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Formazione del Sistema solare

circa 4,6 miliardi di anni fa Il Sistema solare

In breve

Circa 4,6 miliardi di anni fa una nube di gas e polveri cominciò a ruotare e a schiacciarsi in un disco. Al centro si accese il giovane Sole; nel disco, granelli e rocce si urtarono e si aggregarono. Da questi materiali nacquero pianeti, lune, asteroidi e comete.

Perché è importante Spiega perché i pianeti orbitano nello stesso sistema e condividono un'origine comune.

Fonte: NASA, «Solar System: Facts»

Illustrazione: Formazione del Sistema solare (Il Sistema solare)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Una nube che cominciò a girare

Circa 4,6 miliardi di anni fa, in un punto del disco della Via Lattea, c'era una grande nube fredda di gas e polveri. Era fatta soprattutto di idrogeno e di elio, ma conteneva anche tracce degli elementi pesanti prodotti dalle stelle morte prima. Per qualche motivo, forse perché una stella vicina era esplosa e aveva dato una spinta, o perché la nube si era semplicemente addensata, una sua parte cominciò a cadere su se stessa. La gravità, ancora una volta, fu la protagonista.

Man mano che la nube si stringeva, girava sempre più in fretta, come una pattinatrice che chiude le braccia. Una nube che gira non si raccoglie in una palla: si schiaccia in un disco, con un rigonfiamento al centro. Gli scienziati la chiamano «nebulosa solare». L'idea che il Sistema solare sia nato così è antica: la propose già il filosofo Immanuel Kant nel 1755 e la riprese il matematico francese Pierre-Simon Laplace nel 1796.

Il Sole al centro

Quasi tutta la massa della nube, oltre il 99 per cento, scivolò verso il centro e formò il Sole. Con il peso, il centro si scaldò sempre di più, finché la temperatura fu così alta da far cominciare la fusione dell'idrogeno. Da quel momento il Sole divenne una vera stella. Oggi ha una vita già a metà: tra circa cinque miliardi di anni esaurirà l'idrogeno del nucleo e diventerà una gigante rossa.

Intorno al Sole restò un disco di gas e polvere. Nel disco i granelli si urtavano e si attaccavano gli uni agli altri, e diventavano sassolini, poi sassi, poi corpi grandi come montagne, chiamati planetesimi. I planetesimi più grandi attiravano gli altri con la loro gravità e crescevano sempre di più. I pianeti giganti si formarono in pochi milioni di anni, che sono pochissimi per l'astronomia; quelli rocciosi ci misero qualche decina di milioni di anni.

Pianeti rocciosi e pianeti giganti

Vicino al Sole faceva troppo caldo perché il ghiaccio potesse restare solido. Lì si formarono quindi pianeti piccoli e rocciosi: Mercurio, Venere, la Terra e Marte. Più lontano, oltre una distanza che si chiama «linea del ghiaccio», l'acqua era ghiacciata e c'era molto più materiale solido. Lì i pianeti crebbero tanto da catturare grandi quantità di idrogeno e di elio: nacquero Giove e Saturno, giganti di gas, e più lontano Urano e Nettuno, giganti di ghiaccio.

Non tutto il materiale diventò un pianeta. Tra Marte e Giove restarono moltissimi frammenti, che formano la fascia degli asteroidi: Giove, con la sua gravità, impedì loro di riunirsi in un pianeta. Oltre Nettuno c'è la fascia di Kuiper, con Plutone e tanti corpi di ghiaccio, e molto più lontano si pensa che esista una nube di comete, la nube di Oort. Le comete sono i resti ghiacciati di quel materiale.

Come facciamo a saperlo?

Nessuno c'era, naturalmente, ma le prove sono molte. Le meteoriti più antiche, pezzi di roccia caduti sulla Terra dalla fascia degli asteroidi, hanno un'età che si misura con gli atomi radioattivi: i granelli più vecchi in alcune di esse risalgono a 4,567 miliardi di anni fa e sono considerati i primi solidi del Sistema solare. Inoltre, tutti i pianeti girano intorno al Sole nello stesso senso e quasi sullo stesso piano, come se fossero nati da un unico disco.

Oggi i telescopi, come l'ALMA in Cile, riescono a vedere dischi di polvere intorno a stelle giovani, che sembrano sistemi solari in costruzione. La forma ad anelli di alcuni dischi indica che dentro si stanno già formando i pianeti. Nel frattempo, i satelliti hanno scoperto migliaia di pianeti attorno ad altre stelle, gli esopianeti, e molti sistemi sono molto diversi dal nostro. Questo ha mostrato che la storia del Sistema solare non è l'unica possibile e ha costretto gli scienziati a rivedere i dettagli del modello.

Perché successe

Una nube di gas e polveri resta in equilibrio finché la pressione del gas bilancia la gravità. Per formare un sistema solare serve qualcosa che rompa questo equilibrio. Gli scienziati pensano che la nube sia stata compressa da un evento esterno, forse l'onda d'urto di una supernova vicina, oppure che una zona più densa abbia cominciato a collassare da sola. Un indizio per la prima idea è la presenza nelle meteoriti antiche di tracce di un elemento radioattivo di vita breve, l'alluminio-26, che nasce nelle esplosioni di stelle. Non tutti gli studiosi sono d'accordo.

Una volta cominciato il crollo, la gravità e la rotazione fecero il resto. La rotazione spiega la forma a disco; la gravità fece crescere i corpi grandi a spese dei piccoli. È un processo chiamato accrescimento, che funziona ancora oggi nei dischi attorno alle stelle giovani.

Cosa cambiò

Dalla nebulosa solare nacquero i corpi che vediamo ogni giorno nel cielo e quelli che ci hanno permesso di esistere. Il Sole dà alla Terra la luce e il calore da cui dipendono il clima e quasi tutta la vita. Giove, con la sua enorme gravità, ha deviato o catturato molte comete e asteroidi, e secondo alcuni studiosi ha contribuito a rendere la Terra un po' più tranquilla.

Il Sistema solare è anche il laboratorio nel quale impariamo a capire gli altri. Le sonde spaziali hanno visitato tutti i pianeti: le Voyager, lanciate nel 1977, hanno esplorato i giganti e sono ora fuori dall'area di influenza del Sole, nello spazio tra le stelle. La sonda giapponese Hayabusa2 e la americana OSIRIS-REx hanno riportato a Terra campioni degli asteroidi Ryugu e Bennu: sono materiali rimasti quasi uguali dalla nascita del Sistema solare e raccontano com'era la nube.

Capire come si è formato il nostro sistema aiuta a cercare altri mondi. Gli astronomi sanno che pianeti rocciosi in una zona dove l'acqua può restare liquida, come la Terra, si formano spesso, e cercano su altri sistemi segni di mondi simili al nostro.

Persone e luoghi chiave

Persone

Immanuel Kant
Filosofo tedesco (1724-1804). Nel 1755 propose che il Sistema solare fosse nato da una nube di gas in rotazione.
Pierre-Simon Laplace
Matematico e astronomo francese (1749-1827). Nel 1796 riprese e sviluppò l'ipotesi della nebulosa.
Clair Patterson
Geochimico americano (1922-1995). Nel 1953 misurò l'età della Terra e dei meteoriti (risultato pubblicato nel 1956), circa 4,55 miliardi di anni.

Luoghi

La nebulosa solare
La nube di gas e polveri, schiacciata in un disco, da cui nacquero il Sole e i pianeti.
Fascia degli asteroidi
Regione tra Marte e Giove con milioni di frammenti rocciosi, avanzi dei materiali che non si unirono in un pianeta.
Deserto di Atacama, Cile
Qui si trova l'osservatorio ALMA, che ha ripreso dischi di polvere intorno a stelle giovani in cui stanno nascendo pianeti.

Da sapere

  • Il Sole contiene il 99,86 per cento della massa di tutto il Sistema solare: tutti i pianeti insieme ne fanno meno dell'uno per mille.
  • I granelli più antichi del Sistema solare, nelle meteoriti, sono piccole inclusioni bianche ricche di calcio e alluminio, e hanno 4,567 miliardi di anni.
  • La luce del Sole impiega circa 8 minuti e 20 secondi per arrivare sulla Terra e più di 4 ore per arrivare a Nettuno.
  • Nel 2014 il radiotelescopio ALMA ha fotografato il disco della giovane stella HL Tauri, con anelli scuri che sembrano le tracce di pianeti in formazione.
  • La sonda Voyager 1 è oggi l'oggetto costruito dall'uomo più lontano dalla Terra: ha superato i 25 miliardi di chilometri.

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