Euclide scrive gli Elementi
circa 300 a.C. Alessandria d'Egitto
In breve
Euclide insegnava matematica ad Alessandria d'Egitto, la nuova città fondata da Alessandro. Nei suoi «Elementi», divisi in tredici libri, raccolse e mise in ordine ciò che si sapeva di geometria e di numeri. Partiva da poche regole semplici, chiamate postulati, e da lì dimostrava passo dopo passo centinaia di proposizioni. Si racconta che al re Tolomeo, che chiedeva una strada più facile, rispondesse che per la geometria non esistono scorciatoie riservate ai re.
Perché è importante Gli «Elementi» sono stati usati come libro di scuola per più di duemila anni.
Fonte: Treccani, voce «Euclide»

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura
Il racconto
Un autore senza biografia
Euclide è uno degli autori più letti della storia, ma di lui sappiamo quasi niente. Non conosciamo la data di nascita, né il luogo, né l'aspetto, né la famiglia. Gli studiosi lo collocano tra la fine del IV e l'inizio del III secolo a.C. Il filosofo Proclo, che scrisse molti secoli dopo, racconta che fu più giovane dei discepoli di Platone e più anziano di Eratostene e di Archimede, e che visse al tempo di Tolomeo I, il re d'Egitto. Probabilmente insegnava nel Museo di Alessandria (è una ricostruzione, non un dato certo), il grande centro di studi voluto dai Tolomei. Per questo il nostro sito segna come data «circa 300 a.C.»: è una stima, non un anno preciso.
Sappiamo anche un aneddoto, che potrebbe essere una leggenda. Il re Tolomeo gli avrebbe chiesto se esistesse un modo più breve per imparare la geometria. Euclide avrebbe risposto che per la geometria non esistono «vie fatte per i re». Come dire: lo studio è uguale per tutti, anche per i potenti.
Il libro che ordinò la matematica
L'opera che lo ha reso famoso si chiama «Elementi». È divisa in 13 libri, che raccolgono e mettono in ordine ciò che i matematici greci sapevano ai suoi tempi. I libri dal primo al sesto parlano di geometria piana: triangoli, quadrilateri, cerchi, proporzioni. Dal settimo al nono si trattano i numeri e le loro proprietà. Il decimo studia le grandezze che non si possono misurare con numeri interi o frazioni, dette incommensurabili. Gli ultimi tre libri, dall'undicesimo al tredicesimo, riguardano la geometria nello spazio, cioè i solidi.
Gli «Elementi» non sono una raccolta di risultati casuali. Il pregio di Euclide è il metodo. Ogni libro si apre con delle definizioni, cioè la spiegazione di che cosa sia un punto, una linea, un cerchio. Poi vengono i postulati e le nozioni comuni, cioè le poche affermazioni semplici che si accettano senza dimostrarle: per esempio, che tra due punti si può tracciare una retta. Da queste basi Euclide dimostra, passo dopo passo, centinaia di proposizioni e di teoremi: ogni risultato si appoggia su quelli precedenti, senza salti. È un edificio costruito a mattoni, in cui ogni mattone è controllato.
Il quinto postulato
Tra i postulati ce n'è uno, il quinto, che è sempre sembrato diverso dagli altri. Riguarda le rette parallele, e nella formulazione più semplice, quella dello studioso Playfair del 1795, dice che, data una retta e un punto fuori di essa, si può tracciare una sola retta parallela a quella data. Se si nega questo postulato non si cade in contraddizione, ma si ottengono altre geometrie: quella ellittica, in cui per un punto fuori dalla retta non passa nessuna parallela, e quella iperbolica, in cui ne passano almeno due. Sono le «geometrie non euclidee».
Un libro che dura da duemila anni
Gli «Elementi» furono copiati a mano per secoli e tradotti più volte. Una delle versioni latine, quella di Campano da Novara, rivista a partire dalla traduzione di Adelardo di Bath, fu stampata a Venezia nel 1482. Per più di venti secoli fu considerato il modello di come si scrive un testo scientifico, chiaro e rigoroso, e fino ai primi del Novecento fu uno dei principali testi per insegnare la geometria nelle scuole. Secondo uno studioso citato da Wikipedia, il numero delle sue edizioni è stato superato solo da quello della Bibbia.
Euclide scrisse anche altre opere. Gli «Elementi» sono la più celebre, ma tra quelle che ci sono arrivate, alcune a lui attribuite, ci sono anche l'«Ottica» e la «Catottrica», sulla luce e sugli specchi, i «Fenomeni», sull'astronomia, i «Dati», la «Sezione del canone», sulla musica, e la «Divisione delle figure». Altre, come i «Luoghi superficiali» e le «Coniche», sono andate perdute.
Perché successe
Euclide scrisse gli «Elementi» perché la matematica greca era cresciuta molto nei due secoli precedenti, ma in modo disordinato. Pitagorici, platonici e altri studiosi avevano scoperto molti risultati, spesso in scuole diverse e con metodi diversi. Serviva qualcuno che raccogliesse tutto in un unico racconto coerente.
Contò molto anche l'ambiente: Alessandria. Qui i re Tolomei finanziavano il Museo e la Biblioteca per riunire studiosi da tutto il mondo greco. Un matematico poteva lavorare con tempo e libri a disposizione, discutere con altri scienziati e insegnare ad allievi motivati. Le condizioni erano ideali per un'opera di sintesi come quella di Euclide.
Cosa cambiò
Gli «Elementi» hanno insegnato a ragionare. Anche chi non è un matematico ha imparato da quel libro l'idea di dimostrazione: partire da pochi principi chiari e arrivare a conclusioni sicure con passaggi che chiunque possa controllare. Questo modo di ragionare è la base della matematica e, in parte, della fisica e della filosofia.
Per più di venti secoli, gli «Elementi» furono un testo esemplare per chiarezza e rigore. Ancora oggi parliamo di «geometria euclidea» per indicare quella piana che impariamo alle medie. La storia del quinto postulato, che portò alla nascita delle geometrie non euclidee, è un bell'esempio di come anche un libro antichissimo possa far nascere idee del tutto nuove.
Il nome di Euclide resta nelle parole che usiamo a scuola: «geometria euclidea», «postulato», «teorema».
Persone e luoghi chiave
Persone
- Euclide
- Matematico greco attivo ad Alessandria intorno al 300 a.C.; della sua vita non sappiamo quasi nulla.
- Tolomeo I
- Il re d'Egitto al cui tempo Euclide visse; secondo l'aneddoto gli chiese una via facile per la geometria.
- Proclo
- Filosofo tardo antico che ci ha lasciato le poche notizie su Euclide.
- Campano da Novara
- Studioso medievale la cui versione degli «Elementi» fu stampata a Venezia nel 1482.
Luoghi
- Alessandria d'Egitto
- La città fondata da Alessandro Magno dove Euclide insegnava.
- Museo di Alessandria
- Il centro di studi voluto da Tolomeo I, dove lavoravano gli studiosi del tempo.
- Venezia
- Qui nel 1482 fu stampata una delle prime versioni degli «Elementi».
Da sapere
- Gli «Elementi» sono in 13 libri e contengono centinaia di proposizioni, tutte dimostrate partendo da pochi principi.
- Secondo l'aneddoto, a un re che voleva una scorciatoia Euclide rispose che in geometria non esistono vie riservate ai re.
- Il quinto postulato, sulle rette parallele, ha fatto discutere i matematici per secoli e ha portato alla scoperta di geometrie nuove.
- Secondo uno studioso, nessun libro ha avuto più edizioni degli «Elementi», con l'eccezione della Bibbia.
- Il libro fu stampato per la prima volta a Venezia nel 1482, in una versione ricavata da traduzioni medievali.
Per approfondire
- Treccani, voce «Euclide» treccani.it
- Wikipedia, «Euclide» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Museo di Alessandria» it.wikipedia.org
Eventi collegati
- Biblioteca di Alessandriacirca 295 a.C. · GreciaIl Museo e la Biblioteca di Alessandria furono la casa di Euclide.
- Pitagora a Crotonecirca 530 a.C. · GreciaPitagora aveva fatto della matematica una scienza da studiare.
- Archimede di Siracusacirca 250 a.C. · GreciaArchimede, più giovane, fu uno dei grandi continuatori della matematica greca.
- Conquiste di Alessandro334-323 a.C. · GreciaAlessandria fu fondata da Alessandro Magno.
- Matematica babilonesecirca 1800 a.C. · Civiltà dei fiumiI Babilonesi avevano già risolto problemi matematici complessi, senza il metodo della dimostrazione.
Prima e dopo, nell'era «Grecia»
Evento 22 di 25
PrimaPrime poleis grechecirca 800 a.C.
PrimaGiochi olimpici antichicirca 776 a.C.
PrimaAlfabeto grecocirca 750 a.C.
PrimaLa vita a Spartacirca 700 a.C.
PrimaSaffo, poetessa di Lesbocirca 600 a.C.
PrimaRiforme di Solonecirca 594 a.C.
PrimaTalete studia la naturacirca 585 a.C.
PrimaPitagora a Crotonecirca 530 a.C.
PrimaDemocrazia di Clistenecirca 508 a.C.
PrimaBattaglia di Maratona490 a.C.
PrimaBattaglia delle Termopili480 a.C.
PrimaTeatro di Eschilo472 a.C.
PrimaEtà di Pericle461-429 a.C.
PrimaPartenone447-432 a.C.
PrimaGuerra del Peloponneso431-404 a.C.
PrimaErodoto scrive le Storiecirca 430 a.C.
PrimaIppocrate e la medicinacirca 400 a.C.
PrimaSocrate condannato399 a.C.
PrimaAccademia di Platonecirca 387 a.C.
PrimaAristotele fonda il Liceocirca 335 a.C.
PrimaConquiste di Alessandro334-323 a.C.
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