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Lorenzo de' Medici a Firenze

1469 Firenze, Italia

In breve

Nel 1469, a soli vent'anni, Lorenzo de' Medici prese in mano il governo di Firenze dopo la morte del padre, anche se ufficialmente la città restava una repubblica. Era un banchiere, ma anche un poeta, e amava circondarsi di artisti e filosofi. Nella sua cerchia passarono Botticelli e il giovanissimo Michelangelo. Con la diplomazia cercò di tenere in equilibrio gli Stati italiani, e per tutti divenne «il Magnifico».

Perché è importante Sotto la sua guida Firenze diventò uno dei centri più vivaci del Rinascimento.

Fonte: Treccani, Dizionario Biografico, voce «Medici, Lorenzo de'»

Illustrazione: Lorenzo de' Medici a Firenze (Firenze, Italia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Lorenzo de' Medici a Firenze: Firenze, Italia
Dove: Firenze, Italia

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Una città senza re

Firenze, nel Quattrocento, era formalmente una repubblica, con magistrati che cambiavano spesso e consigli di cittadini. In realtà, da qualche decennio, a comandare dietro le quinte era una sola famiglia: i Medici. Erano banchieri, e avevano filiali del loro banco in molte città europee, da Venezia a Bruges, da Londra a Lione. Il denaro, e l'amicizia con papi e principi, davano loro un potere enorme, anche se non avevano nessun titolo di sovrano.

Fu il nonno di Lorenzo, Cosimo il Vecchio, a costruire questo sistema: finanziava le opere pubbliche, aiutava i cittadini in difficoltà e piazzava amici nei posti importanti. Dopo di lui, il figlio Piero, malato di gotta, governò per pochi anni. Quando Piero morì, nel dicembre 1469, i capi della città si rivolsero al figlio maggiore, che aveva appena vent'anni: Lorenzo.

Un giovane al comando

Lorenzo era nato nel 1449. Era stato educato da maestri eccellenti, studiava il latino, il greco, la filosofia e la poesia, ma sapeva anche cavalcare, partecipare ai tornei e parlare con ambasciatori e mercanti. Non era bello, con il naso schiacciato e una voce un po' nasale, ma aveva un fascino che conquistava la gente. Era un ottimo politico: sapeva ascoltare, trattare e aspettare.

I fiorentini cominciarono a chiamarlo «il Magnifico», un titolo che nel Quattrocento si dava a persone importanti e generose. La sua politica estera fu quella dell'equilibrio: evitare che un solo stato in Italia diventasse troppo forte, e tenere in pace gli stati più grandi. Per questo fu chiamato da alcuni storici «l'ago della bilancia» d'Italia.

La congiura dei Pazzi

Non tutti erano contenti del potere dei Medici. La famiglia rivale dei Pazzi, appoggiata dal papa Sisto IV, che voleva espandere il dominio della sua famiglia anche in Toscana, organizzò una congiura. Il 26 aprile 1478, durante la messa solenne nel Duomo, i congiurati attaccarono Lorenzo e suo fratello Giuliano. Giuliano fu ucciso a pugnalate. Lorenzo, ferito al collo, riuscì a rifugiarsi nella sagrestia con l'aiuto degli amici.

I fiorentini non si sollevarono contro i Medici, come speravano i congiurati: al contrario, si schierarono con Lorenzo e vendicarono Giuliano. Molti congiurati furono impiccati alle finestre del palazzo della Signoria. Il papa scomunicò Lorenzo e si formò una coalizione per fargli guerra. Tra il 1479 e il 1480, con grande coraggio, Lorenzo andò di persona a Napoli, a trattare con re Ferrante, e riuscì a ottenere la pace.

Il mecenate

Lorenzo fu anche un grande protettore delle arti, cioè un mecenate. Ebbe attorno a sé pittori come Sandro Botticelli, scultori come Verrocchio, poeti e filosofi come Angelo Poliziano e Marsilio Ficino. Nel giardino vicino alla chiesa di San Marco teneva statue antiche, e lì fece studiare giovani artisti: tra loro c'era un ragazzo di nome Michelangelo, che visse per un certo periodo in casa sua. Lorenzo stesso scrisse poesie, canti di carnevale e un poemetto, in italiano, e contribuì a dare dignità alla lingua dei fiorentini.

Lorenzo collezionava anche gemme, vasi di pietre dure e manoscritti antichi, e mandava i suoi agenti in giro per l'Europa e in Oriente a cercarne. I libri raccolti dalla famiglia diventarono il nucleo della Biblioteca Medicea Laurenziana, che fu aperta ai lettori nel 1571 e si può ancora visitare.

Morì l'8 aprile 1492, nella villa di Careggi, a quarantatré anni. Aveva governato Firenze per ventitré anni. Si racconta che negli ultimi giorni volle vicino a sé il frate Girolamo Savonarola, che predicava contro il lusso, ma i dettagli di questo episodio sono incerti.

Perché successe

Il potere dei Medici si basava sulla ricchezza del banco, sulla rete di alleanze e sull'abitudine dei fiorentini a una repubblica che, di fatto, era guidata da pochi. Quando Lorenzo ereditò la guida, trovò già un sistema che funzionava, e seppe usarlo con intelligenza.

La vitalità economica di Firenze, con la lana, la seta e la finanza, permetteva di pagare artisti e studiosi, e la gara fra le città italiane per la bellezza e il prestigio spingeva a investire nella cultura.

Cosa cambiò

Sotto Lorenzo Firenze visse uno dei suoi periodi di maggiore splendore artistico. Il clima di cultura che si formò in quegli anni preparò il Rinascimento maturo di Leonardo, Michelangelo e Raffaello.

L'equilibrio fra gli stati italiani resse fino alla sua morte. Due anni dopo, nel 1494, il re di Francia Carlo VIII invase l'Italia, e cominciò un lungo periodo di guerre. I Medici furono cacciati da Firenze e tornarono solo nel 1512.

Il banco dei Medici, già in difficoltà per cattivi affari, perse importanza negli anni seguenti. La famiglia, però, tornò al potere ed ebbe poi due papi, Leone X e Clemente VII, e dal 1569 i granduchi di Toscana.

Persone e luoghi chiave

Persone

Lorenzo de' Medici
Signore di Firenze dal 1469 al 1492 (1449-1492): politico, poeta e protettore delle arti.
Giuliano de' Medici
Fratello di Lorenzo (1453-1478): fu ucciso nella congiura dei Pazzi.
Sandro Botticelli
Pittore fiorentino (1445-1510): dipinse la «Primavera» e la «Nascita di Venere».
Angelo Poliziano
Poeta e umanista (1454-1494): amico di Lorenzo e maestro dei suoi figli.
Sisto IV
Papa dal 1471 al 1484: sostenne i Pazzi contro i Medici.

Luoghi

Firenze
Città toscana, centro del Rinascimento italiano.
Villa di Careggi
La villa medicea fuori Firenze dove Lorenzo morì nel 1492.

Da sapere

  • Lorenzo prese il comando di Firenze a vent'anni.
  • Durante la congiura dei Pazzi, nel Duomo, Lorenzo fu ferito al collo ma si salvò.
  • Per far pace con Napoli, Lorenzo andò di persona dal re Ferrante nel 1479.
  • Lorenzo scrisse poesie e canti di carnevale.
  • Il giovane Michelangelo visse per un periodo in casa Medici.

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