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9 · Età moderna scienza e tecnica

Accademie scientifiche

1660 Londra, Inghilterra (e prima Roma e Firenze)

In breve

Nel Seicento gli scienziati sentirono il bisogno di incontrarsi per fare esperimenti insieme e discutere i risultati. A Roma era nata nel 1603 l'Accademia dei Lincei, di cui fece parte anche Galileo, e a Firenze nel 1657 l'Accademia del Cimento, con il motto «provando e riprovando». Nel 1660, a Londra, un gruppo di studiosi fondò la Royal Society, che dal 1665 pubblicò una delle prime riviste scientifiche. Ancora oggi le scoperte vengono controllate da altri esperti prima di essere accettate.

Perché è importante Le accademie trasformarono la scienza in un lavoro di squadra, fatto di prove ripetute e risultati condivisi.

Fonte: Science Museum Group, «The Royal Society»

Illustrazione: Accademie scientifiche (Londra, Inghilterra (e prima Roma e Firenze))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Accademie scientifiche: Londra, Inghilterra (e prima Roma e Firenze)
Dove: Londra, Inghilterra (e prima Roma e Firenze)

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Scienziati che lavoravano da soli

All'inizio del Seicento chi studiava la natura lavorava per lo più da solo, o con pochi amici, e spesso in segreto. Alcuni temevano che i concorrenti rubassero le loro idee, altri avevano paura di essere accusati di eresia o di magia. Le scoperte, inoltre, si diffondevano lentamente: i libri costavano e si stampavano a distanza di anni, le lettere viaggiavano per settimane, e molti errori restavano senza correzioni.

Poi arrivò l'idea di mettere insieme le persone curiose, perché potessero incontrarsi, discutere, ripetere gli esperimenti degli altri e controllare i risultati. Nacquero così le accademie scientifiche, associazioni di studiosi che si riunivano con regolarità.

I Lincei e il Cimento

Una delle prime accademie scientifiche moderne fu l'Accademia dei Lincei, fondata a Roma nel 1603 da un giovane nobile di diciotto anni, Federico Cesi. Il nome ricorda la lince, animale dalla vista acuta: gli accademici dovevano guardare la natura con occhi attenti. Nel 1611 vi entrò anche Galileo, che si firmava con orgoglio «linceo». I Lincei pubblicarono alcune delle opere di Galileo, ma dopo la morte di Cesi, nel 1630, l'accademia si spense.

A Firenze, tra il 1657 e il 1667, ebbe vita un'altra accademia, l'Accademia del Cimento, promossa dai Medici, in particolare dal principe Leopoldo e dal granduca Ferdinando II. «Cimento» significa «prova», e il motto era «Provando e riprovando». Gli accademici, che erano allievi di Galileo, ripetevano esperimenti con il barometro, con il vuoto, con la caduta dei corpi e con la temperatura, e pubblicarono nel 1667 il resoconto di tutto quello che avevano fatto.

La Royal Society

Il 28 novembre 1660, a Londra, dopo una conferenza dell'astronomo e architetto Christopher Wren al Gresham College, dodici persone decisero di fondare una società «per promuovere la conoscenza fisico-matematica sperimentale». Era una compagnia di medici, astronomi, chimici e uomini colti. Nel 1662 il re Carlo II le concesse una carta reale, e nacque la Royal Society, che esiste ancora oggi.

Il suo motto, «Nullius in verba», si può tradurre «sulla parola di nessuno»: significa che le idee devono essere provate dai fatti e non accettate solo perché le ha dette un'autorità. Alle riunioni i soci facevano esperimenti davanti a tutti. Robert Boyle studiava l'aria e la pressione con la sua pompa a vuoto, Robert Hooke guardava al microscopio le piccole cose e nel 1665 pubblicò un libro illustrato, «Micrographia», in cui disegnò una pulce ingrandita e le «celle» di un pezzo di sughero. Più tardi vi entrò Isaac Newton, che ne fu presidente dal 1703 al 1727.

I soci si incontravano ogni settimana, di mercoledì, pagavano una piccola quota e portavano i risultati dei loro esperimenti. Venivano lette ad alta voce anche le lettere di studiosi stranieri, e se ne discuteva insieme. Era un modo di fare scienza aperto, in cui nessuno doveva fidarsi ciecamente di nessun altro.

La rivista e le altre accademie

Nel 1665 il segretario della Royal Society, Henry Oldenburg, fondò una rivista, le «Philosophical Transactions», che ancora oggi esce regolarmente: è una delle più antiche riviste scientifiche. Prima di lui, nello stesso anno, a Parigi era già uscito il «Journal des sçavans». Pubblicare i risultati su una rivista permetteva di stabilire chi avesse fatto una scoperta per primo e di farla conoscere in tutta Europa.

Nel 1666 in Francia il re Luigi XIV e il suo ministro Colbert fondarono l'Académie des sciences, a Parigi. In Germania l'Accademia dei Leopoldini era nata nel 1652. Altre seguirono in tutta Europa, e il modello si diffuse nel Settecento in Russia, in Svezia, in Prussia e in America.

Perché successe

Nella prima metà del Seicento gli studiosi avevano capito che la natura si studia con l'esperimento, ma c'era bisogno di strumenti costosi e di discussioni con altri esperti. Un'associazione poteva permettersi la pompa a vuoto o il telescopio, e controllare i risultati.

Nobili, re e mecenati trovavano prestigioso sostenere la scienza, e la stampa faceva circolare le notizie. Dopo le guerre di religione, molti volevano discutere di natura senza litigare su religione e politica.

Cosa cambiò

Le accademie crearono un nuovo modo di fare scienza: una comunità internazionale, che si controlla, si critica e condivide i risultati. Le riviste scientifiche e la «revisione fra pari», cioè il controllo di altri esperti prima della pubblicazione, derivano da questo sistema.

Le scoperte si accelerarono. La Royal Society, l'Académie e le altre furono il luogo dove Newton, Boyle, Hooke, Halley e altri discussero e pubblicarono. Nacquero osservatori, orti botanici e spedizioni scientifiche.

Ancora oggi la Royal Society, l'Accademia dei Lincei (rinata nell'Ottocento) e le accademie delle scienze di tanti paesi sono associazioni che premiano gli studiosi e consigliano i governi.

Persone e luoghi chiave

Persone

Federico Cesi
Nobile romano (1585-1630): fondò l'Accademia dei Lincei.
Christopher Wren
Astronomo e architetto inglese (1632-1723): la sua conferenza del 1660 portò alla fondazione della Royal Society.
Robert Boyle
Chimico e fisico irlandese (1627-1691): studiò i gas e fu tra i primi soci.
Robert Hooke
Scienziato inglese (1635-1703): pubblicò Micrographia nel 1665.
Henry Oldenburg
Segretario della Royal Society (circa 1619-1677): fondò le Philosophical Transactions.

Luoghi

Gresham College, Londra
Il collegio dove nacque la Royal Society.
Firenze
Città dove ebbe sede l'Accademia del Cimento.

Da sapere

  • Il motto della Royal Society, «Nullius in verba», significa «sulla parola di nessuno».
  • I Lincei prendono il nome dalla lince, animale dalla vista acuta.
  • Le Philosophical Transactions sono una delle più antiche riviste scientifiche ancora pubblicate.
  • Hooke disegnò una pulce ingrandita al microscopio.
  • Newton fu presidente della Royal Society per più di vent'anni.

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