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Guernica di Picasso

1937 Dipinto a Parigi; oggi al Museo Reina Sofía di Madrid, Spagna

In breve

Il 26 aprile 1937, durante la guerra civile spagnola, la cittadina basca di Guernica fu bombardata da aerei tedeschi e italiani alleati del generale Franco. Pablo Picasso, che viveva a Parigi, dipinse in poche settimane un quadro enorme, lungo quasi otto metri, solo in bianco, nero e grigio. Vi si vedono persone e animali disperati, una madre con il suo bambino, un cavallo che grida. Oggi l'opera si trova al Museo Reina Sofía di Madrid.

Perché è importante È diventato uno dei simboli più forti del rifiuto della guerra.

Fonte: Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía, «Guernica»

Illustrazione: Guernica di Picasso (Dipinto a Parigi; oggi al Museo Reina Sofía di Madrid, Spagna)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Guernica di Picasso: Dipinto a Parigi; oggi al Museo Reina Sofía di Madrid, Spagna
Dove: Dipinto a Parigi; oggi al Museo Reina Sofía di Madrid, Spagna

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Una guerra civile in Spagna

Nel luglio 1936 una parte dell'esercito spagnolo, guidata dal generale Francisco Franco, si ribellò al governo della Repubblica, eletto pochi mesi prima. Era l'inizio di una guerra civile che durò quasi tre anni e divise il paese in due: da una parte i repubblicani, difensori della democrazia, sostenuti da operai, contadini e dall'Unione Sovietica; dall'altra i nazionalisti di Franco, che avevano l'appoggio della Chiesa, di molti proprietari e di grandi parti dell'esercito.

La guerra attirò l'attenzione di tutto il mondo, perché era come una prova generale della Seconda guerra mondiale. La Germania nazista di Hitler e l'Italia fascista di Mussolini mandarono a Franco aerei, armi e soldati. Dall'altra parte, volontari di molti paesi, detti «brigate internazionali», vennero a combattere per la Repubblica, convinti di difendere la libertà di tutti.

Il 26 aprile 1937

Guernica (in basco Gernika) è una piccola città del paese basco, nel nord della Spagna, un luogo caro ai baschi perché vi sorge una quercia sotto cui da secoli si riunivano le assemblee. Il pomeriggio del 26 aprile 1937, un lunedì, giorno di mercato, la città era piena di contadini venuti a vendere i loro prodotti. Alle quattro e mezza gli aerei tedeschi della Legione Condor e quelli italiani, a sostegno di Franco, cominciarono a bombardare, a ondate, per circa tre ore. Gran parte dell'abitato fu distrutta dalle bombe e dagli incendi che ne seguirono.

Non si sa con precisione quante persone morirono: le stime variano da alcune centinaia a più di mille, e gli storici ne discutono ancora. Ma la notizia fece il giro del mondo, perché fu uno dei primi bombardamenti aerei contro una città, in cui a soffrire furono soprattutto i civili. Per molti, fu un avvertimento di ciò che sarebbe potuto accadere ovunque.

Picasso dipinge

Pablo Picasso, nato a Malaga, in Spagna, nel 1881, viveva da tempo in Francia ed era già uno dei più famosi artisti del mondo. Il governo repubblicano gli aveva chiesto un grande dipinto per il padiglione spagnolo all'Esposizione internazionale di Parigi del 1937. Picasso era indeciso su che cosa dipingere. Quando seppe del bombardamento dai giornali, decise: avrebbe raccontato ciò che era successo a Guernica.

Si mise al lavoro il 1° maggio, in uno studio di Parigi, e in poco più di un mese, con pochissimi ripensamenti, completò un quadro gigantesco, lungo quasi otto metri e alto circa tre metri e mezzo. Usò solo il bianco, il nero e il grigio, come le fotografie sui giornali. La sua compagna, la fotografa Dora Maar, scattò le immagini del quadro in ogni fase, e così oggi possiamo vedere come cambiò.

Che cosa si vede

Il quadro non mostra aerei né bombe. Ci sono figure sofferenti, disegnate con forme spezzate e deformate. Al centro c'è un cavallo ferito da una lancia, che grida; sulla sinistra una madre urla di dolore, con in braccio il suo bambino morto; a destra una donna che fugge dalle fiamme e un'altra che cade; in basso un soldato, a terra, con una spada spezzata e un fiore in mano. In alto, una lampadina a forma di occhio, e una mano che regge una lampada, sembrano illuminare la scena, come per dire: guardate! A sinistra c'è un toro, che ha vari significati, forse la forza brutale, o forse il popolo spagnolo.

Picasso diceva che non voleva spiegare tutto. Il quadro funziona così: non racconta un fatto preciso, ma mostra la sofferenza di ogni guerra, e per questo parla a tutti, anche a chi non conosce la storia.

Perché successe

Picasso dipinse Guernica perché la guerra, e le notizie di un massacro di civili, lo scossero profondamente. Era un artista che raramente si occupava di politica, ma capì che poteva usare la sua fama per far conoscere al mondo ciò che accadeva in Spagna.

Il bombardamento aveva uno scopo militare, perché la città era vicina al fronte, ma anche di intimidazione: colpire la popolazione per spezzare la resistenza dei baschi. La sua novità era la violenza del bombardamento aereo sulle persone comuni, che divenne sempre più frequente nella Seconda guerra mondiale.

Cosa cambiò

Dopo l'Esposizione di Parigi, il quadro fece il giro d'Europa e degli Stati Uniti, per raccogliere soldi a favore dei profughi spagnoli. Picasso volle che non tornasse in Spagna finché non fosse tornata la libertà. Restò quindi a New York, al Museo di arte moderna, dal 1939 al 1981. Franco morì nel 1975, la Spagna divenne una democrazia, e nel 1981 il dipinto tornò a Madrid, dove oggi si trova nel Museo Reina Sofía.

Guernica è diventato il simbolo mondiale contro la guerra e contro la violenza sui civili. Una copia in arazzo si trovava all'ingresso della sala del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, a New York, fino al 2021, quando fu restituita alla famiglia Rockefeller che l'aveva prestata: nel 2003, quando si parlava di una guerra in Iraq, fu coperta da un telo durante una conferenza stampa.

Ogni anno moltissimi visitatori si fermano davanti al quadro, nella sala del museo di Madrid. Visto oggi, invita a riflettere su quanto sia necessario proteggere i civili in ogni conflitto.

Persone e luoghi chiave

Persone

Pablo Picasso
Pittore e scultore spagnolo (1881-1973): dipinse Guernica nel 1937.
Dora Maar
Fotografa e pittrice francese (1907-1997): compagna di Picasso, documentò le fasi del quadro.
Francisco Franco
Generale spagnolo (1892-1975): guidò i nazionalisti e governò la Spagna come dittatore dal 1939 al 1975.
Josep Lluís Sert
Architetto catalano (1902-1983): progettò il padiglione spagnolo di Parigi.
Joan Miró
Pittore catalano (1893-1983): realizzò un grande dipinto murale per lo stesso padiglione.

Luoghi

Guernica (Gernika), Paesi Baschi
La città bombardata il 26 aprile 1937.
Museo Reina Sofía, Madrid
Il museo dove oggi è conservato il dipinto.

Da sapere

  • Guernica è un dipinto lungo quasi otto metri e alto circa tre metri e mezzo (349,3 × 776,5 cm).
  • Picasso lo dipinse in poco più di un mese, usando solo bianco, nero e grigio.
  • Il dipinto restò a New York dal 1939 al 1981 e tornò in Spagna dopo la fine della dittatura.
  • Sulla sinistra del quadro c'è una madre che stringe il figlio morto; al centro un cavallo ferito.
  • Nel 2003 un telo coprì la copia in arazzo di Guernica all'ONU, a New York, durante una conferenza stampa sulla guerra in Iraq; l'arazzo è stato rimosso nel 2021.

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