Arte astratta
circa 1910 Monaco di Baviera, Germania
In breve
Per secoli i pittori avevano rappresentato persone, paesaggi e oggetti. All'inizio del Novecento alcuni artisti provarono a dipingere solo colori, linee e forme, senza raffigurare niente di riconoscibile. Il russo Vasilij Kandinskij, che viveva a Monaco di Baviera, pensava che i colori potessero suscitare emozioni come la musica. Anche la svedese Hilma af Klint aveva già dipinto quadri astratti, che però per molti decenni non furono mostrati al pubblico.
Perché è importante L'arte astratta mostrò che un quadro può esprimere sentimenti e idee anche senza imitare la realtà.
Fonte: Treccani, voce «Astrattismo»

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura
Il racconto
Dipingere senza dipingere qualcosa
Per secoli, quando si diceva «un quadro», si pensava a un'immagine di qualcosa: un ritratto, un paesaggio, una scena della Bibbia o della storia, una natura morta con frutta e fiori. Un pittore doveva saper rappresentare le cose bene, in modo che somigliassero alla realtà. Poi, all'inizio del Novecento, alcuni artisti si chiesero: e se un quadro potesse esistere senza raffigurare niente? Soltanto colori, linee e forme, come la musica è fatta di suoni e non di parole.
L'artista che più di altri fece questo passo fu il russo Vasilij Kandinskij. Era nato a Mosca nel 1866, aveva studiato diritto ed economia e a trent'anni, quando aveva già una carriera sicura, aveva lasciato tutto per diventare pittore. Si era trasferito a Monaco di Baviera, in Germania, allora uno dei centri dell'arte. Aveva una particolarità: sentiva i colori come suoni. Il giallo gli sembrava una tromba acuta, il blu profondo un violoncello, il nero il silenzio.
Un quadro a testa in giù
Kandinskij raccontò che l'idea gli era venuta una sera, rientrando nello studio, quando vide un quadro appoggiato di lato, che non riconobbe: era soltanto fatto di forme e di colori, di una bellezza straordinaria. Capì che a rendere bello un quadro non era per forza l'oggetto rappresentato. Nel 1910 dipinse un acquerello senza alcun soggetto riconoscibile, che per anni è stato considerato il primo dipinto astratto, anche se gli storici discutono sulla data esatta. Nel 1911 pubblicò un libro, «Lo spirituale nell'arte», in cui spiegava che i colori e le forme possono toccare l'anima come fa la musica. Lo stesso anno fondò con l'amico Franz Marc il gruppo del «Cavaliere azzurro» (Der Blaue Reiter).
I suoi quadri, con grandi macchie di colori vivaci, linee nere come fulmini, cerchi e triangoli che sembrano danzare, si intitolavano «Impressioni», «Improvvisazioni» o «Composizioni», come brani musicali. Molti visitatori delle mostre restarono sconcertati: dov'era il paesaggio? Che cosa voleva dire? Kandinskij rispondeva che non c'era niente da «capire»: bisognava lasciarsi emozionare.
Una pioniera dimenticata
Negli stessi anni, in Svezia, un'altra artista dipingeva quadri astratti senza saperlo nessuno: Hilma af Klint. Nata nel 1862 a Solna, vicino a Stoccolma, aveva studiato all'Accademia e dipingeva paesaggi, ma era interessata a idee spirituali e scientifiche. Tra il 1906 e il 1915 realizzò un grande ciclo di quasi duecento opere, i «Dipinti per il tempio», con forme curve, spirali e colori brillanti, spesso enormi. Quando morì, nel 1944, lasciò scritto che i quadri non dovessero essere mostrati fino a vent'anni dopo la sua morte, perché sentiva che il mondo non era pronto. Furono esposti solo nel 1986, e nel 2018 una grande mostra al Museo Guggenheim di New York ebbe un successo enorme. Oggi molti storici la considerano una delle prime pittrici astratte.
Altre strade dell'astratto
L'arte astratta prese presto molte direzioni. Nel 1915 il russo Kazimir Malevič dipinse un quadrato nero su fondo bianco, un'opera semplicissima, quasi una provocazione, che divenne un simbolo: l'arte può ridursi a una forma pura. L'olandese Piet Mondrian, partito dai paesaggi con alberi, semplificò sempre di più le sue immagini fino a ridurle a linee nere dritte e rettangoli di colori primari, rosso, blu e giallo, in una ricerca di equilibrio e armonia. Anche il ceco František Kupka e l'italiano Giacomo Balla fecero ricerche sul movimento e sui colori.
Negli anni Venti Kandinskij insegnò al Bauhaus, una scuola tedesca di arte e design, dove le idee astratte si mescolarono con l'architettura, l'arredamento e la grafica. Il regime nazista, nel 1937, mise molti di questi artisti sotto accusa nella mostra «Arte degenerata»: in realtà li considerava pericolosi per la loro libertà.
Perché successe
L'arte astratta nacque da un clima di grande cambiamento. Alla fine dell'Ottocento la fotografia aveva tolto ai pittori il compito di riprodurre fedelmente la realtà, e gli impressionisti e poi Cézanne e Picasso avevano già cominciato a trasformare le forme. L'astrazione fu il passo più radicale.
Contarono anche la musica, che esprime emozioni senza raffigurare niente, e le nuove scoperte della scienza, che mostravano un mondo invisibile di atomi e di onde. Molti artisti pensavano che la pittura dovesse esprimere un mondo interiore, più che copiare quello esterno.
Cosa cambiò
L'arte astratta aprì una libertà enorme: da allora un quadro poteva essere fatto di colori, linee, macchie e materiali, e ognuno poteva vederci cose diverse. Dopo la Seconda guerra mondiale, l'astrattismo dominò la scena internazionale, con artisti come Jackson Pollock, che faceva sgocciolare il colore sulla tela, o Lucio Fontana, che praticava tagli nella tela per aprire lo spazio.
Il suo linguaggio è entrato nella vita di tutti i giorni: nei manifesti, nei loghi, nei tessuti, nei mobili, nelle architetture. Le linee pulite di Mondrian si ritrovano su vestiti e oggetti; i colori forti di Kandinskij nei libri di grafica.
Molti restano perplessi di fronte a un quadro astratto, e dicono: «Lo saprei fare anch'io». Ma la storia mostra che dietro c'è spesso uno studio lunghissimo, e che l'idea di partenza, cioè che un quadro non debba per forza rappresentare qualcosa, è stata una delle più coraggiose dell'arte moderna.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Vasilij Kandinskij
- Pittore russo (1866-1944): considerato uno dei fondatori dell'arte astratta.
- Hilma af Klint
- Pittrice svedese (1862-1944): realizzò dipinti astratti fin dal 1906, mostrati solo molti anni dopo la sua morte.
- Piet Mondrian
- Pittore olandese (1872-1944): semplificò la pittura in linee nere e colori primari.
- Kazimir Malevič
- Pittore russo (1879-1935): nel 1915 dipinse il «Quadrato nero».
- Franz Marc
- Pittore tedesco (1880-1916): cofondatore con Kandinskij del gruppo «Il Cavaliere azzurro».
Luoghi
- Monaco di Baviera, Germania
- La città dove Kandinskij visse e lavorò e dove nacque il gruppo del Cavaliere azzurro.
- Stoccolma, Svezia
- La città di Hilma af Klint.
Da sapere
- Kandinskij sentiva i colori come suoni: per lui il giallo era come una tromba e il blu come un violoncello.
- Hilma af Klint chiese che i suoi quadri non fossero mostrati fino a vent'anni dopo la sua morte.
- Il «Quadrato nero» di Malevič, del 1915, è un quadrato nero dipinto su fondo bianco.
- Mondrian usava solo linee nere e i colori rosso, blu e giallo, oltre al bianco.
- Nel 1937 i nazisti attaccarono molti artisti astratti nella mostra «Arte degenerata».
Per approfondire
- Wikipedia, «Vasilij Kandinskij» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Hilma af Klint» it.wikipedia.org
- Tate, «Abstract art» (in inglese) tate.org.uk
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