Leggi delle Dodici Tavole
circa 450 a.C. Foro Romano, Roma
In breve
Verso la metà del V secolo a.C. una commissione di dieci uomini, i decemviri, mise per iscritto le leggi di Roma su dodici tavole esposte nel Foro. Prima di allora le regole le conoscevano soprattutto i patrizi, le famiglie più ricche e potenti. I plebei, cioè la gente comune, avevano chiesto leggi scritte per non subire ingiustizie. Le tavole originali sono andate perdute, ma alcune frasi ci sono arrivate grazie agli autori antichi.
Perché è importante Leggi scritte e uguali per tutti sono un passo verso la giustizia, e il diritto romano sta alla base di molti codici di oggi.
Fonte: Treccani, voce «Dodici Tavole»

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura
Il racconto
Leggi che nessuno poteva leggere
Immagina di vivere in una città dove esistono le leggi, ma nessuno ti dice quali sono. Se ti accusano di qualcosa, devi andare dal giudice, e sono altri a decidere come si interpretano le regole. Nella Roma dei primi decenni della Repubblica andava più o meno così. Le norme esistevano come consuetudini orali, tramandate a voce, e le conoscevano e le spiegavano i pontefici, un collegio di sacerdoti che faceva parte esclusivamente delle famiglie nobili, i patrizi.
Per i plebei, cioè la gente comune, questo era un problema serio. Dove le regole non sono scritte, chi ha il potere può interpretarle a suo comodo. I plebei volevano due cose: leggi scritte, che tutti potessero conoscere, e un limite alle norme più dure contro chi non riusciva a pagare i debiti. Già nel 462 a.C. un tribuno della plebe, Gaio Terentilio Arsa, aveva proposto di creare una commissione per mettere per iscritto le leggi.
Dieci uomini per scrivere le leggi
La richiesta incontrò molta resistenza, ma alla fine il Senato cedette. Nel 454 a.C., racconta la tradizione, furono mandati tre ambasciatori in Grecia a studiare le leggi di Atene e di altre città. Gli storici moderni notano che le idee greche potrebbero essere arrivate anche attraverso le città greche dell'Italia del sud e della Sicilia, dove erano famosi alcuni legislatori, come Zaleuco di Locri e Caronda di Catania.
Nel 451 a.C. furono eletti dieci uomini, i decemviri, con il compito di scrivere le leggi: per quel periodo sostituirono i magistrati normali. Il loro lavoro fu discusso in assemblea e portò alla stesura di dieci tavole. Ma non bastava: la commissione fu rinnovata per l'anno seguente, e Appio Claudio, già membro del primo collegio, dominò il secondo.
Il secondo decemvirato e la caduta
Il secondo gruppo, secondo il racconto dello storico Tito Livio, si comportò come un governo di tiranni. I decemviri scrissero le ultime due tavole senza consultare l'assemblea e la tradizione li accusa di abusi di potere. Il momento della svolta fu un episodio tragico, raccontato dagli antichi: Virginia, una ragazza plebea, sarebbe stata uccisa dal padre, Lucio Verginio, per sottrarla alle pretese di Appio Claudio. Il fatto scatenò una rivolta. I decemviri furono deposti e tornarono i magistrati ordinari. I consoli del 449 a.C. fecero incidere le leggi su tavole da esporre in pubblico, nel Foro.
Di che materiale erano fatte le tavole? Nessuno lo sa: gli antichi parlano di legno di quercia, di avorio, di bronzo. Gli studiosi di oggi ripetono queste ipotesi senza poter scegliere. Sappiamo che rimasero nel Foro fino al 390 a.C., quando i Galli, un popolo celtico del Nord, assaltarono e saccheggiarono Roma. Da allora le tavole originali non esistono più.
Che cosa c'era scritto
Come facciamo a conoscere il contenuto, se le tavole sono perdute? Grazie alle citazioni di autori antichi, che le riportavano in parte alla lettera, in parte parafrasate. Il testo, ricostruito dagli studiosi, è incompleto e il suo ordine è in parte ipotetico. Cicerone racconta che ai suoi tempi i ragazzi lo imparavano a memoria, come una poesia.
Le leggi riguardavano molti argomenti. Le prime tavole parlavano del processo civile: come si chiama in giudizio qualcuno e come si fa eseguire una sentenza. La quarta trattava la famiglia: il padre aveva un grande potere sui figli, la patria potestas, ma perdeva questo potere se vendeva il figlio per tre volte. La quinta riguardava le eredità e la sesta i contratti, come la compravendita. La settima riguardava le strade e la proprietà dei terreni. L'ottava riguardava i danni e le offese, con pene che oggi ci sembrano dure, e una regola importante: il principio del taglione, cioè la pena uguale al danno, e in molti casi multe in denaro al posto della vendetta personale.
La nona tavola vietava le leggi fatte contro un singolo cittadino. La decima trattava i funerali e vietava di seppellire o cremare i morti dentro la città. L'undicesima vietava il matrimonio tra patrizi e plebei: una norma che oggi ci pare ingiusta e che fu abolita pochi anni dopo, nel 445 a.C., dalla legge Canuleia. La dodicesima riguardava vari reati.
Una legge per tutti
Il valore delle Dodici Tavole non sta nella perfezione delle norme, che erano spesso severe e adatte a una società di agricoltori, ma nel fatto che erano scritte, esposte in pubblico, uguali per tutti. Secondo Livio erano «la fonte di tutto il diritto pubblico e privato». Alcuni studiosi moderni sono più prudenti: pensano che i decemviri abbiano soprattutto messo per iscritto vecchie usanze, senza grandi novità. Il testo, poi, fu ampliato e interpretato dalle generazioni successive, che attribuivano alle Dodici Tavole anche le modifiche successive, dando alla raccolta un valore quasi sacro.
Perché successe
All'inizio della Repubblica il diritto era in mano ai pontefici, che erano tutti patrizi. I plebei temevano che nei processi le regole venissero cambiate o interpretate a vantaggio dei nobili, e chiedevano norme scritte che limitassero queste libertà. Si aggiungeva il problema dei debiti, perché le regole contro chi non pagava erano molto severe.
La pressione dei plebei, che avevano già ottenuto i loro tribuni, crebbe fino a convincere il Senato. A spingere fu anche l'esempio di città greche, dove da tempo esistevano leggi scritte: le Dodici Tavole nascono da un confronto tra Roma e il mondo greco, oltre che dalla lotta tra i due gruppi sociali romani.
Cosa cambiò
Per la prima volta ogni cittadino romano poteva sapere quali erano le regole, almeno in teoria. Le leggi non erano più un segreto dei sacerdoti. Con il tempo i giuristi romani cominciarono a studiarle, a commentarle e a metterle in relazione con casi concreti: nacque così una scienza del diritto che si è sviluppata per secoli.
Le Dodici Tavole sono considerate l'origine del diritto romano, che con gli imperatori fu raccolto e riordinato, per esempio nel Codice di Giustiniano. Quel diritto è stato studiato nel Medioevo nelle università, a cominciare da Bologna, e ha influenzato i codici civili di molti Paesi europei, compresa l'Italia.
Alcune idee sono arrivate fino a noi: la legge scritta, resa pubblica; il fatto che nessuno possa essere punito con una legge fatta apposta contro di lui; il principio che una pena deve essere proporzionata al danno. Le Dodici Tavole, però, avevano anche norme che oggi giudichiamo ingiuste. Studiarle ci aiuta a capire quanto la giustizia si sia trasformata e quanto resti ancora da migliorare.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Gaio Terentilio Arsa
- Tribuno della plebe che nel 462 a.C. propose di creare una commissione per scrivere le leggi.
- Appio Claudio
- Decemviro, membro di una grande famiglia patrizia. Nel racconto di Livio guidò il secondo decemvirato con comportamenti da tiranno.
- Virginia
- Giovane plebea del racconto tradizionale: la sua vicenda avrebbe scatenato la rivolta contro i decemviri.
- Cicerone
- Oratore e scrittore romano del I secolo a.C.; ricorda che ai suoi tempi i bambini imparavano le Dodici Tavole a memoria.
Luoghi
- Foro Romano
- Il centro della vita pubblica di Roma, dove le tavole erano esposte perché tutti potessero leggerle.
- Atene
- Città greca dove, secondo la tradizione, Roma mandò tre ambasciatori a studiare le leggi nel 454 a.C.
- Locri e Catania
- Città greche dell'Italia del sud e della Sicilia con legislatori famosi, Zaleuco e Caronda, che forse influenzarono le leggi romane.
Da sapere
- Nessuno sa di che materiale fossero le tavole: gli antichi parlano di quercia, avorio o bronzo.
- Le tavole originali andarono perdute nel 390 a.C., quando i Galli saccheggiarono Roma.
- Cicerone racconta che ai suoi tempi i bambini romani imparavano le Dodici Tavole a memoria, come una filastrocca.
- Una delle norme vietava di seppellire o di cremare i morti dentro la città.
- Il principio del taglione, «occhio per occhio», comparve nelle Dodici Tavole, ma era già un passo avanti perché limitava la vendetta.
Per approfondire
- Treccani, voce «Dodici tavole» treccani.it
- Wikipedia, «Leggi delle XII tavole» it.wikipedia.org
- Treccani, voce «Diritto romano» treccani.it
- Wikipedia, «Appio Claudio Crasso Inregillense» it.wikipedia.org
Eventi collegati
- Nascita della Repubblica romanacirca 509 a.C. · RomaLe leggi scritte furono una conquista dei plebei nella lotta con i patrizi.
- Codice di Hammurabicirca 1754 a.C. · Civiltà dei fiumiIl Codice di Hammurabi è un'altra raccolta antica di leggi scritte, nata in Mesopotamia.
- Riforme di Solonecirca 594 a.C. · GreciaAnche Atene ebbe un legislatore, Solone, che riformò le leggi della città.
- Codice di Giustiniano529 d.C. · Alto MedioevoMille anni dopo, il Codice di Giustiniano raccolse e riordinò il diritto romano.
- Università di Bolognacirca 1088 · Basso MedioevoNell'università di Bologna il diritto romano tornò a essere studiato.
Prima e dopo, nell'era «Roma»
Evento 3 di 25
PrimaFondazione tradizionale di Romacirca 753 a.C.
PrimaNascita della Repubblica romanacirca 509 a.C.
Sei quiLeggi delle Dodici Tavolecirca 450 a.C.
DopoVia Appia312 a.C.
DopoPrima guerra punica264-241 a.C.
DopoAnnibale attraversa le Alpi218 a.C.
DopoPlauto e la commediacirca 200 a.C.
DopoIl calcestruzzo romanocirca 150 a.C.
DopoAcquedotto Aqua Marcia144-140 a.C.
DopoSpartaco guida la rivolta73-71 a.C.
DopoCesare attraversa il Rubicone49 a.C.
DopoCalendario giuliano46 a.C.
DopoAssassinio di Cesare44 a.C.
DopoAugusto primo imperatore27 a.C.
DopoPax Romana27 a.C. - 180 d.C.
DopoVirgilio e l'Eneide19 a.C.
DopoPompei sepolta dal Vesuvio79 d.C.
DopoColosseo inaugurato80 d.C.
DopoColonna Traiana113 d.C.
DopoPantheoncirca 125 d.C.
DopoGaleno, medico a Romacirca 162 d.C.
DopoTerme di Caracalla216 d.C.
DopoIl libro con le pagine (codice)circa 300 d.C.
DopoEditto di Milano313 d.C.
DopoCaduta dell'Impero d'Occidente476 d.C.
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Cosa succedeva altrove nello stesso periodo
Altri eventi dell'era «Roma»
- Fondazione tradizionale di Roma
- Nascita della Repubblica romana
- Via Appia
- Prima guerra punica
- Annibale attraversa le Alpi
- Plauto e la commedia
- Il calcestruzzo romano
- Acquedotto Aqua Marcia
- Spartaco guida la rivolta
- Cesare attraversa il Rubicone
- Calendario giuliano
- Assassinio di Cesare
- Augusto primo imperatore
- Pax Romana
- Virgilio e l'Eneide
- Pompei sepolta dal Vesuvio
- Colosseo inaugurato
- Colonna Traiana
- Pantheon
- Galeno, medico a Roma
- Terme di Caracalla
- Il libro con le pagine (codice)
- Editto di Milano
- Caduta dell'Impero d'Occidente
