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Sargon e l'impero accadico

circa 2334 a.C. Akkad, Mesopotamia centrale (oggi Iraq)

In breve

Sargon di Akkad, secondo la leggenda, da neonato fu messo in una cesta sul fiume e salvato da un giardiniere. Diventato re, conquistò le città sumere una dopo l'altra e creò il primo impero della storia, dal Golfo Persico fino alla Siria. Fondò una nuova capitale, Akkad, di cui ancora oggi non conosciamo la posizione esatta. Sua figlia Enheduanna, sacerdotessa a Ur, è la prima autrice di cui conosciamo il nome.

Perché è importante Per la prima volta popoli e città diversi furono governati da un solo re.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Sargon»

Illustrazione: Sargon e l'impero accadico (Akkad, Mesopotamia centrale (oggi Iraq))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Sargon e l'impero accadico: Akkad, Mesopotamia centrale (oggi Iraq)
Dove: Akkad, Mesopotamia centrale (oggi Iraq)

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Il bambino nella cesta

Una storia, scritta su tavolette assire del VII secolo a.C. ma probabilmente più antica, comincia così: «Io sono Sargon, il re potente, il re di Akkad. Mia madre era una sacerdotessa, mio padre non lo conobbi». La madre, racconta il testo, mise di nascosto il neonato in una cesta di canne, la chiuse con il bitume e la affidò al fiume. L'acqua la portò fino a un uomo che attingeva acqua per i giardini, Akki, che raccolse il bambino e lo crebbe come figlio. Poi la dea Ishtar si innamorò del ragazzo e gli diede il regno.

Se ti sembra di aver già sentito questa storia, hai ragione: assomiglia molto a quella di Mosè nel libro dell'Esodo. Gli studiosi non sanno se sia un racconto antichissimo o una leggenda costruita secoli dopo per rendere Sargon un predestinato. Quel che sappiamo con più certezza è che un uomo, di origini non regali, intorno al 2334 a.C. prese il potere in Mesopotamia e inventò un nuovo modo di governare.

Dal coppiere al re

Il suo nome, Sharru-kin, vuol dire probabilmente «il re è legittimo» o «re vero»: un nome da usurpatore, scelto da chi non ha diritto al trono e lo vuole far credere. Secondo la tradizione fu coppiere di Ur-Zababa, re della città di Kish. Poi si ribellò, fondò una nuova città, Akkad (in accadico Agade), e si fece re. Parlava e scriveva in accadico, una lingua semitica diversa dal sumero, e questo spiega il nome dell'impero.

Il passo successivo fu conquistare il sud, dove stavano le antiche città sumere. Sargon sconfisse Lugalzaggesi, re di Uruk, che aveva riunito per un certo tempo molte città sotto di sé. Secondo le sue iscrizioni lo portò in catene alla porta del tempio di Nippur. Poi abbatté le mura delle città vinte e pose al loro governo uomini di sua fiducia, al posto dei re locali. Non erano più alleanze o confederazioni di città, ma un unico potere centrale.

Dal «mare di sotto» al «mare di sopra»

Le iscrizioni dicono che Sargon conquistò tutto, dal «mare inferiore» (il Golfo Persico) al «mare superiore» (il Mediterraneo). Nei suoi anni di regno, che la tradizione dice di cinquantasei, i suoi eserciti arrivarono fino alla Siria, ai monti del Tauro e all'Elam, in Iran. Un testo racconta che al suo molo ad Akkad attraccavano navi di Meluhha (la valle dell'Indo), di Magan (l'Oman) e di Dilmun (il Bahrein): è un segno che l'impero controllava le vie del commercio. Non tutte le conquiste sono documentate bene, e alcune narrazioni furono ingrandite in epoca successiva.

Per governare un territorio così vasto servivano nuove regole. Sargon nominò governatori e funzionari, spesso scelti tra i suoi parenti, introdusse pesi e misure comuni e fece dell'accadico la lingua dell'amministrazione, accanto al sumero. Si mantenne un esercito stabile: le iscrizioni dicono che ogni giorno cinquemilaquattrocento soldati mangiavano alla sua mensa. Dopo di lui regnarono i figli Rimush e Manishtushu, e poi il nipote Naram-Sin, che si fece chiamare «re delle quattro parti del mondo» e fu rappresentato come un dio.

La prima autrice della storia

Sargon mandò sua figlia Enheduanna a Ur come somma sacerdotessa del dio Luna Nanna. Era una scelta politica: una figlia del re nel tempio più importante del sud univa la nuova dinastia alle vecchie tradizioni sumere. Enheduanna fece di più. Scrisse inni, in sumero, ai templi e alla dea Inanna, fra cui l'«Esaltazione di Inanna», in cui parla in prima persona: «Io, Enheduanna...». È la prima autrice di cui conosciamo il nome, e le sue opere furono copiate nelle scuole per oltre cinquecento anni. Il suo ritratto è su un disco di calcare rinvenuto a Ur dall'archeologo Leonard Woolley nel 1927 e oggi custodito al Penn Museum di Filadelfia.

La fine dell'impero

L'impero di Akkad durò quasi due secoli. Sotto gli ultimi re cominciarono rivolte e invasioni da parte dei Gutei, un popolo dei monti dello Zagros. Molti studiosi pensano che abbia contribuito un periodo di siccità e di raccolti scarsi attorno al 2200 a.C., ma questa spiegazione è discussa. Un poema sumero, «La maledizione di Akkad», racconta la caduta della città come punizione degli dèi per un'offesa di Naram-Sin. Akkad fu abbandonata, e di essa oggi non sappiamo nemmeno dove si trovasse: è una delle capitali più famose del mondo antico e non è ancora stata trovata, forse nascosta sotto i campi del centro dell'Iraq.

Un dubbio da ricordare

Dire «primo impero della storia» è comodo, ma non è del tutto esatto. Prima di Sargon c'erano stati re potenti, come Lugalzaggesi, e l'Egitto era un regno unito da secoli. Quello di Akkad è considerato il primo impero perché unì popoli con lingue diverse, sumeri e accadi, sotto un solo sovrano, e non si limitò a una sola valle.

Perché successe

Una prima causa fu la rivalità tra le città sumere. Per secoli Ur, Uruk, Lagash, Kish e le altre si fecero guerra per confini e canali. Questo logorio le rese deboli, e un conquistatore abile come Sargon poteva batterle una alla volta.

Una seconda causa fu l'incontro di due popoli. Nel nord della Mesopotamia, intorno ad Akkad, vivevano genti di lingua semitica, che avevano assorbito la cultura dei Sumeri ma ne erano rimaste politicamente separate. Sargon, che veniva da questo ambiente, poteva contare su soldati e alleati che non facevano parte delle vecchie rivalità sumere.

Infine contò l'organizzazione militare. Sargon creò un esercito di professionisti, con arcieri e lancieri, pagati e nutriti dallo Stato. Le città sumere avevano soldati-cittadini; l'esercito di Sargon, più mobile, era armato per conquistare. Ma i problemi non mancarono: governare popoli diversi con strumenti ancora semplici era difficile, e causò frequenti rivolte.

Cosa cambiò

L'impero di Akkad cambiò il modo di intendere il potere. Per la prima volta un re si presentava come signore di molti popoli, «re delle quattro parti del mondo», e questo ideale di dominio universale fu ripreso da Assiri, Babilonesi, Persiani e anche, secoli dopo, dai Romani.

L'accadico diventò la lingua dei commerci, della diplomazia e della cultura per circa duemila anni, finché non fu sostituito dall'aramaico. Lettere tra i faraoni egizi e i re di Babilonia, nel XIV secolo a.C., sono ancora scritte in accadico (vedi la scheda su Akhenaton). L'accadico è parente dell'ebraico e dell'arabo: la parola per «pace» ha la stessa radice in tutte e tre (shalom, salam).

Anche l'arte cambiò: gli artisti accadici scolpirono rilievi e statue più realistici, con figure in movimento, come la Stele della Vittoria di Naram-Sin (oggi al Louvre). E per la storia della letteratura, ci regalò Enheduanna, che dimostra come una donna potesse scrivere e avere un ruolo pubblico già 4.300 anni fa.

Persone e luoghi chiave

Persone

Sargon di Akkad
Fondatore dell'impero accadico (regnò circa dal 2334 al 2279 a.C.). Il suo nome significa probabilmente «il re è legittimo».
Enheduanna
Figlia di Sargon, somma sacerdotessa del dio Luna a Ur, autrice di inni in sumero. È la prima autrice di cui conosciamo il nome.
Naram-Sin
Nipote di Sargon, quarto re di Akkad, che si fece chiamare «re delle quattro parti del mondo» e fu venerato come un dio.
Lugalzaggesi
Re di Uruk sconfitto da Sargon; aveva unito per breve tempo molte città sumere.

Luoghi

Akkad o Agade (Iraq centrale)
Capitale dell'impero fondata da Sargon. Non è mai stata trovata: gli studiosi la cercano lungo il Tigri o l'Eufrate.
Ur (Iraq meridionale)
Città sumera dove Enheduanna fu sacerdotessa del dio Luna Nanna.
Nippur (Iraq)
Città santa dei Sumeri, sede del dio Enlil. Sargon vi portò il re Lugalzaggesi in catene.

Da sapere

  • La storia della cesta sul fiume, raccontata di Sargon, assomiglia a quella di Mosè: gli studiosi discutono se ci sia un legame tra le due.
  • Di Akkad, la capitale dell'impero più grande del suo tempo, non sappiamo nemmeno dove fosse: nessuno l'ha mai trovata.
  • Le iscrizioni dicono che Sargon dava da mangiare ogni giorno a 5.400 soldati.
  • Il disco di Enheduanna, di calcare, mostra la sacerdotessa con altri personaggi durante un rito; sul retro porta il suo nome e il titolo di figlia del re.
  • L'accadico fu la lingua della diplomazia per circa duemila anni: perfino i faraoni lo usavano per scrivere ai re vicini.

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