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12 · Oggi politica

Caduta del muro di Berlino

1989 Berlino, Germania

In breve

Dopo la Seconda guerra mondiale la Germania era divisa in due, e Berlino anche. Nel 1961 il governo della Germania Est, comunista, costruì un muro per impedire ai suoi cittadini di passare a Berlino Ovest. Per 28 anni separò famiglie e amici. La sera del 9 novembre 1989, dopo mesi di proteste, i passaggi furono aperti e migliaia di berlinesi salirono sul muro e cominciarono a picconarlo, in festa.

Perché è importante La sua caduta portò alla riunificazione della Germania nel 1990 e alla fine della guerra fredda tra Est e Ovest.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Berlin Wall»

Illustrazione: Caduta del muro di Berlino (Berlino, Germania)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Caduta del muro di Berlino: Berlino, Germania
Dove: Berlino, Germania

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Una città tagliata in due

Alla fine della Seconda guerra mondiale la Germania sconfitta fu divisa in quattro zone, occupate da Stati Uniti, Unione Sovietica, Regno Unito e Francia. Anche Berlino, la capitale, fu divisa nello stesso modo, benché fosse nel mezzo della zona sovietica. Con la Guerra fredda le tre zone occidentali diventarono la Germania Ovest, una democrazia con economia di mercato, mentre quella sovietica diventò la Germania Est, con un regime comunista a partito unico. Berlino rimase divisa: a ovest la parte occidentale, a est quella orientale.

Nella parte occidentale la vita migliorava in fretta, con negozi pieni e salari più alti; nell'est c'erano controlli, poca libertà e prezzi bassi ma scarsità di beni. Fino al 1961 si poteva ancora passare da una parte all'altra della città. Milioni di tedeschi dell'est, tra il 1949 e il 1961 quasi tre milioni, scelsero di trasferirsi all'ovest, in gran parte giovani e persone istruite. Il governo dell'est, che rischiava di rimanere senza abitanti, decise di fermare l'esodo.

Il Muro

Nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961 i berlinesi si svegliarono e trovarono la città chiusa da filo spinato e da soldati. In pochi giorni il filo fu sostituito con un muro di cemento. Alla fine era lungo circa 155 chilometri intorno a Berlino Ovest, con torri di guardia, fossati, cani e una striscia di terreno vuoto, il «corridoio della morte», dove le guardie avevano ordine di sparare a chi cercava di fuggire. Le famiglie vennero divise e le strade interrotte, a volte nel mezzo di un quartiere: le persone si salutavano da una finestra all'altra.

Tante persone provarono a scappare: scavarono tunnel, si nascosero in auto con doppio fondo, attraversarono il Muro con funi o con palloni ad aria calda. Almeno 140 persone morirono nel tentativo, secondo i ricercatori. Il presidente americano John Kennedy visitò la città nel 1963 e disse, davanti a una folla: «Ich bin ein Berliner», «Sono un berlinese», per mostrare la sua vicinanza. Nel 1987 Ronald Reagan, davanti alla Porta di Brandeburgo, chiese al leader sovietico di «abbattere questo muro».

L'autunno del 1989

Il cambiamento arrivò dall'Unione Sovietica. Michail Gorbačëv, diventato leader nel 1985, aveva avviato riforme e aveva dichiarato che i paesi dell'Est potevano scegliere la propria strada senza l'intervento dei carri armati sovietici. Nel 1989 l'Ungheria aprì il confine con l'Austria, e migliaia di tedeschi dell'Est cominciarono a scappare passando da lì. A Lipsia e in altre città, ogni lunedì, decine di migliaia di persone sfilavano in silenzio con candele e gridavano: «Noi siamo il popolo». Il governo non sparò. Il capo del partito, Erich Honecker, si dimise il 18 ottobre.

La sera del 9 novembre un portavoce del governo, Günter Schabowski, a una conferenza stampa trasmessa in tv, lesse le nuove regole sui viaggi all'estero. Un giornalista chiese da quando valessero. Schabowski, che non aveva letto bene gli appunti, rispose: «Da subito, senza ritardo». In realtà le regole dovevano entrare in vigore il giorno dopo, e in modo ordinato, ma ormai la notizia correva. Migliaia di persone si precipitarono ai posti di blocco, in particolare quello di Bornholmer Straße, e chiesero che li aprissero. Verso le 23:30 il comandante Harald Jäger, sopraffatto dalla folla e senza ordini, fece alzare del tutto la sbarra. I berlinesi dell'est attraversarono, e dall'altra parte furono accolti con abbracci e brindisi. In quella notte molti si arrampicarono sul Muro e lo presero a picconate.

Un solo paese

Nei mesi seguenti il Muro fu demolito, e i pezzi finirono nelle case e nei musei di tutto il mondo. Il 3 ottobre 1990 la Germania si riunificò: dopo quarantacinque anni c'erano di nuovo un solo paese e una sola capitale, Berlino. Oggi il 3 ottobre è la festa nazionale tedesca. Una doppia fila di ciottoli nel selciato segna il percorso del vecchio Muro.

Perché successe

Il Muro fu costruito perché la Germania Est stava perdendo troppi cittadini. Cadde perché il sistema comunista dell'Est era in crisi: l'economia andava male, i cittadini volevano più libertà e l'Unione Sovietica di Gorbačëv non voleva più usare la forza per tenere insieme l'impero.

Contarono molto le proteste pacifiche, soprattutto a Lipsia, e le pressioni di chi fuggiva attraverso l'Ungheria. A far scattare la notte del 9 novembre fu però un errore di comunicazione: nessuno aveva previsto un'apertura immediata, e il governo perse il controllo.

Cosa cambiò

Con la caduta del Muro finì la divisione dell'Europa in due blocchi. Tra il 1989 e il 1991 i regimi comunisti dell'Europa orientale caddero uno dopo l'altro, quasi tutti senza violenza, e nel dicembre 1991 si sciolse anche l'Unione Sovietica. La Guerra fredda era finita.

La Germania riunita diventò il paese più popoloso dell'Unione europea. La riunificazione costò molto, e per anni le regioni dell'est furono più povere di quelle dell'ovest; ancora oggi ci sono differenze di reddito e di opinioni. Molti paesi dell'Europa orientale, dalla Polonia alla Repubblica Ceca, entrarono più tardi nell'Unione europea e nella NATO.

La storia del Muro ricorda quanto la libertà di muoversi e di parlare sia preziosa. Un pezzo del Muro è conservato anche in tanti musei e piazze del mondo, come monito: non costruire mai muri per dividere le persone.

Persone e luoghi chiave

Persone

Michail Gorbačëv
Leader sovietico (1931-2022): con le sue riforme permise il cambiamento nell'Europa dell'Est; Nobel per la pace nel 1990.
Helmut Kohl
Cancelliere tedesco (1930-2017): guidò la riunificazione della Germania.
Günter Schabowski
Dirigente della Germania Est (1929-2015): annunciò per errore l'apertura del confine.
Erich Honecker
Capo della Germania Est dal 1971 al 1989 (1912-1994): si dimise il 18 ottobre 1989.
Harald Jäger
Ufficiale di frontiera (1943-2024): fece aprire il posto di blocco di Bornholmer Straße.

Luoghi

Porta di Brandeburgo, Berlino
Il monumento simbolo della città divisa e poi riunita.
Bornholmer Straße, Berlino
Il primo posto di blocco aperto la notte del 9 novembre 1989.

Da sapere

  • Il Muro di Berlino era lungo circa 155 chilometri intorno a Berlino Ovest.
  • La notte del 9 novembre 1989 il portavoce Schabowski disse per errore che i nuovi permessi di viaggio valevano «da subito».
  • Dopo la caduta molti berlinesi staccarono pezzi di Muro a picconate: li chiamarono «picchi del Muro».
  • Nel 1963 Kennedy disse a Berlino «Ich bin ein Berliner»: «Sono un berlinese».
  • Il 3 ottobre, anniversario della riunificazione del 1990, è la festa nazionale tedesca.

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