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Pandemia di COVID-19

2020 Tutto il mondo (Organizzazione mondiale della sanità, Ginevra)

In breve

Alla fine del 2019 in Cina comparve un nuovo coronavirus, che provoca una malattia chiamata COVID-19 e si trasmette facilmente da persona a persona. In pochi mesi si diffuse in tutto il mondo, e l'11 marzo 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità parlò di pandemia. L'Italia fu tra i primi Paesi europei colpiti: per mesi le scuole rimasero chiuse e le lezioni si fecero a distanza. Medici e infermieri lavorarono senza sosta, e alla fine del 2020 cominciarono le vaccinazioni.

Perché è importante Ha mostrato quanto siamo collegati e quanto contino la ricerca scientifica e l'aiuto reciproco.

Fonte: Organizzazione mondiale della sanità (OMS), «Coronavirus disease (COVID-19) pandemic»

Illustrazione: Pandemia di COVID-19 (Tutto il mondo (Organizzazione mondiale della sanità, Ginevra))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Pandemia di COVID-19: Tutto il mondo (Organizzazione mondiale della sanità, Ginevra)
Dove: Tutto il mondo (Organizzazione mondiale della sanità, Ginevra)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Una polmonite sconosciuta

Alla fine di dicembre 2019, in un ospedale di Wuhan, una grande città della Cina centrale, alcuni medici notarono un numero insolito di pazienti con una polmonite di origine sconosciuta. Il 31 dicembre l'ufficio dell'Organizzazione mondiale della sanità in Cina venne a sapere, da un comunicato delle autorità di Wuhan, di questa polmonite. Pochi giorni dopo gli scienziati identificarono la causa: un nuovo coronavirus, parente di quello che nel 2003 aveva causato la SARS. All'inizio di gennaio i ricercatori cinesi lessero tutto il suo DNA e lo condivisero con il mondo, in modo che i laboratori di altri paesi potessero costruire i test. Il virus fu chiamato SARS-CoV-2, e la malattia che provoca, l'11 febbraio 2020, COVID-19.

Il virus si trasmette soprattutto attraverso le goccioline di saliva che emettiamo parlando, tossendo e respirando, e si diffonde facilmente, specialmente in luoghi chiusi e affollati. In molte persone dà sintomi lievi, ma in altre, soprattutto anziani o con altre malattie, può causare una polmonite grave. In pochi mesi, aerei, treni e viaggiatori lo portarono ovunque.

L'Italia, prima in Europa

Il 21 febbraio 2020 a Codogno, un paese della Lombardia, fu trovato il primo caso di contagio senza collegamenti con la Cina: era l'inizio dell'epidemia in Europa. Subito furono chiusi alcuni comuni, poi la regione. Il 9 marzo il governo estese le misure a tutto il paese: la gente doveva restare a casa, le scuole, i negozi non essenziali, i ristoranti, i teatri e le fabbriche chiusero. Si poteva uscire solo per comprare cibo, andare in farmacia o lavorare nei servizi indispensabili.

Furono settimane difficili. Negli ospedali di Bergamo e di altre zone, medici e infermieri lavoravano senza sosta, con mascherine e tute, per curare una quantità enorme di malati: non c'erano abbastanza posti nelle terapie intensive. Le sere, dai balconi, la gente applaudiva il personale sanitario e cantava; sui lenzuoli e sui disegni dei bambini appariva l'arcobaleno con la scritta «Andrà tutto bene». Il 18 marzo una colonna di camion militari portò fuori da Bergamo le bare dei morti, perché i cimiteri non bastavano: un'immagine che molti ricordano ancora.

L'11 marzo 2020 l'Organizzazione mondiale della sanità dichiarò che quella era una «pandemia», cioè un'epidemia che si diffonde in tutto il mondo. In breve tempo quasi tutti i paesi adottarono misure simili: confini chiusi, mascherine, distanza di sicurezza, igiene delle mani, tamponi. Nel momento peggiore, più di un miliardo e mezzo di studenti nel mondo non poterono andare a scuola: le lezioni passarono alla didattica a distanza, su computer e telefoni.

I vaccini in meno di un anno

Di solito la creazione di un vaccino richiede molti anni. Questa volta i ricercatori ci misero meno di un anno, grazie a un lavoro internazionale senza precedenti e a una tecnica nuova, i vaccini a mRNA, studiati da decenni da scienziati come Katalin Karikó e Drew Weissman: contengono una piccola istruzione che insegna alle cellule a produrre un pezzetto innocuo del virus, così il corpo impara a riconoscerlo. Altre aziende e laboratori prepararono vaccini con tecniche diverse. Dopo prove su decine di migliaia di volontari, le prime vaccinazioni cominciarono nel dicembre 2020: in Italia il 27 dicembre, con la «giornata della vaccinazione» in tutta Europa, e la prima a ricevere la dose fu un'infermiera dell'ospedale Spallanzani di Roma.

Nel 2021 le vaccinazioni si estesero, anche se non in modo uguale in tutto il mondo: i paesi ricchi ottennero le dosi molto prima di quelli poveri. Nuove varianti del virus, come Delta e Omicron, continuarono a diffondersi, ma i vaccini riducevano molto il rischio di ammalarsi gravemente. L'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato la fine dell'emergenza sanitaria internazionale il 5 maggio 2023.

Perché successe

I coronavirus sono virus che infettano da sempre animali e uomini. Gli scienziati ritengono che anche SARS-CoV-2 sia passato dagli animali all'uomo, come altri virus in passato, ma l'origine precisa non è ancora stata chiarita con certezza e se ne discute ancora.

La rapidità con cui si diffuse dipese dal mondo molto collegato in cui viviamo: persone e merci viaggiano ogni giorno da un continente all'altro. Inoltre il virus poteva essere trasmesso anche da persone senza sintomi, il che rese difficile fermarlo.

Cosa cambiò

La pandemia ha causato milioni di morti: l'Organizzazione mondiale della sanità ha riportato circa sette milioni di decessi ufficiali, e stima che le morti in più rispetto a un periodo normale, comprese quelle indirette, siano state circa quindici milioni nel 2020 e nel 2021. In Italia i morti sono stati circa 190 mila. L'economia mondiale, nel 2020, si è ridotta di circa il 3%, la caduta più forte dal dopoguerra, e milioni di persone hanno perso il lavoro.

Ha cambiato anche le abitudini: telelavoro, lezioni in linea, videochiamate, acquisti su Internet. La scienza ha mostrato di poter reagire molto in fretta: i vaccini a mRNA hanno aperto strade nuove per curare altre malattie, e nel 2023 Karikó e Weissman hanno ricevuto il premio Nobel per la medicina.

La pandemia ha ricordato quanto contino i sistemi sanitari, la ricerca scientifica e la fiducia nelle informazioni: durante la crisi circolarono molte notizie false, tanto da far parlare di «infodemia». Ha anche mostrato i limiti dell'organizzazione internazionale: è un'esperienza utile per prepararsi alle prossime emergenze.

Persone e luoghi chiave

Persone

Tedros Adhanom Ghebreyesus
Medico etiope (nato nel 1965): direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità dal 2017.
Katalin Karikó
Biochimica ungherese (nata nel 1955): con Weissman, base dei vaccini a mRNA; Nobel per la medicina nel 2023.
Drew Weissman
Medico americano (nato nel 1959): coautore con Karikó delle ricerche sull'mRNA; Nobel nel 2023.
Ugur Sahin e Özlem Türeci
Medici e ricercatori tedeschi, fondatori di BioNTech: guidarono la creazione del primo vaccino a mRNA autorizzato.
Claudia Alivernini
Infermiera dell'Istituto Spallanzani di Roma: la prima persona vaccinata in Italia, il 27 dicembre 2020.

Luoghi

Wuhan, Cina
La città dove nel dicembre 2019 furono individuati i primi casi.
Codogno e Bergamo, Lombardia
Due luoghi simbolo dell'epidemia in Italia nel 2020.

Da sapere

  • Il 21 febbraio 2020 a Codogno, in Lombardia, fu scoperto il primo caso di contagio locale in Italia.
  • Il 9 marzo 2020 l'Italia fu il primo paese europeo a chiudere tutto il territorio nazionale.
  • Il primo vaccino fu somministrato in Italia il 27 dicembre 2020, a un'infermiera dello Spallanzani.
  • Nel 2023 Katalin Karikó e Drew Weissman hanno vinto il Nobel per la medicina per gli studi sull'mRNA.
  • L'OMS ha dichiarato la fine dell'emergenza sanitaria mondiale il 5 maggio 2023.

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