Vai al contenuto
Storiascopio
IT
Torna a: Civiltà dei fiumi

3 · Civiltà dei fiumi arte

Piramide a gradoni di Djoser

circa 2650 a.C. Saqqara, vicino a Menfi (Egitto)

In breve

A Saqqara, vicino a Menfi, l'architetto Imhotep costruì per il faraone Djoser una tomba mai vista prima: sei grandi gradini di pietra uno sopra l'altro, alti circa 60 metri. Prima i re venivano sepolti sotto le mastabe, basse costruzioni di mattoni a forma di panca. Imhotep fu così ammirato che, secoli dopo, gli Egizi lo veneravano come un dio della medicina e della sapienza.

Perché è importante È la più antica grande costruzione in pietra squadrata del mondo e aprì la strada alle piramidi.

Fonte: UNESCO, «Memphis and its Necropolis – the Pyramid Fields from Giza to Dahshur»

Illustrazione: Piramide a gradoni di Djoser (Saqqara, vicino a Menfi (Egitto))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Piramide a gradoni di Djoser: Saqqara, vicino a Menfi (Egitto)
Dove: Saqqara, vicino a Menfi (Egitto)

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Una tomba che sale verso il cielo

Se avessi visitato Saqqara all'epoca del faraone Djoser, intorno al 2650 a.C., avresti visto un cantiere come nessun altro. Al centro di un grande recinto di pietra bianca, lungo più di cinquecento metri e circondato da mura alte oltre dieci, cresceva una torre a gradoni. Alla fine sarebbe stata alta circa sessanta metri, con sei gradoni uno sopra l'altro, ognuno più stretto del precedente, come una scala per i giganti. Era il primo grande edificio in pietra della storia dell'umanità, e a idearlo fu un uomo di cui conosciamo il nome: Imhotep.

Dalla panca alla scala

Prima di Djoser i re e i nobili d'Egitto venivano sepolti sotto le mastabe. La parola è araba e vuol dire «panca»: erano costruzioni basse, con la parte superiore piatta e i lati inclinati, fatte di mattoni di fango. Sotto terra c'era la camera della sepoltura. Anche lo stesso Djoser, all'inizio, ebbe in mente una mastaba, ma di pietra e non di mattoni. La pietra, un calcare chiaro estratto dalle cave vicine e di Tura, durava molto più a lungo del fango.

Poi, durante i lavori, il progetto cambiò più volte. La mastaba fu ingrandita su tutti i lati, poi ne fu costruita un'altra sopra la prima, e un'altra ancora. Alla fine si arrivò alla forma a gradoni che vediamo ancora oggi. Gli archeologi hanno capito questa storia studiando le sezioni dell'edificio: dentro la piramide ci sono le tracce di vari progetti successivi. Fu un esperimento che si sviluppò strada facendo, non un piano perfetto fin dall'inizio.

I blocchi sono piccoli, simili a mattoni, perché i costruttori non avevano ancora imparato a muovere pietre grandi. Furono collocati a strati inclinati verso l'interno, per rendere la struttura più stabile. Sotto la piramide c'è un labirinto di gallerie e camere lungo chilometri, e in una di queste sono stati trovati migliaia di vasi di pietra di epoche precedenti, forse ereditati dai re più antichi. Alcune camere hanno le pareti decorate con piastrelle di ceramica azzurra, che imitano le stuoie di canne dei palazzi.

Una città per l'eternità

Intorno alla piramide Imhotep progettò un vero complesso di edifici. Nel recinto ci sono cortili per le cerimonie, finti edifici con le facciate di pietra scolpite a imitare tende, canne e legno, e un tempio funerario a nord. Molti edifici sono pieni: servivano al ka, lo spirito del re, per le feste del giubileo (la festa Sed) che il faraone avrebbe continuato a celebrare nell'aldilà. Le colonne sono scolpite a forma di fasci di canne e papiri. È un edificio di pietra che racconta in pietra l'Egitto di legno e di fango.

In una piccola stanza chiusa, detta serdab, gli archeologi trovarono una statua del re, seduto, con gli occhi che guardano fuori da due fori nel muro. La statua originale oggi è al Museo del Cairo, a Saqqara se ne vede una copia: ancora oggi il faraone osserva, in silenzio, chi si avvicina.

Chi era Imhotep

Imhotep, il cui nome significa «colui che viene in pace», non era un re. Era un funzionario di alto rango, forse figlio di un architetto, che servì Djoser come visir e capo dei lavori. Il suo nome appare su un basamento di statua trovato proprio nel recinto di Saqqara, con i titoli che lo qualificano come capo degli scultori e sacerdote. Non sappiamo con certezza che sia stato lui a progettare la piramide, ma la tradizione e gli indizi lo indicano.

Secoli dopo, Imhotep fu ricordato come un saggio: gli scribi gli attribuirono proverbi e testi di medicina. A partire dall'Epoca Tarda e poi in età tolemaica, più di duemila anni dopo la sua morte, era venerato come dio della medicina e i greci lo identificarono con il loro Asclepio. A Saqqara sorsero santuari in suo onore. La sua tomba non è mai stata trovata, e gli archeologi la cercano ancora.

Un dubbio sulla data

Djoser regnò circa dal 2670 al 2650 a.C. (alcuni lo datano un poco più tardi). Di certo la piramide fu costruita in pochi decenni, e di certo fu la più alta costruzione al mondo di quel periodo, mentre in Mesopotamia gli edifici erano ancora di mattoni crudi.

Perché successe

Una prima causa fu religiosa. Per gli Egizi il re era un dio e, dopo la morte, doveva salire al cielo e unirsi al sole. Una tomba a gradoni faceva da scala per quella salita: i testi antichi parlano di una «scala» o «rampa» per il re defunto. L'idea di costruire una montagna artificiale ebbe a che fare con il desiderio di sistemare la tomba più vicino al cielo.

Una seconda causa fu la forza dello Stato. Per costruire un edificio così servivano cave, barche per trasportare i blocchi, migliaia di operai, scribi che contassero i materiali, panettieri e birrai che sfamassero tutti. Solo un regno unito e organizzato, quello nato pochi secoli prima con Narmer (vedi la scheda sull'unificazione), poteva permettersi un cantiere simile.

La terza causa è Imhotep stesso, e la voglia di sperimentare. Pietra al posto del fango, colonne al posto dei pali di legno, un progetto che cresce un passo alla volta: quell'architetto fece un salto di qualità che gli altri non avevano mai tentato.

Cosa cambiò

La piramide a gradoni aprì la strada a tutte le altre. Dopo Djoser, i successori provarono a costruire piramidi sempre più regolari. Prima ci fu la piramide «romboidale» e la «rossa» di Snefru a Dahshur, poi la Grande Piramide di Giza, che ha i lati lisci (vedi la scheda su Cheope). Senza il primo passo di Saqqara non sarebbe arrivato il secondo.

Mostrò anche che la pietra squadrata poteva sostituire i mattoni nelle grandi opere. Da allora l'architettura egizia fu di pietra: templi, tombe, obelischi, statue colossali. Molte costruzioni che ammiriamo oggi in Egitto discendono dall'idea nata a Saqqara.

Imhotep, infine, divenne il simbolo del sapiente. Il suo nome è arrivato fino a noi dopo quasi 4.700 anni, cosa rara per una persona non regale dell'antichità. Oggi i complessi di Saqqara, restaurati negli ultimi decenni, sono tra i luoghi più visitati d'Egitto.

Persone e luoghi chiave

Persone

Djoser
Faraone della III dinastia (circa 2670-2650 a.C.), per il quale fu costruita la piramide a gradoni. Il suo nome egizio era Netjerikhet.
Imhotep
Alto funzionario e architetto di Djoser, ricordato per la piramide. Dopo la morte fu venerato come dio della medicina.
Snefru
Faraone della IV dinastia, padre di Cheope, che continuò gli esperimenti e costruì tre grandi piramidi a Meidum e Dahshur.

Luoghi

Saqqara (Egitto)
Grande necropoli vicino a Menfi, la capitale dell'Antico Regno. Qui sorge la piramide di Djoser e si trovano centinaia di tombe.
Menfi (Egitto)
Capitale dell'Egitto antico, a pochi chilometri da Saqqara.
Dahshur (Egitto)
Località a sud di Saqqara dove Snefru costruì la piramide romboidale e quella rossa, tappe dopo Djoser.

Da sapere

  • La piramide di Djoser è alta circa 60 metri e ha sei gradoni: all'inizio doveva essere una semplice mastaba.
  • Sotto la piramide ci sono quasi 6 chilometri di gallerie e di camere, e in alcune camere i muri sono rivestiti di piastrelle blu a imitazione delle stuoie di canne.
  • Nel serdab c'era una statua del re che guardava fuori da due fori nel muro. La copia sta ancora lì.
  • Imhotep fu ricordato per oltre duemila anni. Dall'Epoca Tarda e in età tolemaica era un dio della medicina e i Greci lo associarono ad Asclepio.
  • Il recinto intorno alla piramide aveva quattordici porte finte e una sola vera: servivano a ingannare gli spiriti cattivi, secondo gli studiosi.

Per approfondire

Eventi collegati

Prima e dopo, nell'era «Civiltà dei fiumi»

Evento 7 di 25

Tutti i 25 eventi dell'era · Apri la linea grande

Ascolta / Leggi anche

  • Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music

Cosa succedeva altrove nello stesso periodo

Altri eventi dell'era «Civiltà dei fiumi»

Foto di Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Sono Ciro Simone Irmici e costruisco siti gratuiti per imparare e giocare. Ho costruito Storiascopio con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno storico: se trovi un errore o vuoi un evento in più per la tua classe, scrivimi.

Altri miei lavori: audiolibri gratis su YouTube · ebook su Gumroad · Apple Books · musica su Spotify e YouTube Music