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Accademia di Platone

circa 387 a.C. Atene (Grecia)

In breve

Dopo la morte del maestro Socrate, Platone viaggiò a lungo, anche in Sicilia, e poi tornò ad Atene. In un parco fuori città, dedicato all'eroe Academo, aprì una scuola dove si studiavano filosofia, matematica e astronomia. Scrisse dialoghi in cui Socrate discute con amici e avversari, come la «Repubblica», dove immagina la città ideale. La scuola, chiamata Accademia, rimase attiva per secoli.

Perché è importante Ancora oggi le parole «accademia» e «accademico» ricordano quel giardino di Atene.

Fonte: Treccani, voce «Platone»

Illustrazione: Accademia di Platone (Atene (Grecia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Accademia di Platone: Atene (Grecia)
Dove: Atene (Grecia)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Dopo Socrate

Platone nacque ad Atene tra il 428 e il 427 a.C. in una famiglia aristocratica. Il padre, Aristone, aveva tra gli antenati Codro, l'ultimo re leggendario di Atene; la madre, Perictione, discendeva, secondo uno scrittore antico, dal legislatore Solone. Il suo vero nome era Aristocle. «Platone», che viene da una parola greca che significa «largo», era un soprannome: secondo la tradizione glielo diede un maestro di ginnastica per la larghezza delle spalle, anche se altri pensavano alla sua fronte o al suo stile di scrittura.

Da giovane Platone era vicino a Socrate, e quando Socrate fu condannato a morte, nel 399 a.C., ne rimase profondamente colpito. Si dedicò alla filosofia e per qualche anno viaggiò. Intorno al 390 a.C., secondo la tradizione, conobbe in Italia meridionale il filosofo pitagorico Archita di Taranto.

Un viaggio finito male

Nel 388 o 387 a.C. Platone andò in Sicilia, invitato dal tiranno di Siracusa, Dionisio I. Lì conobbe Dione, cognato del tiranno, che divenne suo allievo. Ma tra Platone e Dionisio nacque un contrasto. La storia racconta che Platone fu imbarcato su una nave e venduto come schiavo a Egina. Fu riscattato da un amico, Anniceride di Cirene. Gli studiosi moderni discutono su chi sia stato il responsabile e se la vicenda si sia svolta davvero così.

Il parco di Academo

Tornato ad Atene, Platone comprò un terreno a nord-ovest della città, fuori dalle mura, vicino al villaggio di Colono. Il luogo era un parco pubblico dedicato all'eroe Academo, tanto che si chiamava «Hekademia». Qui, nel 387 a.C. secondo la tradizione, Platone fondò la sua scuola, che prese il nome di Accademia. Giuridicamente era un'associazione religiosa dedicata ad Apollo e alle Muse.

Non era una scuola come le nostre. Non c'erano classi né voti. Era una comunità di maestri e allievi che vivevano e studiavano insieme, e il metodo era la discussione, la «dialettica»: si proponeva un problema, si ascoltavano le diverse opinioni, si cercava di smontarle con argomenti e di costruire una risposta migliore. Si studiavano filosofia, matematica, geometria, astronomia, ottica. Tra gli studiosi legati all'Accademia ci furono matematici di valore, come Teeteto di Atene ed Eudosso di Cnido.

I dialoghi

Platone scrisse moltissimo, e quasi tutto in forma di dialogo, cioè di conversazione tra personaggi, di cui il più importante è Socrate. Le opere che ci sono arrivate sono 36: 34 dialoghi, l'«Apologia di Socrate» e una raccolta di tredici lettere. Nell'«Apologia» troviamo la difesa di Socrate al processo. Nella «Repubblica» Platone descrive come dovrebbe essere una città giusta. Nel «Simposio» ogni partecipante a un banchetto dice che cos'è l'amore. Nel «Fedone» si sostiene che l'anima è immortale. Nel «Timeo» si parla di come è fatto l'universo.

L'idea centrale del suo pensiero è la «teoria delle Idee». Per Platone le cose che vediamo con gli occhi cambiano e passano, mentre le Idee, come il Bello, il Giusto, il Bene, sono eterne e immutabili e abitano in un mondo che chiama «iperuranio», cioè «oltre il cielo». Conoscere vuol dire ricordare ciò che l'anima ha già visto in quel mondo, secondo un'idea che chiamava «anamnesi». Sono pensieri difficili, ma da lì sono nate molte domande che ci poniamo ancora oggi.

Altri due viaggi in Sicilia

Platone tornò in Sicilia altre due volte. Nel 367-366 a.C., invitato da Dione, cercò di influenzare il nuovo tiranno Dionisio II e di realizzare riforme, ma i contrasti con il tiranno portarono all'esilio di Dione. Nel 361 a.C. ci riprovò, ma di nuovo senza successo: ruppe i rapporti con Dionisio e lasciò la Sicilia nel 360 a.C. grazie alla mediazione di Archita. Il sogno di un governo di filosofi non si realizzò.

La scuola dopo di lui

Platone morì tra il 348 e il 347 a.C. Aristotele, arrivato ad Atene a 17 anni, aveva studiato nell'Accademia fino a quel momento. A guidare la scuola dopo Platone furono Speusippo e poi Senocrate. L'Accademia attraversò diverse fasi, e con alcuni maestri, come Arcesilao e Carneade, assunse un'impostazione scettica. La sede antica fu distrutta dai soldati del generale romano Silla durante l'assedio di Atene (87-86 a.C.), nell'86 a.C. La scuola riprese più tardi come «scuola dei platonici di Atene». Nel 529 d.C. l'imperatore Giustiniano ne decretò la chiusura, e gli ultimi filosofi, tra cui Damascio, cercarono rifugio alla corte del re di Persia. L'Accademia aveva vissuto, in una forma o nell'altra, circa nove secoli.

Perché successe

Secondo molti studiosi, Platone fondò l'Accademia per due motivi. Il primo era la morte di Socrate: dopo quell'esperienza voleva formare persone capaci di pensare e di governare con giustizia. Il secondo era che, dopo i suoi viaggi, aveva conosciuto la matematica dei pitagorici e voleva farla diventare la base di una formazione più ampia.

In più, ad Atene c'erano le condizioni: una città piena di maestri, di sofisti e di giovani curiosi, con molte persone disposte a discutere di politica, giustizia e conoscenza. Per i giovani delle famiglie ricche, studiare con un maestro era un modo di prepararsi alla vita pubblica.

Cosa cambiò

L'Accademia fu la prima scuola di alto livello del mondo occidentale, e il suo modello fu imitato per secoli: Aristotele fondò il Liceo, le scuole di Alessandria e le università medievali. L'idea di una comunità stabile di studiosi, con una biblioteca e un metodo di discussione, vive ancora oggi nelle università.

Il pensiero di Platone ha influenzato la filosofia, la religione, la matematica e la politica. Nel Rinascimento, a Firenze, Marsilio Ficino riprese il suo pensiero nell'Accademia neoplatonica nata sotto la protezione di Cosimo de' Medici, che si spense verso la fine del Quattrocento, dopo il 1494.

Le parole «accademia», «accademico» e «accademia di belle arti» ricordano ancora quel giardino di Atene. Anche il modo di organizzare le scuole e di insegnare con il dialogo si ispira, sia pure da lontano, al suo esempio.

Persone e luoghi chiave

Persone

Platone
Filosofo ateniese (428/427 - 348/347 a.C.), allievo di Socrate e fondatore dell'Accademia.
Dione di Siracusa
Cognato del tiranno Dionisio I, divenne allievo di Platone e lo invitò in Sicilia.
Archita di Taranto
Filosofo pitagorico, amico di Platone; lo aiutò a lasciare la Sicilia nel 360 a.C.
Aristotele
Studiò nell'Accademia da giovane e rimase fino alla morte di Platone.
Speusippo e Senocrate
I primi due successori di Platone alla guida della scuola.

Luoghi

Accademia
Parco a nord-ovest di Atene, dedicato all'eroe Academo, dove Platone aprì la scuola.
Siracusa
Città greca della Sicilia, dove Platone andò tre volte, invitato dai tiranni.
Egina
Isola vicina ad Atene dove, secondo il racconto, Platone fu venduto come schiavo.
Firenze
Nel Rinascimento vi nacque un'Accademia platonica ispirata a quella di Atene.

Da sapere

  • Il vero nome di Platone era Aristocle: «Platone» era un soprannome.
  • Secondo la tradizione, Platone fu venduto come schiavo a Egina e riscattato da un amico.
  • Di Platone ci sono arrivate 36 opere, tra dialoghi, Apologia e lettere.
  • L'Accademia di Platone rimase aperta per circa nove secoli, finché Giustiniano la chiuse nel 529 d.C.
  • La parola «accademia» viene dall'eroe Academo, cui era dedicato il parco dove si trovava la scuola.

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