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11 · Novecento politica

Regimi totalitari in Europa

1922 Italia, Germania e Unione Sovietica

In breve

Dopo la guerra, in alcuni Paesi europei presero il potere regimi che volevano controllare ogni aspetto della vita delle persone. In Italia, dopo la marcia su Roma dell'ottobre 1922, Benito Mussolini fu chiamato a guidare il governo e in pochi anni instaurò la dittatura fascista. In Germania Adolf Hitler arrivò al potere nel 1933 con il nazismo, mentre nell'Unione Sovietica governava Stalin. Questi regimi abolirono la libertà di parola e i partiti di opposizione, perseguitarono chi non era d'accordo e usarono la propaganda, anche nelle scuole.

Perché è importante Conoscere come nacquero queste dittature aiuta a capire quanto siano preziose la libertà e la democrazia.

Fonte: Treccani, voce «Totalitarismo»

Illustrazione: Regimi totalitari in Europa (Italia, Germania e Unione Sovietica)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Regimi totalitari in Europa: Italia, Germania e Unione Sovietica
Dove: Italia, Germania e Unione Sovietica

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Dopo la guerra, un'Europa in crisi

La Prima guerra mondiale lasciò l'Europa piena di ferite. I soldati tornati a casa non trovavano lavoro, i prezzi salivano, e molti avevano la sensazione che i sacrifici fossero stati inutili. In Italia, che pure aveva vinto la guerra, molti parlavano di «vittoria mutilata», perché non aveva ottenuto tutti i territori promessi. In Germania il paese sconfitto doveva pagare riparazioni enormi, e molti si sentivano umiliati. Nel 1917 in Russia era scoppiata la rivoluzione, e la paura che si diffondesse nel resto d'Europa spaventava imprenditori, proprietari e molti borghesi.

Le democrazie, giovani e fragili, facevano fatica a risolvere questi problemi. In questo clima ebbero successo i capi che promettevano ordine, lavoro e orgoglio nazionale, e dicevano di poter risolvere tutto con la forza. Così nacquero in vari paesi quelli che gli storici chiamano regimi totalitari: stati in cui un solo partito e un solo capo controllano ogni aspetto della vita pubblica e privata.

L'Italia: il fascismo

Il primo di questi regimi nacque in Italia. Benito Mussolini, ex socialista e giornalista, fondò nel 1919 i Fasci di combattimento, con squadre armate, le «camicie nere», che aggredivano sindacalisti, socialisti e contadini. Il 28 ottobre 1922 migliaia di fascisti marciarono su Roma, la «Marcia su Roma». Il governo avrebbe potuto fermarli con l'esercito, ma il re Vittorio Emanuele III rifiutò di firmare lo stato d'assedio, e il 30 ottobre incaricò Mussolini di formare un governo.

Mussolini, al governo, trasformò piano piano l'Italia in una dittatura. Nel 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti denunciò in Parlamento le violenze e i brogli delle elezioni, e undici giorni dopo fu rapito e ucciso da squadristi. Il 3 gennaio 1925 Mussolini si assunse in Parlamento la responsabilità di quanto accaduto e dichiarò che avrebbe usato la forza. Nei due anni seguenti furono vietati i partiti, i sindacati liberi e i giornali di opposizione, fu creato un Tribunale speciale, e la polizia segreta controllava gli oppositori, molti dei quali furono arrestati, mandati al confino o costretti all'esilio.

Il controllo della società

Il regime cercò di controllare tutto: la scuola, con libri di testo unici e l'obbligo di giurare fedeltà; il tempo libero, con organizzazioni come l'Opera nazionale Balilla per i ragazzi; la stampa e la radio, con la censura e la propaganda; la cultura, con il cinema dell'Istituto Luce. Il culto del capo, il «Duce», era dappertutto: foto, scritte sui muri, slogan come «Credere, obbedire, combattere». Nel 1935-36 l'Italia invase l'Etiopia, e nel 1938 furono approvate le leggi razziali, che tolsero agli ebrei italiani i diritti e li allontanarono da scuole e lavoro.

Altri regimi

In Unione Sovietica, dopo la morte di Lenin nel 1924, Iosif Stalin costruì una dittatura in cui il Partito comunista controllava tutto, con campi di lavoro e repressioni di massa. In Germania, dopo la crisi economica del 1929, il partito nazionalsocialista di Adolf Hitler ottenne molti voti: Hitler fu nominato cancelliere il 30 gennaio 1933 e in pochi mesi eliminò i partiti e le libertà. Il nazismo diffuse un razzismo violento, in particolare contro gli ebrei. In Spagna, dopo una guerra civile (1936-1939), prese il potere il generale Francisco Franco.

Chi disse di no

Non tutti si piegarono. Antonio Gramsci, fondatore del Partito comunista italiano, fu arrestato nel 1926 e morì nel 1937, dopo anni di carcere, dopo aver scritto i suoi celebri «Quaderni». I fratelli Carlo e Nello Rosselli, antifascisti, furono uccisi in Francia nel 1937. Molti italiani, in esilio o in clandestinità, continuarono a credere nella libertà.

Perché successe

I regimi totalitari nacquero dalla somma di crisi: la fine di una guerra devastante, la crisi economica, la paura del comunismo, l'umiliazione nazionale e la debolezza di democrazie giovani. In questi momenti molti cittadini, spaventati e delusi, accettarono soluzioni autoritarie, sperando di ritrovare ordine e sicurezza.

I regimi usarono una combinazione di violenza, propaganda e consenso: la paura della polizia e dei tribunali speciali da un lato, le grandi cerimonie e il culto del capo dall'altro. Molti avversari, divisi tra loro, non riuscirono a unirsi in tempo.

Cosa cambiò

I regimi totalitari portarono l'Europa alla Seconda guerra mondiale, a persecuzioni e allo sterminio di milioni di persone. Dopo la guerra, i paesi sconfitti li abbandonarono, e nel 1945 l'Italia fu liberata; la dittatura fascista era durata più di vent'anni.

Per questo la Costituzione italiana del 1948 afferma i diritti di libertà delle persone, e vieta la ricostituzione del partito fascista. Ogni anno, il 25 aprile, l'Italia celebra la Liberazione, e il 27 gennaio, la Giornata della Memoria, ricorda le vittime dello sterminio.

Capire come nacquero quei regimi è importante anche oggi: mostra come le libertà possano perdersi poco a poco, se non si difendono, e perché sono preziosi il diritto di parola, la stampa libera e il voto.

Persone e luoghi chiave

Persone

Benito Mussolini
Capo del fascismo e del governo italiano dal 1922 al 1943 (1883-1945).
Adolf Hitler
Capo del nazismo e della Germania dal 1933 al 1945 (1889-1945).
Iosif Stalin
Capo dell'Unione Sovietica dal 1924 al 1953 (1878-1953).
Giacomo Matteotti
Deputato socialista (1885-1924): denunciò le violenze fasciste e fu assassinato.
Antonio Gramsci
Politico e filosofo italiano (1891-1937): oppositore del fascismo, scrisse in carcere i «Quaderni».

Luoghi

Roma, Italia
La città dove arrivò la «Marcia su Roma» il 28 ottobre 1922.
Berlino, Germania
La capitale dove Hitler fu nominato cancelliere il 30 gennaio 1933.

Da sapere

  • La Marcia su Roma avvenne il 28 ottobre 1922.
  • Il deputato Giacomo Matteotti fu rapito e ucciso nel giugno 1924.
  • Antonio Gramsci scrisse i suoi «Quaderni del carcere» mentre era in prigione.
  • Il 25 aprile è la festa della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo.
  • La Costituzione italiana del 1948 vieta di ricostituire il partito fascista.

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