Vai al contenuto
Storiascopio
IT
Torna a: Età moderna

9 · Età moderna persone

Leonardo progetta macchine

circa 1485 Milano, Italia

In breve

Leonardo da Vinci, nato nel 1452 vicino a Vinci, in Toscana, si trasferì a Milano alla corte di Ludovico il Moro. Riempì migliaia di pagine di quaderni con disegni di macchine volanti, ingranaggi, ponti e strumenti di guerra, scrivendo spesso da destra a sinistra, a specchio. Molti progetti non furono mai costruiti, ma mostrano una curiosità senza confini. Era anche pittore: a Milano dipinse l'Ultima Cena.

Perché è importante Leonardo è diventato il simbolo di chi unisce arte, scienza e invenzione.

Fonte: Treccani, voce «Leonardo da Vinci»

Illustrazione: Leonardo progetta macchine (Milano, Italia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Leonardo progetta macchine: Milano, Italia
Dove: Milano, Italia

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Un cercatore di lavoro con una lettera speciale

Leonardo da Vinci era nato nel 1452 vicino a Vinci, un paese della Toscana. Imparò a dipingere a Firenze, nella bottega dell'artista Andrea del Verrocchio, dove si preparavano colori, si scolpivano statue e si studiavano anche tecnica e meccanica. Verso il 1482, a trent'anni, lasciò Firenze e andò a Milano, alla corte del duca Ludovico Sforza, detto il Moro, che era uno dei signori più potenti d'Italia.

Per farsi assumere, Leonardo scrisse al duca una lettera. Non si presentava come pittore, ma come ingegnere militare: elencava una decina di cose che sapeva fare, come ponti facili da trasportare, armi per assediare le città, carri coperti da corazze e macchine per lanciare pietre. Solo alla fine ricordava di essere anche scultore e pittore. Il testo che conosciamo è una copia, e non si sa se sia stato spedito proprio in questa forma.

I quaderni

Nei trent'anni e passa che seguirono, Leonardo riempì migliaia di fogli di disegni e di appunti. Scriveva da destra a sinistra, con le lettere rovesciate come in uno specchio: leggerli richiede uno specchio, o molta pazienza. Forse lo faceva perché era mancino e così non sporcava l'inchiostro, ma nessuno può dirlo con certezza. Molti fogli sono raccolti nel Codice Atlantico, conservato alla Biblioteca Ambrosiana di Milano.

In quelle pagine si trovano macchine di ogni tipo: pompe, ruote idrauliche, argani, orologi, carri, strumenti musicali. Si trovano anche progetti più fantastici, come un'«ala meccanica» che doveva far volare un uomo battendo come un uccello, una vite aerea che somiglia a un elicottero, un grande balestrone, un carro armato fatto di scudi, e un paracadute a forma di piramide.

Il paracadute e le ali

Il paracadute di Leonardo, disegnato intorno al 1485, era un telo di lino teso su una struttura di legno a piramide. Nel 2000 un uomo, Adrian Nicholas, ne costruì una copia fedele e si lanciò da una mongolfiera a oltre duemila metri di quota: scese per un lungo tratto, poi sganciò la struttura, molto pesante, e atterrò con un paracadute moderno; l'idea fu comunque dimostrata. Le macchine volanti con le ali, invece, non potevano funzionare: i muscoli di un essere umano non sono abbastanza forti per sostenerlo in aria.

Leonardo però non si limitava a progettare: osservava. Studiò il volo degli uccelli, la corrente dei fiumi, il battito del cuore, i muscoli del corpo, i fiori e le rocce. Sezionò decine di cadaveri per capire come era fatto l'uomo, e disegnò quello che vedeva con una precisione impressionante.

A Milano Leonardo si occupò anche dell'acqua. La città aveva una rete di canali navigabili, i Navigli, e lui studiò come far salire e scendere le barche tra livelli diversi con le chiuse. Gli storici discutono su quanto sia davvero sua l'invenzione di alcune soluzioni, ma i suoi disegni di porte e di canali mostrano quanto gli stesse a cuore il tema.

Quello che non fece

Quasi nessuna delle sue macchine fu costruita mentre lui era vivo. Spesso lasciava le opere a metà, e alcuni lavori importanti, come il grande cavallo in bronzo per Ludovico il Moro, non furono mai finiti: un modello in argilla di sette metri fu distrutto nel 1499, quando i francesi presero Milano. Nello stesso periodo, però, dipinse a Milano l'«Ultima cena» (1495-1498).

Dopo Milano visse a Firenze, a Roma e infine in Francia, ad Amboise, dove morì il 2 maggio 1519 al servizio del re Francesco I. I suoi taccuini passarono di mano in mano e furono in parte dispersi. Due volumi, i Codici di Madrid, furono ritrovati nella Biblioteca Nazionale di Spagna solo nel 1966, dopo che per secoli erano rimasti dimenticati.

Perché successe

Le corti italiane del Quattrocento volevano artisti e ingegneri capaci di unire la bellezza e la tecnica: un signore poteva usarli per feste, ritratti, fortificazioni e armi. Per un uomo curioso come Leonardo era l'occasione di vedere e fare molte cose.

La sua formazione nella bottega di Verrocchio, dove il lavoro manuale e lo studio andavano insieme, lo aveva abituato a osservare con attenzione e a provare con le mani.

Cosa cambiò

Leonardo è diventato il simbolo dell'uomo del Rinascimento, capace di fare arte e scienza insieme. I suoi appunti mostrano un modo di lavorare nuovo: osservare, disegnare, provare e correggere.

Anche se le sue macchine non cambiarono la tecnica dell'epoca, i suoi disegni anticipano idee che sarebbero state realizzate solo secoli dopo, come il paracadute, le macchine volanti e vari strumenti idraulici. I suoi studi di anatomia furono pubblicati molto più tardi.

I dipinti, come la «Gioconda» e l'«Ultima cena», sono tra i più famosi al mondo. L'«Ultima cena» si deteriorò presto, perché Leonardo aveva sperimentato una tecnica nuova su muro asciutto; oggi si conserva grazie a lunghi restauri.

Persone e luoghi chiave

Persone

Leonardo da Vinci
Pittore, ingegnere e studioso (1452-1519): lasciò disegni e appunti su moltissimi argomenti.
Ludovico Sforza, detto il Moro
Duca di Milano dal 1494 e signore di fatto già dal 1480 (1452-1508): ebbe Leonardo alla sua corte.
Andrea del Verrocchio
Scultore e pittore fiorentino (1435-1488): maestro di Leonardo.
Adrian Nicholas
Paracadutista britannico: nel 2000 provò una copia del paracadute di Leonardo.

Luoghi

Milano
Città lombarda dove Leonardo visse per quasi vent'anni, alla corte degli Sforza.
Biblioteca Ambrosiana
La biblioteca milanese che conserva il Codice Atlantico.
Amboise (Francia)
La città francese dove Leonardo morì nel 1519.

Da sapere

  • Leonardo scriveva da destra a sinistra, con le lettere rovesciate come in uno specchio.
  • Il Codice Atlantico raccoglie oltre mille fogli di disegni e appunti.
  • Nel 2000 il paracadute di Leonardo fu provato davvero: scese per un lungo tratto, ma a terra l'uomo arrivò con un paracadute moderno.
  • I Codici di Madrid furono ritrovati solo nel 1966.
  • Il grande cavallo di bronzo per Ludovico il Moro non fu mai fuso.

Per approfondire

Eventi collegati

Prima e dopo, nell'era «Età moderna»

Evento 6 di 25

Tutti i 25 eventi dell'era · Apri la linea grande

Ascolta / Leggi anche

  • Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music

Cosa succedeva altrove nello stesso periodo

Altri eventi dell'era «Età moderna»

Foto di Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Sono Ciro Simone Irmici e costruisco siti gratuiti per imparare e giocare. Ho costruito Storiascopio con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno storico: se trovi un errore o vuoi un evento in più per la tua classe, scrivimi.

Altri miei lavori: audiolibri gratis su YouTube · ebook su Gumroad · Apple Books · musica su Spotify e YouTube Music