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Uscita di sapiens dall'Africa

circa 60.000 anni fa Dall'Africa orientale verso Asia, Europa e Australia

In breve

Circa 60.000 anni fa gruppi di Homo sapiens partirono dall'Africa e si diffusero in Asia, poi in Europa e in Australia. Prima di loro altri piccoli gruppi erano già usciti, ma non avevano lasciato discendenti. Durante il viaggio incontrarono altre specie umane, come i Neanderthal e i Denisova, e nel DNA di molte persone di oggi ne resta una piccola traccia.

Perché è importante Spiega perché oggi gli esseri umani vivono in tutti i continenti.

Fonte: Natural History Museum (Londra), «When and how did modern humans, Homo sapiens, spread out of Africa and around the world?»

Illustrazione: Uscita di sapiens dall'Africa (Dall'Africa orientale verso Asia, Europa e Australia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Uscita di sapiens dall'Africa: Dall'Africa orientale verso Asia, Europa e Australia
Dove: Dall'Africa orientale verso Asia, Europa e Australia

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Una domanda sulle origini

Se guardi un planisfero, trovi persone che vivono quasi ovunque: nelle foreste tropicali, nei deserti, sulle isole, vicino ai poli. Come ci sono arrivate? Per capirlo gli scienziati hanno usato due strade che sembrano lontane. Una passa dalla terra: ossa, strumenti, tracce di fuochi. L'altra passa dal DNA, che ogni persona vivente porta con sé e che è una specie di archivio della famiglia umana. Le due strade si incontrano sulla stessa conclusione: tutte le persone che vivono fuori dall'Africa discendono da piccoli gruppi di Homo sapiens che circa 60.000 anni fa (tra 70.000 e 50.000) lasciarono l'Africa.

Il DNA ci dà un indizio molto chiaro. La diversità genetica, cioè quanto le persone sono diverse tra loro nel DNA, è massima in Africa e diminuisce man mano che ci si allontana. Succede perché ogni gruppo che partiva portava con sé solo una parte della varietà del gruppo di partenza. Il grande studioso italiano Luigi Luca Cavalli-Sforza, che passò la vita a studiare le popolazioni umane e a tracciare la geografia dei loro geni, lo mostrò con grande chiarezza.

Non una partenza sola

L'immagine della grande migrazione è semplificata. I sapiens uscirono dall'Africa più di una volta. A Misliya, in Israele, una mascella con denti di sapiens ha circa 180.000 anni. Nelle grotte di Skhul e Qafzeh, in Israele, ci sono sapiens di circa 100.000 anni fa. Ad Apidima, in Grecia, un cranio di 210.000 anni potrebbe essere di sapiens, anche se non tutti gli esperti sono convinti. Questi gruppi più antichi, per quanto sappiamo, non lasciarono discendenti tra le persone di oggi: scomparvero o furono assorbiti. Non fu un viaggio senza ritorno, ma una serie di tentativi, alcuni riusciti e altri no.

L'uscita che ha dato origine ai popoli attuali, quella di circa 60.000 anni fa, fu forse partita da un gruppo piccolo, da qualche migliaio di persone. Passò con tutta probabilità attraverso l'Egitto e il Sinai, oppure lungo lo stretto di Bab-el-Mandeb, un canale di mare largo poche decine di chilometri tra l'Africa e la penisola arabica, che durante le glaciazioni, con il livello del mare più basso, era ancora più stretto. Da lì i discendenti si sparsero lungo le coste dell'Asia meridionale e all'interno del continente.

Gente che cammina lentamente

Il viaggio non fu una marcia. Fu un movimento lentissimo, di pochi chilometri per generazione, in cui ogni gruppo si fermava dove trovava cibo e acqua, e i figli spostavano un po' più avanti i loro accampamenti. In poche decine di migliaia di anni, tuttavia, la distanza fu enorme. I sapiens raggiunsero l'Australia circa 50.000 anni fa, come racconta un'altra scheda. Arrivarono in Europa circa 45.000 anni fa: lo mostrano resti trovati nella grotta di Bacho Kiro, in Bulgaria, e due denti da latte nella Grotta del Cavallo, in Puglia. Più tardi si spinsero nelle Americhe: la data è molto discussa, e alcune impronte in New Mexico, di oltre 20.000 anni fa, potrebbero indicare un arrivo anche più antico di quanto si pensava.

Gli incontri con altre specie umane

Uscendo dall'Africa, i sapiens non trovarono un mondo vuoto. In Europa e in Asia occidentale vivevano i Neanderthal; in Asia centrale e orientale vivevano i Denisova, di cui sappiamo pochissimo, perché i loro fossili sono rarissimi: furono scoperti nel 2010 grazie al DNA estratto da un piccolo osso di dito trovato in una grotta della Siberia. In qualche caso queste popolazioni si incontrarono ed ebbero figli. Il DNA di tutte le persone che discendono da popolazioni non africane contiene circa l'1-2 per cento di DNA neanderthaliano. Nelle popolazioni della Nuova Guinea e delle isole vicine, c'è anche una quota di DNA dei Denisova, fino a circa il 4-5 per cento. Gli studi indicano che gli incontri più importanti con i Neanderthal avvennero tra 50.000 e 45.000 anni fa.

Una storia di tutti

Il dato centrale è che la nostra specie è molto giovane e molto uniforme. Rispetto a quanto potremmo aspettarci per una specie sparsa in tutto il mondo, le persone di oggi sono geneticamente molto simili. Il colore della pelle, la forma degli occhi o dei capelli dipendono da pochissimi geni; alcuni di questi adattamenti al sole e al clima dei vari luoghi, come la pelle più chiara alle alte latitudini, sono recenti. Siamo una sola famiglia, nata in Africa e dispersa in tempi relativamente brevi.

Perché successe

Perché i sapiens lasciarono l'Africa? Probabilmente per il clima. Le fasi umide e aride si alternavano e aprivano e chiudevano corridoi di terra adatti ai viaggi: quando il Sahara o la penisola arabica diventavano più verdi, i gruppi potevano spostarsi; quando tornava la siccità, restavano bloccati.

A spingere ci furono anche motivi demografici. I gruppi crescevano e dovevano cercare nuovi territori di caccia e raccolta. Nuove tecniche di caccia, una buona capacità di comunicare e di collaborare, e strumenti più raffinati rendevano più facile adattarsi ad ambienti nuovi.

Non c'è una causa unica. Gli studiosi parlano di piccole onde successive, di gruppi che si muovevano di poco. Alcuni hanno proposto che la grande eruzione del vulcano Toba, in Indonesia, circa 74.000 anni fa, abbia avuto un ruolo, ma oggi molti pensano che il suo effetto sia stato limitato.

Cosa cambiò

Con questa migrazione la nostra specie occupò quasi tutte le terre abitabili della Terra, dal deserto alle montagne alle isole del Pacifico. È un record unico: nessun altro grande mammifero si è diffuso così tanto.

Per i Neanderthal la presenza dei sapiens fu forse una delle cause della fine: scomparvero intorno a 40.000 anni fa. Dei Denisova non sappiamo quando sparirono. Nel nostro DNA rimane una traccia di loro, e alcuni dei geni ricevuti hanno ancora effetto, per esempio sul sistema immunitario.

Oggi la genetica ha cambiato il modo di pensare alle differenze tra le persone. Poiché la variazione genetica umana è piccola e la maggior parte sta dentro i singoli gruppi, e poiché tutti i non africani discendono da pochi gruppi partiti da poco, nessuna «razza» nel senso biologico esiste per la nostra specie: le differenze visibili, come il colore della pelle, sono in buona parte adattamenti recenti e non dividono l'umanità in gruppi netti. È un messaggio che la scienza ripete con forza.

Persone e luoghi chiave

Persone

Luigi Luca Cavalli-Sforza
Genetista italiano (1922-2018). Studiò come si distribuiscono i geni nelle popolazioni umane e ricostruì le grandi migrazioni dell'umanità.
Svante Pääbo
Genetista svedese (nato nel 1955). Ha ricostruito il DNA dei Neanderthal e dei Denisova e ha vinto il Nobel per la medicina nel 2022.
Rebecca Cann
Genetista americana. Nel 1987, con Mark Stoneking e Allan Wilson, mostrò che il DNA mitocondriale di tutti gli esseri umani risale a una donna vissuta in Africa, la cosiddetta «Eva mitocondriale».

Luoghi

Bab-el-Mandeb
Stretto di mare tra l'Africa e la penisola arabica, largo circa trenta chilometri, nome che in arabo significa «porta del lamento».
Misliya, monte Carmelo (Israele)
Grotta dove si trovò una mascella di sapiens di circa 180.000 anni, la più antica fuori dall'Africa accettata da quasi tutti.
Grotta del Cavallo (Puglia)
Grotta sul mare in Salento dove furono trovati denti da latte di sapiens di circa 45.000 anni fa, tra i più antichi d'Europa.
Grotta di Denisova (Siberia)
Grotta sui monti Altaj dove nel 2010 si riconobbe, dal DNA di un osso di dito, una specie umana prima ignota.

Da sapere

  • Il DNA dei mitocondri, che si eredita dalla madre, permette di risalire a una donna africana vissuta circa 150.000-200.000 anni fa, soprannominata «Eva mitocondriale»; non era l'unica donna del suo tempo, soltanto l'unica la cui linea femminile è arrivata fino a oggi.
  • Una parte dei geni dei Neanderthal che molti di noi portano è legata a caratteristiche dei capelli e della pelle, e ad alcuni tratti del sistema immunitario.
  • Lo stretto di Bab-el-Mandeb ha un nome arabo che si traduce «porta del lamento», forse per i pericoli della navigazione.
  • Il genoma di un uomo vissuto in Siberia circa 45.000 anni fa, trovato nel 2008 sul fiume Irtyš, ha mostrato che i Neanderthal si erano già incrociati con i sapiens da poco tempo.
  • I Denisova furono scoperti grazie al DNA prima ancora di avere un fossile abbastanza grande da dare loro un aspetto: ancora oggi non sappiamo bene com'era il loro viso.

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