Calendario egizio
circa 2800 a.C. Menfi, Egitto
In breve
Gli Egizi divisero l'anno in 365 giorni: 12 mesi da 30 giorni più 5 giorni di festa alla fine. L'anno aveva anche tre stagioni legate al Nilo: l'inondazione, la crescita dei campi e il raccolto. Gli astronomi notavano che la piena del fiume arrivava più o meno quando la stella Sirio tornava visibile all'alba. Mancava però il giorno in più degli anni bisestili, così il calendario scivolava piano piano rispetto alle stagioni.
Perché è importante Giulio Cesare prese spunto da questo calendario, e da lì discende quello che usiamo noi.
Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Egyptian calendar»

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura
Il racconto
Il fiume decide l'anno
Per gli Egizi l'anno non cominciava con l'inverno, ma con il Nilo. Ogni estate, a causa delle piogge cadute sui monti dell'Etiopia, il fiume si gonfiava e usciva dal letto. L'acqua copriva i campi per settimane e, quando si ritirava, lasciava uno strato di limo nero e fertile. Gli Egizi chiamavano questo momento akhet, «l'inondazione», e lo consideravano l'inizio dell'anno. Poi, quando la terra riemergeva, veniva la stagione della semina e della crescita, peret; infine l'ultima, shemu, era quella del raccolto, quando il fiume era più basso. Tre stagioni di quattro mesi ciascuna, dunque, e non quattro come le nostre.
I mesi erano dodici, di trenta giorni, e ogni mese era diviso in tre settimane di dieci giorni. Facevano 360 giorni. Gli Egizi sapevano benissimo che l'anno è un po' più lungo, perciò aggiunsero cinque giorni alla fine, fuori dai mesi. Erano i giorni «sopra l'anno», considerati la festa di nascita di alcuni dèi, tra cui Osiride, Iside e Seth. Il totale faceva 365 giorni. Questo è il calendario civile egizio, e tutto fa pensare che fosse in uso già nell'Antico Regno, ma la data della sua invenzione è incerta: alcuni la collocano poco dopo il 3000 a.C., altri verso il 2800 o il 2700 a.C.
La stella che annuncia la piena
Gli Egizi osservavano il cielo con attenzione. Notarono che c'era una stella molto luminosa, la nostra Sirio, che scompariva per circa settanta giorni e poi tornava a farsi vedere, per un breve momento, all'alba, appena prima del Sole. Questo evento si chiama levata eliaca di Sirio. Dato che cadeva, più o meno, nei giorni in cui il Nilo cominciava a crescere, la stella, che gli Egizi chiamavano Sopdet e identificavano con la dea Iside, fu vista come l'annuncio della piena. Per questo un anno basato su Sirio poteva servire da guida per i contadini.
Un calendario che scivola
C'era però un problema. L'anno vero dura 365 giorni e circa sei ore (un quarto di giorno in più). Il calendario egizio non aveva giorni aggiunti ogni quattro anni, come i nostri anni bisestili. Ogni anno restava indietro di sei ore rispetto al sole e alle stagioni. Dopo quattro anni mancava un giorno, dopo centoventi anni un mese intero. Dopo 1.461 anni il calendario aveva fatto il giro completo e tornava a coincidere con le stagioni. Gli studiosi chiamano questo periodo ciclo sotiaco, da Sotis, il nome greco di Sirio.
Poiché la differenza si accumulava lentamente, per un contadino non cambiava molto. Per gli scribi e i sacerdoti, invece, la festa del nuovo anno poteva cadere in pieno inverno. Per sapere quando stava davvero per arrivare la piena, continuarono a guardare il cielo e a misurare il livello del fiume con i nilometri, pozzi a gradini con una scala graduata scavati lungo la riva.
Nel 238 a.C. un decreto di Canopo, emanato dai sacerdoti sotto il re Tolomeo III, propose di aggiungere un giorno ogni quattro anni. La riforma non fu applicata. Fu soltanto nel 26-23 a.C., con l'imperatore Augusto, che ad Alessandria si adottò un anno con il giorno in più.
L'orologio dei sacerdoti
Anche il giorno era diviso con un sistema originale. Di notte gli Egizi guardavano il passaggio di trentasei gruppi di stelle, chiamate decani, ognuna delle quali sorgeva a intervalli regolari. Se ne usavano dodici per la notte, e da qui si ricavò l'idea di dividere la notte in dodici ore. Anche il giorno fu diviso in dodici ore, per un totale di ventiquattro. Erano ore diseguali, perché cambiavano di lunghezza con le stagioni. Per misurarle servivano meridiane e orologi ad acqua, i più antichi dei quali sono arrivati fino a noi dal tempio di Karnak, di circa il 1400 a.C.
Dall'Egitto a Roma e a noi
Gli altri popoli dell'epoca, come i Mesopotamici e più tardi i Greci, usavano calendari basati sulla Luna, con mesi di 29 o 30 giorni che non coincidevano con l'anno e dovevano essere corretti spesso. Il calendario egizio, con la sua regola semplice, era molto più comodo, e gli astronomi greci di Alessandria lo usavano per i loro calcoli. Quando Giulio Cesare, nel 46 a.C., volle riformare il disordinato calendario romano, si fece aiutare da un astronomo di Alessandria, Sosigene, e prese dall'Egitto l'anno solare di 365 giorni con un giorno in più ogni quattro anni. È il calendario giuliano (vedi la scheda su Cesare). Nel 1582 papa Gregorio XIII lo corresse leggermente, ed è il calendario che usiamo oggi.
Il calendario egizio vive ancora, in una forma moderna, nella Chiesa copta d'Egitto e in Etiopia, dove l'anno ha ancora dodici mesi di trenta giorni e un tredicesimo mese di cinque o sei giorni.
Perché successe
Gli Egizi vivevano di agricoltura, e l'agricoltura dipendeva da un evento preciso, la piena del Nilo. Sapere quando sarebbe arrivata, quando seminare e quando raccogliere era una questione di sopravvivenza. Di qui il bisogno di un calendario legato al fiume e alle stagioni.
Uno Stato unito (vedi la scheda sull'unificazione) aveva bisogno, inoltre, di un calendario valido per tutti. Chi riscuoteva le tasse, organizzava i turni di lavoro e gestiva le feste dei templi doveva contare i giorni nello stesso modo in tutto il paese. Un conto semplice, di mesi tutti uguali, serviva meglio allo scopo di uno basato sulle fasi della Luna.
Infine ci fu l'osservazione del cielo, praticata da sacerdoti che avevano il compito di stabilire l'ora giusta delle cerimonie. Dall'osservazione di Sirio e dei decani nacquero la conoscenza del ciclo del tempo e una divisione della giornata ancora usata oggi.
Cosa cambiò
Il calendario civile egizio fu il primo calendario solare di 365 giorni ad avere una struttura regolare. Fu adottato dagli astronomi per secoli, perché mesi tutti uguali rendevano più facili i calcoli. Perfino Copernico, nel Cinquecento, usò per i suoi calcoli tavole basate sull'anno egizio.
Dalla riforma giuliana al calendario gregoriano, la nostra misura dell'anno discende in linea diretta da quella egizia, con l'aggiunta del giorno bisestile. Anche la divisione del giorno in ventiquattro ore ha le sue radici nei decani e nelle ore dei sacerdoti egizi.
L'idea che il tempo si possa misurare in modo regolare e uguale per tutti ebbe conseguenze ampie: permise di datare gli eventi, di tenere archivi, di programmare lavori e feste. Gli storici egizi contarono gli anni a partire dall'incoronazione di ogni re, un sistema che oggi ci aiuta a ricostruire la cronologia dell'antichità.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Sosigene di Alessandria
- Astronomo greco che consigliò Giulio Cesare nella riforma del calendario del 46 a.C., usando l'anno solare egizio.
- Tolomeo III Evergete
- Re d'Egitto del III secolo a.C. Il decreto di Canopo del 238 a.C. propose di aggiungere un giorno ogni quattro anni, ma la regola non fu applicata.
- I sacerdoti-astronomi egizi
- Sacerdoti dei templi che osservavano le stelle e Sirio per stabilire le feste e l'inizio dell'anno. I loro nomi di solito non ci sono arrivati.
Luoghi
- Menfi (Egitto)
- Prima capitale dell'Egitto unito, vicino al punto in cui il Nilo si apre nel delta. Qui si organizzava il calendario per tutto il paese.
- Karnak (Luxor, Egitto)
- Grande tempio di Amon, dove è stato trovato uno dei più antichi orologi ad acqua conosciuti, di circa il 1400 a.C.
- Elefantina (Assuan, Egitto)
- Isola sul Nilo del sud con un celebre nilometro, un pozzo a gradini che misurava il livello della piena.
Da sapere
- L'anno egizio aveva tre stagioni e non quattro: inondazione, crescita e raccolto.
- I cinque giorni aggiunti alla fine dell'anno erano giorni di festa: secondo il mito corrispondevano ai compleanni di Osiride, Iside, Seth, Horus il Vecchio e Nefti.
- Dopo 1.461 anni il calendario egizio tornava a coincidere con le stagioni: gli studiosi lo chiamano ciclo sotiaco.
- In Etiopia si usa ancora un calendario di dodici mesi di trenta giorni più un tredicesimo mese di cinque o sei giorni. Per questo laggiù, quando da noi è il 2026, l'anno può essere il 2018 o 2019.
- Gli Egizi dividevano la settimana in dieci giorni, non in sette. La settimana di sette giorni arrivò più tardi dalla Mesopotamia e dalla tradizione ebraica.
Per approfondire
- Wikipedia, «Calendario egizio» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Sirio» it.wikipedia.org
- Treccani, voce «Egitto» treccani.it
- Museo Egizio di Torino museoegizio.it
Eventi collegati
- Unificazione dell'Egittocirca 3100 a.C. · Civiltà dei fiumiLo Stato unito aveva bisogno di un calendario valido per tutto il paese.
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- Calendario gregoriano1582 · Età modernaIl calendario gregoriano corregge l'ultimo errore dell'anno giuliano.
- Orologi meccanici pubblicicirca 1350 · Basso MedioevoGli orologi meccanici pubblici continuano la tradizione di dividere il giorno in ore.
- Matematica babilonesecirca 1800 a.C. · Civiltà dei fiumiAnche i Babilonesi osservavano il cielo e divisero il tempo con il sistema in base 60.
Prima e dopo, nell'era «Civiltà dei fiumi»
Evento 6 di 25
PrimaPrime città sumerecirca 4000 a.C.
PrimaScrittura cuneiformecirca 3200 a.C.
PrimaGeroglifici egizicirca 3200 a.C.
PrimaUnificazione dell'Egittocirca 3100 a.C.
PrimaUruk grande cittàcirca 3000 a.C.
Sei quiCalendario egiziocirca 2800 a.C.
DopoPiramide a gradoni di Djosercirca 2650 a.C.
DopoStendardo di Urcirca 2600 a.C.
DopoMummificazione egiziacirca 2600 a.C.
DopoGrande Piramide di Gizacirca 2560 a.C.
DopoCittà della valle dell'Indocirca 2500 a.C.
DopoFogne e bagni di Mohenjo-darocirca 2450 a.C.
DopoSargon e l'impero accadicocirca 2334 a.C.
DopoCommercio tra Indo e Mesopotamiacirca 2300 a.C.
DopoEpopea di Gilgameshcirca 2100 a.C.
DopoZiggurat di Urcirca 2100 a.C.
DopoMatematica babilonesecirca 1800 a.C.
DopoCodice di Hammurabicirca 1754 a.C.
DopoCarri da guerracirca 1700 a.C.
DopoDinastia Shangcirca 1600-1046 a.C.
DopoFaraone Hatshepsutcirca 1479-1458 a.C.
DopoRegno di Akhenatoncirca 1353-1336 a.C.
DopoRegno di Ramses IIcirca 1279-1213 a.C.
DopoScrittura su ossa oracolaricirca 1250 a.C.
DopoDeclino dell'età del bronzocirca 1200 a.C.
Ascolta / Leggi anche
- Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music
Altri eventi dell'era «Civiltà dei fiumi»
- Prime città sumere
- Scrittura cuneiforme
- Geroglifici egizi
- Unificazione dell'Egitto
- Uruk grande città
- Piramide a gradoni di Djoser
- Stendardo di Ur
- Mummificazione egizia
- Grande Piramide di Giza
- Città della valle dell'Indo
- Fogne e bagni di Mohenjo-daro
- Sargon e l'impero accadico
- Commercio tra Indo e Mesopotamia
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