Erodoto scrive le Storie
circa 430 a.C. Alicarnasso (oggi Bodrum, Turchia) e Atene
In breve
Erodoto nacque ad Alicarnasso, sulla costa dell'attuale Turchia, e raccontò di aver viaggiato in Egitto, a Babilonia e sulle rive del mar Nero. Nelle sue «Storie» volle spiegare perché Greci e Persiani si erano fatti la guerra. Raccolse racconti, visitò luoghi e confrontò versioni diverse, ma a volte riferì anche leggende incredibili, come quella delle formiche giganti che scavano l'oro. Secoli dopo, il romano Cicerone lo chiamò «padre della storia».
Perché è importante Fu il primo a trasformare il racconto del passato in una ricerca, che in greco si dice proprio «historia».
Fonte: Treccani, voce «Erodoto»

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura
Il racconto
Un greco dell'Asia
Erodoto nacque verso il 484 a.C. ad Alicarnasso, una città greca della Caria, sulla costa sud-occidentale dell'attuale Turchia, che allora faceva parte dell'impero persiano. La sua famiglia era nobile: la madre, Dryò, aveva un nome greco, il padre, Lyxes, uno di origine asiatica. Era dunque cresciuto tra due mondi, quello dei Greci e quello dei Persiani, e questo gli diede una curiosità che non lo lasciò mai.
Ad Alicarnasso comandava un tiranno, Ligdami II, che governava con l'appoggio del re persiano. Erodoto si oppose, e un suo parente, Paniassi, fu messo a morte. Lui riuscì a fuggire a Samo, dove perfezionò il dialetto ionico, nel quale poi avrebbe scritto la sua opera. Secondo la tradizione, intorno al 455 a.C. poté tornare in patria. Più tardi, dal 447 a.C., visse ad Atene, dove conobbe personaggi come Pericle, Sofocle e il filosofo Protagora. Intorno al 444-443 a.C. partecipò alla fondazione di Turi, una colonia greca in Italia meridionale, e ne ottenne la cittadinanza.
Viaggiare per capire
Erodoto viaggiò molto, per quanto si può capire dalla sua opera. Visitò una gran parte del Mediterraneo orientale, e della sua permanenza in Egitto sappiamo che fu lunga. Per altri luoghi dipendiamo soprattutto dal suo racconto, e gli studiosi discutono su quanto siano stati davvero visti da lui. In ogni caso, chiedeva a chiunque incontrasse: sacerdoti, guide, mercanti, soldati. Quello che sentiva lo scriveva e, quando le versioni non coincidevano, le metteva a confronto.
Le «Storie»
La sua grande opera si intitola «Storie» ed è divisa in nove libri. La divisione non è sua: la fecero secoli dopo i grammatici di Alessandria. Il tema principale sono le guerre tra Greci e Persiani. Il racconto parte da lontano: dai re Creso e Ciro, e giunge a Maratona, alle Termopili, a Salamina e alla battaglia contro il generale Mardonio. Ma Erodoto non si limita alle battaglie. Ogni volta che entra in scena un popolo nuovo, apre una lunga digressione, un «logos» in greco, per spiegare come vivono i suoi abitanti, quali sono i loro costumi, la loro religione, la loro geografia. Così le «Storie» sono insieme un libro di guerra, di viaggi e di antropologia.
Il libro comincia con una frase famosa. Erodoto scrive che pubblica «l'esposizione della sua ricerca», perché le imprese degli uomini non siano dimenticate col passare del tempo e le grandi opere, dei Greci e dei barbari, non restino senza gloria. La parola greca per «ricerca» è «historiē», quella che ha dato il nome alla nostra «storia».
Come lavorava
Erodoto basava il suo lavoro su tre elementi: ciò che vedeva con i suoi occhi, ciò che sentiva dagli altri e il giudizio personale con cui sceglieva tra le informazioni. Quando le versioni erano discordanti, usava la logica e ciò che gli pareva verosimile, e talvolta lasciava la scelta al lettore. Dichiarava anche che di certe cose scriveva solo «per sentito dire», cioè perché gli erano state raccontate. Questa onestà era una novità.
Per questo a volte riporta anche cose che oggi ci sembrano incredibili. Nel libro III, per esempio, parlando dell'India, racconta che esistessero formiche che scavano l'oro, una storia che gli avevano riferito. Oggi la consideriamo una storia leggendaria. Erodoto la riporta come una voce in circolazione, senza dimostrarla.
Il giudizio degli antichi e dei moderni
Erodoto fu molto letto, ma anche criticato. Il romano Cicerone lo chiamò «padre della storia». Lo scrittore greco Plutarco, invece, scrisse un trattato contro di lui, accusandolo di essere troppo malizioso verso alcune città, anche se usava la sua opera come fonte. Per lungo tempo Tucidide, che scrisse della guerra del Peloponneso, fu considerato più scientifico. Erodoto appariva più un narratore di storie, nel senso più bello della parola, che uno storico in senso moderno.
Oggi sappiamo che Erodoto resta una fonte preziosa. Per molti popoli, come gli Egizi o i Persiani, le sue pagine sono una fonte greca molto ampia. Anche dove sbaglia, è utile per capire che cosa credessero i Greci.
Perché successe
Erodoto scrive perché la guerra con i Persiani aveva cambiato il mondo greco. Era stata una prova enorme: mai prima le poleis avevano affrontato un nemico tanto potente e vasto. Gli eventi sembravano degni di essere ricordati per sempre. Erodoto, che non era ateniese ma aveva una conoscenza diretta di molte regioni persiane, poteva raccontare entrambe le parti.
C'era poi un ambiente culturale nuovo. Nelle città ioniche, come Mileto, da tempo si cercavano spiegazioni naturali ai fenomeni. Prima di Erodoto c'erano già stati autori che raccoglievano storie di popoli, ma lui riuscì a fondere in un unico racconto geografia, usi, tradizioni e guerre, sotto la domanda: perché Greci e Persiani si sono fatti la guerra?
Cosa cambiò
Con Erodoto la storia diventa un genere letterario. Dopo di lui, autori come Tucidide e Senofonte scrissero libri sul passato recente, e nel mondo romano lo storico diventò una figura rispettata. Nell'idea che per capire il passato bisogna indagare, confrontare le fonti e dire apertamente da dove vengono le informazioni, c'è l'eredità di Erodoto.
Ancora oggi le «Storie» si leggono con piacere, e danno informazioni che non troviamo altrove, per esempio su come i Greci vedevano gli Egizi e i Persiani. Gli storici le usano controllandole con altre fonti.
Anche la parola «storia» viene da lui, e la questione che pone, cioè quanto ci si possa fidare di chi racconta, resta il problema di ogni studio del passato. Se oggi un insegnante dice di controllare più fonti prima di credere a una notizia, ripete senza saperlo una lezione che comincia con Erodoto.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Erodoto
- Storico greco nato ad Alicarnasso intorno al 484 a.C. e morto intorno al 425: autore delle «Storie».
- Ligdami II
- Tiranno di Alicarnasso, sostenuto dai Persiani, che spinse Erodoto all'esilio.
- Pericle
- Il capo di Atene, che Erodoto conobbe nel periodo ateniese.
- Cicerone
- Oratore romano che definì Erodoto «padre della storia».
- Plutarco
- Scrittore greco che criticò Erodoto in un trattato.
Luoghi
- Alicarnasso
- Città della Caria, oggi Bodrum in Turchia, dove nacque Erodoto.
- Samo
- Isola dell'Egeo dove Erodoto trovò rifugio durante l'esilio.
- Turi
- Colonia greca dell'Italia meridionale alla cui fondazione Erodoto partecipò intorno al 444-443 a.C.
- Atene
- Città dove Erodoto soggiornò dal 447 a.C. e conobbe Pericle e Sofocle.
Da sapere
- La parola «storia» deriva dal greco «historiē», che nelle «Storie» di Erodoto significa «ricerca».
- La divisione delle «Storie» in nove libri fu fatta secoli dopo dagli studiosi di Alessandria.
- Erodoto dichiarava apertamente quando scriveva soltanto «per sentito dire».
- Verso il 445 a.C., secondo una tradizione, Erodoto lesse parti della sua opera ad Atene e ricevette dieci talenti.
- Nel libro III parla di formiche che scavano l'oro: una storia che gli studiosi leggono oggi come una leggenda.
Per approfondire
- Treccani, voce «Erodoto» treccani.it
- Wikipedia, «Erodoto» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Tucidide» it.wikipedia.org
- Perseus Digital Library, Erodoto, Storie (testo greco e traduzione inglese) perseus.tufts.edu
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Prima e dopo, nell'era «Grecia»
Evento 16 di 25
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PrimaDemocrazia di Clistenecirca 508 a.C.
PrimaBattaglia di Maratona490 a.C.
PrimaBattaglia delle Termopili480 a.C.
PrimaTeatro di Eschilo472 a.C.
PrimaEtà di Pericle461-429 a.C.
PrimaPartenone447-432 a.C.
PrimaGuerra del Peloponneso431-404 a.C.
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DopoIppocrate e la medicinacirca 400 a.C.
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DopoBiblioteca di Alessandriacirca 295 a.C.
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