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Fondazione tradizionale di Cartagine

circa 814 a.C. Cartagine (oggi Tunisia)

In breve

Secondo la leggenda, Cartagine fu fondata dalla principessa fenicia Elissa, chiamata anche Didone, fuggita da Tiro. Il re del luogo le avrebbe concesso solo la terra che poteva coprire con una pelle di bue: lei la tagliò in strisce sottilissime e circondò un'intera collina. Il nome della città significava «città nuova». Cartagine, nell'attuale Tunisia, diventò la più potente delle colonie fenicie.

Perché è importante Secoli dopo Cartagine sarebbe diventata la grande rivale di Roma nel Mediterraneo.

Fonte: UNESCO, «Archaeological Site of Carthage»

Illustrazione: Fondazione tradizionale di Cartagine (Cartagine (oggi Tunisia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Fondazione tradizionale di Cartagine: Cartagine (oggi Tunisia)
Dove: Cartagine (oggi Tunisia)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

La principessa che scappò da Tiro

Gli antichi raccontavano questa storia. A Tiro, la grande città fenicia, regnava un re di nome Pigmalione. Sua sorella si chiamava Elissa, e i Romani la chiameranno poi Didone. Elissa era sposata con un uomo ricchissimo, chiamato Acerba nel racconto dello storico Giustino e Sicheo nei versi del poeta Virgilio. Pigmalione, avido, fece uccidere il cognato per impossessarsi del suo oro. Elissa capì il pericolo e decise di fuggire, portando con sé alcuni nobili che la seguivano.

Per ingannare il fratello, dice il racconto, Elissa fece imbarcare dei sacchi pieni di sabbia, dicendo che contenevano il tesoro del marito, e li fece gettare in mare, come per offrirli ai morti. Pigmalione, convinto che l'oro fosse perso, non la inseguì. Elissa e i suoi compagni sbarcarono sulla costa dell'Africa del nord, nel luogo dove oggi sorge la Tunisia.

Una pelle di bue

Lì la principessa chiese al re del posto un pezzo di terra per costruire una città. Lui, per scherzo o per avarizia, le concesse tanto terreno quanto ne avrebbe potuto coprire una pelle di bue. Elissa tagliò la pelle in strisce sottilissime e con quelle circondò un'intera collina. La collina fu chiamata Birsa. I Greci, che amavano giocare con le parole, collegarono il nome alla loro parola byrsa, «pelle». Gli studiosi moderni pensano che invece venga da una parola semitica che indica un luogo fortificato.

La città fondata prese il nome di Qart-hadasht, che significa «città nuova»: una nuova Tiro in terra africana. Noi la chiamiamo Cartagine. Il racconto finisce con la tragedia: un re vicino, Iarba, voleva sposare la regina, ma lei, fedele al marito ucciso, salì su un rogo e si diede la morte. In un'altra versione, nell'Eneide di Virgilio, Didone si innamora dell'eroe troiano Enea e, quando lui parte per fondare Roma, si trafigge con la sua spada.

Storia o leggenda?

Le fonti che raccontano di Elissa sono greche e romane e furono scritte molti secoli dopo i fatti, perciò non sappiamo se sia esistita davvero. Alcuni studiosi la ritengono un personaggio storico, perché il suo nome e quello del fratello compaiono in elenchi di re di Tiro. Altri pensano che fosse in origine una dea. Una cosa è certa: l'incontro di Didone e Enea è impossibile, perché la guerra di Troia sarebbe avvenuta secoli prima. Virgilio lo inventò, nel 19 a.C. circa, per spiegare in modo poetico l'origine della rivalità tra Roma e Cartagine.

La data tradizionale, 814 a.C., viene dallo storico greco Timeo. Lo scrittore Giustino la colloca settantadue anni prima della fondazione di Roma. Oggi alcuni studiosi ritengono che la fuga di Elissa risalga più o meno all'825 a.C. e che la città sia stata fondata poco dopo. Gli archeologi hanno trovato nel sito resti di murici dell'VIII secolo a.C., segno di tintorie di porpora, e un primo nucleo urbano di circa dieci ettari risalente al VII secolo.

Una grande città

Cartagine sorgeva su una penisola vicino al lago di Tunisi, circa quindici chilometri a nord-est dell'attuale Tunisi. Il suo centro fortificato era la collina di Birsa. Aveva due porti artificiali interni, i cothon, uno militare e uno commerciale. Vicino ai porti c'era un recinto sacro, il tofet, dove furono sepolte molte urne con resti di bambini e animali. Gli studiosi discutono se ci fossero sacrifici di bambini o se fosse semplicemente un cimitero per neonati: la questione è aperta.

Quanti abitanti avesse? Lo storico Strabone parlò di 700.000 persone prima della caduta, nel 146 a.C., ma la cifra è considerata poco credibile. Di Cartagine ci resta poco scritto, perché la città fu distrutta. Si sa di un autore, Magone, che intorno al 300 a.C. scrisse un trattato di agricoltura in 28 volumi: il testo originale è perduto, ma ne conserviamo frammenti citati in latino.

La fine

Cartagine combatté tre guerre con Roma, dette puniche. Nella terza, nel 146 a.C., il generale Scipione Emiliano assediò e distrusse la città. Circa 50.000 abitanti furono venduti come schiavi. Si dice spesso che i Romani cospargessero il suolo di sale perché non crescesse più nulla, ma non esiste nessuna prova di questo: è una storia nata nell'Ottocento. Nel 122 a.C. Gaio Gracco fondò una colonia romana, che durò poco; poi Giulio Cesare, tra il 49 e il 44 a.C., fece costruire una nuova città nello stesso luogo.

Perché successe

La fondazione di Cartagine fa parte del grande movimento dei Fenici verso l'Occidente. Le città della costa libanese, come Tiro, cercavano nuovi porti e nuovi mercati. Un porto sulla costa dell'Africa del nord, a metà del Mediterraneo, era perfetto per le rotte verso la Sicilia, la Sardegna e la Spagna.

Il racconto della fuga di Didone indica un'altra possibile causa: i conflitti interni nelle città fenicie. Gruppi di persone che perdevano una lotta di potere potevano partire con le loro navi e fondare una città altrove. I racconti antichi sono leggende, ma riflettono questa realtà.

Cosa cambiò

Cartagine divenne, come dice il nome, una nuova Tiro, e poi la più potente delle colonie fenicie. Quando la madrepatria cadde sotto gli imperi orientali, la città africana continuò a crescere e a controllare il commercio nel Mediterraneo occidentale. Fondò a sua volta nuove città e rotte, come quelle verso l'Atlantico.

Il suo scontro con Roma, nelle tre guerre puniche, decise chi avrebbe dominato il Mediterraneo. Con la vittoria, Roma ereditò i territori e le rotte di Cartagine. Quasi tutto quello che sappiamo dei Cartaginesi ci è arrivato dagli scritti dei loro nemici, e per questo la loro storia è difficile da ricostruire.

Oggi le rovine di Cartagine, nei pressi di Tunisi, sono Patrimonio dell'Umanità dal 1979. Il ricordo di Didone, grazie soprattutto ai versi di Virgilio, è arrivato fino a noi.

Persone e luoghi chiave

Persone

Elissa (Didone)
Principessa di Tiro e leggendaria fondatrice di Cartagine, forse un personaggio storico, forse una figura del mito.
Pigmalione
Re di Tiro, fratello di Elissa; nel racconto fa uccidere il cognato per il suo oro.
Timeo
Storico greco antico che fissò al 814 a.C. la fondazione di Cartagine.
Scipione Emiliano
Generale romano che nel 146 a.C. distrusse Cartagine.

Luoghi

Cartagine
Città fenicia sulla costa della Tunisia, vicino al lago di Tunisi, fondata secondo la tradizione da Didone.
Birsa
La collina fortificata, il cuore della città.
Tiro
Città fenicia del Libano da cui, secondo la leggenda, partì Elissa.

Da sapere

  • Il nome Cartagine significa «città nuova».
  • La leggenda della pelle di bue tagliata a strisce serve a spiegare il nome della collina Birsa.
  • I Romani non sparsero il sale su Cartagine: è una storia inventata molto più tardi, nell'Ottocento.
  • Magone, un cartaginese, scrisse un trattato di agricoltura in 28 volumi, ora perduto.
  • L'incontro tra Didone ed Enea fu inventato da Virgilio: secondo la tradizione, i due vissero a secoli di distanza.

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