Navigazione fenicia
circa 1000 a.C. Sidone (oggi Libano) e rotte del Mediterraneo
In breve
Le navi fenicie da carico erano larghe e panciute, mentre quelle da guerra erano strette e veloci, spinte da file di rematori. Per orientarsi di notte i marinai fenici guardavano le stelle dell'Orsa Minore, che i Greci chiamavano proprio «la Fenicia». Di solito navigavano lungo le coste e la sera si fermavano nei porti, ma sapevano anche attraversare il mare aperto. Costruivano gli scafi con il legno di cedro del Libano, robusto e profumato.
Perché è importante Le loro conoscenze sul mare e sulle stelle passarono a Greci e Romani.
Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Phoenicia»

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura
Il racconto
Un popolo che viveva sulle navi
Se dovessimo scegliere un solo mestiere per i Fenici, sarebbe il marinaio. Le loro città si affacciavano sul mare, la terra coltivabile era poca, e il legno per le navi, il cedro dei monti del Libano, stava a un passo dai porti. Fin dall'inizio del secondo millennio a.C., come ricorda l'enciclopedia Treccani, le città fenicie vivevano soprattutto di commercio marittimo. Per molti secoli, fra l'Egitto, la Spagna e la Sicilia, molte delle navi che incontravi nel Mediterraneo erano fenicie.
Come erano fatte le navi
Non possediamo nessuna nave fenicia intera: il legno si disfa sott'acqua e gli archeologi hanno trovato solo relitti e frammenti. Dobbiamo perciò ricostruire gli scafi da disegni, rilievi e dai pochi relitti scoperti. Sappiamo che le navi da carico avevano uno scafo profondo e panciuto, per contenere molta merce. Si muovevano a remi e con una grande vela quadra. I Greci le chiamavano gauloi. Le navi da guerra erano invece lunghe e strette, con file di rematori, per essere veloci. Le tecniche dei costruttori fenici si diffusero in tutto il Mediterraneo e furono imitate da altri popoli.
Un relitto del VII secolo a.C. (forse dell'inizio del VI), scoperto a Mazarrón, vicino a Cartagena, in Spagna, mostra che navi di questo tipo potevano affrontare lunghe rotte.
Come trovavano la strada
Per molto tempo si è pensato che i Fenici navigassero solo di giorno e sotto costa, fermandosi la sera nei porti. Oggi gli storici hanno corretto questa idea: usavano anche il Sole, i venti, le correnti e le stelle. Si racconta che il loro punto di riferimento fosse la stella polare, nella costellazione dell'Orsa Minore, e secondo una tradizione i Greci la chiamavano proprio «Fenicia». Non è però ben dimostrato che fossero loro i primi a servirsene di notte, e va presa come tradizione, non come fatto sicuro. Si muovevano comunque con prudenza, tra i porti e le coste che conoscevano.
Il giro dell'Africa?
La storia più affascinante riguarda un viaggio che forse fu compiuto, e forse no. Lo racconta lo storico greco Erodoto, nel V secolo a.C. Secondo lui, il faraone Necao II (che regnò dal 610 al 595 a.C. circa) mandò dei marinai fenici dal Mar Rosso con un ordine: navigare verso sud, girare intorno alla Libia, cioè all'Africa, e tornare in Egitto passando dalle Colonne d'Ercole, lo stretto di Gibilterra.
Il viaggio, dice Erodoto, durò tre anni. Ogni autunno i marinai sbarcavano in un punto adatto della costa, seminavano un pezzo di terra e aspettavano il raccolto. Poi tagliavano il grano, lo caricavano e ripartivano. Nel terzo anno passarono le Colonne d'Ercole e tornarono in Egitto. Riferirono anche una cosa che a Erodoto sembrò incredibile: mentre navigavano verso ovest, intorno alla punta meridionale dell'Africa, avevano il Sole sulla destra, cioè a nord. Erodoto scrive di non crederci. Per noi quel dettaglio è l'indizio più convincente: se i marinai erano davvero nell'emisfero sud, il Sole stava proprio a nord. Un racconto inventato difficilmente l'avrebbe previsto.
Gli studiosi restano divisi. Erodoto è l'unica fonte antica, non è stata trovata nessuna prova materiale lungo la costa africana, e già autori greci e romani ne dubitavano. Resta, quindi, un viaggio plausibile ma non provato.
Verso l'Atlantico
Due viaggi sono attribuiti ai Cartaginesi, discendenti dei Fenici: quello di Annone lungo la costa dell'Africa occidentale e quello di Imilcone verso nord, lungo le coste dell'Europa atlantica. Ne parliamo in un'altra scheda. Mostrano che la tradizione marinara fenicia continuò a Cartagine, e che il Mediterraneo non bastava più a chi sapeva navigare.
Un assedio famoso
Quando Alessandro Magno assediò Tiro, nel 332 a.C., la città si difese per circa sette mesi, prima di capitolare. Dopo di allora le rotte del Mediterraneo passarono in gran parte in mano ad altri popoli, prima i Greci e poi i Romani.
Perché successe
I Fenici dovevano navigare per vivere. Le loro città avevano poca terra, e quasi tutto ciò che serviva (grano, metalli, pietre preziose) andava cercato altrove, e venduto in cambio di legname, vetro, stoffe e porpora. Un popolo con questi bisogni, su una costa piena di porti naturali, diventò esperto di mare.
Il cedro del Libano fece la differenza. Era un legno resistente e facile da lavorare, e le montagne erano vicine ai cantieri. Costruire navi più solide e più capienti di quelle dei rivali significava poter caricare più merce e viaggiare più lontano. Con l'esperienza, ogni generazione di marinai migliorava le tecniche e le tramandava alla successiva.
Cosa cambiò
La navigazione fenicia unì il Mediterraneo. Le navi portarono merci, ma anche scrittura, tecniche, idee religiose e artistiche. Dove i Fenici si fermavano nascevano porti e colonie, alcuni dei quali sono diventati città ancora oggi esistenti, come Cadice.
I Greci e i Romani, che impararono molto dai Fenici e dai loro discendenti cartaginesi, si servirono delle stesse rotte e di tecniche simili per i loro commerci e per le loro guerre. La storia navale del Mediterraneo prosegue senza interruzioni da quei marinai fino ai nostri giorni.
Il racconto del giro dell'Africa è diventato un esempio famoso di come gli storici lavorano: un testo antico, un dettaglio che sembra incredibile all'autore ma che oggi ci pare un indizio di verità, e nessuna prova definitiva. Ci ricorda che il passato si ricostruisce con pazienza, accettando di non sapere tutto.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Necao II
- Faraone egiziano che regnò dal 610 al 595 a.C. circa: secondo Erodoto mandò i Fenici a fare il giro dell'Africa.
- Erodoto
- Storico greco del V secolo a.C. che racconta il viaggio e dice di non crederci del tutto.
- Annone
- Navigatore di Cartagine che esplorò la costa atlantica dell'Africa, probabilmente nel V secolo a.C.
- Imilcone
- Navigatore di Cartagine che avrebbe esplorato le coste atlantiche dell'Europa.
Luoghi
- Sidone e Tiro
- Le due grandi città portuali della Fenicia, da cui partivano le navi.
- Monti del Libano
- Montagne con foreste di cedro, il legno usato per costruire le navi.
- Colonne d'Ercole
- Nome antico dello stretto di Gibilterra, porta dell'oceano Atlantico.
Da sapere
- Nessuna nave fenicia è stata trovata intera: le conosciamo da disegni, rilievi e relitti.
- Erodoto racconta che i marinai di Necao seminavano e raccoglievano grano lungo la costa africana durante il viaggio.
- Il dettaglio del Sole «sulla destra» è per gli studiosi moderni un indizio a favore del racconto, anche se Erodoto non ci credeva.
- I Greci chiamavano le navi fenicie da carico gauloi.
- Tiro resistette ad Alessandro Magno per circa sette mesi.
Per approfondire
- Wikipedia, «Fenici» it.wikipedia.org
- Treccani, voce «Fenici» treccani.it
- Livius.org, Erodoto sul primo giro dell'Africa livius.org
- Wikipedia (inglese), «Phoenicia» en.wikipedia.org
Eventi collegati
- Espansione dei Fenicicirca 1200 a.C. · Civiltà del mareL'espansione fenicia nacque dalle rotte di queste navi.
- Rotte oltre Gibilterracirca 500 a.C. · Civiltà del mareI Cartaginesi spinsero le rotte oltre Gibilterra.
- Fondazione tradizionale di Cartaginecirca 814 a.C. · Civiltà del mareCartagine, colonia fenicia, ereditò la tradizione marinara.
- Anfore per olio e vinocirca 800 a.C. · Civiltà del mareLe anfore erano il carico tipico delle navi.
- Conquiste di Alessandro334-323 a.C. · GreciaAlessandro assediò Tiro nel 332 a.C. durante le sue conquiste.
Prima e dopo, nell'era «Civiltà del mare»
Evento 14 di 25
PrimaCiviltà minoica a Cretacirca 2000 a.C.
PrimaPalazzo di Cnossocirca 1900 a.C.
PrimaAlfabeto protosinaiticocirca 1800 a.C.
PrimaEruzione di Theracirca 1600 a.C.
PrimaNuraghi della Sardegnacirca 1600 a.C.
PrimaMaschera d'oro di Micenecirca 1550 a.C.
PrimaLineare Bcirca 1450 a.C.
PrimaPorta dei Leoni a Micenecirca 1250 a.C.
PrimaInizia l'età del ferrocirca 1200 a.C.
PrimaEspansione dei Fenicicirca 1200 a.C.
PrimaPorpora feniciacirca 1100 a.C.
PrimaAlfabeto feniciocirca 1050 a.C.
PrimaRegno di Israelecirca 1000 a.C.
Sei quiNavigazione feniciacirca 1000 a.C.
DopoCultura villanoviana in Italiacirca 900 a.C.
DopoFondazione tradizionale di Cartaginecirca 814 a.C.
DopoStele di Noracirca 800 a.C.
DopoAnfore per olio e vinocirca 800 a.C.
DopoPoemi omerici in forma scrittacirca 750 a.C.
DopoColonizzazione greca d'Occidentecirca 750 a.C.
DopoEtruschi, signori del Tirrenocirca 700 a.C.
DopoVetro fenicio diffusocirca 600 a.C.
DopoMonete nel Mediterraneocirca 600 a.C.
DopoEsilio babilonesecirca 586 a.C.
DopoRotte oltre Gibilterracirca 500 a.C.
Ascolta / Leggi anche
- Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music
Altri eventi dell'era «Civiltà del mare»
- Civiltà minoica a Creta
- Palazzo di Cnosso
- Alfabeto protosinaitico
- Eruzione di Thera
- Nuraghi della Sardegna
- Maschera d'oro di Micene
- Lineare B
- Porta dei Leoni a Micene
- Inizia l'età del ferro
- Espansione dei Fenici
- Porpora fenicia
- Alfabeto fenicio
- Regno di Israele
- Cultura villanoviana in Italia
- Fondazione tradizionale di Cartagine
- Stele di Nora
- Anfore per olio e vino
- Poemi omerici in forma scritta
- Colonizzazione greca d'Occidente
- Etruschi, signori del Tirreno
- Vetro fenicio diffuso
- Monete nel Mediterraneo
- Esilio babilonese
- Rotte oltre Gibilterra