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Euro in circolazione

2002 Francoforte (Banca centrale europea) e i Paesi dell'euro

In breve

Il 1° gennaio 2002 in dodici Paesi europei, tra cui l'Italia, arrivarono nelle tasche le monete e le banconote in euro. La nuova moneta esisteva già dal 1999 per le banche e i pagamenti elettronici. In Italia un euro valeva 1.936,27 lire, e per due mesi si poté pagare con tutte e due. Le banconote sono uguali ovunque, mentre ogni Paese disegna una faccia delle sue monete. Dal 2026 i Paesi dell'euro sono 21.

Perché è importante Con una moneta comune è più facile viaggiare e commerciare in Europa senza cambiare i soldi.

Fonte: Unione europea, Learning Corner, «Bulgaria joins euro: new chapter begins»; Banca d'Italia, «L'euro»

Illustrazione: Euro in circolazione (Francoforte (Banca centrale europea) e i Paesi dell'euro)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Euro in circolazione: Francoforte (Banca centrale europea) e i Paesi dell'euro
Dove: Francoforte (Banca centrale europea) e i Paesi dell'euro

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Tante monete, un solo mercato

Fino a pochi decenni fa, chi viaggiava in Europa doveva cambiare i soldi ad ogni frontiera. In Italia si pagava in lire, in Francia in franchi, in Germania in marchi, in Spagna in pesete. Ogni volta bisognava fare calcoli e si perdeva qualcosa nel cambio. Anche chi faceva commercio ne risentiva. Per le imprese era peggio: il valore delle monete cambiava ogni giorno, e questo rendeva incerti i prezzi e i guadagni. Con il mercato unico, le merci circolavano senza dazi, ma le monete continuavano a dividere.

L'idea di una moneta comune era vecchia, ma divenne un progetto concreto nel Trattato di Maastricht del 1992. I paesi che volevano adottarla avrebbero dovuto prima rispettare alcune regole sui conti pubblici, dette «criteri di convergenza»: un'inflazione bassa, un debito e un deficit sotto certi limiti. Fu un periodo di sacrifici, in particolare per l'Italia, che dovette ridurre il suo disavanzo per entrare tra i primi: nel 1997 il governo introdusse perfino una «tassa per l'Europa», restituita in parte negli anni successivi.

Prima nei conti, poi nelle tasche

Il 1° gennaio 1999 undici paesi adottarono l'euro, prima come moneta «virtuale» usata nei conti delle banche e nei pagamenti elettronici, mentre le vecchie monete continuavano a circolare. I tassi di cambio tra le vecchie monete e l'euro furono fissati in modo definitivo: per l'Italia, un euro valeva 1.936,27 lire. Nel frattempo nasceva a Francoforte, in Germania, la Banca centrale europea, che decide la politica monetaria di tutti i paesi dell'euro, e il suo primo presidente fu l'olandese Wim Duisenberg.

Il passo decisivo avvenne il 1° gennaio 2002, quando le banconote e le monete in euro arrivarono davvero nelle tasche di circa trecento milioni di persone in dodici paesi: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna. Per due mesi si poté pagare con le due monete; in Italia le lire cessarono di valere il 28 febbraio 2002. Nelle settimane prima, le banche e le poste avevano distribuito pacchetti di monete in euro, per abituare i cittadini.

Come sono fatti gli euro

Le banconote sono sette, da 5 a 500 euro, e mostrano finestre, porte e ponti: sono disegnati dall'austriaco Robert Kalina in modo che nessun paese sia favorito, e rappresentano stili architettonici di epoche diverse dell'Europa, non edifici reali. Le monete sono otto, da un centesimo a due euro. Hanno una faccia uguale per tutti, e l'altra diversa per ciascun paese. Su quelle italiane compaiono simboli come il Colosseo, il Castel del Monte, la Mole Antonelliana, la Nascita di Venere di Botticelli, il Marco Aurelio del Campidoglio, l'Uomo vitruviano di Leonardo e il ritratto di Dante di Raffaello. Possono essere usate in tutti i paesi dell'euro, anche se hanno un disegno diverso.

Il passaggio non fu privo di polemiche: molti italiani ebbero l'impressione che i prezzi fossero saliti, soprattutto per i beni di uso quotidiano come il caffè, il pane e la pizza, anche se gli economisti stimano che l'aumento reale sia stato più contenuto di quello percepito.

L'euro oggi

Dopo il 2002 altri paesi sono entrati nell'euro: la Slovenia nel 2007, Cipro e Malta nel 2008, la Slovacchia nel 2009, l'Estonia nel 2011, la Lettonia nel 2014, la Lituania nel 2015, la Croazia nel 2023 e la Bulgaria il 1° gennaio 2026. Oggi sono ventuno i paesi dell'area dell'euro, per circa 350 milioni di abitanti. Alcuni, come la Danimarca, hanno scelto di restare fuori; la Svezia non soddisfa le condizioni; il Regno Unito non lo adottò mai e poi lasciò l'Unione.

Perché successe

La moneta unica nacque per completare il mercato unico: eliminando il cambio tra le monete, si evitano costi e incertezze, e si rende più facile confrontare i prezzi tra i paesi. Era anche una scelta politica: legare le economie in modo ancora più stretto, per rendere impossibile il ritorno ai conflitti del passato.

Contava inoltre la forza: l'euro, usato da più paesi, avrebbe pesato di più nei commerci e nei mercati finanziari mondiali, come contrappeso al dollaro. Servì anche l'accordo di paesi molto diversi su regole comuni per mantenere sotto controllo l'inflazione.

Cosa cambiò

L'euro è diventato una delle monete più importanti del mondo, usata anche da molti paesi non europei per i commerci e le riserve. Per i cittadini ha reso più semplici i viaggi, gli acquisti e i confronti dei prezzi, e ha abbassato i costi di prestiti e mutui nei paesi con i conti più fragili.

L'euro ha anche mostrato dei limiti. Con una moneta sola, ma governi diversi, un paese in difficoltà non può più svalutare la propria moneta per aiutare le esportazioni. Dopo la crisi finanziaria del 2008, la Grecia, l'Irlanda, il Portogallo, la Spagna e l'Italia ebbero gravi problemi di debito, e per salvare la moneta comune furono creati nuovi meccanismi di aiuto e controlli più severi sui bilanci.

Oggi gli europei discutono ancora su come completare l'unione economica, con un bilancio comune più forte e regole più condivise. Ma l'euro, in poco più di vent'anni, è diventato una parte normale della vita quotidiana di centinaia di milioni di persone.

Persone e luoghi chiave

Persone

Wim Duisenberg
Banchiere olandese (1935-2005): primo presidente della Banca centrale europea.
Robert Kalina
Grafico austriaco (nato nel 1955): disegnò le banconote in euro.
Jacques Delors
Politico francese (1925-2023): presidente della Commissione europea, promotore del piano per la moneta unica.
Mario Draghi
Economista italiano (nato nel 1947): presidente della BCE dal 2011 al 2019; nel 2012 promise di fare «tutto il necessario» per salvare l'euro.
Christine Lagarde
Avvocata e politica francese (nata nel 1956): presidente della BCE dal 2019.

Luoghi

Francoforte sul Meno, Germania
La sede della Banca centrale europea, che guida la politica monetaria dell'euro.
Roma
Dove la Zecca dello Stato coniò le monete in euro dell'Italia.

Da sapere

  • Un euro valeva 1.936,27 lire: era il cambio fissato dal 1° gennaio 1999.
  • Le banconote in euro mostrano ponti, porte e finestre di fantasia, non edifici veri.
  • Le monete in euro hanno una faccia comune e una faccia nazionale: sulle monete italiane da 1 euro c'è l'Uomo vitruviano di Leonardo.
  • In Italia le lire smisero di valere il 28 febbraio 2002.
  • La Bulgaria è diventata il ventunesimo paese dell'euro il 1° gennaio 2026.

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