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5 · Grecia arte

Partenone

447-432 a.C. Acropoli di Atene (Grecia)

In breve

Sull'Acropoli di Atene, nel 447 a.C., cominciò la costruzione del Partenone, il tempio dedicato alla dea Atena Parthenos, cioè «vergine». I lavori furono guidati dallo scultore Fidia con gli architetti Ictino e Callicrate. Le colonne sono leggermente rigonfie e il pavimento è un po' curvo: piccoli trucchi per far sembrare l'edificio perfettamente dritto a chi lo guardava. In origine statue e rilievi erano dipinti con colori vivaci.

Perché è importante È diventato il simbolo della Grecia antica e dell'idea stessa di bellezza classica.

Fonte: UNESCO, «Acropolis, Athens»

Illustrazione: Partenone (Acropoli di Atene (Grecia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Partenone: Acropoli di Atene (Grecia)
Dove: Acropoli di Atene (Grecia)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Il tempio sulla collina

L'Acropoli di Atene è una collina rocciosa che sovrasta la città. Per secoli fu il luogo sacro di Atene, con templi e santuari dedicati agli dèi protettori. Nel 480 a.C., durante la seconda invasione persiana, i Persiani di Serse saccheggiarono Atene e devastarono i santuari della collina. Quando la minaccia passò e Atene divenne ricca e potente, Pericle decise di ricostruirla in modo grandioso. Il pezzo centrale del progetto fu un nuovo tempio per Atena, la dea della città: il Partenone. Il nome deriva da «Parthenos», che in greco significa «vergine», uno dei titoli di Atena.

I lavori cominciarono nel 447 a.C. Il tempio fu terminato, nelle sue parti principali, nel 438 a.C., mentre le decorazioni scultoree furono completate nel 432 a.C. In meno di quindici anni gli Ateniesi costruirono un edificio che ancora oggi è considerato uno dei più perfetti mai realizzati. Gli architetti furono Ictino e Callicrate. Lo scultore Fidia, amico di Pericle, ebbe un ruolo di direzione: curò le decorazioni e la statua della dea.

Come è fatto

Il Partenone è un tempio dorico, cioè costruito nello stile più semplice e solido dell'architettura greca, con colonne senza base e con un capitello liscio. Ha otto colonne sui lati corti e diciassette sui lati lunghi. Misura circa 69,5 metri per 30,9, e le colonne esterne sono alte più di dieci metri e larghe quasi due alla base. Era un edificio molto grande, tutto di marmo.

I costruttori greci avevano un'idea quasi ossessiva della perfezione. Per questo il tempio ha alcune «correzioni ottiche»: piccoli trucchi che ingannano l'occhio. Il pavimento, per esempio, non è perfettamente piano, ma si solleva leggermente al centro, perché una linea perfettamente orizzontale vista da lontano sembrerebbe incurvata verso il basso. Le colonne sono leggermente più larghe nel mezzo (questo rigonfiamento si chiama «entasi»), sono un po' inclinate verso l'interno e le lastre decorate sono più strette verso gli angoli. Il risultato è un edificio che, a chi lo guarda, sembra perfettamente dritto e armonioso.

Le sculture

Le decorazioni erano una vera enciclopedia di miti. Sul lato esterno correvano 92 metope, lastre di marmo con scene scolpite quasi a tutto tondo. Sul lato est raccontavano la lotta tra gli dèi e i giganti, a ovest quella tra i Greci e le Amazzoni, a sud quella contro i centauri e a nord la guerra di Troia. Dentro il colonnato, lungo le pareti della cella (la stanza principale del tempio), correva un fregio lungo 160 metri, di cui ne sopravvivono circa 130. Rappresentava una processione, quella delle feste in onore di Atena, le Panatenee. I due frontoni, i triangoli sopra le facciate, mostravano la nascita di Atena (a est) e la gara tra Atena e Poseidone per il possesso di Atene (a ovest).

Nell'oscurità della cella c'era la statua della dea, alta circa dodici metri, fatta di oro e avorio su un'anima di legno. Era chiamata Atena Parthenos, e fu opera di Fidia. Oggi non esiste più.

Ci immaginiamo il Partenone bianco, ma all'origine era colorato. Le sculture e alcune parti dell'edificio erano dipinte con colori vivaci e avevano applicazioni di metallo. I colori sono scomparsi col tempo.

Una lunga storia

Per secoli il Partenone rimase un tempio. In epoca bizantina fu trasformato in una chiesa dedicata alla Madre di Dio. Dopo la conquista ottomana (1458), divenne una moschea, con un minareto. Il danno peggiore arrivò nel 1687, durante un assedio da parte dei Veneziani guidati da Francesco Morosini. Gli Ottomani usavano il Partenone come deposito di polvere da sparo. Nella notte tra il 26 e il 27 settembre una bomba lo colpì e provocò un'esplosione che spezzò l'edificio e distrusse il tetto. Il Partenone rimase in rovina.

All'inizio dell'Ottocento il diplomatico inglese Lord Elgin ottenne il permesso di prelevare sculture dall'Acropoli, e i suoi collaboratori ne portarono via circa la metà di quelle rimaste. Oggi molte si trovano al British Museum di Londra: 15 metope, 17 figure dei frontoni e circa 75 metri di fregio. Il ministero della Cultura greco sostiene che 56 blocchi del fregio sono a Londra e 40 ad Atene. Dal 1983 la Grecia chiede ufficialmente la restituzione, e la discussione è ancora aperta: chi pensa che appartengano a Londra e chi invece ad Atene.

Perché successe

La causa pratica fu la distruzione dei vecchi templi da parte dei Persiani. Gli Ateniesi, tornati in una città danneggiata, ritennero di dover ricostruire i luoghi sacri e dimostrare la riconoscenza verso gli dèi che li avevano aiutati nella vittoria.

Ma c'era anche una ragione politica. Pericle voleva fare di Atene la città più bella e importante della Grecia, e mostrare a tutti la ricchezza che arrivava dalla Lega delio-attica. Un grande tempio in cima alla città diceva che Atene era potente e protetta dalla sua dea. In più, i lavori davano da vivere a migliaia di persone: scultori, scalpellini, trasportatori di marmo, fabbri.

Cosa cambiò

Il Partenone diventò il modello dell'architettura classica. I suoi rapporti tra le parti, l'ordine delle colonne e l'armonia dell'insieme sono stati studiati e imitati per secoli: dai Romani, poi dagli architetti del Rinascimento e del Neoclassicismo. Molti edifici pubblici di oggi, come banche, tribunali e musei, usano colonne e frontoni che ricordano i suoi.

Oggi il tempio è il simbolo di Atene e della Grecia. Insieme agli altri monumenti dell'Acropoli attira ogni anno visitatori da tutto il mondo. L'Acropoli è Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO dal 1987, e dal 2009 un nuovo Museo dell'Acropoli, ai piedi della collina, accoglie le sculture rimaste in Grecia.

La questione dei marmi di Elgin ha aperto un dibattito mondiale su una domanda difficile: a chi appartengono le opere d'arte portate via in epoche passate? I musei, i governi e il pubblico continuano a discutere, e la risposta dipende da come si bilanciano il diritto di un Paese sulla propria storia e il valore di mostrare l'arte antica in musei molto frequentati.

Persone e luoghi chiave

Persone

Fidia
Il più celebre scultore greco: curò la decorazione del Partenone e la statua di Atena.
Ictino e Callicrate
Gli architetti del Partenone.
Pericle
Il politico che promosse la ricostruzione dell'Acropoli.
Lord Elgin
Il diplomatico inglese che nell'Ottocento portò a Londra circa metà delle sculture rimaste.
Francesco Morosini
Comandante veneziano durante l'assedio del 1687, quando il Partenone esplose.

Luoghi

Acropoli di Atene
La collina sacra della città, dove sorge il Partenone.
British Museum, Londra
Il museo dove si trova gran parte delle sculture portate via da Lord Elgin.
Museo dell'Acropoli
Il museo ad Atene che conserva le sculture del Partenone rimaste in Grecia.

Da sapere

  • Il pavimento del Partenone è leggermente curvo e le colonne sono un po' rigonfie: sono trucchi per far sembrare l'edificio perfettamente dritto.
  • Le 92 metope del Partenone raccontano quattro grandi battaglie del mito, dalla lotta con i centauri alla guerra di Troia.
  • La statua di Atena che stava dentro il tempio era alta circa dodici metri e fatta di oro e avorio.
  • Il Partenone esplose nel 1687 perché gli Ottomani vi tenevano la polvere da sparo e una bomba veneziana lo colpì.
  • In origine le sculture del Partenone erano dipinte con colori vivaci.

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