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Rivoluzione neolitica

circa 12.000 anni fa Mezzaluna fertile

In breve

Circa 12.000 anni fa, nella Mezzaluna fertile (tra gli attuali Iraq, Siria, Turchia e Israele), le persone cominciarono a coltivare grano e orzo e ad allevare animali. In altre parti del mondo l'agricoltura nacque per conto suo: il riso in Cina, il mais in America. Con più cibo i villaggi crebbero e la vita cambiò per sempre.

Perché è importante È uno dei cambiamenti più grandi della storia: senza agricoltura non ci sarebbero state le città.

Fonte: Treccani, voce «Neolitico»

Illustrazione: Rivoluzione neolitica (Mezzaluna fertile)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Rivoluzione neolitica: Mezzaluna fertile
Dove: Mezzaluna fertile

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Dalla raccolta alla semina

Immagina un campo di grano selvatico, 12.000 anni fa. Le spighe sono piccole e basta un colpo di vento perché i chicchi maturi cadano a terra e si disperdano: è il modo in cui la pianta si riproduce. Chi vuole raccogliere deve arrivare al momento giusto, con un cesto, e portare via solo ciò che non è già caduto. Ora immagina qualcuno che, ogni anno, prende i semi dalle piante più utili, quelle con le spighe che restano attaccate, e li semina vicino a casa. In poco tempo, nel corso di molte generazioni, quel grano non è più lo stesso: ha spighe più grosse e chicchi che non cadono da soli. È diventato una pianta domestica.

Questo processo, ripetuto per migliaia di anni da persone diverse, in luoghi diversi, è quello che chiamiamo rivoluzione neolitica. Il nome, che significa «della pietra nuova», fu reso famoso dall'archeologo australiano Vere Gordon Childe, che nel 1936 scrisse un libro di grande successo dal titolo «L'uomo fa se stesso». Childe usò la parola «rivoluzione» per sottolineare la grandezza del cambiamento. Oggi gli studiosi precisano che non fu una rivoluzione rapida: durò millenni e procedette a piccoli passi.

La Mezzaluna fertile

Il primo luogo dove accadde fu una fascia di terre a forma di mezzaluna, che va dalla valle del Giordano, attraverso la Siria e il sud della Turchia, fino alla Mesopotamia e ai monti dell'Iran: la Mezzaluna fertile, nome dato nel 1916 dall'egittologo americano James Henry Breasted. Qui crescevano allo stato selvatico molte piante adatte a essere coltivate: due tipi di frumento (il farro piccolo, detto monococco, e il farro), l'orzo, le lenticchie, i piselli, i ceci e il lino. Gli archeologi le chiamano «piante fondatrici». Anche gli animali c'erano: i nonni selvatici di pecore, capre, maiali e buoi.

Le prime coltivazioni si datano a circa 11.500-10.000 anni fa. Poco dopo, gli animali: capre e pecore sulle montagne, maiali e bovini nelle zone più basse. La domesticazione, cioè il processo con cui una specie cambia fino a dipendere dall'uomo, durò secoli.

Prima del villaggio o dopo?

Non è chiaro cosa venne prima. Nel sito di Göbekli Tepe, nel sud-est della Turchia, riconosciuto nel 1994 dall'archeologo tedesco Klaus Schmidt, si trovano enormi pilastri di pietra a forma di T, alti fino a cinque metri e mezzo, decorati con animali scolpiti, costruiti circa 11.500 anni fa. Secondo molti studiosi furono innalzati da cacciatori-raccoglitori, prima che l'agricoltura fosse diffusa. Il che suggerisce che forse riunirsi per cerimonie comuni abbia spinto a coltivare per sfamare tante persone, e non il contrario. Altri studiosi propongono spiegazioni diverse. Ci sono anche indizi di «proto-coltivazione» molto più antichi: a Ohalo II, sulle rive del lago di Tiberiade, circa 23.000 anni fa, i semi di piante infestanti dei campi mostrano che qualcuno forse già curava le piante.

Più luoghi, più inizi

Non fu un'invenzione unica. L'agricoltura nacque in modo indipendente in diverse zone del mondo. In Cina, lungo il fiume Azzurro, si coltivò il riso, e lungo il fiume Giallo il miglio, circa 9.000-10.000 anni fa. In Messico si addomesticò il mais da una pianta selvatica, il teosinte, che somiglia a un'erba con pochi chicchi: succedeva circa 9.000 anni fa. Sulle Ande nacque la patata, in Nuova Guinea la banana e il taro, nel Sahel africano il sorgo, in America del Nord il girasole. L'idea del botanico russo Nikolaj Vavilov, che negli anni Venti viaggiò in tutto il mondo per raccogliere semi, fu che esistano alcuni «centri di origine» delle piante coltivate.

Dal Vicino Oriente, poi, i contadini si spostarono. Circa 9.000 anni fa arrivarono in Grecia, circa 8.000 anni fa in Italia e circa 6.000 anni fa nell'Europa del Nord. Gli studi sul DNA antico mostrano che non si diffuse solo l'idea, ma anche le persone: i discendenti dei primi agricoltori anatolici si mescolarono con i cacciatori locali.

Un cambiamento enorme, ma non solo positivo

Con l'agricoltura la quantità di cibo per ogni ettaro di terra crebbe moltissimo. Una comunità poteva sfamare più persone, e le popolazioni aumentarono. Però gli scheletri dei primi contadini mostrano spesso più carie, statura minore e segni di carenze di alimentazione rispetto ai cacciatori: mangiavano meno varietà di cibi, dipendevano dal raccolto e vivevano a stretto contatto con gli animali, da cui arrivarono nuove malattie. Alcuni studiosi, come lo scrittore Jared Diamond, hanno perfino definito l'agricoltura «il peggiore errore della storia umana». È un'opinione estrema, ma ricorda che ogni grande svolta ha un prezzo.

Perché successe

Le cause non sono del tutto chiare e probabilmente erano varie. La fine dell'ultima glaciazione portò un clima più caldo e stabile, adatto alle piante annuali come i cereali, che producono molti semi. Secondo alcuni studiosi, anche l'aumento dell'anidride carbonica nell'aria favoriva la crescita di queste piante.

Gruppi di persone già stanziali, come i Natufiani, avevano le conoscenze e le attrezzature, come falcetti e macine, per sfruttare i cereali selvatici. Quando un freddo secco, il Dryas recente, rese più difficile trovare cibo, per alcuni la risposta fu seminare.

Alcuni studiosi aggiungono ragioni sociali: nutrire una comunità più grande, preparare banchetti, avere un surplus di cibo da scambiare. Non esiste una spiegazione sola che valga ovunque, perché ogni regione ebbe la sua storia.

Cosa cambiò

L'agricoltura permise di avere un surplus, cioè più cibo di quanto servisse. Chi non doveva più cercare il cibo tutti i giorni poteva fare altri mestieri: costruire, scolpire, commerciare, comandare, pregare. Da qui nacquero le prime città, la scrittura, gli eserciti, i re e i sacerdoti, come racconta il resto della linea del tempo.

Cambiò anche il rapporto con la terra. Chi coltiva ha bisogno di un campo, quindi nacquero la proprietà, i confini, le eredità, e anche le prime ingiustizie: le differenze di ricchezza crebbero. Nacquero anche calendari, per sapere quando seminare, e riti legati ai raccolti.

Oggi quasi tutto quello che mangiamo viene da piante e animali addomesticati in quel periodo. Il nostro pane, la pasta, il riso, il latte, i formaggi sono eredi di quella rivoluzione. Anche il nostro corpo è cambiato: in molte popolazioni è comparsa la capacità di digerire il latte da adulti.

Persone e luoghi chiave

Persone

Vere Gordon Childe
Archeologo australiano (1892-1957). Nel 1936 diede il nome di «rivoluzione neolitica» al passaggio all'agricoltura.
Nikolaj Vavilov
Botanico e genetista russo (1887-1943). Viaggiò in tutto il mondo per cercare i luoghi d'origine delle piante coltivate.
Klaus Schmidt
Archeologo tedesco (1953-2014). Scoprì e scavò Göbekli Tepe, in Turchia.
James Henry Breasted
Egittologo americano (1865-1935). Nel 1916 diede il nome di «Mezzaluna fertile» alla regione dove nacque l'agricoltura.

Luoghi

Mezzaluna fertile
Fascia di terre fertili che va dal Giordano alla Mesopotamia, passando per Siria e Turchia meridionale.
Göbekli Tepe (Turchia)
Collina con enormi pilastri di pietra di circa 11.500 anni fa, costruiti da popoli che forse ancora non coltivavano.
Valle del fiume Azzurro (Cina)
Regione dove nacque la coltivazione del riso.
Valle del Balsas (Messico)
Zona dove il mais fu addomesticato a partire dal teosinte.

Da sapere

  • Il teosinte, antenato del mais, ha spighe lunghe pochi centimetri con circa una dozzina di chicchi duri, molto diverse dalla pannocchia che conosciamo.
  • Il frumento tenero, quello del pane, nacque circa 8.000-10.000 anni fa dall'incrocio naturale di due piante diverse. È un ibrido, fatto con i cromosomi di tre specie.
  • Le pecore e le capre vennero allevate prima delle mucche, e i cani prima ancora: gli animali si sono aggiunti alla vita dei villaggi uno dopo l'altro.
  • Oggi circa metà della terra abitabile del pianeta è usata per l'agricoltura o l'allevamento.
  • In Italia i primi agricoltori arrivarono dal mare, con le barche, circa 8.000 anni fa, portando vasi decorati con le impronte di conchiglie.

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