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3 · Civiltà dei fiumi scienza e tecnica

Fogne e bagni di Mohenjo-daro

circa 2450 a.C. Mohenjo-daro, valle dell'Indo (oggi Pakistan)

In breve

A Mohenjo-daro molte case avevano un pozzo, una stanza da bagno e un gabinetto collegato a canali di mattoni. L'acqua sporca finiva in fogne coperte che correvano sotto le strade, con aperture per pulirle. Nella città c'era anche il «Grande Bagno», una vasca rivestita di mattoni e resa impermeabile con il bitume. In Europa un sistema così ordinato arrivò solo molti secoli dopo.

Perché è importante Dimostra che già 4.500 anni fa si pensava all'igiene di un'intera città.

Fonte: UNESCO, «Archaeological Ruins at Moenjodaro»

Illustrazione: Fogne e bagni di Mohenjo-daro (Mohenjo-daro, valle dell'Indo (oggi Pakistan))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Fogne e bagni di Mohenjo-daro: Mohenjo-daro, valle dell'Indo (oggi Pakistan)
Dove: Mohenjo-daro, valle dell'Indo (oggi Pakistan)

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Il bagno di casa, quattromilacinquecento anni fa

Entra con la fantasia in una casa di Mohenjo-daro verso il 2500 a.C. Dal vicolo stretto si passa per una porta in un cortile centrale, intorno al quale si aprono le stanze. In un angolo c'è un pozzo rivestito di mattoni cotti, dal quale si attinge l'acqua. Vicino, una piccola stanza ha il pavimento di mattoni leggermente inclinato: è il bagno. Ci si lava versando acqua con una brocca, e l'acqua scivola via attraverso un foro nel muro e finisce in un tubo di terracotta o in un canaletto. Il canaletto sbocca in uno scarico che corre sotto la strada. In certi edifici c'è perfino un gabinetto, con un sedile e un condotto che porta i rifiuti nella fogna.

Non è una scena immaginaria. Gli archeologi hanno trovato centinaia di case con questi impianti. A Mohenjo-daro si contano circa settecento pozzi, uno ogni tre o quattro case. Nessun'altra città di quel tempo aveva un sistema così diffuso di acqua pulita e acqua sporca.

Sotto le strade

Il cuore del sistema erano le fogne. Lungo le vie principali correvano canali di mattoni cotti, coperti da lastre di mattoni o di pietra, che si potevano togliere per la pulizia. A intervalli regolari c'erano pozzetti di ispezione, che servivano a trattenere i detriti e a lasciare passare l'acqua. Le fogne delle case si immettevano in quelle della strada, quelle della strada in canali più grandi, e infine l'acqua usata usciva fuori dalle mura, verso i campi o il fiume. Per costruirle, i mattoni erano uniti con una malta di fango o di gesso e, dove serviva, con il bitume, una sostanza nera impermeabile.

Questo sistema esigeva un progetto d'insieme: le case dovevano essere rivolte verso l'interno, con le pareti cieche sulla strada, e le pendenze dei canali calcolate con cura perché l'acqua scorresse. Qualcuno, nella città, doveva decidere e far rispettare le regole e poi pagare le squadre che pulivano gli scarichi. È uno dei motivi per cui gli studiosi pensano che le città dell'Indo fossero governate con grande cura, anche se non conosciamo chi governasse.

Il Grande Bagno

Nel punto più alto di Mohenjo-daro, la cittadella, c'è un edificio unico: il Grande Bagno. È una vasca rettangolare lunga circa dodici metri, larga sette e profonda due metri e mezzo, rivestita di mattoni cotti uniti con gesso. Tra due strati di mattoni gli artigiani misero uno strato di bitume, per impedire all'acqua di filtrare nel terreno: dopo quattromilacinquecento anni, la tenuta è ancora buona. Si scendeva con due scalinate, una a nord e una a sud, e intorno correva un portico con delle stanze. L'acqua arrivava da un pozzo vicino ed era scaricata attraverso un canale con una volta a mensola, abbastanza alto da permettere a una persona di infilarsi.

A cosa servisse, nessuno lo sa con certezza. La maggior parte degli studiosi pensa a bagni rituali di purificazione, come quelli che ancora oggi esistono nelle religioni dell'India, ma è un'ipotesi: non abbiamo testi che lo dicano, e non sappiamo che cosa credessero gli abitanti. Non è nemmeno sicuro che fosse una piscina pubblica o un luogo riservato ai sacerdoti.

Niente di simile altrove? Non proprio

Spesso si legge che l'Europa ebbe fogne così solo molti secoli dopo, ed è vero in generale. Ma bisogna essere precisi: anche altrove si trovano sistemi di scarico antichi. A Skara Brae, nelle isole Orcadi scozzesi, le case di circa 5000 anni fa avevano una specie di canale per i rifiuti. Il palazzo di Cnosso, a Creta, aveva condutture e bagni verso il 1700 a.C. La differenza è che a Mohenjo-daro il sistema serviva quasi tutta una città di decine di migliaia di abitanti, non solo un palazzo o un villaggio.

Le fogne, in seguito, ebbero una storia strana. La Cloaca Massima di Roma, costruita nel VI secolo a.C., è la più famosa dell'antichità. Ma dopo la caduta dell'impero romano, in molte città europee gli impianti andarono perduti. Per rivedere sistemi ordinati e capillari bisogna aspettare l'Ottocento: a Londra, dopo la «Grande Puzza» del 1858, l'ingegnere Joseph Bazalgette costruì più di 1.800 chilometri di fognature. Cioè oltre 4.000 anni dopo Mohenjo-daro.

Una città da proteggere

Oggi Mohenjo-daro è in pericolo. I mattoni, dopo 4.500 anni, si sgretolano per il sale che sale dal terreno e per le piogge e le inondazioni. Il sito è stato inserito nell'elenco del patrimonio mondiale nel 1980 ed è oggetto di lavori di conservazione. Solo una parte è stata scavata, e gli archeologi hanno deciso di lasciare sotto terra il resto, perché è più sicuro: un ottimo modo per conservare qualcosa per le generazioni future.

Perché successe

La prima causa fu l'acqua. In una pianura soggetta a inondazioni e a caldo intenso, i pozzi erano indispensabili e l'acqua stagnante poteva portare malattie. Chi viveva in città di decine di migliaia di abitanti doveva mandare via l'acqua sporca prima che infettasse il pozzo.

Una seconda causa fu l'organizzazione. Le città dell'Indo furono pianificate: strade ad angolo retto, mattoni di misure standard, quartieri su piattaforme per sfuggire alle piene. In un contesto così razionale, le fogne erano un passo naturale, e vennero progettate insieme alle strade.

Una terza causa può essere stata la cultura: molte persone ritengono che le abitudini di pulizia e di purificazione fossero importanti nella vita religiosa dell'Indo. Il Grande Bagno e i bagni nelle case suggeriscono che l'acqua avesse un valore speciale, non solo pratico.

Cosa cambiò

Le fogne di Mohenjo-daro sono una delle prove migliori che già 4.500 anni fa esistevano idee come la salute pubblica e la responsabilità comune della città. Gli archeologi le citano per mostrare che una civiltà antica poteva essere molto avanzata anche senza grandi palazzi.

Ci insegnano anche qualcosa sul progresso. Le innovazioni non crescono sempre in linea retta: le fogne dell'Indo, di Creta e di Roma furono molto avanzate, poi in molti luoghi si persero e furono ricostruite quasi da capo. Il nostro bagno moderno è il risultato di molte scoperte e dimenticanze.

Oggi le città moderne affrontano gli stessi problemi: come raccogliere e depurare le acque. Nel mondo, ancora oggi, più di tre miliardi di persone non hanno servizi igienici gestiti in modo sicuro, secondo le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità. Mohenjo-daro ci ricorda che l'acqua pulita e le fogne sono una conquista che dipende dalle scelte della comunità.

Persone e luoghi chiave

Persone

Rakhaldas Banerji
Archeologo indiano che nel 1922 iniziò gli scavi di Mohenjo-daro e portò alla luce le prime strade e case.
Mortimer Wheeler
Archeologo britannico che a metà del Novecento scavò la cittadella e studiò il Grande Bagno.
Joseph Bazalgette
Ingegnere inglese (1819-1891) che costruì le fogne moderne di Londra dopo il 1858: un esempio di come le città moderne abbiano riscoperto un sistema già noto a Mohenjo-daro.

Luoghi

Mohenjo-daro (Sindh, Pakistan)
La più grande città dell'Indo, con strade dritte, case con pozzo e bagno e un sistema di fogne coperte.
Il Grande Bagno
Vasca di mattoni nella cittadella di Mohenjo-daro, resa impermeabile con il bitume, di probabile uso rituale.
Skara Brae (Orcadi, Scozia)
Villaggio di pietra di circa 5.000 anni fa, con canali di scarico: mostra che anche in Europa si conoscevano scarichi antichi.

Da sapere

  • A Mohenjo-daro sono stati contati circa 700 pozzi: in media uno ogni poche case.
  • Il Grande Bagno è lungo 12 metri e profondo 2,5; il suo fondo è stato reso impermeabile con uno strato di bitume.
  • Le fogne erano coperte da mattoni che si potevano sollevare per pulirle: l'idea dei tombini ha 4.500 anni.
  • Nelle case si lavava con brocche d'acqua: non c'erano rubinetti, ma i pavimenti erano inclinati verso uno scarico.
  • Mohenjo-daro è stata inserita nel patrimonio mondiale nel 1980; solo una parte della città è stata scavata.

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