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9 · Età moderna politica

Conquista di Tenochtitlán

1521 Tenochtitlán (oggi Città del Messico), Messico

In breve

Tenochtitlán, capitale degli Aztechi, sorgeva su un'isola in mezzo a un lago ed era una delle città più grandi del mondo, con canali, mercati e templi. Nel 1519 vi arrivò lo spagnolo Hernán Cortés con poche centinaia di soldati, alleato con popoli nemici degli Aztechi. Dopo un lungo assedio, nell'agosto 1521 la città cadde. Le armi europee e soprattutto il vaiolo, una malattia sconosciuta in America, decimarono gli abitanti. Sulle sue rovine sorse Città del Messico.

Perché è importante Segnò l'inizio del dominio spagnolo in America e la fine di una delle grandi civiltà del continente.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Tenochtitlán»

Illustrazione: Conquista di Tenochtitlán (Tenochtitlán (oggi Città del Messico), Messico)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Conquista di Tenochtitlán: Tenochtitlán (oggi Città del Messico), Messico
Dove: Tenochtitlán (oggi Città del Messico), Messico

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Una città sull'acqua

Nel 1519 la città di Tenochtitlán, capitale del popolo mexica, che noi chiamiamo spesso aztechi, era una delle più grandi del mondo: forse duecentomila abitanti, più di qualsiasi città spagnola. Sorgeva su un'isola in mezzo al lago di Texcoco, collegata alla terraferma da lunghe strade rialzate, le calzate. Aveva canali, mercati, giardini galleggianti, chiamati chinampas, dove si coltivavano mais e fiori, e al centro un grande tempio, il Templo Mayor. Gli spagnoli, che la videro dall'alto, la paragonarono alle città delle storie di cavalieri.

I mexica dominavano gran parte del Messico centrale con una lega di tre città, la Triplice Alleanza. Molti popoli vicini dovevano pagare loro tributi, cioè consegnare cibo, tessuti e persone, e non erano affatto contenti. Questo malcontento ebbe un ruolo decisivo.

Cortés sbarca

Hernán Cortés era un nobile spagnolo di Medellín. Nel 1519 partì da Cuba con circa cinquecentocinquanta uomini, sedici cavalli e qualche cannone, per esplorare la costa del Messico. Fondò un insediamento sul mare, Veracruz, e fece bruciare, o affondare, le navi, secondo la tradizione, per impedire che i suoi uomini tornassero indietro.

Sulla costa Cortés ricevette in dono una ragazza indigena, battezzata Marina e chiamata dai suoi popoli Malintzin, poi detta Malinche. Parlava due lingue della regione e, imparando lo spagnolo, divenne la sua interprete e consigliera. Con il suo aiuto Cortés capì che molti popoli odiavano i mexica e fece alleanza con i tlaxcaltechi, che avevano resistito a lungo ai mexica, e con altri. Furono questi alleati, decine di migliaia di guerrieri, a costituire la maggior parte delle forze che marciarono su Tenochtitlán.

Lungo il cammino verso la capitale, i messaggeri di Moctezuma portavano doni d'oro e di piume pregiate, sperando che gli stranieri si accontentassero e tornassero indietro. Ottennero l'effetto contrario: l'oro fece capire agli spagnoli quanto fosse ricco il paese che stavano per raggiungere.

Moctezuma e la «Notte triste»

L'8 novembre 1519 Cortés entrò a Tenochtitlán. Il sovrano mexica, Moctezuma II, lo ricevette con grandi onori. Poco dopo, secondo il racconto di Cortés, gli spagnoli lo fecero prigioniero nel suo palazzo, per governare attraverso di lui. Nella primavera del 1520 Cortés dovette allontanarsi per affrontare altri spagnoli, mandati a catturarlo, e in sua assenza un suo luogotenente fece uccidere molti nobili durante una festa. La città si ribellò.

Moctezuma morì nel giugno 1520, ma le versioni spagnole e indigene non concordano su come. Il 30 giugno gli spagnoli tentarono di fuggire di notte, ma furono attaccati sulle strade rialzate, e persero centinaia di uomini e quasi tutto il tesoro. Questa fu chiamata la «Notte triste». Nello stesso periodo scoppiò un'epidemia di vaiolo, portata da un soldato spagnolo, che i popoli del luogo non avevano mai incontrato: uccise moltissime persone, tra cui il nuovo sovrano, Cuitláhuac.

L'assedio

Cortés si rifugiò a Tlaxcala, si rimise in forze e fece costruire tredici piccole navi, i brigantini, che furono portate a pezzi fino al lago e montate lì. Nel maggio del 1521 cominciò l'assedio. Gli assedianti bloccarono le strade rialzate e gli acquedotti, e i brigantini dominavano il lago. Gli abitanti, colpiti da fame, sete e malattie, resistettero per circa ottanta giorni, guidati dal nuovo sovrano, Cuauhtémoc, giovane nobile.

Il 13 agosto 1521 Cuauhtémoc fu catturato mentre cercava di fuggire in canoa, e la città cadde. Era in gran parte distrutta. Sulle sue rovine gli spagnoli costruirono la città di Città del Messico, che è la capitale del paese ancora oggi. Il Messico centrale diventò il nucleo della Nuova Spagna, un grande dominio della Spagna che durò quasi trecento anni.

Perché successe

Il successo spagnolo non dipese soltanto dalle armi di metallo, dai cavalli e dai cannoni. Contarono le alleanze con i popoli sottomessi dai mexica, che volevano liberarsi dai tributi, e che fornirono la maggior parte dei combattenti.

Contarono molto anche le malattie portate dall'Europa, come il vaiolo, che colpirono duramente la popolazione indigena. Cortés poi usò abilmente la diplomazia, le informazioni degli interpreti e la divisione dei nemici.

Cosa cambiò

L'impero dei mexica scomparve, e con la Nuova Spagna cominciò il dominio coloniale spagnolo in Messico, che si estese poi a gran parte dell'America centrale e meridionale. Dalle miniere di argento della regione l'argento affluì in Europa in quantità enormi.

La popolazione indigena diminuì in modo drammatico nei decenni seguenti, soprattutto per le epidemie, ma anche per i lavori forzati e la guerra. Le culture locali furono in parte cancellate: i templi furono abbattuti, e molti libri indigeni furono bruciati.

Nel tempo nacque una società nuova, con lingue, religione e usi mescolati: oggi si parla spagnolo, ma anche il nahuatl, la lingua dei mexica, è parlato da più di un milione di persone. Il nome stesso «Messico» deriva da quello dei mexica.

Persone e luoghi chiave

Persone

Hernán Cortés
Conquistatore spagnolo (1485-1547): guidò la spedizione contro i mexica.
Moctezuma II
Sovrano mexica dal 1502 al 1520: accolse Cortés a Tenochtitlán.
Malinche (Malintzin)
Donna indigena (circa 1500-1529): fu interprete e consigliera di Cortés.
Cuauhtémoc
Ultimo sovrano mexica (circa 1495-1525): difese la città e fu catturato nel 1521.
Cuitláhuac
Sovrano mexica per pochi mesi nel 1520: morì di vaiolo.

Luoghi

Tenochtitlán
Capitale dei mexica, sul lago di Texcoco: oggi sotto Città del Messico.
Templo Mayor, Città del Messico
I resti del grande tempio, scoperti nel Novecento e visitabili.
Tlaxcala
Territorio del popolo che si alleò con Cortés.

Da sapere

  • Tenochtitlán fu costruita su un'isola in mezzo a un lago.
  • La maggior parte dei combattenti di Cortés erano alleati indigeni, non spagnoli.
  • La città cadde dopo circa ottanta giorni di assedio.
  • Il Templo Mayor fu riscoperto nel 1978 sotto il centro di Città del Messico.
  • Il nome «Messico» viene da quello dei mexica.

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