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6 · Roma scienza e tecnica

Galeno, medico a Roma

circa 162 d.C. Roma (Galeno era nato a Pergamo, oggi in Turchia)

In breve

Galeno nacque a Pergamo, in Asia Minore, e da giovane curò le ferite dei gladiatori. Verso il 162 si trasferì a Roma, dove diventò così famoso da essere scelto come medico dell'imperatore Marco Aurelio. Studiava il corpo sezionando animali come scimmie e maiali, perché a Roma non si potevano sezionare i corpi umani. Scrisse moltissime opere, e le sue idee furono considerate quasi indiscutibili fino al Cinquecento, anche quelle sbagliate.

Perché è importante Per oltre mille anni i medici d'Europa e del mondo islamico impararono la medicina sui suoi libri.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Galen»

Illustrazione: Galeno, medico a Roma (Roma (Galeno era nato a Pergamo, oggi in Turchia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Galeno, medico a Roma: Roma (Galeno era nato a Pergamo, oggi in Turchia)
Dove: Roma (Galeno era nato a Pergamo, oggi in Turchia)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Il medico dei gladiatori e degli imperatori

Galeno nacque a Pergamo, una città greca dell'Asia Minore, nell'attuale Turchia, intorno al 129 dopo Cristo. La sua era una famiglia di architetti: il padre, Nicone, e il nonno lo erano, e il bisnonno era uno studioso di geometria. Da ragazzo Galeno studiò filosofia, a partire dai quattordici anni, con maestri di scuole diverse: platonici, stoici, aristotelici, epicurei. A sedici anni il padre lo indirizzò verso la medicina. Dopo la morte del padre, tra il 148 e il 149, Galeno viaggiò a Smirne, Corinto e Alessandria d'Egitto, che erano allora tra i luoghi più importanti per la medicina, e studiò per circa dodici anni.

Nel 157 tornò a Pergamo e per tre o quattro anni lavorò come medico di una scuola di gladiatori. Fu un'esperienza preziosa. Curando le ferite di uomini che si allenavano per combattere, Galeno imparò come è fatto il corpo, e come si curano traumi, fratture e tagli.

A Roma, alla corte

Dal 162 Galeno visse a Roma. Portò con sé le idee della medicina greca, quella di Ippocrate, e la teoria degli umori. Divenne famoso e fu chiamato a corte come medico dell'imperatore Marco Aurelio. Curò anche altri imperatori e membri della famiglia imperiale: Lucio Vero, Commodo e Settimio Severo.

La sua vita non fu sempre tranquilla. Nel 166 lasciò Roma e tornò a Pergamo. Tra il 168 e il 169 l'imperatore lo richiamò per seguire l'esercito che combatteva contro due popoli germanici, i Quadi e i Marcomanni. Tornato a Roma nel 169, si dedicò soprattutto a scrivere. Lasciò la corte durante il regno di Commodo. Nel 191 (o 192) molti dei suoi scritti andarono distrutti in un incendio nella biblioteca del Tempio della Pace.

Come studiava il corpo

Per capire come funziona un corpo, Galeno faceva esperimenti e dissezioni, cioè apriva e osservava gli organi. Lo faceva soprattutto su animali, e in particolare sulle scimmie, che per struttura somigliano un po' agli esseri umani. Eseguì anche esperimenti su animali vivi, per studiare i reni e il midollo spinale.

Uno degli esperimenti più famosi lo fece in pubblico, per dimostrare il funzionamento della voce. Con un maiale che strillava, tagliò il nervo della laringe e l'animale smise di emettere versi, mostrando così quale ruolo avesse quel nervo. In un altro esperimento legò i condotti che portano l'urina, per dimostrare che l'urina viene prodotta nei reni. Sono prove che oggi non faremmo, ma allora furono importanti per capire la fisiologia.

Giusto e sbagliato

Galeno ebbe intuizioni geniali. Dimostrò che le arterie contengono sangue e non aria, come molti pensavano. Sostenne che la mente non risiede nel cuore ma nel cervello. Fece uno studio dei nervi e dei muscoli che fu un punto di riferimento per secoli.

Ma si sbagliò su altre cose. Credeva che il sangue passasse dal lato destro del cuore al sinistro attraverso minuscoli pori invisibili. Pensava che esistessero tre «spiriti»: uno naturale nel fegato, uno vitale nel cuore e uno animale nel cervello. E dava molta importanza alla teoria dei quattro umori, secondo cui la salute dipende dall'equilibrio tra quattro liquidi del corpo, collegati ai quattro elementi dell'antichità. Oggi sappiamo che questa teoria non è corretta.

I libri di Galeno

Galeno scrisse moltissimo. Ci restano 108 suoi scritti, in parte in greco e in parte in versione araba, ma ne scrisse centinaia. Alcuni titoli: L'utilità delle parti del corpo, Il metodo di cura, Le dissezioni anatomiche, I temperamenti.

Mille anni di Galeno

Le sue idee dominarono la medicina per circa tredici secoli. Monaci nestoriani tradussero le sue opere nel centro di Jundishapur, in Persia. Poi gli studiosi del mondo musulmano le tradussero in arabo, e Galeno divenne una fonte importante per grandi medici come Avicenna e Razi. Le traduzioni in latino dei testi arabi portarono più tardi Galeno nell'Europa occidentale.

Per tanto tempo fu considerato quasi infallibile, e per questo i suoi seguaci smisero di controllare con esperimenti nuovi. Il cambiamento arrivò nel Cinquecento con Andrea Vesalio, che studiando il corpo umano dimostrò che alcune cose descritte da Galeno, come la cosiddetta rete mirabile, non esistono nell'uomo. Nel Seicento William Harvey superò il suo modello della circolazione del sangue.

Della sua morte non sappiamo molto: le fonti non concordano: intorno al 200 oppure, secondo uno storico arabo, al 216, in Sicilia.

Perché successe

Nel II secolo l'impero romano era unito e in pace, e i medici potevano spostarsi da un capo all'altro del Mediterraneo. Galeno, nato in una città greca ricca di studiosi, era un uomo colto che parlava e scriveva in greco, la lingua della scienza. Roma era il luogo dove un medico famoso poteva fare fortuna.

La sua carriera fu possibile grazie a un incontro di circostanze: la formazione in diverse scuole, l'esperienza con i gladiatori e la protezione degli imperatori. Galeno volle mettere ordine nella medicina del suo tempo, unendo le teorie di Ippocrate con le osservazioni e gli esperimenti.

Cosa cambiò

Per oltre mille anni medici d'Europa e del mondo islamico impararono la medicina sui suoi libri. La sua influenza fu enorme, e la sua teoria dei quattro umori guidò la cura dei malati fino all'età moderna.

Il rovescio della medaglia fu che, ritenendo completa la sua descrizione del corpo, molti smisero di verificare. Solo con Vesalio e con Harvey, nel Cinquecento e nel Seicento, si cominciò a correggere gli errori di Galeno grazie a nuove osservazioni. Fu un passaggio importante nella storia della scienza: dall'autorità dei libri antichi alla prova diretta.

Oggi Galeno è ricordato come uno dei padri della medicina e della fisiologia. I suoi esperimenti sugli animali sono un episodio da guardare con spirito critico, perché oggi la ricerca ha regole molto più attente al benessere degli animali. Ma l'idea di fondo, che per curare bisogna prima capire come funziona il corpo, è ancora la base della medicina.

Persone e luoghi chiave

Persone

Galeno
Medico greco nato a Pergamo intorno al 129 d.C., attivo a Roma. Visse alla corte di Marco Aurelio e dei suoi successori.
Marco Aurelio
Imperatore romano e filosofo: Galeno fu il suo medico di corte.
Andrea Vesalio
Anatomista del Cinquecento che, studiando il corpo umano, mostrò alcuni errori di Galeno.
William Harvey
Medico inglese del Seicento che superò il modello di circolazione del sangue di Galeno.

Luoghi

Pergamo
Città greca dell'Asia Minore, oggi in Turchia, dove nacque Galeno e dove curò i gladiatori.
Roma
La città dove Galeno visse dal 162 e dove diventò medico di corte.
Jundishapur
Centro di studi della Persia dove le opere di Galeno furono tradotte da monaci nestoriani.

Da sapere

  • Galeno scoprì che le arterie contengono sangue e non aria, ma si sbagliò sul passaggio del sangue nel cuore.
  • Per dimostrare l'origine della voce, tagliò il nervo della laringe a un maiale davanti al pubblico: l'animale smise di strillare.
  • Oggi si conservano 108 suoi scritti, ma ne scrisse centinaia: molti andarono distrutti in un incendio nel 191.
  • Prima di fare il medico dell'imperatore curava i gladiatori nella sua città, Pergamo.
  • Le sue idee dominarono la medicina per circa tredici secoli.

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