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10 · Rivoluzioni politica

Congresso di Vienna

1815 Vienna, Austria

In breve

Dopo la sconfitta di Napoleone, i rappresentanti delle grandi potenze europee si riunirono a Vienna per ridisegnare la carta d'Europa. Il congresso, guidato dal ministro austriaco Metternich, durò dall'autunno del 1814 al giugno del 1815, tra trattative e feste da ballo. Molti sovrani tornarono sul trono, e l'Italia fu di nuovo divisa in più Stati, con l'Austria padrona del Lombardo-Veneto. Pochi giorni dopo la firma, Napoleone fu sconfitto definitivamente a Waterloo.

Perché è importante Per decenni l'Europa visse nell'ordine voluto a Vienna, e proprio contro quell'ordine nacquero i moti per la libertà e l'indipendenza.

Fonte: Treccani, voce «Vienna, Congresso di»

Illustrazione: Congresso di Vienna (Vienna, Austria)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Congresso di Vienna: Vienna, Austria
Dove: Vienna, Austria

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Dopo la tempesta

Nell'aprile 1814 Napoleone si era arreso, e l'Europa, dopo oltre vent'anni di guerre quasi ininterrotte, respirò. Ma c'erano molti problemi da risolvere. Che cosa fare della Francia? Come dividere i territori conquistati e riconquistati? Come evitare che una nuova rivoluzione o un nuovo conquistatore scatenasse un'altra guerra? Per decidere, i sovrani e i ministri dei paesi vincitori si diedero appuntamento a Vienna, la capitale dell'impero austriaco, nell'autunno del 1814.

Fu un evento senza precedenti: arrivarono imperatori, re, principi e diplomatici da quasi tutta Europa, con un seguito di segretari, cuochi, musicisti, camerieri. Il padrone di casa era l'imperatore d'Austria, Francesco I, ma a guidare i lavori c'era il suo ministro degli Esteri, il principe Klemens von Metternich. Ci furono i rappresentanti della Russia, con lo zar Alessandro I in persona, della Prussia, della Gran Bretagna, con lord Castlereagh, e della Francia sconfitta, con un abilissimo diplomatico, Charles-Maurice de Talleyrand.

Danze e trattative

Il congresso, che durò da settembre 1814 a giugno 1815, fu famoso per i suoi balli, le feste, i concerti e le cacce: a Vienna c'era una vita sociale intensa. Un vecchio principe, Charles de Ligne, scherzò dicendo: «Il congresso danza, ma non cammina». In realtà le feste servivano anche a creare occasioni di incontro, e a raccogliere confidenze, perché dietro le quinte si discuteva molto. Le trattative vere avvenivano in piccole riunioni riservate dei rappresentanti delle potenze maggiori.

I vincitori si ispirarono a tre principi. Il primo era la «legittimità»: i sovrani cacciati dalla rivoluzione e da Napoleone dovevano tornare sui loro troni, perché erano i «legittimi» per diritto di nascita. Il secondo era l'equilibrio: nessuna potenza doveva diventare tanto forte da dominare le altre. Il terzo, un compenso: i paesi che avevano combattuto contro Napoleone dovevano ottenere territori in cambio.

Le decisioni

La Francia tornò ai confini del 1790-1792, con il re Luigi XVIII, fratello di Luigi XVI, sul trono. Talleyrand, con grande abilità, evitò che fosse trattata troppo duramente, e anzi la rimise tra le grandi potenze. Intorno alla Francia furono rafforzati i paesi confinanti: i Paesi Bassi furono uniti al Belgio in un solo regno, il Piemonte si ingrandì con Genova. La Prussia ottenne territori in Renania e in Sassonia; la Russia, gran parte della Polonia; la Gran Bretagna, colonie importanti, tra cui il Capo di Buona Speranza e Malta; la Svizzera fu dichiarata neutrale.

In Germania, dove prima c'erano centinaia di stati, fu creata una Confederazione di trentanove stati, guidata dall'Austria. In Italia, l'antico ordine fu in gran parte restaurato, ma diviso in tanti stati: il Regno di Sardegna, nel nord-ovest; il Lombardo-Veneto, sotto l'Austria; i ducati di Parma, di Modena e di Lucca; il Granducato di Toscana; lo Stato pontificio, al centro; il Regno delle Due Sicilie, al sud. Il Regno d'Italia di Napoleone fu cancellato, e l'Austria divenne il potere dominante nella penisola.

Il Congresso condannò anche, in una dichiarazione, la tratta degli schiavi, e stabilì la libera navigazione sui grandi fiumi e le regole per i diplomatici. Poco dopo, nel settembre 1815, lo zar, l'imperatore d'Austria e il re di Prussia firmarono la «Santa Alleanza», un patto per difendere insieme i principi cristiani e l'ordine contro nuove rivoluzioni.

La Restaurazione

Questo periodo, in cui si cercò di riportare l'Europa all'ordine di prima della rivoluzione, è chiamato «Restaurazione». Le grandi potenze si incontrarono regolarmente per risolvere le crisi e intervenire contro i moti rivoluzionari: fu il «Concerto europeo». Ma la Restaurazione non riuscì a cancellare del tutto le idee nuove: il desiderio di libertà, di costituzioni e di indipendenza nazionale restava vivo, e si espresse in società segrete come la Carboneria, e in moti rivoluzionari nel 1820-21, nel 1830-31 e nel 1848.

Perché successe

Il Congresso di Vienna nacque dalla fine delle guerre napoleoniche e dalla paura delle monarchie europee di nuove rivoluzioni. I governanti volevano costruire un ordine stabile, evitando i due pericoli del periodo: le idee rivoluzionarie e le ambizioni di un paese troppo potente.

Fu guidato da diplomatici esperti, come Metternich, che era convinto che la pace dipendesse dall'equilibrio tra le grandi potenze. L'esperienza della guerra aveva spaventato tutti.

Cosa cambiò

Il sistema creato a Vienna garantì per quasi un secolo una pace relativa tra le grandi potenze europee: non ci fu una guerra generale in Europa fino al 1914, anche se ci furono guerre più piccole, come quella di Crimea (1853-56). Per molti storici fu uno dei periodi di diplomazia più riusciti.

Ma ignorò i desideri dei popoli: spostò territori e popolazioni senza chiedere il loro parere, come accadde in Italia e in Polonia. Questo alimentò i movimenti nazionali e liberali, che avrebbero portato all'unità d'Italia, all'unificazione della Germania e alla nascita di nuovi stati nell'Ottocento.

Anche oggi, quando si parla di accordi tra grandi potenze o di ordine mondiale, si ricorda il «sistema di Vienna» come esempio, buono e cattivo, di come si può cercare di mantenere l'equilibrio.

Persone e luoghi chiave

Persone

Klemens von Metternich
Diplomatico austriaco (1773-1859): ministro degli Esteri e guida del Congresso.
Charles-Maurice de Talleyrand
Diplomatico francese (1754-1838): rappresentò la Francia sconfitta e la riportò tra le grandi potenze.
Robert Stewart, visconte di Castlereagh
Ministro degli Esteri britannico (1769-1822): fu tra i protagonisti dell'accordo.
Alessandro I
Zar di Russia (1777-1825): partecipò di persona al congresso e promosse la Santa Alleanza.
Francesco I d'Austria
Imperatore d'Austria (1768-1835): ospitò il congresso a Vienna.

Luoghi

Vienna, Austria
La capitale dell'impero austriaco, sede del congresso nel 1814-15.
Palazzo dell'Hofburg, Vienna
La residenza imperiale dove si svolsero feste e riunioni.

Da sapere

  • Al Congresso di Vienna partecipò anche lo zar di Russia, Alessandro I, di persona.
  • Il principe de Ligne scherzò: «Il congresso danza, ma non cammina».
  • Dopo il Congresso la Svizzera fu dichiarata un paese neutrale.
  • In Italia dopo il Congresso c'erano otto stati principali.
  • Non ci fu una guerra generale in Europa fino al 1914.

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