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Primo essere umano nello spazio

1961 Baikonur (oggi Kazakistan) e l'orbita terrestre

In breve

Il 12 aprile 1961 il pilota sovietico Jurij Gagarin partì dal cosmodromo di Baikonur a bordo della capsula Vostok 1. Il volo durò 108 minuti, con un giro completo intorno alla Terra, salendo fino a oltre 300 chilometri di altezza. Al decollo esclamò «Pojechali!», cioè «Andiamo!». Per l'atterraggio si lanciò dalla capsula e scese con il paracadute, e divenne famoso in tutto il mondo. Due anni dopo Valentina Tereškova fu la prima donna nello spazio.

Perché è importante Dimostrò che un essere umano può vivere e lavorare nello spazio.

Fonte: ESA, «Yuri Gagarin: first man in space»

Illustrazione: Primo essere umano nello spazio (Baikonur (oggi Kazakistan) e l'orbita terrestre)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Primo essere umano nello spazio: Baikonur (oggi Kazakistan) e l'orbita terrestre
Dove: Baikonur (oggi Kazakistan) e l'orbita terrestre

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Un ragazzo di campagna

Jurij Gagarin nacque nel 1934 in un villaggio di contadini, Klušino, vicino a Smolensk, in Russia. Suo padre faceva il falegname, sua madre lavorava alla fattoria. Da bambino vide il suo paese occupato dai soldati tedeschi durante la guerra: la famiglia fu cacciata dalla casa e visse per anni in una capanna. Dopo la scuola lavorò in una fonderia, poi andò a studiare in una scuola tecnica e in un aeroclub, dove imparò a pilotare piccoli aerei. Nel 1957 diventò pilota dell'aeronautica militare.

Intanto, nel suo paese, era nato un programma segreto per mandare un uomo nello spazio. Servivano piloti robusti, intelligenti e piccoli, perché la capsula era stretta: Gagarin, alto un metro e 57, era perfetto. Fu scelto con altri diciannove candidati e si allenò per mesi: lunghe prove con la centrifuga, che simula le forze del lancio, stanze isolate e silenziose, salti con il paracadute. Alla fine della selezione i medici e i capi del programma scelsero lui. Piaceva a tutti: sorrideva sempre, era modesto e cordiale.

Il volo di 108 minuti

La mattina del 12 aprile 1961 Gagarin, vestito con la tuta arancione, salì sul razzo nella base di Baikonur, in Kazakhstan. La capsula si chiamava Vostok, «Oriente». Mentre il motore si accendeva, disse una frase destinata a restare: «Poechali!», cioè «Andiamo!». Il razzo lo spinse a più di 300 chilometri dalla Terra, a una velocità di circa 27 mila chilometri all'ora.

Il volo era quasi interamente automatico: nessuno sapeva ancora come avrebbe reagito il corpo umano senza peso, e gli ingegneri temevano che l'astronauta potesse perdere il controllo. Per sicurezza, i comandi manuali erano chiusi da un codice, scritto in una busta, che Gagarin avrebbe aperto solo in caso di bisogno. Durante il volo mangiò e bevve, scrisse con la matita e annotò che gli oggetti fluttuavano. Guardando fuori dal finestrino disse che la Terra era bellissima e di colore azzurro.

Dopo un solo giro intorno al pianeta, in 108 minuti, la capsula rientrò nell'atmosfera, circondata da fuoco. A circa sette chilometri di altezza Gagarin si lanciò fuori dalla capsula con un seggiolino a espulsione e scese con il suo paracadute. Atterrò vicino al villaggio di Smelovka, nella regione di Saratov, dove una contadina e la sua nipotina lo videro arrivare: spaventate da quella tuta arancione, gli chiesero se venisse dallo spazio. Lui rispose di non avere paura: era uno di loro, veniva dallo spazio e doveva trovare un telefono per chiamare Mosca.

Il primo eroe dell'era spaziale

Nel giro di poche ore Gagarin divenne famoso in tutto il mondo. Mosca fece una grande festa, e per mesi Gagarin viaggiò in tantissimi paesi, accolto da folle gioiose. A soli 27 anni era diventato il simbolo del progresso scientifico, il primo di una nuova razza di esploratori. Gli Stati Uniti, sorpresi di nuovo dopo lo Sputnik, risposero in fretta: il 5 maggio 1961 Alan Shepard fece un breve volo nello spazio e, poche settimane dopo, il presidente Kennedy annunciò che entro la fine del decennio l'America avrebbe portato un uomo sulla Luna.

Gagarin non volò più nello spazio: il suo governo non voleva rischiare la vita di un eroe nazionale. Diventò istruttore dei nuovi cosmonauti e tornò anche a volare in aereo. Morì il 27 marzo 1968, a 34 anni, in un incidente durante un volo di addestramento con un caccia, vicino a Mosca. Oggi il 12 aprile è ricordato in tutto il mondo come «Giornata internazionale del volo spaziale umano», con una risoluzione delle Nazioni Unite del 2011.

Perché successe

Dopo il lancio dello Sputnik nel 1957, la gara con gli Stati Uniti era diventata una questione di prestigio. L'Unione Sovietica voleva dimostrare che il suo sistema era il più avanzato, e il primo uomo nello spazio sarebbe stata la prova più spettacolare.

Dal punto di vista tecnico, il successo fu possibile grazie ai cani e agli animali mandati prima in orbita (Belka e Strelka tornarono sane e salve nel 1960), che dimostrarono che un essere vivente poteva sopravvivere al volo e al rientro. Il progettista Sergej Korolëv e la sua squadra prepararono tutto con molta cura, ma anche con grandi rischi: nel dicembre 1960 un altro test, con due cani a bordo, era finito male.

Cosa cambiò

Il volo di Gagarin dimostrò che l'uomo poteva vivere e lavorare nello spazio. Aprì la strada a un'epoca di imprese: la prima donna nello spazio, Valentina Tereshkova nel 1963, la prima passeggiata spaziale, nel 1965, e lo sbarco sulla Luna nel 1969.

Fu anche l'inizio della grande gara tra Unione Sovietica e Stati Uniti. Kennedy rispose con un programma, l'Apollo, che costò enormi somme di denaro e coinvolse centinaia di migliaia di persone. Da allora, lo spazio è diventato un luogo di lavoro e di cooperazione internazionale, fino alle stazioni spaziali di oggi.

Il «primo» del volo spaziale ispirò generazioni di ingegneri, di scienziati e di bambini. Ancora oggi a Baikonur si conservano con affetto le tradizioni nate al tempo di Gagarin, e il suo nome è ricordato in tutto il mondo.

Persone e luoghi chiave

Persone

Jurij Gagarin
Cosmonauta sovietico (1934-1968): il primo essere umano nello spazio, il 12 aprile 1961.
Sergej Korolëv
Ingegnere sovietico (1907-1966): capo progettista del razzo e della navicella di Gagarin.
Valentina Tereshkova
Cosmonauta sovietica (nata nel 1937): la prima donna nello spazio, nel 1963.
Alan Shepard
Astronauta americano (1923-1998): il primo americano nello spazio, il 5 maggio 1961.
John F. Kennedy
Presidente degli Stati Uniti (1917-1963): lanciò la sfida di andare sulla Luna.

Luoghi

Baikonur, Kazakhstan
Dal cosmodromo partì la Vostok con Gagarin e partono ancora oggi molti razzi.
Smelovka, regione di Saratov (Russia)
Il villaggio vicino a cui atterrò Gagarin con il paracadute.

Da sapere

  • Gagarin era alto appena 157 centimetri: la capsula Vostok era molto piccola.
  • Prima di Gagarin, due cagnette, Belka e Strelka, avevano fatto un volo orbitale ed erano tornate sulla Terra sane e salve.
  • Gagarin non atterrò dentro la capsula: a sette chilometri di quota si lanciò con il paracadute.
  • Il volo durò 108 minuti, un solo giro intorno alla Terra.
  • Il 12 aprile è la Giornata internazionale del volo spaziale umano, istituita dalle Nazioni Unite nel 2011.

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