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Stele di Nora

circa 800 a.C. Nora, presso Pula, Sardegna (Italia)

In breve

Nel Settecento, presso Pula, nel sud della Sardegna, fu trovata una pietra con un'iscrizione in lettere fenicie. Il testo è difficile da capire e gli studiosi lo traducono in modi diversi, ma probabilmente è una dedica a un dio. Contiene la parola «Shrdn», la più antica testimonianza scritta del nome della Sardegna. La stele è conservata a Cagliari, nel Museo archeologico nazionale.

Perché è importante È la prima volta che il nome della Sardegna compare per iscritto.

Fonte: Treccani, voce «Nora»

Illustrazione: Stele di Nora (Nora, presso Pula, Sardegna (Italia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Stele di Nora: Nora, presso Pula, Sardegna (Italia)
Dove: Nora, presso Pula, Sardegna (Italia)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Una pietra usata come muro

Nel 1773, a poca distanza da Pula, sulla costa meridionale della Sardegna, qualcuno si accorse di una grossa pietra con dei segni incisi. Non si trovava al suo posto originale: era stata riutilizzata come materiale da costruzione in un muro a secco, cioè un muro fatto di pietre sovrapposte senza malta. Un professore dell'Università di Cagliari, Giacinto Hintz, la riconobbe come importante. L'anno dopo, nel 1774, lo studioso Giovanni Bernardo De Rossi ne pubblicò un resoconto. Era nata la «stele di Nora», dal nome dell'antica città che sorgeva lì vicino.

Che cosa c'è scritto

La scrittura è fenicia, quella stessa che abbiamo visto nelle schede sull'alfabeto. Il problema è che il testo è incompleto, e così gli studiosi non riescono a leggerlo in modo certo. Fin dall'inizio le copie fatte a mano ebbero errori: un altro studioso, Alberto della Marmora, giudicò il disegno di De Rossi «estremamente infedele». Ancora oggi le traduzioni sono diverse.

Il noto studioso americano Frank Moore Cross propose una lettura molto concreta: la stele ricorderebbe una vittoria militare di un generale di nome Milkaton, figlio di Shubna, contro i Sardi a Tarshish. L'ultima riga, secondo lui, nominerebbe un re che sarebbe Pigmalione di Tiro, il fratello di Didone. In questo caso la pietra mostrerebbe che Tiro stava mandando uomini e navi nel Mediterraneo occidentale, e sarebbe una testimonianza della nascita delle colonie fenicie.

Un altro studioso, Robin Lane Fox, preferisce una spiegazione più semplice e religiosa: sarebbe un testo di ringraziamento a un dio per essere arrivati sani e salvi dopo una tempesta in mare. Altri, come E. Lipiński, non sono d'accordo con Cross. La verità è che nessuno ha una soluzione definitiva. Non lo sappiamo.

Il nome della Sardegna

Perché una pietra rovinata e discussa è tanto famosa? Perché nel testo, secondo molti studiosi, compare per la prima volta per iscritto il nome della Sardegna, nella forma che si legge «Shrdn», perché in fenicio si scrivevano le sole consonanti. I Sardi nuragici non lasciarono scritti: la loro civiltà, come abbiamo visto, costruì migliaia di nuraghi, ma non possediamo documenti scritti da loro. Il loro nome e quello dell'isola ci arrivano dagli altri. Da qui l'importanza della stele.

Il più antico scritto fuori dalla Fenicia

Secondo l'analisi della forma delle lettere, la stele è stata incisa tra la fine del IX e l'inizio dell'VIII secolo a.C. Per questo viene considerata la più antica iscrizione fenicia trovata fuori dalla regione d'origine, il Levante. In catalogo, tra gli studiosi di iscrizioni semitiche, si indica come KAI 46. Oggi la pietra è conservata a Cagliari, nel Museo archeologico nazionale.

Che i Fenici fossero in Sardegna già dalla fine del IX secolo a.C. lo sappiamo anche da altre fonti, come abbiamo visto parlando dei nuraghi. Ma una prova scritta dà un'altra forza a questa storia: significa che a quell'epoca almeno qualcuno sapeva scrivere in quest'isola, e voleva lasciare un ricordo duraturo del proprio passaggio.

Come si studia una scritta antica

Gli studiosi che si occupano di iscrizioni antiche, gli epigrafisti, lavorano in più modi. Guardano la forma delle lettere e la confrontano con altre iscrizioni databili: è l'analisi paleografica, quella che ha permesso di datare la stele. Poi cercano di capire quali parole ci siano, confrontandole con altre lingue semitiche, come l'ebraico. Infine propongono una traduzione e ne discutono con i colleghi. Nel caso di Nora il lavoro è difficile perché mancano pezzi e perché i testi fenici più antichi che conosciamo sono pochi.

Per i ragazzi di oggi è un buon esempio di come funziona la storia: non sempre si ha una risposta, e a volte il bello è proprio nel continuare a cercare.

Perché successe

Alla fine del IX secolo a.C. le città fenicie avevano iniziato a fondare porti nel Mediterraneo occidentale, ed è probabile che a Nora esistesse un approdo già a quell'epoca. Qualcuno sentì il bisogno di scrivere e di lasciare una dedica o un ricordo, forse per un dio, forse per un evento importante.

La Sardegna era un'isola importante per le rotte che collegavano il Levante, la Sicilia, l'Africa e la Spagna. I Fenici cercavano approdi sicuri e contatti con le popolazioni locali, e la scrittura era uno strumento essenziale per commerciare e per ricordare.

Cosa cambiò

La stele è una delle prove principali della presenza dei Fenici in Sardegna fin da epoca molto antica. Sull'isola nacquero poi centri fenici importanti, e la presenza fenicia e poi cartaginese cambiò la vita dei Sardi, mescolando le loro usanze con quelle venute dal mare.

La pietra ha anche ispirato per più di due secoli dibattiti tra gli studiosi, e dimostra quanto sia delicato lavorare con testi frammentari: la stessa iscrizione può essere un resoconto di battaglia o un ringraziamento a un dio, secondo come la si legge.

Per i Sardi di oggi la stele è un simbolo: è la prima volta che il nome della loro isola compare per iscritto, e si può vedere al Museo archeologico di Cagliari.

Persone e luoghi chiave

Persone

Giacinto Hintz
Professore dell'Università di Cagliari che nel 1773 trovò la stele a Nora.
Giovanni Bernardo De Rossi
Studioso che nel 1774 pubblicò una prima descrizione della pietra, con un disegno poco preciso.
Frank Moore Cross
Studioso americano che interpretò il testo come il ricordo di una vittoria militare.
Robin Lane Fox
Storico che propose una lettura religiosa: un ringraziamento per essere arrivati sani dopo una tempesta.

Luoghi

Nora
Antica città sulla costa meridionale della Sardegna, vicino a Pula, dove fu trovata la stele.
Pula
Comune del sud della Sardegna, vicino al sito archeologico di Nora.
Cagliari
Capoluogo della Sardegna: nel Museo archeologico nazionale è conservata la stele.

Da sapere

  • La stele fu trovata nel 1773, reimpiegata come pietra in un muro a secco.
  • Il disegno fatto da De Rossi fu giudicato «estremamente infedele» da un altro studioso.
  • Secondo Cross, la stele ricorderebbe una battaglia; per Lane Fox, un ringraziamento dopo una tempesta.
  • In fenicio si scrivevano solo le consonanti: «Shrdn» è il nome della Sardegna scritto così.
  • Nel catalogo degli studiosi di iscrizioni semitiche la pietra porta la sigla KAI 46.

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