Scrittura cuneiforme
circa 3200 a.C. Uruk, Mesopotamia (oggi Iraq)
In breve
Le prime tavolette scritte vengono da Uruk e servivano a contare: sacchi di grano, pecore, giare di birra. Gli scribi premevano una canna appuntita nell'argilla fresca e lasciavano segni a forma di cuneo, da cui viene il nome «cuneiforme». All'inizio erano disegnini, poi diventarono segni sempre più semplici. Questa scrittura fu usata per circa tremila anni e per molte lingue diverse.
Perché è importante Scrivere permise di ricordare conti, leggi e storie senza affidarsi solo alla memoria.
Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Cuneiform»

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura
Il racconto
Conti da fare, non poesie
Se potessi entrare in un magazzino di Uruk, più di cinquemila anni fa, vedresti sacchi d'orzo, giare di birra, greggi di pecore e uomini che si chiedono: quanto ne abbiamo? E quanto ne dobbiamo dare a ciascuno? Il problema era serio. Il tempio riceveva i raccolti, pagava gli operai in razioni di cibo e doveva ricordare tutto. Ma la memoria di un uomo non basta quando gli oggetti sono migliaia e le persone sono tante. Per questo, nel tempio della dea Inanna, nel quartiere chiamato Eanna, nacque la scrittura.
Gli archeologi tedeschi che scavano a Uruk dal 1912 hanno trovato circa cinquemila tavolette di argilla molto antiche, databili tra il 3400 e il 3000 a.C. circa. Sono piccole, grandi come il palmo di una mano, e la grande maggioranza contiene conti: razioni di orzo, numeri di animali, elenchi di lavoratori e di oggetti. Quasi nessuna racconta una storia. La scrittura non nacque per il piacere di scrivere, ma per fare i conti.
Dai gettoni ai segni
Prima delle tavolette, in Mesopotamia si usavano piccoli oggetti di argilla di forme diverse, chiamati gettoni, per rappresentare merci: una forma per le pecore, una per i sacchi di grano, un'altra per l'olio. Si chiudevano in una palla cava di argilla, detta «busta», che faceva da ricevuta. Un'archeologa, Denise Schmandt-Besserat, ha proposto che i segni scritti derivino proprio da questi gettoni; altri studiosi pensano che la storia sia più complicata. È un'ipotesi discussa, ma ci racconta bene l'idea di partenza: un segno al posto di una cosa.
Le prime tavolette usano segni disegnati, i pittogrammi: una testa di bue, una spiga, una giara. Accanto, tacche e cerchietti indicano i numeri. Questa fase si chiama «protocuneiforme». Con il tempo, però, scrivere un disegno preciso era lento. Gli scribi cominciarono a semplificare, e soprattutto cambiarono il modo di scrivere: invece di incidere linee curve, premevano nell'argilla fresca una canna tagliata di sbieco. L'impronta aveva la forma di un cuneo, cioè di un chiodo con la testa larga e la punta sottile. Da qui il nome «cuneiforme» (dal latino cuneus, «cuneo»). Dopo qualche secolo i disegni non si riconoscevano più: erano diventati gruppi di cunei.
Da segni di cose a segni di suoni
Il passo più importante avvenne quando i segni cominciarono a indicare non solo oggetti, ma anche suoni. In sumero la parola per «freccia» (ti) e quella per «vita» (til) suonavano quasi uguali, perciò lo stesso disegno poteva servire per le due cose. Con questo trucco, che si chiama rebus, si potevano scrivere nomi di persona e parole astratte, e poi frasi intere. Verso il 2600 a.C. la scrittura era ormai capace di registrare il linguaggio parlato; poco dopo si scrivono lettere, contratti, inni agli dèi, leggi, liste di parole e racconti.
I segni diventarono centinaia: all'inizio circa novecento, poi sempre meno, fino a circa seicento in uso corrente. Un segno poteva avere più valori. Imparare a leggere e scrivere era un lavoro di anni. Gli apprendisti scribi frequentavano la «casa delle tavolette» (in sumero edubba), copiavano elenchi di parole, imparavano a preparare l'argilla, a tagliare la canna e a calcolare. Molti dei testi scolastici che ci restano sono esercizi, a volte con gli errori dei ragazzi.
Una scrittura per mille lingue
Il cuneiforme fu usato per circa tremila anni, dal 3300 a.C. quasi fino all'inizio della nostra era. L'ultimo testo che conosciamo è una tavoletta astronomica del 75 d.C. circa. In questo tempo servì a scrivere il sumero, ma anche lingue diversissime: l'accadico (con i suoi dialetti babilonese e assiro), l'elamita, l'ittita, l'urrita, e in Persia perfino un antico persiano che gli scribi di Dario trascrissero con una forma semplificata. Era un po' come il nostro alfabeto latino, che oggi serve per l'italiano, l'inglese, il turco e tante altre lingue.
Per molto tempo nessuno ricordò più come si leggesse. Fu un lavoro da detective. Nell'Ottocento Georg Grotefend riuscì a leggere i nomi dei re persiani, Henry Rawlinson si arrampicò sulla roccia di Behistun, in Iran, per copiare una lunga iscrizione in tre lingue, e altri studiosi, fra i quali Edward Hincks e Jules Oppert, scoprirono come funzionavano i segni. Nel 1857 la Royal Asiatic Society di Londra mise alla prova quattro studiosi, chiedendo di tradurre da soli lo stesso testo appena scoperto. Le quattro traduzioni risultarono nell'insieme concordi (soprattutto quelle di Hincks e Rawlinson): il cuneiforme era stato decifrato.
Un'invenzione, o due?
Subito dopo la nascita del cuneiforme compaiono anche i geroglifici egizi (vedi la scheda dedicata). Alcuni studiosi pensano che gli Egizi abbiano avuto l'idea della scrittura dai Mesopotamici; altri sostengono che le due scritture siano nate in modo indipendente, perché i segni sono diversi e le scoperte egizie di Abido sono quasi della stessa età. Non è una questione chiusa. La scrittura cinese e quella dei Maya sembrano, invece, invenzioni del tutto separate.
Perché successe
La scrittura nacque da un bisogno pratico: i templi e le città erano diventati troppo grandi perché bastasse la memoria. Chi riceveva e distribuiva orzo, lana e animali doveva poter dimostrare quanto aveva ricevuto e quanto aveva dato.
A rendere possibile la scrittura contribuirono due fattori. Il primo fu l'argilla, che in Mesopotamia c'è dappertutto: costa niente, si lavora con le mani e, seccata al sole, dura a lungo (e se brucia in un incendio, diventa ancora più dura). Il secondo fu l'abitudine, già antica, di usare gettoni e sigilli per segnare la proprietà delle cose.
Poi ci fu il lavoro di molte generazioni di scribi, che semplificarono i segni e scoprirono il principio del rebus. Senza questi passi, la scrittura sarebbe rimasta un sistema per contare e non sarebbe mai diventata una scrittura per raccontare.
Cosa cambiò
Con la scrittura comincia la storia nel senso stretto della parola: possiamo leggere ciò che le persone di allora hanno scritto, non solo guardare ciò che hanno lasciato. Quello che c'era prima si chiama preistoria. Grazie alle tavolette conosciamo prezzi, processi, lettere d'amore, ricette, liste di dèi e previsioni del cielo.
Con la scrittura poterono nascere le leggi scritte, i contratti, i testi scolastici e la letteratura. Le prime poesie con un autore di cui sappiamo il nome, quelle di Enheduanna, e la grande epopea di Gilgamesh furono scritte in cuneiforme. Anche la scienza ne fu cambiata: i matematici e gli astronomi babilonesi poterono registrare i risultati e tramandarli.
Infine, il cuneiforme ci ha lasciato un patrimonio enorme: centinaia di migliaia di tavolette conservate nei musei di tutto il mondo, e molte ancora non lette. Ogni anno gli assiriologi, gli studiosi di quelle lingue, scoprono testi nuovi. Una gran parte delle nostre conoscenze sul mondo antico viene da questi segni a forma di chiodo, impressi in un po' di fango.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Denise Schmandt-Besserat
- Archeologa franco-americana (nata nel 1933). Ha proposto che la scrittura sia derivata dai gettoni di argilla usati per contare le merci.
- Georg Friedrich Grotefend
- Insegnante tedesco (1775-1853) che nel 1802 riuscì a leggere i primi nomi di re persiani in cuneiforme, aprendo la strada alla decifrazione.
- Henry Rawlinson
- Ufficiale e studioso britannico (1810-1895). Copiò l'iscrizione trilingue di Behistun, in Iran, e ne ricavò la chiave per leggere l'accadico.
- Jules Oppert
- Assiriologo francese (1825-1905), uno dei decifratori del cuneiforme, che dette il nome «sumerico» alla lingua più antica.
Luoghi
- Uruk (oggi Warka, Iraq)
- Città del sud della Mesopotamia dove, nel quartiere del tempio di Inanna, sono state trovate le tavolette scritte più antiche.
- Behistun (Iran occidentale)
- Parete di roccia alta sopra una strada, su cui il re persiano Dario I fece incidere un lungo testo in tre lingue. Fu la «Stele di Rosetta» del cuneiforme.
- Museo dell'Iraq, Baghdad
- Il museo nazionale iracheno custodisce migliaia di tavolette cuneiformi e molti oggetti dell'antica Mesopotamia.
Da sapere
- Le prime tavolette servivano soprattutto a contare: razioni di orzo, pecore, giare di birra. Le poesie e le leggi vennero molto dopo.
- Nel 1857, in una prova famosa, quattro studiosi tradussero separatamente la stessa iscrizione e ottennero risultati nell'insieme concordi: così si dimostrò che il cuneiforme era davvero stato decifrato.
- Un testo cuneiforme bruciato in un incendio si conserva meglio di uno intatto, perché il fuoco cuoce l'argilla e la rende come un mattone. Per questo la distruzione delle città ha salvato molte biblioteche.
- Il cuneiforme fu usato per scrivere lingue molto diverse tra loro. L'ultimo testo datato che conosciamo risale al 75 d.C. circa, più di tremila anni dopo i primi.
- Gli scolari scrivevano gli esercizi su tavolette tondeggianti, dette «a lente», fatte per stare nel palmo della mano.
Per approfondire
- Treccani, voce «Cuneiforme» treccani.it
- Wikipedia, «Scrittura cuneiforme» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Uruk» it.wikipedia.org
- Treccani, voce «Sumeri» treccani.it
Eventi collegati
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- Geroglifici egizicirca 3200 a.C. · Civiltà dei fiumiI geroglifici egizi nacquero quasi nello stesso periodo.
- Epopea di Gilgameshcirca 2100 a.C. · Civiltà dei fiumiL'epopea di Gilgamesh fu scritta in cuneiforme.
- Codice di Hammurabicirca 1754 a.C. · Civiltà dei fiumiIl Codice di Hammurabi è inciso in cuneiforme su una stele.
- Alfabeto feniciocirca 1050 a.C. · Civiltà del mareL'alfabeto fenicio semplificò la scrittura rispetto ai centinaia di segni del cuneiforme.
Prima e dopo, nell'era «Civiltà dei fiumi»
Evento 2 di 25
PrimaPrime città sumerecirca 4000 a.C.
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DopoUnificazione dell'Egittocirca 3100 a.C.
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DopoCalendario egiziocirca 2800 a.C.
DopoPiramide a gradoni di Djosercirca 2650 a.C.
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