Ippocrate e la medicina
circa 400 a.C. Isola di Coo (Grecia)
In breve
Ippocrate, medico nato sull'isola di Coo, insegnava che le malattie hanno cause naturali e non sono punizioni degli dèi. Per curare un malato bisognava osservarlo con attenzione, ascoltarlo e annotare come cambiavano i sintomi. Consigliava riposo, dieta e aria pulita prima ancora delle medicine. A lui e ai suoi allievi si attribuisce il giuramento da cui deriva quello che ancora oggi pronunciano i medici.
Perché è importante Diede alla medicina un metodo basato sull'osservazione, che resta alla base del lavoro dei medici.
Fonte: Treccani, voce «Ippocrate»

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura
Il racconto
Il medico di Coo
Coo è una piccola isola greca dell'Egeo, vicinissima alla costa turca. Qui, intorno al 460 a.C., nacque Ippocrate. Della sua vita sappiamo molto poco. Platone e Aristotele lo ricordavano come il medico più famoso del suo tempo. Secondo le fonti esercitò e insegnò in varie parti della Grecia, anche ad Atene e in Tessaglia, e morì intorno al 370 a.C. (alcune fonti dicono il 377). La sua famiglia, secondo la tradizione, faceva parte degli Asclepiadi, cioè di una stirpe che si diceva discendente di Asclepio, il dio della medicina.
Quasi tutto il resto è oggetto di discussione. Gli studiosi la chiamano «questione ippocratica»: Ippocrate è stato un uomo reale, ma i libri che portano il suo nome sono molti e di epoche e autori diversi. Il «Corpus Hippocraticum», cioè la raccolta di scritti che gli viene attribuita, comprende circa settanta opere. Il nucleo più antico è della fine del V e dell'inizio del IV secolo a.C., altre sono più tarde. Probabilmente la raccolta si formò ad Alessandria, nel III secolo a.C., dove furono messi insieme testi molto diversi. Non sappiamo quindi quali furono scritti davvero da lui.
Una medicina senza magia
Prima di Ippocrate, in Grecia una parte della cura dei malati era legata alla religione, e Asclepio era il dio a cui ci si rivolgeva. I testi del Corpus mostrano un modo diverso di ragionare. La malattia non è una punizione degli dèi, ma un fatto naturale, con le sue regole, che segue un andamento e passa attraverso fasi di aggravamento e di miglioramento, le «crisi». Una delle opere del Corpus critica duramente i guaritori che dicono di curare con riti e incantesimi, accusandoli di ciarlataneria.
Le cause, per questi testi, vanno cercate nel corpo e nell'ambiente: il clima, il luogo in cui si vive, soprattutto l'alimentazione e lo stile di vita. Una teoria molto famosa, esposta nel trattato «Sulla natura dell'uomo», attribuito a un allievo di nome Polibo, dice che il corpo contiene quattro «umori»: sangue, bile gialla, bile nera e flegma. Quando questi sono in equilibrio, c'è la salute; quando uno dei quattro prevale, c'è la malattia. Oggi sappiamo che la teoria non è giusta, ma ha guidato la medicina per quasi duemila anni.
Osservare il malato
Il punto più forte della medicina ippocratica è il metodo. Il medico deve osservare con attenzione i segni della malattia: i sintomi, ma anche le urine, il sudore, il respiro, la pelle. Deve guardare il malato nel suo insieme, con il suo modo di vivere, non solo la malattia. Con queste osservazioni cerca di fare la diagnosi, cioè di riconoscere il male, e la prognosi, cioè di prevedere come andrà a finire. Le cartelle in cui venivano annotati i casi, nel trattato «Epidemie», sono tra i primi esempi di quelle che chiamiamo oggi storie cliniche.
Le cure erano soprattutto dietetiche. La dieta, per i Greci, comprendeva l'intera regola di vita: cibo, esercizio fisico, bagni. I farmaci avevano un ruolo secondario, per lo più infusi di erbe. Si praticavano anche i salassi e la chirurgia, soprattutto per fratture e distorsioni. Era soprattutto una medicina che lasciava lavorare la natura: il medico doveva assecondare la forza guaritrice del corpo, un'idea che più tardi fu riassunta nella formula latina vis medicatrix naturae, la «forza curatrice della natura».
Il Giuramento
Il testo più celebre legato a Ippocrate è il Giuramento. Chi lo pronunciava invocava Apollo medico, Asclepio, Igea e Panacea, e si impegnava a trattare il maestro come un padre, a fare il bene dei malati e a non nuocere, a non somministrare farmaci mortali neppure su richiesta, e a mantenere il segreto su ciò che vedeva o sentiva nell'esercizio della professione. Gli studiosi non sono sicuri che sia opera di Ippocrate: il testo è probabilmente del IV secolo a.C. o più tardi, e potrebbe riflettere le regole di un gruppo di medici di orientamento pitagorico. Nell'antichità non era usato come lo usiamo oggi; divenne una specie di codice morale della professione soprattutto in epoca cristiana.
«La vita è breve»
Alla tradizione ippocratica è legata anche una massima famosa: «la vita è breve». Ricorda che il tempo per imparare e per curare è poco, e che per questo il medico deve usarlo bene.
Perché successe
Nel V secolo a.C. i Greci stavano imparando a spiegare la natura senza ricorrere agli dèi. Filosofi come Talete avevano cercato cause naturali per i fenomeni del cielo e della terra. I medici applicarono lo stesso modo di pensare al corpo umano: se il mondo ha leggi, anche le malattie devono averle.
In più, la Grecia era un luogo adatto: città piccole, molti viaggiatori, scambi continui di idee. I medici viaggiavano di città in città, vedevano molti casi diversi e confrontavano le loro esperienze. Scrivere questi casi, in libri che potevano essere discussi e corretti, fece della medicina un sapere che cresceva con il tempo.
Cosa cambiò
Dalla scuola ippocratica nacque l'idea che la medicina sia una tecnica razionale: si osserva, si ragiona, si registrano i casi. Dal III secolo a.C. gli studiosi di Alessandria raccolsero e commentarono il Corpus, e questa tradizione di commenti durò fino all'Ottocento. Galeno, grande medico romano, si considerò un erede di Ippocrate, e per secoli la medicina europea e islamica fu costruita sui suoi testi.
La teoria dei quattro umori restò in uso per un tempo lunghissimo, finché la scoperta dei microbi e lo studio del corpo con strumenti moderni non la sostituirono. Ma l'abitudine di osservare con attenzione il malato, di annotare i sintomi, di valutare il decorso e di non promettere guarigioni impossibili è rimasta.
Il Giuramento è ancora oggi un riferimento. I medici italiani pronunciano un testo moderno, aggiornato dalla loro Federazione nel 2014, che ne riprende i principi: curare ogni paziente senza discriminazioni, rispettare il segreto professionale, non compiere atti volti a provocare la morte. È un esempio di come un'idea nata più di duemila anni fa possa guidare ancora il comportamento di una professione.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Ippocrate di Coo
- Medico greco (circa 460 - 370 a.C.), considerato il fondatore della medicina razionale in Grecia.
- Polibo
- Allievo di Ippocrate, a cui è attribuito il trattato sulla natura dell'uomo con la teoria dei quattro umori.
- Galeno
- Medico del II secolo d.C., grande commentatore di Ippocrate.
- Asclepio
- Il dio greco della medicina: i medici Asclepiadi si dicevano suoi discendenti.
Luoghi
- Coo
- Isola dell'Egeo dove nacque Ippocrate.
- Tessaglia
- Regione della Grecia settentrionale dove Ippocrate esercitò.
- Alessandria d'Egitto
- La città dove, nel III secolo a.C., fu probabilmente messa insieme la raccolta degli scritti ippocratici.
Da sapere
- Il «Corpus Hippocraticum» comprende circa settanta scritti, ma gli studiosi pensano che pochi siano davvero di Ippocrate.
- Per i medici ippocratici il corpo conteneva quattro umori: sangue, bile gialla, bile nera e flegma.
- Il Giuramento comincia chiamando a testimoni gli dèi della medicina: Apollo medico, Asclepio, Igea e Panacea.
- La massima «la vita è breve» è legata alla tradizione ippocratica: è stata ripresa perfino in un'iscrizione su una tomba di Ostia.
- I medici italiani pronunciano ancora un giuramento ispirato a quello antico, aggiornato nel 2014.
Per approfondire
- Treccani, voce «Ippocrate» treccani.it
- Wikipedia, «Ippocrate» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Giuramento di Ippocrate» it.wikipedia.org
Eventi collegati
- Galeno, medico a Romacirca 162 d.C. · RomaGaleno proseguì l'opera di Ippocrate nel mondo romano.
- Scuola Medica Salernitanacirca 950 d.C. · Alto MedioevoLa Scuola Medica Salernitana ereditò la tradizione ippocratica.
- Talete studia la naturacirca 585 a.C. · GreciaTalete aveva aperto la strada a una spiegazione naturale dei fenomeni.
- Biblioteca di Alessandriacirca 295 a.C. · GreciaAd Alessandria fu raccolto il Corpus ippocratico.
- Scoperta della penicillina1928 · NovecentoLa penicillina è un esempio di medicina basata su osservazione e metodo.
Prima e dopo, nell'era «Grecia»
Evento 17 di 25
PrimaPrime poleis grechecirca 800 a.C.
PrimaGiochi olimpici antichicirca 776 a.C.
PrimaAlfabeto grecocirca 750 a.C.
PrimaLa vita a Spartacirca 700 a.C.
PrimaSaffo, poetessa di Lesbocirca 600 a.C.
PrimaRiforme di Solonecirca 594 a.C.
PrimaTalete studia la naturacirca 585 a.C.
PrimaPitagora a Crotonecirca 530 a.C.
PrimaDemocrazia di Clistenecirca 508 a.C.
PrimaBattaglia di Maratona490 a.C.
PrimaBattaglia delle Termopili480 a.C.
PrimaTeatro di Eschilo472 a.C.
PrimaEtà di Pericle461-429 a.C.
PrimaPartenone447-432 a.C.
PrimaGuerra del Peloponneso431-404 a.C.
PrimaErodoto scrive le Storiecirca 430 a.C.
Sei quiIppocrate e la medicinacirca 400 a.C.
DopoSocrate condannato399 a.C.
DopoAccademia di Platonecirca 387 a.C.
DopoAristotele fonda il Liceocirca 335 a.C.
DopoConquiste di Alessandro334-323 a.C.
DopoEuclide scrive gli Elementicirca 300 a.C.
DopoBiblioteca di Alessandriacirca 295 a.C.
DopoArchimede di Siracusacirca 250 a.C.
DopoMacchina di Anticiteracirca 100 a.C.
Ascolta / Leggi anche
- Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music
Cosa succedeva altrove nello stesso periodo
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- Alfabeto greco
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- Saffo, poetessa di Lesbo
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- Pitagora a Crotone
- Democrazia di Clistene
- Battaglia di Maratona
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- Guerra del Peloponneso
- Erodoto scrive le Storie
- Socrate condannato
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- Conquiste di Alessandro
- Euclide scrive gli Elementi
- Biblioteca di Alessandria
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