Vai al contenuto
Storiascopio
IT
Torna a: Rivoluzioni

10 · Rivoluzioni scienza e tecnica

Locomotiva ferroviaria pubblica

1825 Stockton e Darlington, Inghilterra

In breve

Il 27 settembre 1825, in Inghilterra, si inaugurò la ferrovia tra Stockton e Darlington, la prima linea pubblica percorsa da treni trainati da una locomotiva a vapore. La macchina, chiamata Locomotion, era stata costruita da George Stephenson e tirava vagoni di carbone e di passeggeri. Andava più o meno alla velocità di una bicicletta, ma non si stancava mai come i cavalli. In pochi decenni i binari si allungarono in tutto il mondo.

Perché è importante Il treno accorciò le distanze: persone, merci e notizie cominciarono a viaggiare molto più in fretta.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Stockton and Darlington Railway»

Illustrazione: Locomotiva ferroviaria pubblica (Stockton e Darlington, Inghilterra)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Locomotiva ferroviaria pubblica: Stockton e Darlington, Inghilterra
Dove: Stockton e Darlington, Inghilterra

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Carri su binari di ferro

Nelle miniere inglesi, già dal Seicento, per spostare il carbone si usavano carri su binari di legno, tirati da cavalli: sulle rotaie il carro correva molto più facilmente che sulla strada, e un cavallo poteva trainare un carico molto più pesante. Con il tempo i binari di legno furono sostituiti da quelli di ferro. Dopo l'invenzione della macchina a vapore di Watt, era naturale pensare a una macchina a vapore che si muovesse da sola sulle rotaie, al posto dei cavalli.

Un ingegnere della Cornovaglia, Richard Trevithick, costruì nel 1804 la prima locomotiva a vapore su rotaia: nel Galles trainò cinque vagoni con dieci tonnellate di ferro e settanta uomini a bordo. Funzionava, ma era così pesante che rompeva le rotaie di ferro dell'epoca, e fu abbandonata. Altri inventori fecero tentativi, ma i risultati erano scarsi.

Il minatore che diventò ingegnere

George Stephenson nacque nel 1781 a Wylam, vicino a Newcastle, figlio di un operaio di miniera che non sapeva leggere. Da bambino portava le mucche al pascolo e lavorava in miniera. A diciotto anni, quando non sapeva ancora leggere né scrivere, andò alla scuola serale, per imparare, e cominciò a studiare come funzionavano le macchine a vapore: le conosceva da vicino, perché lavorava come addetto a una di esse. Diventò il meccanico più bravo della zona, e nel 1814 costruì la sua prima locomotiva, la «Blücher», per trainare carbone in una miniera.

Stockton e Darlington

Nel nord-est dell'Inghilterra, tra le miniere di carbone e il porto di Stockton, si voleva costruire una linea ferroviaria per trasportare il carbone. Il promotore, un commerciante quacchero di Darlington, Edward Pease, voleva usare cavalli, ma incontrò Stephenson, che lo convinse a provare con le locomotive. Nel 1823 fu fondata un'officina, a Newcastle, per costruirle, diretta da Stephenson e dal figlio Robert.

Il 27 settembre 1825 fu inaugurata la Stockton & Darlington Railway, la prima ferrovia pubblica del mondo percorsa da locomotive a vapore, lunga circa quaranta chilometri. Migliaia di persone si radunarono lungo il tracciato. In testa al treno c'era la locomotiva, guidata dai fratelli Stephenson (George dirigeva l'impresa), chiamata «Locomotion n. 1»: dietro, 12 carri di carbone e di farina, e anche qualche carro scoperto con circa seicento passeggeri. Un uomo a cavallo, con una bandiera, precedeva il convoglio per i primi chilometri, ma poi la locomotiva lo superò: arrivò a circa quindici-venti chilometri all'ora. Era una velocità enorme per quei tempi.

Per la gente del posto era uno spettacolo mai visto: molti non avevano mai incontrato una macchina che si muovesse da sola, senza animali a tirarla, e la guardavano con curiosità, entusiasmo e anche un po' di paura.

La Rocket

Cinque anni dopo, nel 1830, fu inaugurata la linea fra Liverpool e Manchester, due grandi città industriali, con locomotive a vapore e un orario fisso: la prima vera ferrovia moderna. Prima dell'apertura, nell'ottobre 1829, si fece un concorso a Rainhill per scegliere la locomotiva migliore. Vinse la «Rocket», costruita da Stephenson e dal figlio Robert, che raggiunse circa cinquanta chilometri all'ora. Ci fu però un incidente grave proprio il giorno dell'inaugurazione: un deputato, William Huskisson, cadde sui binari e fu investito, morendo: fu la prima vittima famosa di un incidente ferroviario.

L'Italia sul binario

In Italia la prima ferrovia fu inaugurata il 3 ottobre 1839, tra Napoli e Portici, lunga poco più di sette chilometri, voluta dal re delle Due Sicilie Ferdinando II. Nel 1840 aprì la Milano–Monza, e poi altre linee, in tutta la penisola. Dopo l'unità, nel 1861, c'erano circa duemila chilometri di binari; nel 1871 fu aperto il tunnel del Frejus, sotto le Alpi, tra l'Italia e la Francia.

Perché successe

La locomotiva a vapore nacque dall'unione di due cose già esistenti, la macchina a vapore e la ferrovia, e dalle necessità della Rivoluzione industriale: occorreva trasportare grandi quantità di carbone, di ferro e di merci, a basso costo e velocemente, e le strade e i canali non bastavano.

Serviva anche una competenza tecnica: Stephenson, con la sua esperienza di meccanico e la sua tenacia, seppe costruire macchine robuste e affidabili, e capì che ferrovia e locomotiva andavano progettate insieme.

Cosa cambiò

La ferrovia cambiò il mondo. Per la prima volta, persone e merci potevano viaggiare più veloci di un cavallo, in modo regolare e sicuro. I viaggi che richiedevano giorni si facevano in poche ore. Il commercio crebbe, le città si ingrandirono, e nacquero nuove industrie, come l'acciaio e il carbone. Fu necessario perfino unificare l'ora: poiché i treni avevano orari precisi, ogni città dovette adottare la stessa ora, mentre prima ciascuna aveva la propria, calcolata sul Sole.

Con le ferrovie anche il turismo e le gite diventarono possibili per tante persone, e le idee e le notizie circolarono più velocemente. Furono costruiti viadotti, gallerie e ponti spettacolari. Nel Novecento le locomotive a vapore furono sostituite da quelle diesel e da quelle elettriche, e nacquero i treni ad alta velocità, come lo Shinkansen giapponese (1964), e il Frecciarossa italiano.

Oggi, i treni sono considerati uno dei mezzi di trasporto più sostenibili, perché consumano meno energia e producono meno emissioni per ogni persona trasportata. Lo scartamento adottato e diffuso da Stephenson, con la distanza fra le rotaie di 1.435 millimetri, è ancora lo standard più usato nel mondo.

Persone e luoghi chiave

Persone

George Stephenson
Ingegnere inglese (1781-1848): costruì la «Locomotion» e fu il principale pioniere della ferrovia.
Robert Stephenson
Ingegnere inglese (1803-1859): figlio di George, costruì la «Rocket» e molti ponti.
Richard Trevithick
Ingegnere inglese (1771-1833): costruì la prima locomotiva a vapore su rotaia nel 1804.
Edward Pease
Commerciante quacchero inglese (1767-1858): promotore della Stockton & Darlington.
Ferdinando II delle Due Sicilie
Re di Napoli (1810-1859): inaugurò la prima ferrovia italiana nel 1839.

Luoghi

Darlington e Stockton, Inghilterra
Le due città unite dalla prima ferrovia pubblica a vapore, nel 1825.
Napoli-Portici
La linea di sette chilometri aperta nel 1839: la prima ferrovia italiana.

Da sapere

  • Nel 1825 il treno della Stockton & Darlington arrivò a circa quindici-venti chilometri all'ora.
  • La «Rocket» di Stephenson raggiunse circa cinquanta chilometri all'ora nel 1829.
  • La prima ferrovia italiana, Napoli–Portici, fu inaugurata il 3 ottobre 1839.
  • George Stephenson imparò a leggere e a scrivere a diciotto anni.
  • La distanza tra le rotaie di 1.435 millimetri, adottata e diffusa da Stephenson, è ancora la più usata nel mondo.

Per approfondire

Eventi collegati

Prima e dopo, nell'era «Rivoluzioni»

Evento 13 di 25

Tutti i 25 eventi dell'era · Apri la linea grande

Ascolta / Leggi anche

  • Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music

Cosa succedeva altrove nello stesso periodo

Altri eventi dell'era «Rivoluzioni»

Foto di Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Sono Ciro Simone Irmici e costruisco siti gratuiti per imparare e giocare. Ho costruito Storiascopio con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno storico: se trovi un errore o vuoi un evento in più per la tua classe, scrivimi.

Altri miei lavori: audiolibri gratis su YouTube · ebook su Gumroad · Apple Books · musica su Spotify e YouTube Music