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12 · Oggi scienza e tecnica

Primo satellite artificiale

1957 Baikonur (oggi Kazakistan)

In breve

Il 4 ottobre 1957 l'Unione Sovietica lanciò lo Sputnik 1, il primo satellite artificiale della storia. Era una sfera di metallo lucido grande come un pallone da spiaggia, con quattro lunghe antenne, e pesava circa 84 chili. Girava intorno alla Terra in circa 96 minuti e trasmetteva un «bip» che i radioamatori di tutto il mondo potevano ascoltare. Un mese dopo lo Sputnik 2 portò in orbita la cagnolina Laika.

Perché è importante Iniziò l'era spaziale e la gara tra Stati Uniti e Unione Sovietica per conquistare lo spazio.

Fonte: NASA, «Sputnik and the Origins of the Space Age»

Illustrazione: Primo satellite artificiale (Baikonur (oggi Kazakistan))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Primo satellite artificiale: Baikonur (oggi Kazakistan)
Dove: Baikonur (oggi Kazakistan)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Un suono nel cielo

La sera del 4 ottobre 1957 i radioamatori di tutto il mondo sintonizzarono la radio su una frequenza insolita e sentirono un suono nuovo: un «bip-bip-bip» regolare, sottile, che veniva dallo spazio. Era il segnale di una piccola sfera di metallo che girava intorno alla Terra: lo Sputnik 1, il primo satellite artificiale della storia.

Lo aveva lanciato l'Unione Sovietica da una base nel deserto del Kazakhstan, a Baikonur. Sputnik, in russo, significa «compagno di viaggio». Era una sfera di alluminio larga 58 centimetri, pesava circa 84 chili e aveva quattro lunghe antenne che spuntavano all'indietro, come baffi. Dentro, delle batterie facevano funzionare un trasmettitore radio. Non misurava nulla di complicato: il suo scopo era soltanto dimostrare che si poteva fare e mandare quel bip a tutti.

Il progettista senza nome

Il razzo che portò Sputnik in orbita, il R-7, era stato progettato da Sergej Korolëv, un ingegnere geniale che per anni era stato tenuto lontano dal mondo: il governo sovietico teneva segreti i nomi dei suoi scienziati. Korolëv sognava di esplorare lo spazio fin da giovane e aveva già costruito razzi prima della guerra. Il R-7 nacque in realtà come missile militare, capace di raggiungere gli Stati Uniti con una testata: lo stesso potere che serviva per lanciare un satellite poteva anche portare armi.

Era l'epoca della Guerra fredda, la grande rivalità tra Stati Uniti e Unione Sovietica, due superpotenze che si sfidavano in ogni campo: armi, scienza, sport e perfino cinema. Tra il 1957 e il 1958 la comunità scientifica mondiale organizzò l'«Anno geofisico internazionale», per studiare la Terra con strumenti nuovi; sia gli americani sia i sovietici avevano annunciato che avrebbero lanciato un satellite. Gli americani erano sicuri di arrivare per primi. Nessuno, a Washington, si aspettava che i sovietici vincessero la gara: i loro lanci erano rimasti segreti fino all'ultimo e furono annunciati soltanto dopo il successo.

Il giorno dopo

Il segnale di Sputnik durò circa tre settimane, finché le batterie non si esaurirono. Poi il satellite continuò a girare in silenzio, ogni 96 minuti, a una velocità di circa 29 mila chilometri all'ora. Chi sapeva dove guardare poteva scorgere nel cielo, all'alba o al tramonto, il grande stadio del razzo che lo aveva portato in orbita, una luce lenta che attraversava le stelle. Il 4 gennaio 1958, dopo 92 giorni e circa 1.400 giri della Terra, rientrò nell'atmosfera e bruciò.

Circa un mese dopo il primo lancio, il 3 novembre 1957, l'Unione Sovietica lanciò anche lo Sputnik 2, con a bordo un essere vivente: una cagnetta randagia, Laika. Laika morì poche ore dopo il lancio, per il calore, anche se i sovietici lo dissero soltanto molti anni dopo. Oggi la sua storia ricorda a tutti quanto siano costati gli inizi dell'esplorazione spaziale.

La reazione americana

Negli Stati Uniti la notizia fece scalpore. Molti si sentirono in ritardo e in pericolo: se i sovietici potevano mandare un satellite sopra le loro teste, potevano anche mandare un missile. Si parlò di «crisi dello Sputnik». Il governo reagì in fretta. Il primo satellite americano, l'Explorer 1, fu lanciato il 31 gennaio 1958 e scoprì le fasce di radiazioni che circondano la Terra, oggi chiamate «fasce di Van Allen». Nel 1958 gli Stati Uniti fondarono la NASA, l'agenzia spaziale, e approvarono una legge per finanziare l'istruzione scientifica nelle scuole e nelle università.

Era iniziata la «corsa allo spazio», una gara che durò più di dieci anni e portò, passo dopo passo, fino allo sbarco sulla Luna.

Perché successe

Dopo la guerra sia l'Unione Sovietica sia gli Stati Uniti avevano portato a casa scienziati e progetti dei razzi tedeschi V-2, e li avevano migliorati. Con la Guerra fredda i razzi erano diventati armi: chi sapeva costruire un razzo capace di attraversare un oceano era più forte. Il razzo di Sputnik era il frutto di questa competizione.

A rendere possibile il lancio, in più, fu il genio di Korolëv e la decisione dei leader sovietici, tra cui Nikita Chruščëv, di dare grandi risorse al progetto. Un satellite, per di più, si poteva usare come grande prova di propaganda: mostrare al mondo la forza della scienza sovietica.

Cosa cambiò

Sputnik inaugurò l'era spaziale. Pochi anni dopo seguirono il primo uomo nello spazio, Gagarin nel 1961, e lo sbarco sulla Luna nel 1969. Oggi migliaia di satelliti girano intorno alla Terra: ci danno il segnale della televisione, le previsioni del tempo, le telefonate, il GPS per trovare la strada e le fotografie con cui si controlla il clima e si seguono gli incendi o le inondazioni.

La «crisi dello Sputnik» cambiò anche la scuola e la ricerca negli Stati Uniti: si investì molto di più nello studio della matematica, della fisica e dell'ingegneria. Nacquero la NASA e altre agenzie di ricerca che avrebbero finanziato, tra l'altro, i primi studi su Internet.

Un altro effetto fu l'inizio di un'idea nuova: lo spazio è di tutti. Nel 1967 un trattato internazionale stabilì che nessuno stato può possedere la Luna o altri corpi celesti, e che lo spazio va usato per scopi pacifici.

Persone e luoghi chiave

Persone

Sergej Korolëv
Ingegnere sovietico (1907-1966), capo progettista del razzo R-7 e dei primi voli spaziali.
Nikita Chruščëv
Leader dell'Unione Sovietica dal 1953 al 1964: sostenne il programma spaziale.
Laika
Cagnetta randagia mandata nello spazio con lo Sputnik 2 il 3 novembre 1957.
Wernher von Braun
Ingegnere tedesco (1912-1977), poi in America: guidò il gruppo che lanciò l'Explorer 1.
James Van Allen
Fisico americano (1914-2006): con i dati dell'Explorer 1 scoprì le fasce di radiazioni intorno alla Terra.

Luoghi

Cosmodromo di Baikonur, Kazakhstan
La base da cui partì Sputnik 1 e da cui partono ancora molti razzi.
Cape Canaveral, Florida (Stati Uniti)
Da qui nel 1958 partì il primo satellite americano, Explorer 1.

Da sapere

  • Il «bip» di Sputnik si poteva ascoltare con una normale radio a onde corte.
  • Sputnik 1 pesava circa 84 chili ed era grande come un pallone da spiaggia.
  • Dopo il lancio, il grande stadio del razzo che girava in orbita insieme a Sputnik si vedeva a occhio nudo come una stella in movimento.
  • La parola «sputnik» in russo significa «compagno di viaggio».
  • Il nome di Korolëv fu tenuto segreto dal governo sovietico fino alla sua morte, nel 1966.

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