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4 · Civiltà del mare arte

Poemi omerici in forma scritta

circa 750 a.C. Ionia, coste dell'Egeo (Grecia e Turchia)

In breve

L'Iliade racconta poche settimane della guerra di Troia e l'ira dell'eroe Achille; l'Odissea il lungo viaggio di Ulisse per tornare a casa, a Itaca. Per secoli questi racconti furono cantati a memoria dagli aedi, cantori che si accompagnavano con la lira. Secondo la tradizione l'autore era Omero, un poeta cieco, ma non sappiamo nemmeno se sia esistito davvero. I poemi presero la forma che conosciamo più o meno quando i Greci impararono a scrivere con l'alfabeto.

Perché è importante Da quasi tremila anni le avventure di Achille e Ulisse vengono lette, studiate e raccontate di nuovo.

Fonte: Treccani, voce «Omero»

Illustrazione: Poemi omerici in forma scritta (Ionia, coste dell'Egeo (Grecia e Turchia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Poemi omerici in forma scritta: Ionia, coste dell'Egeo (Grecia e Turchia)
Dove: Ionia, coste dell'Egeo (Grecia e Turchia)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Due poemi, una guerra e un viaggio

L'Iliade e l'Odissea sono i due più antichi grandi poemi della letteratura europea. Sono scritti in versi molto lunghi, gli esametri, in cui ogni riga è composta da sei unità di suono e ha un ritmo che si può quasi battere con la mano. L'Iliade ha 15.693 versi, nell'edizione che si usa di solito, e l'Odissea 12.109; ciascuna opera è divisa in ventiquattro libri, cioè in ventiquattro parti. Questa divisione, che usa le lettere dell'alfabeto greco per numerarli, è opera, secondo la maggior parte degli studiosi, dei dotti di Alessandria d'Egitto, molti secoli dopo.

L'Iliade: la rabbia di Achille

La guerra di Troia, secondo la tradizione greca, durò dieci anni. I Greci, guidati dal re Agamennone, assediavano la città di Troia per riprendersi Elena, la moglie del re Menelao, portata via dal principe troiano Paride. L'Iliade però non racconta tutta la guerra: ne narra soltanto le ultime settimane. La prima parola del poema è «mênin», «l'ira», e l'argomento è proprio quello: l'ira di Achille, il più forte dei guerrieri greci, offeso da Agamennone. Per rabbia, Achille smette di combattere. Quando il suo amico Patroclo muore in battaglia, ucciso dal troiano Ettore, Achille torna a combattere, uccide Ettore e poi, alla fine, restituisce il corpo al padre di lui, il vecchio re Priamo. Il poema si chiude con i funerali di Ettore.

L'Odissea: il ritorno a casa

L'Odissea comincia dopo la fine della guerra. Il protagonista è Ulisse, re di Itaca, che impiega altri dieci anni per tornare a casa. Nel frattempo a Itaca, sua moglie Penelope viene corteggiata da molti pretendenti che vogliono sposarla e prendere il regno, mentre il figlio Telemaco parte per cercare notizie del padre. Ulisse incontra il ciclope Polifemo, la maga Circe, le Sirene e la ninfa Calipso, e viene aiutato dai Feaci. Torna a casa in incognito e lo riconoscono per primi il cane Argo e la nutrice Euriclea, che vede la sua cicatrice. Con l'aiuto del fedele porcaro Eumeo sconfigge i pretendenti. Il tema centrale è il «nostos», il ritorno a casa.

Chi era Omero?

Per tradizione l'autore di entrambi i poemi è Omero, un cantore cieco che sarebbe vissuto in Ionia, la regione costiera dell'attuale Turchia, forse a Chio o a Samo. Le biografie antiche lo descrivono così, ma gli studiosi moderni le considerano in gran parte leggendarie. Non sappiamo se Omero sia esistito, né se i due poemi siano stati composti dalla stessa persona. Lo storico Erodoto, nel V secolo a.C., scrisse che Omero visse circa quattrocento anni prima di lui, il che porta a circa l'850 a.C. Oggi si pensa che i poemi abbiano preso la forma attuale tra la fine dell'VIII e il VII secolo a.C.

La «questione omerica»

Il dibattito su chi abbia composto i poemi si chiama «questione omerica», nome che gli fu dato intorno al 1830. Nel 1795 un filologo tedesco, Friedrich August Wolf, sostenne che i poemi erano nati come brevi canti orali, poi uniti in epopee e infine rielaborati nel tempo. Un'altra idea importante arrivò nel Novecento. Milman Parry e Albert Lord studiarono i cantori popolari dei Balcani e scoprirono che improvvisavano racconti lunghissimi usando frasi fisse e formule, come «Achille dal piede veloce». Capirono che anche Omero poteva aver lavorato così, componendo a voce, senza scrivere. Questa teoria, detta «formulare», è oggi accettata da molti studiosi.

I poeti che cantavano questi racconti si chiamavano aedi e si accompagnavano con uno strumento a corde. Per secoli i poemi furono trasmessi a memoria, di bocca in bocca. Solo più tardi furono messi per iscritto. Secondo una tradizione antica, nel VI secolo a.C. il tiranno ateniese Pisistrato avrebbe fatto raccogliere e mettere in ordine i canti. Poi, ad Alessandria d'Egitto, i grandi studiosi della biblioteca, come Zenodoto, Aristofane di Bisanzio e soprattutto Aristarco di Samotracia, confrontarono i manoscritti e prepararono l'edizione che sta alla base del testo che leggiamo oggi.

Come sono arrivati fino a noi

Il più antico manoscritto completo dell'Iliade è il cosiddetto Venetus A, copiato nel X secolo dopo Cristo da copisti bizantini. Esistono anche frammenti più antichi su papiro, trovati in Egitto. Il testo, in una lingua mista, basata soprattutto sul dialetto ionico, è sopravvissuto a quasi tremila anni di copie.

Dal 1795 a oggi, la «questione omerica» ha prodotto montagne di libri. Il bello è che la domanda non ha ancora una risposta definitiva: chiunque abbia composto l'Iliade e l'Odissea, ha creato due opere che continuano a essere lette.

Perché successe

I poemi nascono in un mondo che amava ascoltare storie. Dopo la crisi dell'età del bronzo, i Greci ricordavano un passato glorioso fatto di re, guerre e viaggi per mare, e lo tramandavano con canti. I cantori aggiungevano, tagliavano e adattavano i racconti secondo il pubblico.

Nel IX-VIII secolo a.C. i Greci adottarono l'alfabeto dai Fenici. Con questo strumento semplice, per la prima volta dopo la fine della Lineare B, divenne possibile mettere per iscritto un testo lungo. Non sappiamo quando esattamente i poemi furono scritti, ma senza la scrittura sarebbero stati perduti.

Cosa cambiò

L'Iliade e l'Odissea divennero la base dell'educazione dei Greci: i ragazzi li imparavano a scuola, i poeti li imitavano, gli artisti dipingevano le loro scene sui vasi. Fornirono agli antichi un patrimonio comune di eroi, di dei e di valori.

Dopo di loro l'Eneide di Virgilio, la Divina Commedia di Dante e moltissimi romanzi, film e giochi hanno ripreso i personaggi e le storie omeriche: Ulisse, Achille, il cavallo di Troia. Espressioni come «un'odissea», per un viaggio pieno di difficoltà, o «tallone d'Achille», per un punto debole, sono ancora nella nostra lingua.

La «questione omerica» ha anche cambiato il modo di studiare la letteratura: ha mostrato che la poesia può nascere dalla tradizione orale e che un'opera può essere frutto di molte voci. Gli studiosi la usano per capire come nascono e si trasmettono i racconti.

Persone e luoghi chiave

Persone

Omero
Poeta tradizionalmente ritenuto autore dell'Iliade e dell'Odissea; secondo la tradizione cieco, vissuto in Ionia. Alcuni dubitano della sua esistenza.
Achille
Eroe greco dell'Iliade, il più forte dei guerrieri, protagonista dell'ira che dà il titolo al poema.
Ulisse
Re di Itaca, protagonista dell'Odissea e dell'astuzia del cavallo di legno nella tradizione.
Friedrich August Wolf
Filologo tedesco che nel 1795 diede inizio al dibattito moderno sulla «questione omerica».
Milman Parry
Studioso americano che, con Albert Lord, mostrò che i canti orali si compongono con formule fisse.

Luoghi

Ionia
Regione costiera dell'attuale Turchia, con isole come Chio e Samo, dove la tradizione colloca Omero.
Troia
Città al centro dell'Iliade, assediata dai Greci per dieci anni secondo il mito.
Itaca
Isola greca di cui Ulisse è re e dove vuole tornare nell'Odissea.

Da sapere

  • L'Iliade ha 15.693 versi e l'Odissea 12.109: sono due libri lunghissimi, imparati a memoria dai cantori.
  • La prima parola dell'Iliade è «mênin», cioè «l'ira» di Achille.
  • La divisione in 24 libri, con le lettere greche, si deve probabilmente agli studiosi di Alessandria.
  • Il cane Argo, nell'Odissea, riconosce Ulisse dopo vent'anni.
  • Il manoscritto completo più antico dell'Iliade è del X secolo d.C.: dista circa 1.700 anni dalla composizione dei poemi.

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