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Civiltà minoica a Creta

circa 2000 a.C. Creta (Grecia)

In breve

Sull'isola di Creta, nel mar Egeo, fiorì la civiltà che oggi chiamiamo minoica, dal nome del leggendario re Minosse. I Minoici erano abili marinai e commerciavano con l'Egitto, Cipro e le coste della Siria. Coltivavano olivi e viti, allevavano pecore per la lana e producevano ceramiche sottili come un guscio d'uovo. Non sappiamo come chiamassero sé stessi, perché la loro scrittura, la Lineare A, non è ancora stata decifrata.

Perché è importante È considerata la prima grande civiltà d'Europa.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Minoan civilization»

Illustrazione: Civiltà minoica a Creta (Creta (Grecia))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Civiltà minoica a Creta: Creta (Grecia)
Dove: Creta (Grecia)

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Un'isola al centro del mare

Creta è la più grande isola della Grecia e si trova a metà strada tra l'Europa, l'Africa e l'Asia. Chi navigava nel Mediterraneo orientale, quattromila anni fa, non poteva fare a meno di passarle accanto. Fu qui che nacque una civiltà ricca, raffinata e pacifica almeno in apparenza, che oggi chiamiamo minoica. Il nome non l'hanno scelto i suoi abitanti: lo diede l'archeologo inglese Arthur Evans, a inizio Novecento, ricordando il re Minosse, che i Greci immaginavano padrone dell'isola e del palazzo di Cnosso. Come si chiamassero davvero i Cretesi di allora non lo sappiamo. Gli Egiziani, nei loro documenti, parlano di un popolo chiamato «Keftiu», che forse erano proprio loro; ma nemmeno di questo gli studiosi sono sicuri.

Quanto è durata

Gli archeologi dividono la storia minoica in periodi, seguendo i cambiamenti dello stile dei vasi. Le date sono approssimate e cambiano un po' da studioso a studioso. La cultura comincia intorno al 3100 a.C., quando nell'isola si viveva ancora in villaggi. Verso il 1925 a.C. nascono i primi grandi palazzi, e dal 1750 a.C. circa comincia il periodo dei «nuovi palazzi», il più splendido. Dopo il 1470 a.C. circa la civiltà minoica declina, e intorno al 1100 a.C. si chiude. Per questo la data di questa scheda, il 2000 a.C., va letta come un punto di mezzo: è il momento in cui i palazzi stanno per apparire.

Marinai per forza

Creta è povera di metalli. Per fare il bronzo servono rame e stagno, e a Creta non ce n'è a sufficienza. I Minoici, quindi, dovevano andarseli a procurare altrove, e per farlo costruirono navi e aprirono rotte. Gli archeologi hanno trovato oggetti minoici in Egitto, a Cipro, in Siria e sulle coste dell'attuale Turchia. In Egitto, ad Avaris, e in Israele, a Tel Kabri, sono stati scoperti affreschi dipinti in stile minoico: segno che artisti cretesi, o qualcuno che li imitava, lavoravano per i re di quei paesi. In cambio di rame, avorio e pietre preziose, l'isola esportava ciò che aveva in abbondanza: olio, vino, lana, stoffe e ceramiche dipinte.

I palazzi

Il cuore della società erano i palazzi: Cnosso, Festo, Malia, Zakros e altri. Non erano soltanto residenze di un re. Secondo gli studiosi servivano insieme da magazzino, da officina, da archivio e da luogo di culto, e radunavano i prodotti delle campagne attorno. Nelle lunghe stanze di deposito stavano grandi giare per l'olio, il grano e il vino. I muri erano ricoperti di affreschi dai colori vivaci: processioni, fiori, animali del mare e giovani che saltano sopra un toro. Quest'ultima scena ci fa pensare che il salto del toro, forse legato alla religione, fosse un rito o una gara.

Le ceramiche minoiche sono famose. Con i primi palazzi arrivano il tornio da vasaio e colori nuovi e brillanti: nasce così la ceramica detta di Kamares. Più tardi, i vasai dipinsero polpi, conchiglie e alghe che si avvolgono attorno al vaso: è il cosiddetto «stile marino».

Donne, scritture e misteri

Una cosa colpisce chi guarda l'arte minoica: le figure di donne sono moltissime e importanti. Sacerdotesse, dee e dame di corte compaiono dappertutto, spesso più grandi delle altre figure. Alcuni studiosi ne deducono che le donne avessero un ruolo di primo piano nella società e nella religione; altri invitano alla prudenza, perché le prove non bastano a dire chi comandasse davvero.

I Minoici sapevano scrivere, ma non siamo in grado di leggerli. Usarono prima una scrittura a geroglifici cretesi e poi la cosiddetta Lineare A, due sistemi che nessuno è riuscito a decifrare. Conosciamo i segni, ma non sappiamo che lingua parlassero. La Lineare A fu poi adattata dai Micenei, popolo greco, per scrivere la loro lingua: nacque così la Lineare B, che invece è stata decifrata nel 1952. Per questo la civiltà minoica resta in parte muta: ci parlano gli oggetti, non i testi.

Il declino

Verso il 1600 a.C. circa, a nord di Creta, l'isola di Thera (oggi Santorini) fu devastata da una grande eruzione vulcanica. Le date esatte sono ancora discusse. La società minoica si riprese e anzi i decenni successivi sono considerati il momento più alto della sua cultura. Ma poco dopo, in un periodo che gli archeologi chiamano Tardo Minoico IB, molti palazzi e ville furono distrutti da incendi: le cause non sono chiare e si discute se pesino una conquista, ribellioni interne o altro. Verso il 1450 a.C. i Micenei, cioè Greci del continente, presero il controllo di Cnosso. Quando anche il palazzo di Cnosso fu distrutto una volta per tutte, verso la fine dell'età del bronzo, la grande stagione era finita da tempo. Intorno al 1200 a.C. gli abitanti delle coste si trasferirono in villaggi sulle alture, più facili da difendere, e vissero così ancora per qualche secolo, prima che la cultura minoica si dissolvesse.

Perché successe

Creta ebbe la fortuna di trovarsi in un punto strategico: da qui si raggiungono in pochi giorni l'Egitto, la Siria, Cipro e le Cicladi. Ma c'era anche un problema, che si rivelò una spinta. L'isola ha poco rame e quasi niente stagno, i due metalli necessari per il bronzo, il materiale più importante di quell'epoca. Chi voleva armi e attrezzi buoni doveva trovare i metalli in mare aperto.

Così, per procurarsi i metalli, i Cretesi diventarono commercianti. Per commerciare servivano magazzini, contabilità e qualcuno che organizzasse il lavoro: da qui nacquero i palazzi, e con essi i primi sistemi di scrittura dell'isola. In altre parole, la mancanza di metalli spinse gli abitanti a costruire navi, scrivere conti e organizzarsi in modo molto più complesso di un villaggio di pastori e contadini.

Cosa cambiò

I Minoici sono la prima civiltà dell'Europa con palazzi, scrittura, commerci su lunga distanza e una vera arte. Quando i Micenei li conquistarono, ereditarono molto da loro: le navi, i modi di governare con i magazzini del palazzo e perfino la scrittura, trasformata in Lineare B per scrivere in greco. Attraverso i Micenei, qualcosa dell'arte e dell'organizzazione cretese passò alla Grecia dei secoli seguenti.

La civiltà minoica ha lasciato un'eredità anche nella fantasia: il mito del labirinto e del Minotauro, il re Minosse, il salto del toro. Non sappiamo quanto in questi racconti ci sia di vero, ma è probabile che i Greci avessero sentito parlare, in forma deformata, dei grandi palazzi dell'isola.

Oggi Creta custodisce i siti minoici più visitati della Grecia, e il Museo archeologico di Heraklion conserva gli affreschi e i vasi. La scoperta di Evans, a inizio Novecento, mostrò che l'Europa aveva avuto una civiltà complessa molto prima della Grecia classica e fece cambiare i libri di storia.

Persone e luoghi chiave

Persone

Arthur Evans
Archeologo inglese (1851-1941). Dal 1900 scavò il palazzo di Cnosso e diede alla civiltà il nome di «minoica».
Minosse
Re leggendario di Creta nei miti greci: da lui prende nome la civiltà. Non sappiamo se sia mai esistito un re con questo nome.
Émile Gilliéron
Artista che, insieme al figlio, ricostruì e ridipinse per Evans gli affreschi di Cnosso; alcune ricostruzioni sono oggi criticate.

Luoghi

Creta
La più grande isola greca, tra Europa, Africa e Asia: base di tutta la civiltà minoica.
Cnosso
Il palazzo più grande dell'età del bronzo a Creta, vicino a Heraklion; era il centro di un regno.
Festo
Secondo grande palazzo minoico, nel sud dell'isola, dopo quello di Cnosso.
Akrotiri
Città dell'isola di Santorini, coperta dalla cenere dell'eruzione di Thera, con forti legami con Creta.

Da sapere

  • Gli Egiziani chiamavano «Keftiu» un popolo che con ogni probabilità erano i Cretesi, anche se non è del tutto sicuro.
  • Il nome «minoica» è moderno: in tremila anni nessun Cretese antico si è mai chiamato così.
  • Le due scritture più antiche di Creta, i geroglifici cretesi e la Lineare A, non sono ancora state decifrate.
  • I pittori minoici amavano gli animali del mare: nello «stile marino» i polpi abbracciano interi vasi.
  • In tanti dipinti le figure femminili sono più grandi delle altre, e molti studiosi pensano che le donne avessero un ruolo importante nella religione.

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