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10 · Rivoluzioni vita quotidiana

Sistema metrico decimale

1795 Parigi, Francia

In breve

Prima della Rivoluzione, in Francia ogni regione aveva le sue misure, e una libbra o un piede cambiavano da un paese all'altro. Gli scienziati proposero un sistema uguale per tutti, basato su multipli di dieci. Il metro fu definito come la decimilionesima parte della distanza tra il Polo Nord e l'equatore, e due astronomi misurarono per anni il meridiano tra Dunkerque e Barcellona. Una legge del 1795 introdusse metro, litro e grammo.

Perché è importante Oggi quasi tutto il mondo misura con lo stesso sistema, e scienza e commercio si capiscono più facilmente.

Fonte: Bureau International des Poids et Mesures (BIPM), storia del Sistema internazionale di unità

Illustrazione: Sistema metrico decimale (Parigi, Francia)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Sistema metrico decimale: Parigi, Francia
Dove: Parigi, Francia

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Un caos di misure

Immagina di andare al mercato e di non sapere quanto è lungo un «braccio» di stoffa, quanto pesa una «libbra» di carne o quanto contiene una «brenta» di vino. Fino a poco più di duecento anni fa, in Francia e in tutta Europa, ogni regione e perfino ogni città aveva le sue misure, con lo stesso nome ma valori diversi. Secondo alcune stime, nella Francia del Settecento esistevano centinaia di migliaia di unità di misura diverse. Anche in Italia c'erano il braccio fiorentino, la canna napoletana, il piede veneto, la pertica milanese, tutti differenti.

Questo caos creava problemi continui: i commercianti si facevano imbrogliare, gli ingegneri e gli scienziati non riuscivano a confrontare i risultati, e i contadini si lamentavano di essere truffati dai signori, che usavano misure più grandi quando riscuotevano le tasse e più piccole quando pagavano. Chi governava capiva che servivano misure uguali per tutti.

«Per tutti i tempi, per tutti i popoli»

Con la Rivoluzione francese l'occasione arrivò. Nel 1790 l'Assemblea nazionale incaricò l'Accademia delle scienze di inventare un sistema nuovo, razionale, semplice e uguale per tutti. Della commissione facevano parte alcuni dei più grandi scienziati dell'epoca: il chimico Antoine Lavoisier, i matematici Pierre-Simon Laplace e Joseph-Louis Lagrange, il marchese di Condorcet. Decisero che le misure dovevano basarsi su qualcosa di naturale e di invariabile, che non dipendesse dal re o da un paese: la Terra stessa. Lo slogan era: «Per tutti i tempi, per tutti i popoli».

Fu stabilito che l'unità di lunghezza, il metro, fosse la decimilionesima parte della distanza tra il polo Nord e l'equatore, misurata lungo il meridiano che passa per Parigi. Gli altri valori sarebbero stati derivati dal metro in modo decimale, cioè a gruppi di dieci: per il volume, il litro sarebbe stato un decimetro cubo; per il peso, il chilogrammo sarebbe stato il peso di un litro d'acqua pura. Per i multipli e i sottomultipli si sarebbero usati prefissi fissi: chilo, etto, deca, deci, centi, milli.

Misurare la Terra

Per stabilire quanto fosse lungo davvero il metro, nel 1792 due astronomi, Jean-Baptiste Delambre e Pierre Méchain, partirono per misurare un grande tratto del meridiano, da Dunkerque, sul Mare del Nord, fino a Barcellona, in Spagna, con un metodo chiamato triangolazione: misurando gli angoli tra torri, campanili e cime di colline, e calcolando le distanze con la trigonometria. Fu un'impresa avventurosa, che durò sette anni, tra guerre, arresti, malattie e sospetti: in diversi paesi gli scienziati furono scambiati per spie, e Méchain si tormentò per anni per un piccolo errore di misura che aveva scoperto, e che tenne segreto.

Nel frattempo, il 7 aprile 1795 (18 germinale dell'anno III del calendario rivoluzionario) la legge adottò ufficialmente il sistema metrico decimale. Nel 1799 si fabbricarono i campioni definitivi in platino del metro e del chilogrammo, che furono depositati negli Archivi di Francia. Nel frattempo furono scolpite nel marmo, in alcune strade di Parigi, due «metri-campione» perché i cittadini potessero confrontarli con i loro metri: se ne conserva ancora uno, in rue de Vaugirard.

L'accoglienza

L'abitudine, però, non cambia in un giorno. La gente continuò a usare le vecchie misure, e nel 1812 Napoleone dovette permettere di nuovo l'uso delle misure tradizionali, in versione metrica (con i vecchi nomi ma valori legati al metro). Solo nel 1837 il sistema metrico divenne obbligatorio in Francia. Il Regno di Sardegna lo adottò nel 1845, e l'Italia unita lo estese a tutto il paese nel 1861. Nel 1875 diciassette paesi firmarono la Convenzione del metro, e fu creato a Sèvres, vicino a Parigi, un ufficio internazionale dei pesi e delle misure, che custodisce i campioni.

Perché successe

Il sistema metrico nacque dal bisogno di semplicità e di giustizia nel commercio, e dalla fiducia illuminista nella ragione: se le leggi della natura sono valide per tutti, perché non anche le misure? La rivoluzione, che voleva cancellare le differenze e i privilegi, offrì l'occasione politica per farlo.

Fu possibile grazie alla scienza dell'epoca, capace di misurare la Terra e di costruire strumenti precisi, e a una comunità di scienziati che lavorarono in modo coordinato, nonostante la guerra.

Cosa cambiò

Il sistema metrico è oggi usato in quasi tutto il mondo, ed è la lingua comune di scienziati, ingegneri e commercianti. Nel 1960 è stato aggiornato nel «Sistema internazionale di unità» (SI). Le definizioni sono cambiate: dal 1983 il metro è definito come la distanza percorsa dalla luce nel vuoto in un tempo molto breve (un duecentonovantanovemilioni settecentonovantaduemilaquattrocentocinquantottesimo di secondo), e dal 2019 anche il chilogrammo non dipende più da un cilindro di platino, ma da una costante della fisica.

I paesi che non l'hanno adottato del tutto, come gli Stati Uniti, che usano ancora miglia, libbre e galloni, lo sanno bene: il sistema metrico è comodo, perché è decimale. Una confusione di unità può essere perfino pericolosa: nel 1999 la sonda spaziale americana Mars Climate Orbiter andò perduta perché un gruppo di tecnici aveva usato unità metriche e un altro unità americane.

Il 20 maggio, anniversario della Convenzione del metro, si celebra ogni anno la Giornata mondiale della metrologia, la scienza delle misure.

Persone e luoghi chiave

Persone

Antoine Lavoisier
Chimico francese (1743-1794): membro della commissione che definì il nuovo sistema di misure.
Pierre-Simon Laplace
Matematico e astronomo francese (1749-1827): partecipò alla definizione del sistema metrico.
Jean-Baptiste Delambre
Astronomo francese (1749-1822): misurò il meridiano da Dunkerque a Barcellona.
Pierre Méchain
Astronomo francese (1744-1804): misurò la parte meridionale del meridiano.
Charles-Maurice de Talleyrand
Vescovo e politico francese (1754-1838): nel 1790 propose all'Assemblea di creare un sistema di misure uniforme.

Luoghi

Sèvres, vicino a Parigi
La sede dell'Ufficio internazionale dei pesi e delle misure, che custodisce i campioni.
Rue de Vaugirard, Parigi
Dove si conserva ancora un «metro-campione» in marmo del 1796.

Da sapere

  • Nella Francia del Settecento esistevano centinaia di migliaia di unità di misura diverse, secondo alcune stime.
  • Il metro doveva essere la decimilionesima parte della distanza tra il Polo Nord e l'equatore.
  • Il chilogrammo fu definito come il peso di un litro d'acqua.
  • Nel 1999 una sonda americana su Marte andò persa perché si erano confuse le unità metriche con quelle americane.
  • Dal 2019 il chilogrammo è definito a partire da una costante della fisica, e non più da un cilindro di platino.

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