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Dinastia Shang

circa 1600-1046 a.C. Anyang, valle del Fiume Giallo (Cina)

In breve

Lungo il Fiume Giallo, in Cina, la dinastia Shang governò per circa cinque secoli. I suoi artigiani fondevano il bronzo in grandi vasi decorati con maschere di animali, usati nelle cerimonie per gli antenati. L'ultima capitale, vicino all'attuale Anyang, era una vera città con palazzi, botteghe e tombe reali. Gli Shang sono la prima dinastia cinese di cui abbiamo prove scritte.

Perché è importante Con gli Shang la storia cinese esce dalla leggenda e diventa documentata.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Shang dynasty»

Illustrazione: Dinastia Shang (Anyang, valle del Fiume Giallo (Cina))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Dinastia Shang: Anyang, valle del Fiume Giallo (Cina)
Dove: Anyang, valle del Fiume Giallo (Cina)

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Un re scoperto due volte

Nel 1917 uno studioso cinese, Wang Guowei, confrontò due elenchi. Il primo era la lista dei re della dinastia Shang scritta dallo storico Sima Qian intorno al 100 a.C., in un libro chiamato «Memorie di uno storico». Il secondo era un elenco di nomi di re incisi su ossa e gusci di tartaruga, scoperti pochi anni prima. I nomi coincidevano. Fu una scoperta clamorosa: la dinastia Shang, che molti consideravano una leggenda, era esistita davvero, e le sue ossa parlavano di re che il vecchio storico aveva elencato quasi mille anni dopo.

Così la Cina entrò nella storia documentata. Le ossa provenivano da Anyang, una località nella pianura a nord del Fiume Giallo, nella provincia dello Henan, dove una grande città, chiamata Yin dagli Shang, fu l'ultima capitale della dinastia. Gli scavi scientifici cominciarono nel 1928 e continuano ancora oggi.

Una dinastia che dura cinque secoli

Gli Shang governarono una parte della Cina del nord, intorno al Fiume Giallo, dal 1600 circa fino al 1046 a.C. Le date sono approssimate. La data di inizio cambia secondo gli studiosi (1600, 1554 e altre), mentre il 1046 a.C. è oggi il valore più usato per la fine. Non governavano un grande Stato unito come l'Egitto. Il loro territorio era un insieme di città e di villaggi che riconoscevano l'autorità del re, circondato da popoli non sempre amici. Il re cambiava spesso residenza: secondo la tradizione la capitale fu spostata più volte, fino a stabilirsi a Yin intorno al 1300 a.C.

La società era molto gerarchica. In cima c'era il re, che era anche il capo dei riti; poi i nobili, che comandavano gli eserciti e possedevano terre; poi gli artigiani, i contadini e infine i servi e i prigionieri di guerra. Il re guidava le guerre, andava a caccia di tigri e cervi, e ogni giorno consultava gli antenati.

Il bronzo degli antenati

Gli Shang erano maestri del bronzo. Lo producevano in grandi fonderie, con una tecnica diversa da quella usata in Mesopotamia: invece di fondere il metallo in un modello perduto, preparavano stampi di argilla in più pezzi, li univano e vi versavano il bronzo fuso. Con questo sistema riuscirono a fare vasi enormi e riccamente decorati. Il più grande, il Houmuwu ding, un calderone a tre piedi, pesa circa 830 chilogrammi.

Questi vasi non servivano per cucinare ogni giorno. Erano contenitori rituali, per il cibo e le bevande offerti agli antenati morti. Il re era convinto che gli antenati, diventati spiriti potenti, potessero aiutare o danneggiare i vivi: davano buoni raccolti e vittorie in guerra, oppure malattie e disgrazie. Per questo i riti con vasi, sacrifici di animali e, purtroppo, anche di persone, erano al centro della vita. Nelle tombe reali gli archeologi hanno trovato centinaia di vittime sepolte accanto ai re, con carri e cavalli.

Sulle superfici dei vasi compaiono maschere di animali con grandi occhi, dette taotie, formate da corna, artigli e occhi. Nessuno è certo del significato: forse proteggevano, forse rappresentavano forze del mondo degli spiriti.

La regina guerriera

Nel 1976, ad Anyang, gli archeologi trovarono una tomba rimasta intatta, la tomba di Fu Hao, una delle mogli del re Wu Ding. Dentro c'erano 468 oggetti di bronzo, tra cui 130 armi, e più di 700 oggetti di giada. Le ossa oracolari dicono che Fu Hao guidò eserciti, anche con migliaia di soldati, e conducesse campagne contro popoli vicini; il re si preoccupava per lei quando era incinta. Era una donna potente, sacerdotessa e comandante, un esempio importante nella storia delle donne in Cina.

La città e la gente

A Yin, oltre ai palazzi e ai templi, c'erano quartieri di artigiani: fonderie di bronzo, laboratori di giada, botteghe di ceramica, officine per osso. La gente coltivava miglio, grano e riso, allevava maiali e buoi e conosceva già la seta e il carro con i cavalli, che gli Shang usavano in battaglia e nelle cerimonie. Come moneta si usavano conchiglie di ciprea, che arrivavano dai mari del sud.

La fine degli Shang

Intorno al 1046 a.C. il re Wu, capo dei Zhou, un popolo dei confini occidentali, sconfisse l'ultimo re Shang nella battaglia di Muye, presso Yin. La tradizione racconta che l'ultimo re, ritenuto crudele, si uccise tra le fiamme. Il vincitore fondò la dinastia Zhou, che governò per quasi otto secoli. Per spiegare la propria vittoria, i Zhou dissero che il «Mandato del Cielo» era passato dagli Shang a loro, perché gli Shang non lo meritavano più. È un'idea importante che condizionò il pensiero cinese per tremila anni: un sovrano governa finché è giusto.

Perché successe

La dinastia Shang si formò grazie alla ricchezza della pianura del Fiume Giallo. Il fiume portava limo fertile e permetteva di coltivare miglio e grano, e di sostenere villaggi sempre più grandi. Un territorio così produttivo poteva mantenere nobili, artigiani e soldati.

Contò molto la tecnologia del bronzo. Chi controllava la produzione di armi, di strumenti e di vasi rituali aveva potere militare e religioso. Gli Shang organizzarono l'estrazione di rame e stagno e le fonderie, e fecero del bronzo la base del loro potere.

Infine pesò la religione degli antenati. Il re si presentava come l'unico capace di comunicare con gli spiriti, e questo rendeva più forte la sua autorità. Le ossa oracolari e i grandi riti servivano a confermarlo agli occhi dei sudditi.

Cosa cambiò

Gli Shang lasciarono alla Cina elementi che sarebbero durati migliaia di anni: la scrittura, da cui discendono i caratteri di oggi (vedi la scheda sulle ossa oracolari), il culto degli antenati, i vasi rituali di bronzo, l'idea del re come intermediario fra cielo e terra. Anche i Zhou, che li sconfissero, ereditarono molto da loro.

La loro storia è importante per capire come nasce la memoria di un popolo. Prima del 1899 la dinastia era conosciuta solo dai libri tardi; dopo la scoperta delle ossa e degli scavi di Anyang è diventata storia documentata. Oggi il sito di Yinxu, ad Anyang, è uno dei luoghi di studio più importanti della Cina, patrimonio mondiale dal 2006.

Il concetto di «Mandato del Cielo», nato per giustificare la caduta degli Shang, accompagnò la storia cinese per tre millenni: ogni volta che una dinastia cadeva, i nuovi governanti dicevano che aveva perso il mandato. Ancora oggi molti storici lo considerano una delle idee politiche più influenti dell'Asia orientale.

Persone e luoghi chiave

Persone

Wu Ding
Re Shang (circa 1250-1192 a.C.), il più famoso della dinastia. Regnò per molti anni, fece guerre e consultò le ossa oracolari.
Fu Hao
Moglie di Wu Ding, sacerdotessa e comandante. La sua tomba, scoperta nel 1976, è una delle più ricche e intatte tra quelle degli Shang.
Wang Guowei
Studioso cinese (1877-1927) che nel 1917 dimostrò, confrontando ossa e storia scritta, che i re Shang erano realmente esistiti.
Sima Qian
Storico cinese (circa 145-86 a.C.), autore delle «Memorie di uno storico», che elencò i re Shang.

Luoghi

Anyang (Henan, Cina)
Città vicino al Fiume Giallo dove sorgeva Yin, ultima capitale degli Shang. Gli scavi sono iniziati nel 1928.
Yin (Yinxu)
Il sito archeologico delle rovine dell'ultima capitale Shang, con palazzi, tombe reali e botteghe.
Muye (Henan, Cina)
Luogo della battaglia del 1046 a.C. in cui i Zhou sconfissero gli Shang, secondo la tradizione.

Da sapere

  • Il Houmuwu ding, il più grande vaso di bronzo antico trovato in Cina, pesa circa 830 chilogrammi.
  • Nella tomba di Fu Hao c'erano 468 oggetti di bronzo, di cui 130 armi: era una donna guerriera.
  • Gli Shang usavano come moneta le conchiglie di ciprea, che arrivavano dal mare lontano.
  • I nomi dei re Shang incisi sulle ossa coincidevano con la lista scritta mille anni dopo da Sima Qian: una prova del suo lavoro.
  • Il «Mandato del Cielo» è l'idea, nata per spiegare la caduta degli Shang, che un re governa finché è giusto.

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