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10 · Rivoluzioni vita quotidiana

Movimento operaio

circa 1864 Londra, Inghilterra (e le città industriali d'Europa)

In breve

Con le fabbriche nacque un nuovo gruppo di lavoratori: gli operai, che spesso lavoravano dodici o quattordici ore al giorno per paghe basse, a volte fin da bambini. Per difendersi cominciarono a unirsi in società di mutuo soccorso e sindacati, e a usare lo sciopero. Nel 1864 a Londra nacque l'Associazione internazionale dei lavoratori, che riuniva operai di vari Paesi. Tra le richieste più importanti c'era la giornata di otto ore.

Perché è importante Molti diritti del lavoro di oggi, come le ferie e i limiti all'orario, sono il risultato di quelle lotte.

Fonte: Treccani, voce «Movimento operaio»

Illustrazione: Movimento operaio (Londra, Inghilterra (e le città industriali d'Europa))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Movimento operaio: Londra, Inghilterra (e le città industriali d'Europa)
Dove: Londra, Inghilterra (e le città industriali d'Europa)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Fabbriche e quartieri operai

Con la Rivoluzione industriale, tra il Settecento e l'Ottocento, milioni di persone lasciarono le campagne per andare a lavorare nelle fabbriche, nelle miniere e nei cantieri delle nuove città. Le condizioni di vita erano durissime. Si lavorava dodici, quattordici, perfino sedici ore al giorno, sei giorni su sette, per una paga bassa. Le macchine non avevano protezioni, e gli incidenti erano frequenti. Nelle filande e nelle miniere lavoravano anche i bambini, a volte a sei o sette anni, perché costavano poco e potevano infilarsi in posti stretti. Le famiglie vivevano ammassate in quartieri affollati e malsani, con poca acqua pulita e molte malattie.

Chi lavorava non aveva nessun diritto: se si ammalava o si faceva male, era licenziato; se protestava, rischiava la prigione. In molti paesi le associazioni di lavoratori erano vietate: in Inghilterra, per esempio, le «leggi sulle coalizioni» furono abolite soltanto nel 1824.

Le prime proteste

I lavoratori cominciarono a organizzarsi. All'inizio ci furono rivolte spontanee, come quella dei «luddisti», che nel 1811-16 in Inghilterra distrussero le macchine che li lasciavano senza lavoro. Poi nacquero i primi sindacati, le «trade unions», e le società di mutuo soccorso, in cui i lavoratori versavano piccole somme per aiutarsi in caso di malattia o di disoccupazione. Nel 1844, a Rochdale, in Inghilterra, secondo la tradizione ventotto operai fondarono la più famosa cooperativa di consumo, un negozio dove si vendeva a prezzi giusti e i profitti erano divisi tra i soci.

Gli operai chiesero anche il diritto di voto: negli anni Trenta e Quaranta, in Inghilterra, il movimento dei «cartisti» presentò al Parlamento una «Carta del popolo» con milioni di firme, per chiedere il suffragio per tutti gli uomini. Alcune leggi migliorarono un poco la condizione dei lavoratori: nel 1833 il Parlamento inglese limitò il lavoro dei bambini nelle fabbriche tessili, e nel 1847 fu approvata la legge delle dieci ore per donne e ragazzi.

L'Internazionale

Il 28 settembre 1864, in una sala di Londra, la St Martin's Hall, si riunirono delegati inglesi, francesi, italiani, tedeschi, per fondare l'Associazione internazionale dei lavoratori, detta poi «Prima Internazionale». L'idea era unire gli operai di tutti i paesi, perché i problemi erano gli stessi e i padroni, diceva, collaboravano oltre i confini: ad esempio, quando c'erano scioperi, potevano far venire altri lavoratori dall'estero. Il «Discorso inaugurale» fu scritto da un filosofo tedesco che viveva a Londra, Karl Marx, e finiva con lo slogan: «Proletari di tutti i paesi, unitevi!».

L'Internazionale ebbe decine o centinaia di migliaia di iscritti, e un'influenza molto più grande, ma fu divisa da contrasti tra le correnti: i seguaci di Marx, che volevano la conquista del potere politico, e quelli del russo Michail Bakunin, anarchico, che rifiutava ogni stato. Dopo la Comune di Parigi del 1871, un governo rivoluzionario durato poche settimane e finito nel sangue, fu perseguitata dai governi e si sciolse nel 1876.

Dopo l'Internazionale

Il movimento operaio continuò a crescere. Nel 1889 nacque a Parigi una Seconda Internazionale, che scelse il 1° maggio come giornata di lotta per le otto ore di lavoro, in ricordo di uno sciopero a Chicago nel 1886 finito con morti e condanne. Da allora il 1° maggio è la festa dei lavoratori. In molti paesi nacquero partiti socialisti e sindacati: in Italia il Partito socialista fu fondato a Genova nel 1892, grazie a Filippo Turati e ad Anna Kuliscioff, e nel 1891 era nata a Milano la prima Camera del lavoro.

Ci furono scioperi, anche duri, e repressioni. Ma pian piano le richieste furono accolte: leggi sul lavoro dei minori, sul riposo settimanale, sugli infortuni, e le prime assicurazioni sociali e le pensioni, introdotte negli anni Ottanta dal cancelliere tedesco Bismarck, per limitare il consenso ai socialisti.

Perché successe

Il movimento operaio nacque dalle condizioni terribili di vita e di lavoro create dall'industrializzazione, e dalla consapevolezza dei lavoratori che, uniti, potevano ottenere di più. Le idee dei socialisti, dei cooperatori e degli anarchici davano a quella rabbia una direzione e un progetto.

Contarono anche le migliori comunicazioni: i giornali, i treni e il telegrafo permisero ai lavoratori di paesi diversi di scambiarsi notizie e di fare causa comune.

Cosa cambiò

Il movimento operaio cambiò profondamente la società. Grazie alle lotte dei lavoratori, e al lavoro di riformatori e di politici, furono conquistati diritti che oggi ci sembrano normali: la giornata di otto ore, il riposo domenicale, le ferie, la sicurezza sul lavoro, le pensioni, l'assistenza sanitaria, il divieto del lavoro dei bambini, il diritto di sciopero e di organizzarsi in sindacati, il voto per tutti.

In Italia, la Costituzione del 1948 dice, nell'articolo 1, che «l'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro», e riconosce la libertà sindacale e il diritto di sciopero. Nel 1970 lo Statuto dei lavoratori rafforzò le tutele nelle fabbriche.

Oggi i problemi sono diversi: lavoro precario, diritti dei lavoratori delle piattaforme digitali, sicurezza, parità di salario tra uomini e donne. Ma la storia dei lavoratori ricorda che i diritti non sono mai garantiti per sempre, e che molti sono frutto di battaglie lunghe e difficili.

Persone e luoghi chiave

Persone

Karl Marx
Filosofo ed economista tedesco (1818-1883): scrisse il discorso inaugurale della Prima Internazionale.
Friedrich Engels
Filosofo e industriale tedesco (1820-1895): amico e collaboratore di Marx.
Michail Bakunin
Rivoluzionario russo (1814-1876): fondatore dell'anarchismo moderno, rivale di Marx nell'Internazionale.
Filippo Turati
Politico e giornalista italiano (1857-1932): fondatore del Partito socialista.
Anna Kuliscioff
Rivoluzionaria e medico di origine russa (1857-1925): una delle fondatrici del socialismo italiano.

Luoghi

St Martin's Hall, Londra
La sala dove nel 1864 fu fondata la Prima Internazionale.
Genova
La città dove nacque, nel 1892, il Partito socialista italiano.

Da sapere

  • La Prima Internazionale fu fondata a Londra il 28 settembre 1864.
  • Il 1° maggio è la festa dei lavoratori in ricordo delle lotte per le otto ore di lavoro.
  • I primi sindacati inglesi erano vietati fino al 1824.
  • La cooperativa di consumo più famosa nacque a Rochdale nel 1844.
  • L'articolo 1 della Costituzione italiana dice che la Repubblica è «fondata sul lavoro».

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