Riforme di Solone
circa 594 a.C. Atene (Grecia)
In breve
Ad Atene molti contadini poveri erano finiti in schiavitù perché non riuscivano a pagare i debiti. Il saggio Solone, scelto come arconte, cioè magistrato, cancellò quei debiti e vietò di rendere schiavo chi non poteva restituire un prestito. Divise poi i cittadini in quattro classi in base alla ricchezza, non più soltanto alla nascita. Scrisse anche poesie per spiegare le sue leggi.
Perché è importante Le sue riforme furono il primo passo di Atene verso la democrazia.
Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Solon»

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Il racconto
Atene sull'orlo della rivolta
All'inizio del VI secolo a.C. Atene era una città in crisi. La terra apparteneva soprattutto a poche famiglie nobili, e i contadini più poveri lavoravano campi non loro, dovendo consegnare ai proprietari una parte del raccolto: secondo la tradizione, un sesto. Quando c'era una carestia non avevano di che mangiare, e allora chiedevano prestiti. Il problema era la garanzia: chi non aveva niente da dare in pegno prometteva sé stesso e la propria famiglia. Se non riusciva a restituire il debito, il creditore poteva trasformarlo in suo schiavo. Un cittadino ateniese, libero di nascita, poteva così ritrovarsi servo in casa del creditore.
La città rischiava la guerra civile. I poveri volevano una nuova distribuzione delle terre, i ricchi non volevano rinunciare a nulla. Gli Ateniesi cercarono allora un uomo di cui tutti si potessero fidare: Solone.
Chi era Solone
Solone era nato attorno al 638 a.C. e si era fatto conoscere come poeta: le sue elegie, poesie su temi di morale e di politica, venivano recitate in piazza. Una di queste, sulla riconquista dell'isola di Salamina, fu recitata nell'agorà. Quando fu scelto come arconte, cioè come uno dei magistrati supremi della città, aveva fama di uomo equilibrato, capace di parlare ai ricchi e ai poveri. Gli storici datano il suo arcontato attorno al 594 a.C.: alcune fonti indicano il 594/593, altre il 591 o il 590. Per questo il sito segna «circa 594».
Lo «scuotimento dei pesi»
La riforma più famosa si chiama «seisachtheia», che significa «scuotimento dei pesi»: i debiti, un peso sulle spalle dei poveri, vennero in qualche modo alleggeriti. Una legge obbligò i creditori a rinunciare ai debiti già esistenti e vietò, per il futuro, di prestare denaro prendendo come garanzia la libertà della persona. Gli studiosi non sono d'accordo su come fu fatta questa operazione: secondo Plutarco i debiti furono cancellati, mentre altri autori antichi sostenevano che Solone avesse cambiato il valore della moneta, in modo che il debito pesasse meno. In ogni caso, gli Ateniesi caduti in schiavitù per debiti furono liberati.
Quattro classi in base al reddito
Solone cambiò anche il modo di distribuire il potere. Prima contava soprattutto la nascita: chi aveva antenati nobili comandava. Con la sua riforma i cittadini furono divisi in quattro classi secondo quanto raccoglievano ogni anno dai loro campi. I più ricchi, i pentacosiomedimni, producevano più di 500 «medimni» di grano. Seguivano i cavalieri (da 300 a 500 medimni, oppure chi poteva mantenere un cavallo), poi gli zeugiti (da 200 a 300) e infine i teti, i più poveri, con meno di 200. Le cariche più alte erano riservate alle classi più ricche, ma i teti, che prima non contavano nulla, entrarono nell'assemblea e nei tribunali. Era un passo avanti: contava anche la ricchezza, e chiunque, in teoria, poteva migliorare la sua condizione.
Il Consiglio dei Quattrocento
Secondo la tradizione antica, Solone creò un nuovo consiglio, la Bulé dei Quattrocento, con cento membri per ciascuna delle quattro tribù. Preparava le questioni da discutere nell'assemblea dei cittadini. Il tribunale dell'Areopago, formato da ex magistrati, fu riorganizzato. Per quanto riguarda le leggi, abolì quasi tutte quelle di Dracone, famose per la loro durezza: restarono in vigore soltanto quelle sull'omicidio.
Dopo le riforme
Finito il suo incarico, Solone non volle usare la fama per governare più a lungo. Chiese di potersi ritirare a vita privata e di viaggiare per dieci anni. Andò in Egitto, a Canopo, e a Cipro, dove consigliò il re Filocipro nella fondazione di una nuova città. Una tradizione, forse senza fondamento, dice che incontrò anche il ricchissimo re Creso. Anche la tradizione dei Sette Sapienti, i saggi dell'antica Grecia, lo include.
Le sue riforme non risolsero tutti i problemi. Ad Atene i ricchi e i poveri continuarono a litigare. Quando tornò in città, un nobile di nome Pisistrato, abile e popolare, si fece dare una guardia del corpo, occupò l'Acropoli e diventò tiranno. Solone protestò in assemblea, poi posò le armi davanti alla sua porta, ma Pisistrato non lo perseguitò e mantenne in gran parte le sue leggi.
Perché successe
Atene era diventata una città con forti squilibri. Pochi proprietari avevano le terre migliori, mentre molti contadini vivevano al limite. Con una cattiva annata, il piccolo contadino si indebitava; se non pagava, perdeva prima il campo e poi la libertà. Questo meccanismo faceva scendere ogni anno il numero dei cittadini liberi, e quindi dei soldati che potevano difendere la polis.
Gli aristocratici, d'altra parte, controllavano le cariche e i tribunali e decidevano secondo il proprio interesse. Le leggi di Dracone, in vigore da tempo, erano considerate durissime. La tensione tra chi aveva troppo e chi non aveva nulla era arrivata al punto che molti temevano la guerra civile. Una soluzione negoziata, affidata a una persona stimata da tutti, sembrò l'unica strada.
Cosa cambiò
La fine della schiavitù per debiti fu una svolta: da allora un cittadino ateniese non poté più essere ridotto in schiavitù perché non aveva pagato un prestito. Questo tenne alto il numero degli uomini liberi e rafforzò l'idea che la libertà fosse la base della cittadinanza.
Con le quattro classi anche i più poveri entrarono nell'assemblea e nei tribunali. Fu un primo passo verso la partecipazione di molti cittadini alle decisioni della polis. Più tardi Clistene e Pericle andarono molto più avanti, ma si può dire che la democrazia ateniese parta da qui.
Per i posteri Solone diventò un modello di legislatore saggio: qualcuno che, invece di prendere il potere, costruisce regole che valgano per tutti. Le sue poesie sono anche una fonte preziosa, perché ci fanno sentire la sua voce di uomo preoccupato per la giustizia.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Solone
- Legislatore e poeta ateniese (circa 638 - 558 a.C.), arconte intorno al 594 a.C., ricordato tra i Sette Sapienti.
- Dracone
- Legislatore ateniese di fine VII secolo a.C., famoso per leggi molto dure; Solone ne cancellò quasi tutte.
- Pisistrato
- Nobile ateniese che nel VI secolo a.C. si fece tiranno; rispettò la costituzione di Solone.
- Filocipro
- Re di Cipro consigliato da Solone nella fondazione della città di Soli.
Luoghi
- Atene
- La polis dell'Attica dove Solone fece le riforme.
- Acropoli
- La collina fortificata di Atene, occupata da Pisistrato quando prese il potere.
- Salamina
- Isola vicina ad Atene: una poesia di Solone esortò a riconquistarla.
- Canopo
- Città del delta del Nilo, in Egitto, dove Solone soggiornò durante il suo viaggio.
Da sapere
- La parola «seisachtheia» è formata da due parole greche e significa «scuotimento dei pesi»: come scrollarsi un carico dalle spalle.
- Solone scrisse le sue leggi in prosa, ma spiegò le proprie scelte in versi, in poesie: una voce rara nella storia della politica.
- Anche i teti, la classe più povera, ebbero un posto nell'assemblea e nei tribunali.
- Quando Pisistrato prese il potere, Solone depose le armi davanti alla porta di casa in segno di protesta.
Per approfondire
- Treccani, voce «Solone» treccani.it
- Wikipedia, «Solone» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Democrazia ateniese» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Sette savi» it.wikipedia.org
Eventi collegati
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- Saffo, poetessa di Lesbocirca 600 a.C. · GreciaSaffo e Solone sono poeti vissuti nello stesso periodo.
- Età di Pericle461-429 a.C. · GreciaPericle realizzò il sogno di partecipazione dei cittadini al governo.
- Codice di Hammurabicirca 1754 a.C. · Civiltà dei fiumiIl Codice di Hammurabi è un altro esempio di leggi scritte per riportare giustizia.
Prima e dopo, nell'era «Grecia»
Evento 6 di 25
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PrimaGiochi olimpici antichicirca 776 a.C.
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PrimaLa vita a Spartacirca 700 a.C.
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DopoTalete studia la naturacirca 585 a.C.
DopoPitagora a Crotonecirca 530 a.C.
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DopoTeatro di Eschilo472 a.C.
DopoEtà di Pericle461-429 a.C.
DopoPartenone447-432 a.C.
DopoGuerra del Peloponneso431-404 a.C.
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DopoAristotele fonda il Liceocirca 335 a.C.
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DopoBiblioteca di Alessandriacirca 295 a.C.
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DopoMacchina di Anticiteracirca 100 a.C.
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