Acquedotto Aqua Marcia
144-140 a.C. Dalla valle dell'Aniene a Roma
In breve
Il pretore Quinto Marcio Re ricevette dal Senato l'incarico di portare a Roma nuova acqua. Il suo acquedotto la prendeva da sorgenti nella valle dell'Aniene ed era lungo circa 91 chilometri, il più lungo della città. Per gran parte del percorso correva sotto terra, mentre vicino a Roma saliva su alte arcate di pietra. La sua acqua era lodata come la più fresca e limpida, e servì fontane e terme per secoli.
Perché è importante Gli acquedotti portavano in città acqua pulita per fontane, bagni e case, migliorando la salute di tutti.
Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Aqueduct»

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura
Il racconto
Un fiume che camminava sulle arcate
Se vai a Roma e percorri la via Appia Antica o guardi verso est, vedi lunghe file di archi di pietra che attraversano la campagna e arrivano fino alla città. Sono i resti degli acquedotti, le grandi condutture con cui i Romani portavano l'acqua da sorgenti lontane. L'Aqua Marcia fu il terzo acquedotto di Roma, e per secoli fu considerato il più prezioso.
Fu costruita a metà del II secolo avanti Cristo, nel 144 a.C. (i lavori durarono fino al 140). Il lavoro fu affidato a un magistrato, il pretore Quinto Marcio Re, a cui il nome dell'acquedotto resta legato: la sua carica avrebbe dovuto scadere, ma gli fu prorogata proprio per permettergli di finire l'opera.
Perché c'era bisogno di nuova acqua
Nel II secolo a.C. Roma era già una città grande, con molte persone che abitavano vicino al centro. Gli acquedotti già esistenti non erano più sufficienti, e per questo il Senato decise di costruirne uno nuovo.
Curiosamente, i lavori erano stati decisi già nel 179 a.C., ma rimasero fermi per anni. Il motivo, secondo la tradizione, fu il veto di un uomo politico, Marco Licinio Crasso, che non voleva far passare le condutture sul suo terreno. Fu solo molti anni dopo, nel 144 a.C., che si poté cominciare davvero.
Come funzionava
L'acqua veniva raccolta nell'alto bacino dell'Aniene, un fiume che scende dai monti dell'Appennino e si getta nel Tevere a Roma. La sorgente principale, che esiste ancora, si trova vicino a Marano Equo, tra Arsoli e Agosta. Lo scrittore greco Strabone, però, raccontava che l'acqua venisse dal lago Fucino. Dalla sorgente fino a Roma, l'acquedotto era lungo circa 91 chilometri: per i Romani 61 miglia e 710 passi, cioè poco più di 91 chilometri.
Perché l'acqua scorresse da sola, senza pompe, serviva una pendenza costante e leggerissima: l'acqua scendeva per gravità, un po' alla volta. La maggior parte del tragitto, circa 80 chilometri, era sotterranea, dentro canali scavati nella terra. Il canale era protetto da terra, poco visibile e difficile da danneggiare. Solo circa 11 chilometri andavano in superficie, sopra file di arcate. Quelle dell'Aqua Marcia furono le prime arcate monumentali costruite per un acquedotto di Roma.
Vicino alla città l'acquedotto correva per circa 9 chilometri su arcate accanto alla via Latina, fino a una località chiamata ad spem veterem, vicino a quella che oggi è Porta Maggiore, dove si incontravano diversi acquedotti. Poi, seguendo quello che sarebbe diventato il tracciato delle Mura Aureliane, scavalcava la via Tiburtina con un arco, poi trasformato in Porta Tiburtina. L'acqua era distribuita a partire da un punto vicino a Porta Collina.
Quanta acqua portava
La portata dell'Aqua Marcia era enorme. Alla sorgente arrivava a 4.690 quinarie, un'unità di misura romana: oggi si calcola che fossero circa 194.000 metri cubi al giorno, cioè oltre 2.200 litri ogni secondo. Una parte di quest'acqua alimentava anche altri acquedotti: 92 quinarie andavano all'Aqua Tepula, 162 all'Anio Vetus. Le stesse arcate furono riutilizzate più tardi per portare anche l'Aqua Tepula e l'Aqua Iulia.
Un'acqua famosa per la sua qualità
Lo scrittore romano Plinio il Vecchio la definì la più chiara di tutte le acque, un dono fatto alla città dagli dei. Era la preferita dei Romani per bere, perché era considerata fresca e sana.
Manutenzione e rinascite
Un acquedotto richiede cura continua. L'Aqua Marcia fu restaurata più volte: da Agrippa nel 33 a.C., da Augusto tra l'11 e il 4 a.C. (che quasi ne raddoppiò la portata con una nuova sorgente, l'Aqua Augusta), da Tito nel 79 d.C. e da Caracalla nel 213, che ne potenziò la portata e costruì una diramazione, l'Aqua Antoniniana, per alimentare le sue grandi terme. Sulla Porta Tiburtina si leggono ancora oggi le iscrizioni con cui Augusto, Tito e Caracalla ricordarono questi lavori. Altri restauri vennero con Adriano, Settimio Severo e Diocleziano, e anche all'inizio del V secolo, poco prima dell'abbandono definitivo.
Molti secoli dopo, nell'Ottocento, il papa Pio IX riattivò l'acquedotto. La nuova opera fu inaugurata il 10 settembre 1870.
Perché successe
Roma stava crescendo. Alla metà del II secolo a.C., dopo le vittorie nel Mediterraneo, la città era ricca e più popolata, e il bisogno di acqua per bere, per le fontane e per i bagni aumentava. I pozzi e le sorgenti vicine non bastavano più.
Per questo il Senato incaricò un magistrato di portare in città acqua nuova da una zona lontana, tra i monti. Era una scelta di salute e di prestigio: un'acqua abbondante e buona era il segno di una città in buona salute e organizzata.
Cosa cambiò
L'Aqua Marcia portò a Roma una grande quantità di acqua fresca e buona, usata per fontane pubbliche, terme e case dei cittadini più ricchi. Ebbe un successo tale che per secoli fu mantenuta, restaurata e potenziata dagli imperatori. Serviva ancora ai tempi di Caracalla, più di tre secoli dopo.
Gli acquedotti cambiarono la vita quotidiana e la salute: l'acqua pulita in città riduceva le malattie e permetteva l'esistenza di bagni pubblici, lavanderie, fontane. Le arcate, poi, diventarono un simbolo della potenza romana e un modello per i costruttori che vennero dopo.
Le sue arcate e le sue iscrizioni sono ancora visibili. Nell'Ottocento, nel 1870, il papa Pio IX ne fece riattivare uno nuovo, che ricorda nel nome quello antico.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Quinto Marcio Re
- Pretore a cui il Senato affidò l'incarico di costruire l'acquedotto; la sua carica fu prorogata per finire l'opera.
- Marco Licinio Crasso
- Uomo politico che nel 179 a.C. bloccò il progetto rifiutando il passaggio sul suo terreno.
- Plinio il Vecchio
- Scrittore e scienziato romano. Definì l'Aqua Marcia la più chiara di tutte le acque.
- Agrippa
- Amico e genero di Augusto: restaurò l'acquedotto nel 33 a.C.
Luoghi
- Valle dell'Aniene
- Zona montana dove nascono le sorgenti dell'acquedotto, vicino a Marano Equo, tra Arsoli e Agosta.
- Porta Tiburtina
- Porta delle Mura Aureliane nata da un arco dell'acquedotto, con le iscrizioni di Augusto, Tito e Caracalla.
- Porta Maggiore
- Punto di Roma in cui si incontravano molti acquedotti.
Da sapere
- L'acquedotto era lungo circa 91 chilometri, ma solo circa 11 correvano sopra le arcate: il resto era sotterraneo.
- Alla sorgente portava oltre 2.200 litri d'acqua al secondo.
- Il progetto fu deciso nel 179 a.C. ma rimase bloccato a lungo perché un uomo politico non voleva far passare i tubi sulle sue terre.
- Sulla Porta Tiburtina si leggono ancora tre iscrizioni, di Augusto, Tito e Caracalla, che ricordano i restauri.
- Plinio il Vecchio la definì «un dono fatto alla città dagli dei».
Per approfondire
- Wikipedia, «Acqua Marcia» it.wikipedia.org
- Treccani, voce «Acquedotto» treccani.it
- Wikipedia, «Acquedotti romani» it.wikipedia.org
- Parco archeologico del Colosseo, sito ufficiale colosseo.it
Eventi collegati
- Terme di Caracalla216 d.C. · RomaUna diramazione dell'Aqua Marcia, l'Aqua Antoniniana, riforniva le terme di Caracalla.
- Il calcestruzzo romanocirca 150 a.C. · RomaLe arcate e i canali furono costruiti con tecniche in calcestruzzo e in pietra.
- Via Appia312 a.C. · RomaCome la via Appia, l'acquedotto mostra le capacità degli ingegneri romani.
- Augusto primo imperatore27 a.C. · RomaAugusto restaurò l'acquedotto e ne raddoppiò la portata.
- Fogne e bagni di Mohenjo-darocirca 2450 a.C. · Civiltà dei fiumiAnche nelle città dell'Indo come Mohenjo-daro c'erano fogne e bagni.
Prima e dopo, nell'era «Roma»
Evento 9 di 25
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PrimaNascita della Repubblica romanacirca 509 a.C.
PrimaLeggi delle Dodici Tavolecirca 450 a.C.
PrimaVia Appia312 a.C.
PrimaPrima guerra punica264-241 a.C.
PrimaAnnibale attraversa le Alpi218 a.C.
PrimaPlauto e la commediacirca 200 a.C.
PrimaIl calcestruzzo romanocirca 150 a.C.
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DopoColosseo inaugurato80 d.C.
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DopoPantheoncirca 125 d.C.
DopoGaleno, medico a Romacirca 162 d.C.
DopoTerme di Caracalla216 d.C.
DopoIl libro con le pagine (codice)circa 300 d.C.
DopoEditto di Milano313 d.C.
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