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Prime rocce terrestri

circa 4,4 miliardi di anni fa Jack Hills, Australia occidentale

In breve

Minuscoli cristalli di zircone trovati a Jack Hills, in Australia, hanno circa 4,4 miliardi di anni. Sono sopravvissuti anche se le rocce che li contenevano sono state trasformate o distrutte. La loro composizione offre indizi sulla crosta e sull'acqua della Terra giovanissima.

Perché è importante Sono alcune delle testimonianze materiali più antiche conservate dal nostro pianeta.

Fonte: Università del Wisconsin-Madison, «Oldest bit of crust firms up idea of a cool early Earth»

Illustrazione: Prime rocce terrestri (Jack Hills, Australia occidentale)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Prime rocce terrestri: Jack Hills, Australia occidentale
Dove: Jack Hills, Australia occidentale

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Cercare un sasso che ricordi tutto

Immagina di dover scoprire com'era la tua città mille anni fa, ma di avere solo pochi frammenti di mattone sparsi qua e là. Gli scienziati che studiano la Terra appena nata sono nella stessa situazione. Il pianeta è un luogo in continuo cambiamento: i continenti si muovono, le rocce sprofondano nel mantello e si fondono, i vulcani ne portano fuori di nuove, la pioggia e il vento consumano le montagne. Per questo, delle rocce dei primi 500 milioni di anni di vita della Terra non è rimasto quasi nulla.

Tra le rocce più antiche conosciute oggi in un unico pezzo c'è lo gneiss di Acasta, nel nord del Canada, di circa 4 miliardi di anni (per alcuni studi la cintura di Nuvvuagittuq, sempre in Canada, è ancora più vecchia, ma la sua età è discussa). Ma esistono frammenti ancora più vecchi: minuscoli cristalli, grandi meno di un millimetro, trovati nelle colline di Jack Hills, nell'Australia occidentale. Sono cristalli di zircone, un minerale che si forma dal magma, e hanno circa 4,4 miliardi di anni.

Lo zircone: una capsula del tempo

Lo zircone è uno dei materiali più resistenti della natura. Quando si forma, nella sua struttura entra un po' di uranio, ma non il piombo. Nel tempo l'uranio, che è radioattivo, si trasforma lentamente in piombo, a un ritmo che gli scienziati conoscono con precisione. Misurando quanto uranio e quanto piombo ci sono in un cristallo, si ricava quanto tempo è passato da quando si è formato, come con una clessidra. Il cristallo resiste al calore, agli urti e perfino alle trasformazioni chimiche: spesso sopravvive anche quando la roccia che lo conteneva viene distrutta.

Gli zirconi di Jack Hills non si trovano nella roccia in cui sono nati. Sono granelli che l'acqua portò altrove, miliardi di anni fa, e che finirono intrappolati in sabbie che poi si trasformarono in una roccia chiamata conglomerato. Questa roccia ha circa 3 miliardi di anni, ma i granelli al suo interno sono molto più vecchi. Il più antico è stato datato nel 2001 da un gruppo di ricercatori guidati da Simon Wilde, dell'Università Curtin in Australia, che trovò l'età di circa 4,4 miliardi di anni, cioè solo 150 milioni di anni dopo la formazione della Terra. Nel 2014 un altro gruppo, guidato da John Valley dell'Università del Wisconsin, ha ripetuto la misura con tecniche molto precise e ha confermato che il cristallo ha 4,4 miliardi di anni.

Che cosa ci raccontano

Non sono soltanto un'età. Ogni cristallo porta con sé indizi sul luogo in cui è nato. Nello zircone di Wilde e colleghi la quantità di certi tipi di ossigeno indica che il magma da cui si formò aveva a che fare con rocce che avevano interagito con acqua liquida. Se è così, già 4,4 miliardi di anni fa sulla Terra c'era una crosta solida e c'era acqua sulla superficie. Questo ha cambiato l'immagine che gli scienziati avevano del pianeta appena nato: non solo un inferno di lava, ma un mondo forse più fresco di quanto si pensasse.

Come sempre in scienza, la conclusione è una conclusione prudente. Qualche ricercatore discute l'interpretazione dell'ossigeno e la data di alcune fasi, e studia se la crosta fosse sottile e instabile, ricoperta da oceani poco profondi. Quello che è certo è che questi granelli sono tra le cose più antiche mai toccate dall'uomo, e che sono più giovani soltanto dei meteoriti e delle rocce portate dalla Luna.

Una collina e tanta pazienza

Jack Hills è una catena di basse colline nella regione di Murchison, nel deserto dell'Australia occidentale. Per trovare i cristalli, i geologi raccolgono rocce, le frantumano e separano i minerali pesanti, poi guardano ogni granello al microscopio. Su centinaia di migliaia di granelli, solo una piccola parte ha più di 4 miliardi di anni. Servono occhio, pazienza e strumenti come lo spettrometro di massa a ioni, che può analizzare un cristallo grande come la punta di uno spillo, senza distruggerlo del tutto.

Perché successe

Le rocce dei primi tempi sono scomparse perché la Terra è un pianeta vivo. Le placche tettoniche si muovono e le rocce della crosta, tirate giù nel mantello, si fondono e diventano rocce nuove. Anche l'erosione, cioè il lavoro di acqua, vento e ghiaccio, le riduce in sabbia e fango. In miliardi di anni è un processo quasi completo.

Alcuni materiali però riescono a sopravvivere. Lo zircone è durissimo e il suo reticolo cristallino non lascia entrare il piombo, quindi l'orologio dell'uranio resta affidabile. È per questo che i granelli di zircone sono diventati il principale strumento per datare le rocce più antiche.

Il caso ha fatto il resto: alcuni granelli antichi furono trasportati dall'acqua e protetti in un conglomerato, e solo quella roccia a Jack Hills è rimasta in superficie per essere scoperta.

Cosa cambiò

Gli zirconi di Jack Hills hanno cambiato la storia che si racconta sulla Terra primitiva. Prima si pensava che nei primi 500 milioni di anni il pianeta fosse un luogo infernale, colpito da asteroidi e coperto di magma. Oggi molti scienziati pensano che la crosta e gli oceani siano apparsi presto e che il pianeta potesse essere più ospitale di quanto si credesse.

Questo ha riaperto la domanda su quando sia nata la vita. Se acqua liquida e crosta c'erano già 4,4 miliardi di anni fa, la vita avrebbe avuto più tempo per cominciare. Alcuni ricercatori hanno studiato il carbonio racchiuso in uno zircone di Jack Hills, per cercare tracce chimiche di organismi viventi, ma quelle prove sono molto discusse.

I metodi per datare i granelli sono usati ogni giorno per studiare i continenti, le montagne e i meteoriti. Lo stesso principio, uranio che diventa piombo, serve per datare le rocce di tutto il mondo e per costruire la scala del tempo geologico che usiamo in tutta questa era.

Persone e luoghi chiave

Persone

Simon Wilde
Geologo australiano dell'Università Curtin (Perth). Nel 2001 guidò il gruppo che datò lo zircone di 4,4 miliardi di anni.
John Valley
Geologo americano dell'Università del Wisconsin. Nel 2014 confermò l'età di 4,4 miliardi di anni con una tecnica che conta gli atomi di piombo uno a uno.
Clair Patterson
Geochimico americano che per primo, con il piombo, misurò con precisione l'età della Terra.

Luoghi

Jack Hills, Australia occidentale
Basse colline nella regione di Murchison, dove si trovano gli zirconi più antichi conosciuti.
Acasta, Territori del Nord-Ovest (Canada)
Qui affiorano gli gneiss di Acasta, tra le rocce più antiche conservate in un unico blocco, con circa 4 miliardi di anni.
Università Curtin, Perth
Il laboratorio dove i geologi misurano l'età dei cristalli con uno strumento chiamato SHRIMP.

Da sapere

  • Lo strumento usato per datare lo zircone si chiama SHRIMP, che in inglese vuol dire «gambero», ma è l'abbreviazione di un lungo nome tecnico.
  • I cristalli di zircone di Jack Hills sono più piccoli di un millimetro: per cercarli servono microscopi e molte settimane di lavoro.
  • L'uranio-238 dimezza la sua quantità ogni 4,5 miliardi di anni circa, un tempo quasi uguale all'età della Terra: per questo è l'orologio ideale per le rocce più antiche.
  • Lo zircone è anche una pietra preziosa: i suoi cristalli trasparenti si usano nei gioielli, e non vanno confusi con la «zirconia cubica», un materiale artificiale.
  • Per decidere se un cristallo è antico o no, i ricercatori ne guardano l'interno con una luce speciale, che mostra anelli di crescita come quelli di un albero.

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