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6 · Roma politica

Fondazione tradizionale di Roma

circa 753 a.C. Colle Palatino, Roma

In breve

Secondo la leggenda, Romolo tracciò il confine di una nuova città sul colle Palatino il 21 aprile del 753 a.C. e ne divenne il primo re. Il racconto dice che lui e il gemello Remo, abbandonati da piccoli, erano stati allattati da una lupa. Sul Palatino gli archeologi hanno trovato i resti di capanne dell'VIII secolo a.C., quindi un villaggio c'era davvero. Ancora oggi il 21 aprile si festeggia il «Natale di Roma».

Perché è importante Da un piccolo villaggio sul Tevere nacque la città che avrebbe governato tutto il Mediterraneo.

Fonte: Treccani, voce «Roma»

Illustrazione: Fondazione tradizionale di Roma (Colle Palatino, Roma)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Fondazione tradizionale di Roma: Colle Palatino, Roma
Dove: Colle Palatino, Roma

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Una storia che i Romani si raccontavano da secoli

Come è nata Roma? I Romani avevano una risposta bellissima, che si tramandava di padre in figlio. Gli storici di oggi la considerano una leggenda, cioè un racconto in cui ci sono fatti veri mescolati a fantasia. Vale però la pena di conoscerla bene, perché ha plasmato il modo in cui i Romani guardavano a se stessi.

Il racconto comincia lontano da Roma, ad Alba Longa, una città del Lazio. Qui regnava Numitore, ma suo fratello Amulio lo scacciò dal trono. Per essere sicuro che nessun nipote potesse un giorno reclamare il regno, Amulio costrinse la figlia di Numitore, Rea Silvia, a diventare vestale, cioè sacerdotessa di una dea, un incarico che vietava di avere figli. Secondo la leggenda, però, il dio Marte la rese madre di due gemelli: Romolo e Remo.

I gemelli e la lupa

Amulio ordinò di gettare i bambini nel Tevere. Il servo incaricato non ebbe il coraggio di farlo e li lasciò in una cesta sulla riva del fiume. La cesta si fermò vicino al colle Palatino, in una zona chiamata Velabro, presso un fico e una grotta chiamata Lupercale. Lì, racconta la tradizione, una lupa si accostò ai neonati e li allattò, mentre un picchio portava loro del cibo.

I gemelli furono poi trovati da un pastore di nome Faustolo, che insieme alla moglie Acca Larenzia li crebbe come figli. Secondo alcuni autori, la «lupa» non era un animale: Acca Larenzia veniva chiamata così per la sua vita, e da quel soprannome sarebbe nata la storia. Questo è un esempio di come gli storici cercano di capire da dove nasca una leggenda.

Cresciuti, Romolo e Remo scoprirono chi erano davvero, uccisero Amulio e rimisero Numitore sul trono di Alba Longa. Poi decisero di fondare una nuova città nel luogo dove erano stati salvati. Ma non si misero d'accordo su dove costruirla: Romolo voleva il Palatino, Remo l'Aventino. Per decidere, secondo i Romani, si consultarono gli auspici, cioè i segni mandati dagli dei, come il volo degli uccelli. Nacque una disputa e nella lite Remo perse la vita. Romolo rimase solo e divenne il primo re della città, a cui diede il suo nome.

Il 21 aprile del 753 a.C.

I Romani contavano gli anni «dalla fondazione della città», in latino ab urbe condita. Lo scrittore Varrone, vissuto nel I secolo a.C., fissò quella data al 21 aprile del 753 avanti Cristo, usando i calcoli di un astrologo di nome Lucio Taruzio. Era un giorno già festeggiato, quello delle feste dei pastori chiamate Palilie. Ancora oggi a Roma si festeggia ogni anno il «Natale di Roma» il 21 aprile. Altri autori antichi, con altri calcoli, indicavano date diverse: per questo la data è tradizionale, non una certezza storica.

Che cosa dicono gli archeologi

Gli archeologi hanno scavato il Palatino e hanno trovato davvero tracce di capanne dell'VIII secolo a.C., cioè proprio il periodo della leggenda. Hanno trovato anche tombe più antiche, del X secolo a.C., e tracce di un insediamento del IX secolo. Questo significa che sul colle e nei dintorni vivevano gruppi di persone ben prima del 753.

L'archeologo Andrea Carandini ha scoperto sul Palatino una cinta di mura fatta con scaglie di tufo, la roccia vulcanica tenera della zona, che risalirebbe al 730 a.C. circa. Secondo lui potrebbe essere il «muro di Romolo». Nel 2005 è stato trovato un grande edificio a capanna vicino al tempio di Vesta, che forse era la residenza dei primi re. Non tutti gli studiosi sono d'accordo sulle interpretazioni, ma queste scoperte fanno capire che i racconti antichi avevano un fondo di verità.

La storiografia moderna, tuttavia, pensa che Roma non sia nata in un giorno solo, per un atto di fondazione. È più probabile che sia cresciuta lentamente, nel corso di vari secoli, quando i villaggi sui colli vicini, in riva al Tevere, a poco a poco si unirono in un'unica comunità. Gli studiosi chiamano questo processo sinecismo, parola greca che significa «abitare insieme».

I sette re

Dopo Romolo, la tradizione elenca altri sei re che governarono Roma fino al 509 a.C.: Numa Pompilio, Tullo Ostilio, Anco Marzio, Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo. Insieme a Romolo sono i «sette re di Roma». Alcuni sono probabilmente personaggi storici, altri sono figure leggendarie. Con l'ultimo, Tarquinio il Superbo, finì la monarchia e nacque la Repubblica.

Una curiosità: la tradizione ricorda anche Tito Tazio, un re dei Sabini, che governò insieme a Romolo per un breve periodo, ma non rientra tra i sette re canonici.

Quando leggiamo la storia della fondazione di Roma, dunque, non dobbiamo pensare a un racconto «vero» o «falso». È un modo in cui un popolo ha spiegato le proprie origini, e che unisce un luogo reale, il Palatino, a una grande storia di eroi, di dei e di gemelli abbandonati.

Perché successe

Il luogo scelto aveva molti vantaggi. Sul Tevere, a poca distanza dal mare, c'era un guado, cioè un punto in cui era facile attraversare il fiume, e lì si incrociavano le strade tra l'Etruria, a nord, e le terre del sud. Chi abitava sui colli poteva controllare i commerci, ad esempio quello del sale. I colli, come il Palatino, erano facili da difendere.

Per questo, già prima del 753 a.C., gruppi di pastori e contadini si erano stabiliti in quella zona, in villaggi di capanne. Con il passare del tempo questi villaggi, che avevano interessi comuni, si unirono fino a formare una vera città. Il racconto di Romolo e Remo servì ai Romani, più tardi, per dare a questa lenta crescita un inizio preciso e glorioso.

Cosa cambiò

Dal piccolo gruppo di capanne sul Tevere nacque una delle città più importanti della storia. Roma divenne prima un regno, poi una repubblica, poi un impero, e arrivò a governare tutto il Mediterraneo. Le sue leggi, la sua lingua e la sua cultura hanno lasciato tracce ancora oggi: il latino è alla base dell'italiano, dello spagnolo, del francese, del portoghese e del romeno.

Il mito di Romolo e Remo restò sempre vivo. La lupa che allatta i gemelli divenne il simbolo di Roma e compare su monete, monumenti e stemmi; una lupa di bronzo si può vedere ancora oggi a Roma. Il 21 aprile è rimasto una festa: ogni anno la città celebra il suo «compleanno», con spettacoli e rievocazioni.

La leggenda ci insegna anche una lezione sul lavoro degli storici. Per capire il passato bisogna mettere insieme i racconti antichi e le scoperte degli archeologi, senza credere subito a tutto, e senza buttare via tutto. Ancora oggi gli scavi sul Palatino continuano a portare nuove prove su come visse la Roma dei primi secoli.

Persone e luoghi chiave

Persone

Romolo
Secondo la leggenda fondatore e primo re di Roma. Gli storici non sanno se sia esistito davvero o sia un personaggio inventato.
Remo
Il fratello gemello di Romolo, ucciso (secondo il racconto) dopo la lite sul luogo dove fondare la città.
Varrone
Scrittore romano del I secolo a.C. Calcolò la data della fondazione di Roma, il 21 aprile del 753 a.C., usando i calcoli di un astrologo.
Andrea Carandini
Archeologo italiano che ha scavato sul Palatino e ha scoperto una cinta di mura dell'VIII secolo a.C., forse il «muro di Romolo».

Luoghi

Colle Palatino
Il colle dove, secondo la tradizione, Romolo tracciò il confine della città. Sono stati trovati resti di capanne dell'VIII secolo a.C.
Lupercale e Velabro
La grotta e la zona ai piedi del Palatino dove, secondo la leggenda, la cesta dei gemelli si fermò e la lupa li allattò.
Alba Longa
La città del Lazio da cui, nel racconto, discendevano Romolo e Remo, dove regnavano Numitore e Amulio.

Da sapere

  • Il racconto della lupa potrebbe nascere da un gioco di parole: Acca Larenzia, che accolse i gemelli, era soprannominata «lupa».
  • I Romani contavano gli anni a partire dalla fondazione: l'anno 1 era il 753 a.C., e si diceva ab urbe condita, cioè «dalla fondazione della città».
  • La festa delle Palilie, dedicata ai pastori, si celebrava il 21 aprile, lo stesso giorno scelto per il compleanno di Roma.
  • Nel 2005 gli archeologi hanno scoperto vicino al tempio di Vesta un grande edificio a capanna, forse la casa dei primi re.
  • I re di Roma, secondo la tradizione, furono sette; l'ultimo, Tarquinio il Superbo, fu cacciato nel 509 a.C.

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