stati Uniti e dell'Unione Sovietica, e i paesi avevano bisogno di ricostruire in fretta. Nel clima della Guerra fredda, infine, l'Europa occidentale voleva essere unita e forte di fronte al blocco sovietico, con il sostegno americano del piano Marshall.

Cosa cambiò

Il mercato comune funzionò meglio del previsto, anche perché le imprese potevano finalmente vendere in un territorio con circa 170 milioni di persone. Tra il 1958 e il 1968 il commercio tra i sei paesi crebbe molto più velocemente di quello con il resto del mondo, e l'economia europea visse un lungo periodo di crescita. Francia, Germania e Italia, un tempo nemiche, diventarono partner abituali.

Il trattato di Roma è il punto di partenza dell'Unione europea di oggi: i trattati successivi lo hanno cambiato e ampliato, ma l'idea di un mercato senza confini e di istituzioni comuni è rimasta. Da qui sono nati il mercato unico, la libera circolazione delle persone, il programma Erasmus per studiare all'estero e, molti anni dopo, la moneta unica.

Il percorso non è stato lineare: ci sono stati veti, crisi e discussioni accese, e il progetto europeo ha anche molti critici. Ma l'idea fondamentale, che i problemi comuni si affrontano meglio insieme, ha dato all'Europa occidentale uno dei periodi di pace più lunghi della sua storia moderna.

Persone e luoghi chiave

Persone

Robert Schuman
Politico francese (1886-1963): nel 1950 propose di mettere in comune carbone e acciaio.
Jean Monnet
Funzionario e uomo d'affari francese (1888-1979): ispirò il piano di Schuman e fu il primo presidente della CECA.
Alcide De Gasperi
Politico italiano (1881-1954): sostenne con forza l'unità europea.
Konrad Adenauer
Cancelliere della Germania Ovest (1876-1967): firmò i trattati di Roma.
Paul-Henri Spaak
Politico belga (1899-1972): guidò il comitato che preparò i trattati.

Luoghi

Campidoglio, Roma
Nella sala degli Orazi e dei Curiazi i sei paesi firmarono i trattati il 25 marzo 1957.
Messina, Sicilia
Nel giugno 1955 qui i ministri dei sei paesi decisero di ripartire dall'economia.

Da sapere

  • I trattati di Roma furono scritti in quattro lingue, tutte ugualmente valide: olandese, francese, tedesco e italiano.
  • Il giorno della firma, il 25 marzo 1957, a Roma pioveva.
  • I dazi tra i sei paesi furono tolti del tutto il 1° luglio 1968, prima del tempo previsto.
  • Euratom, il secondo trattato firmato a Roma, serviva a usare l'energia nucleare solo a scopo pacifico.
  • I paesi fondatori erano sei: Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.

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