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2 · Preistoria scienza e tecnica

Età del bronzo

circa 5300 anni fa Vicino Oriente, poi Europa e Italia

In breve

Mescolando il rame con un po' di stagno si ottiene il bronzo, più duro e adatto ad armi e attrezzi. Nel Vicino Oriente l'età del bronzo cominciò circa 5.300 anni fa; in Italia e in gran parte d'Europa circa mille anni dopo. Lo stagno era raro, e il suo commercio fece viaggiare merci e persone per migliaia di chilometri.

Perché è importante Il bronzo cambiò il lavoro, la guerra e i commerci di tutto il Mediterraneo.

Fonte: Treccani, Enciclopedia dei ragazzi, «Età del Bronzo»

Illustrazione: Età del bronzo (Vicino Oriente, poi Europa e Italia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Età del bronzo: Vicino Oriente, poi Europa e Italia
Dove: Vicino Oriente, poi Europa e Italia

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Una ricetta fortunata

Il rame era stato un grande passo avanti, ma aveva un difetto: è morbido. Un'ascia di rame si piega, una lama si smussa subito. Gli artigiani dell'età del rame cercavano da tempo modi per migliorarlo, e alcuni scoprirono che aggiungendo un po' di arsenico, un minerale velenoso, il metallo diventava più duro. Poi qualcuno, forse in Anatolia o in Mesopotamia, provò a mescolare al rame fuso un secondo metallo, lo stagno. La miscela, che si chiama lega, era molto migliore dei due ingredienti separati: più dura, più facile da versare negli stampi, con un bel colore dorato quando è nuova. Il suo nome è bronzo. La ricetta classica è circa nove parti di rame e una di stagno.

Il bronzo si poteva fondere e colare in stampi, anche molto complicati; quando un oggetto si rompeva, si poteva rifondere e riutilizzare. Con il bronzo si facevano asce, pugnali, spade, punte di lancia, specchi, aghi, spille, campanelle, statue. Una buona lama poteva essere riaffilata molte volte. Era il materiale migliore che l'umanità avesse mai avuto.

Quando comincia

L'età del bronzo non comincia nello stesso momento ovunque. Nel Vicino Oriente si fa iniziare per convenzione intorno al 3300 a.C., in Mesopotamia e in Anatolia; ma in alcune zone il bronzo con stagno si diffuse solo più tardi, dopo il 3000 a.C. Nell'Europa centrale e meridionale, Italia compresa, comincia intorno al 2300 a.C., mentre in Scandinavia arriva ancora dopo. La fine dipende dall'arrivo del ferro, tra il 1200 e l'800 a.C. circa, secondo i luoghi.

Il periodo fu lunghissimo, più di due millenni in Europa. In questo tempo comparvero le prime grandi civiltà della storia, di cui parlano le schede successive: Sumeri, Egizi, la valle dell'Indo, la Cina, i Minoici. Ma l'età del bronzo non è soltanto quella dei grandi imperi: in Italia, per esempio, è il tempo dei villaggi su palafitte dei laghi, dei villaggi delle Terramare nella Pianura Padana e, in Sardegna, dei nuraghi.

Il problema dello stagno

C'era un ostacolo: lo stagno è raro. Il rame si trova in molti paesi, ma lo stagno è concentrato in pochissimi luoghi. Le miniere più importanti dell'antichità erano in Cornovaglia, nell'Inghilterra sud-occidentale, nei monti Metalliferi tra Germania e Boemia, in Spagna e in Bretagna, e a est in Asia centrale, tra Afghanistan e Uzbekistan. Chi viveva nel Vicino Oriente doveva far arrivare lo stagno da migliaia di chilometri.

Così nacquero le grandi reti di commercio dell'età del bronzo. Carovane di asini portavano stagno da Assur, in Mesopotamia, fino ai mercanti assiri che commerciavano in Anatolia, a Kültepe, intorno al 1900 a.C.: sono rimaste migliaia di tavolette d'argilla con i loro conti. Sul mare, una nave naufragata a Uluburun, sulla costa della Turchia, intorno al 1320 a.C., trasportava circa dieci tonnellate di rame in lingotti a forma di pelle di bue e una tonnellata di stagno, insieme a vetro, avorio, legni preziosi e gioielli. Il carico, da solo, racconta quanto fosse importante questo commercio, e quanto fosse ricca di scambi la civiltà dell'epoca.

Armi, lavoro, ricchezza

Il bronzo cambiò la guerra. Le spade, nate in realtà prima, con il rame arsenicato (le più antiche note, di circa 3300 a.C., sono state trovate ad Arslantepe, in Turchia, dagli archeologi italiani della Sapienza di Roma), divennero in bronzo armi lunghe e resistenti. Cambiò anche il lavoro: sega, ascia, scalpello e punteruolo di bronzo permisero di costruire barche, case, carri migliori. Gli agricoltori ebbero falcetti più efficaci.

Poiché i metalli erano preziosi, chi li controllava diventava potente. Nelle tombe dell'età del bronzo compaiono capi sepolti con armi, ornamenti e oggetti d'oro. La società diventava più disuguale, con élite di guerrieri e artigiani specializzati. Un tesoro famoso è il disco di Nebra, in Germania, un disco di bronzo con intarsi d'oro che raffigura Sole, Luna e stelle, di circa 3.600 anni fa.

Perché successe

L'età del bronzo fu il risultato di secoli di sperimentazione con il rame e i suoi minerali. Gli artigiani sapevano che alcuni minerali davano un metallo più duro di altri, e provando a mescolare minerali diversi arrivarono alla lega ideale.

Servì un gran numero di conoscenze: dove trovare lo stagno, come estrarlo (dalla cassiterite, una pietra scura e pesante), come regolare il fuoco, quanto metallo versare e in quale stampo. Non era un sapere diffuso: era custodito da specialisti, spesso protetti da re o da templi.

La domanda di bronzo veniva dalle città e dagli stati che stavano nascendo. Eserciti, templi, palazzi e commercianti avevano bisogno di strumenti, armi e oggetti di prestigio, e potevano organizzare lunghe spedizioni per procurarsi i materiali.

Cosa cambiò

L'età del bronzo vide nascere le prime grandi civiltà e i primi imperi. Per ottenere metalli servivano commerci, quindi navi, strade, scritture per i conti, accordi tra stati. Il mondo diventò più connesso: la stessa lega si trovava a migliaia di chilometri di distanza.

Il sistema ebbe anche punti deboli. Poiché lo stagno veniva da pochi luoghi lontani, bastava che le rotte si interrompessero per mandare in crisi tutti. Alcuni studiosi pensano che l'interruzione dei commerci abbia contribuito al grande crollo delle civiltà del Mediterraneo intorno al 1200 a.C.

Il nome «età del bronzo» è nato con l'archeologia moderna. A partire dal 1816-1819 il danese Christian Jürgensen Thomsen, ordinando le collezioni del Museo nazionale di Copenaghen, divise la preistoria in tre età: pietra, bronzo e ferro, e pubblicò il sistema nel 1836. Questo schema, il «sistema delle tre età», è ancora oggi alla base dei libri di scuola.

Persone e luoghi chiave

Persone

Christian Jürgensen Thomsen
Archeologo danese (1788-1865). Ideò il sistema delle tre età (pietra, bronzo, ferro) mettendo in ordine il museo di Copenaghen.
Marcella Frangipane
Archeologa italiana dell'Università La Sapienza di Roma. Ha diretto gli scavi di Arslantepe, in Turchia, dove sono state trovate le spade più antiche conosciute.

Luoghi

Uluburun (Turchia)
Costa meridionale della Turchia, dove fu trovato il relitto di una nave del 1320 a.C. circa con dieci tonnellate di rame e una di stagno.
Kültepe (Turchia)
Antica città dell'Anatolia dove i mercanti assiri tenevano le tavolette con i conti del commercio dello stagno.
Arslantepe (Turchia)
Collina presso Malatya, in Anatolia orientale, con un palazzo e le più antiche spade conosciute, di circa 5.300 anni fa.
Terramare (Pianura Padana)
Villaggi dell'età del bronzo tra Emilia e Lombardia, costruiti su basi di legno e circondati da fossati.

Da sapere

  • Il bronzo nuovo non è scuro e verdastro come lo vediamo nelle statue: appena fuso ha un colore dorato, brillante come l'ottone.
  • I lingotti di rame di Uluburun avevano la forma di una pelle di bue stesa, con quattro «zampe» per poterli afferrare e trasportare con facilità.
  • La parola inglese e italiana «bronzo» viene probabilmente da un termine persiano, birinj, che indicava il rame o il bronzo.
  • Una campana moderna è ancora fatta di bronzo: la lega con più stagno, al 20 per cento circa, suona meglio.
  • Il bronzo non arrugginisce come il ferro: per questo statue di bronzo come i Bronzi di Riace, trovati in mare nel 1972, si sono conservate per oltre duemila anni.

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