Nelson Mandela presidente
1994 Pretoria, Sudafrica
In breve
In Sudafrica per decenni c'era stato l'apartheid, un sistema di leggi che separava le persone in base al colore della pelle e toglieva quasi ogni diritto alla maggioranza nera. Nelson Mandela lottò contro queste leggi e passò 27 anni in prigione. Liberato nel 1990, collaborò con il presidente Frederik de Klerk per porre fine all'apartheid, e insieme ricevettero il premio Nobel per la pace. Nell'aprile 1994 si tennero le prime elezioni in cui tutti poterono votare, e Mandela divenne presidente.
Perché è importante Mostrò che anche dopo grandi ingiustizie si può costruire la pace scegliendo la riconciliazione invece della vendetta.
Fonte: The Nobel Prize, «Nelson Mandela – Facts»

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura
Il racconto
Il ragazzo che «portava guai»
Nelson Mandela nacque il 18 luglio 1918 in un villaggio dell'Africa del Sud, Mvezo, in una famiglia del popolo Xhosa. Il suo nome di nascita era Rolihlahla, che in lingua xhosa significa «tirare il ramo di un albero», cioè, per estensione, «attaccabrighe». Fu a scuola che un'insegnante gli diede il nome inglese Nelson. Il bambino crebbe in campagna, a guardare le greggi, ascoltando i racconti degli anziani sulle lotte del suo popolo, e studiò poi da avvocato a Johannesburg, dove aprì uno studio insieme all'amico Oliver Tambo.
Nel 1948 il governo sudafricano, formato soltanto da bianchi, instaurò un sistema chiamato apartheid, «separazione» in lingua afrikaans. Le persone venivano divise per colore della pelle: bianchi, neri, meticci e asiatici. I neri, che erano la grande maggioranza, non potevano votare, dovevano vivere in quartieri e «territori» separati, avevano scuole peggiori e dovevano portare un lasciapassare per spostarsi. Mandela entrò nel partito che lottava per i loro diritti, l'ANC, il Congresso nazionale africano.
Dalla protesta alla prigione
All'inizio l'ANC protestava in modo pacifico. Ma il 21 marzo 1960, a Sharpeville, la polizia sparò su una folla di manifestanti disarmati e uccise 69 persone. Il governo mise fuori legge l'ANC. Mandela e altri decisero allora di formare un'ala armata, che attaccava soprattutto edifici e impianti, senza voler colpire persone. Nel 1962 fu arrestato e, nel processo di Rivonia del 1964, ebbe una condanna all'ergastolo. Davanti ai giudici dichiarò che il suo ideale era una società libera, in cui tutti vivessero in armonia e con pari opportunità, un ideale per cui era pronto a morire.
Passò in carcere ventisette anni, la maggior parte nell'isola di Robben Island, davanti a Città del Capo, in una cella piccola, a lavorare spezzando pietre in una cava di calcare. Poteva ricevere una lettera e una visita soltanto ogni sei mesi. Ma anche in prigione continuò a studiare e a convincere gli altri detenuti, e perfino alcune guardie. Intanto, fuori, il mondo cominciava a chiedere la sua liberazione: cantanti e studenti organizzavano concerti e proteste, e molti paesi imposero sanzioni economiche contro il Sudafrica.
La libertà
Alla fine degli anni Ottanta il governo si rese conto che l'apartheid non poteva durare. Il nuovo presidente, Frederik de Klerk, tolse il divieto all'ANC e, l'11 febbraio 1990, liberò Mandela, che aveva 71 anni. Le televisioni di tutto il mondo trasmisero in diretta l'uscita dal carcere, con la mano alzata in segno di saluto. Mandela lavorò con de Klerk per negoziare la fine dell'apartheid e una nuova Costituzione, nonostante le tensioni e le violenze di quegli anni. Per questo i due ricevettero insieme il premio Nobel per la pace nel 1993.
Il 27 aprile 1994 il Sudafrica tenne le sue prime elezioni libere per tutti i cittadini, senza distinzione di colore. Le persone fecero file lunghissime, anche di molte ore, per votare per la prima volta nella vita. L'ANC vinse con circa il 62% dei voti e, il 10 maggio, Mandela, a 75 anni, giurò come primo presidente nero del paese, davanti alle autorità di tutto il mondo.
Perdonare per costruire
Mandela non cercò vendetta. Creò una Commissione per la verità e la riconciliazione, guidata dall'arcivescovo Desmond Tutu, davanti alla quale chi aveva commesso crimini durante l'apartheid poteva raccontare la verità e chiedere perdono. Nel 1995 il Sudafrica ospitò i Mondiali di rugby, uno sport amato soprattutto dai bianchi: Mandela, presentandosi allo stadio con la maglia degli Springboks, riuscì a far applaudire la squadra anche dai neri. Nel 1999, dopo un solo mandato, si ritirò. Morì il 5 dicembre 2013, a 95 anni.
Perché successe
L'apartheid era nato da una lunga storia di colonizzazione, in cui gli europei si erano insediati in Africa del Sud e avevano tolto potere e terre agli abitanti originari. Dopo il 1948 il governo trasformò la discriminazione in un sistema di leggi, imposto con la forza.
La fine dell'apartheid fu il frutto di molti fattori: la resistenza interna, dai sindacati ai giovani di Soweto, le pressioni internazionali con boicottaggi e sanzioni, la crisi economica del paese e, infine, la fine della Guerra fredda. Ma ebbe un ruolo decisivo anche Mandela, con la sua capacità di dialogare con gli avversari.
Cosa cambiò
Nel 1994 il Sudafrica iniziò una vita nuova: una Costituzione, approvata nel 1996, che garantisce uguali diritti a tutti, una democrazia con elezioni libere e una società in cui bianchi e neri sono cittadini con pari diritti. Il cammino non è finito: ancora oggi il paese è segnato da grandi disuguaglianze economiche e da povertà.
Mandela è diventato un simbolo mondiale di giustizia, perdono e coraggio. Il suo esempio ha ispirato i movimenti per i diritti in molti paesi. Dal 2010 (per decisione ONU del 2009) le Nazioni Unite celebrano ogni 18 luglio, giorno della sua nascita, il «Mandela Day», invitando le persone a dedicare 67 minuti ad aiutare gli altri: uno per ogni anno della sua vita dedicata alla lotta politica.
La sua storia mostra anche che la riconciliazione, pur difficile, può sostituire la violenza. Molti paesi, dopo guerre e dittature, hanno guardato all'esperienza sudafricana per costruire la pace.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Nelson Mandela
- Avvocato e politico sudafricano (1918-2013): lottò contro l'apartheid e fu il primo presidente nero del Sudafrica.
- Frederik de Klerk
- Presidente del Sudafrica (1936-2021): liberò Mandela e negoziò la fine dell'apartheid; Nobel per la pace nel 1993.
- Desmond Tutu
- Arcivescovo anglicano sudafricano (1931-2021): guidò la Commissione per la verità e la riconciliazione; Nobel nel 1984.
- Oliver Tambo
- Politico sudafricano (1917-1993): amico di Mandela e capo dell'ANC in esilio.
- Walter Sisulu
- Attivista sudafricano (1912-2003): compagno di lotta e di prigionia di Mandela.
Luoghi
- Robben Island, Sudafrica
- L'isola prigione vicino a Città del Capo dove Mandela passò 18 dei suoi 27 anni di detenzione.
- Union Buildings, Pretoria
- La sede del governo dove Mandela giurò come presidente il 10 maggio 1994.
Da sapere
- Mandela passò 27 anni in prigione, di cui 18 sull'isola di Robben Island.
- Il suo nome di nascita, Rolihlahla, in lingua xhosa vuol dire all'incirca «attaccabrighe».
- Alle elezioni del 27 aprile 1994 molte persone fecero file di ore per votare per la prima volta.
- Il Mandela Day, il 18 luglio, invita a dedicare 67 minuti ad aiutare gli altri.
- Nel 1995 Mandela indossò la maglia della nazionale di rugby, gli Springboks, alla finale dei Mondiali.
Per approfondire
- The Nobel Prize, «Nelson Mandela – Facts» (in inglese) nobelprize.org
- Fondazione Nelson Mandela (in inglese) nelsonmandela.org
- Wikipedia, «Nelson Mandela» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Apartheid» it.wikipedia.org
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