Estinzione dei dinosauri non aviari
circa 66 milioni di anni fa Penisola dello Yucatán, Messico
In breve
Circa 66 milioni di anni fa un asteroide largo 10-15 chilometri colpì la zona dell'attuale penisola dello Yucatán, in Messico. La fuliggine sparsa in tutto il mondo ridusse la luce del Sole e sconvolse clima e catene alimentari. Scomparvero i dinosauri non aviari, cioè tutti tranne gli uccelli, mentre mammiferi e altri gruppi superarono la crisi.
Perché è importante L'estinzione chiuse il Mesozoico e liberò molti ambienti nei quali i mammiferi si diversificarono.
Fonte: Natural History Museum (Londra), «How an asteroid ended the age of the dinosaurs»

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura
Il racconto
Un mistero di 150 anni
Che fine hanno fatto i dinosauri? Fin dall'Ottocento, quando si capì che erano esistiti e poi scomparsi, gli scienziati hanno proposto spiegazioni di ogni tipo: il clima troppo caldo o troppo freddo, le malattie, i mammiferi che mangiavano le uova, perfino la noia, dicevano per scherzo. Nessuna convinceva davvero. La svolta arrivò da un posto inatteso: una gola di montagna vicino a Gubbio, in Umbria.
L'argilla di Gubbio
Alla fine degli anni Settanta il geologo americano Walter Alvarez lavorava in Italia, nella Gola del Bottaccione, vicino a Gubbio. Le rocce lì sono calcari rosati formati sul fondo di un mare antico, strato dopo strato, per milioni di anni. Nei calcari più vecchi c'erano tanti fossili di piccoli organismi marini, i foraminiferi; in quelli più recenti ne restavano pochissimi. Fra i due gruppi c'era un sottile strato di argilla, spesso circa un centimetro. Alvarez volle sapere quanto tempo avesse impiegato a depositarsi.
Suo padre, il fisico Luis Alvarez, premio Nobel, suggerì di misurare in quell'argilla un metallo molto raro sulla superficie terrestre, l'iridio, che arriva sulla Terra soprattutto con la polvere cosmica a un ritmo costante. Più iridio c'è, più tempo è passato. Insieme ai chimici Frank Asaro e Helen Michel, i ricercatori trovarono una sorpresa: nell'argilla c'era molto più iridio del normale, decine di volte di più di quanto ce ne fosse nella roccia intorno. Nel 1980 pubblicarono la loro idea sulla rivista Science: quell'iridio non poteva venire dalla polvere accumulata lentamente, ma da un grande asteroide che aveva colpito la Terra, circa 66 milioni di anni fa, e che aveva portato con sé, e disperso nell'aria, una quantità enorme di quel metallo.
L'idea fu accolta con scetticismo. Poi, negli anni, lo stesso strato di iridio fu trovato in decine di altri luoghi del mondo, sempre alla stessa età. Altre prove: piccoli granelli di quarzo con segni di urto violento e minuscole sfere di roccia fusa, solidificatasi in volo.
Il cratere
Se l'asteroide era caduto, doveva aver lasciato un cratere. Fu trovato in Messico, nella penisola dello Yucatán, vicino al villaggio di Chicxulub. Già tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta due geologi della compagnia petrolifera messicana, Antonio Camargo e Glen Penfield, avevano visto in dati geofisici una gigantesca struttura circolare sepolta, ma allora non fu collegata ai dinosauri. All'inizio degli anni Novanta il geologo Alan Hildebrand e i suoi colleghi la identificarono come il cratere cercato. Misura circa 180 chilometri di diametro, ed è in gran parte sotto il mare e sotto i sedimenti. Nel 2016 una spedizione di perforazione internazionale raccolse campioni di roccia dal suo interno, confermando che si formò per un impatto.
L'asteroide che lo creò era largo circa 10-15 chilometri, come una montagna, e arrivò a una velocità di decine di migliaia di chilometri all'ora. L'energia liberata fu superiore a quella di molti miliardi di bombe atomiche.
Che cosa successe dopo
Gli effetti furono di due tipi. Nei primi minuti e nei primi giorni ci furono terremoti, onde di maremoto altissime e una pioggia di rocce fuse che ricadeva su gran parte del pianeta, e probabilmente incendi vicino al luogo dell'impatto. Ma la vera catastrofe fu quella che seguì. Polvere, fuliggine e goccioline di zolfo salirono nell'alta atmosfera e ridussero la luce del Sole per mesi o anni. Senza luce, le piante non riuscirono a fare fotosintesi; i mari si raffreddarono e diventarono più acidi; le catene alimentari crollarono, partendo dal plancton e dalle piante.
Circa tre quarti delle specie viventi scomparvero. Sparirono i grandi rettili marini, i pterosauri, gli ammoniti e tutti i dinosauri non aviari, cioè tutti tranne gli uccelli. Sopravvissero gli animali piccoli, capaci di nascondersi, di scavare o di nutrirsi di semi, di insetti e di resti: piccoli mammiferi, uccelli, coccodrilli, tartarughe, rane. Alcuni scienziati ricordano un altro fattore: negli stessi tempi in India eruttavano i vulcani dei Trappi del Deccan, che con i loro gas potrebbero aver aggravato la crisi. Il peso delle diverse cause è ancora discusso, ma la maggior parte dei ricercatori ritiene l'impatto la causa principale.
Perché successe
La causa è l'impatto di un grande asteroide. Gli asteroidi sono avanzi rocciosi della formazione del Sistema solare, e la maggior parte gira tranquilla tra Marte e Giove. Ogni tanto un urto o l'attrazione di un pianeta cambia l'orbita di uno di loro, e può finire sulla traiettoria della Terra. Uno studio del 2024 sulla composizione chimica del materiale dell'impatto suggerisce che l'asteroide fosse di tipo carbonioso, ricco di carbonio, ma i dettagli sono ancora in studio.
Gli effetti si moltiplicarono perché la roccia colpita, nello Yucatán, era ricca di calcare e di gesso, che contengono zolfo e carbonio. Quando furono vaporizzati finirono nell'alta atmosfera, dove l'effetto sul clima fu più forte.
Alcuni scienziati pensano che i dinosauri fossero già in difficoltà prima dell'impatto, ma il dibattito è aperto: i fossili dell'ultimo periodo sono pochi. Altri sostengono che fossero in pieno successo fino all'ultimo.
Cosa cambiò
La fine dei dinosauri non aviari, 66 milioni di anni fa, chiude il Mesozoico, l'era dei rettili, e inizia il Cenozoico, l'era dei mammiferi. I posti lasciati liberi furono occupati da animali che prima erano rimasti in secondo piano. In pochi milioni di anni i mammiferi si diversificarono e comparvero i primi grandi erbivori e carnivori, e i pipistrelli. Anche gli uccelli si diversificarono molto. Dai mammiferi sopravvissuti discendono, molto tempo dopo, anche i primati e quindi noi.
La scoperta di Alvarez ha cambiato il modo di pensare alla storia della Terra. Prima si credeva che le trasformazioni fossero sempre lente e graduali. Ora si sa che eventi improvvisi e violenti, venuti dallo spazio, possono cambiare il corso della vita. Questa idea ha aperto un nuovo campo, la scienza dei rischi da asteroidi.
Oggi gli astronomi cercano e seguono con i telescopi gli asteroidi che passano vicino alla Terra, e la probabilità di un impatto come quello è molto bassa. Nel 2022 la sonda DART della NASA è stata fatta schiantare contro un piccolo asteroide, Dimorphos: l'esperimento è riuscito, e il tempo che Dimorphos impiega a girare intorno all'asteroide più grande, Didymos, si è accorciato di circa mezz'ora. È la prima volta che l'umanità cambia il moto di un corpo celeste. I dinosauri non avevano questa possibilità.
Persone e luoghi chiave
Persone
- Walter Alvarez
- Geologo americano. Studiò l'argilla di Gubbio e nel 1980 propose con suo padre l'ipotesi dell'asteroide.
- Luis Alvarez
- Fisico americano (1911-1988), premio Nobel nel 1968. Suggerì di misurare l'iridio nell'argilla.
- Alan Hildebrand
- Geologo canadese. Nel 1991 identificò con i colleghi il cratere di Chicxulub.
- Alessandro Montanari
- Geologo italiano che lavorò con Alvarez a Gubbio e contribuì a studiare lo strato di argilla.
Luoghi
- Gola del Bottaccione, Gubbio (Umbria)
- Dove nel 1977-1980 Walter Alvarez trovò l'argilla ricca di iridio che segna la fine del Cretaceo.
- Chicxulub, Yucatán (Messico)
- Villaggio vicino al quale è sepolto il cratere dell'impatto, largo circa 180 chilometri.
- Trappi del Deccan, India
- Immense colate di lava eruttate più o meno negli stessi anni dell'impatto.
- Hell Creek, Montana (Stati Uniti)
- Zona in cui gli strati con i fossili degli ultimi dinosauri sono visibili sotto lo strato dell'impatto.
Da sapere
- Lo strato di argilla di Gubbio è visibile ancora oggi: si può toccare con un dito, e i geologi di tutto il mondo vanno a vederlo.
- Il cratere di Chicxulub fu individuato dalla ricerca di petrolio, prima che si sapesse dell'asteroide.
- Tutti gli uccelli di oggi discendono da un piccolo gruppo di uccelli sopravvissuto all'impatto.
- Il giorno dell'impatto, la roccia fusa schizzata nell'aria ricadde come pioggia di minuscole sfere di vetro: se ne trovano ancora nelle rocce di tutto il mondo.
- Subito sopra lo strato dell'impatto, in molte rocce del Nord America, si trovano moltissime spore di felci: furono tra le prime piante a ricolonizzare la terra devastata.
Per approfondire
- Wikipedia, «Estinzione di massa del Cretaceo-Paleocene» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Cratere di Chicxulub» it.wikipedia.org
- Wikipedia, «Walter Alvarez» it.wikipedia.org
- Treccani, voce «Dinosauri» treccani.it
- Natural History Museum di Londra, Tyrannosaurus rex (in inglese) nhm.ac.uk
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Prima e dopo, nell'era «La Terra prima di noi»
Evento 25 di 25
PrimaBig Bangcirca 13,8 miliardi di anni fa
PrimaPrime stellecirca 13,5 miliardi di anni fa
PrimaNascita della Via Latteacirca 13 miliardi di anni fa
PrimaFormazione del Sistema solarecirca 4,6 miliardi di anni fa
PrimaNascita della Terracirca 4,5 miliardi di anni fa
PrimaFormazione della Lunacirca 4,5 miliardi di anni fa
PrimaPrime rocce terrestricirca 4,4 miliardi di anni fa
PrimaPrimi oceanicirca 4,3 miliardi di anni fa
PrimaPrime forme di vitacirca 3,5 miliardi di anni fa
PrimaFotosintesi dei cianobattericirca 2,7 miliardi di anni fa
PrimaGrande ossidazionecirca 2,4 miliardi di anni fa
PrimaPrime cellule complessecirca 1,8 miliardi di anni fa
PrimaPrimi organismi pluricellularicirca 1 miliardo di anni fa
PrimaFauna di Ediacaracirca 555 milioni di anni fa
PrimaEsplosione cambrianacirca 539 milioni di anni fa
PrimaPrime piante sulla terrafermacirca 475 milioni di anni fa
PrimaPrimi pesci con mascellecirca 440 milioni di anni fa
PrimaPrimi insetticirca 400 milioni di anni fa
PrimaPrimi anfibicirca 375 milioni di anni fa
PrimaForeste del Carboniferocirca 320 milioni di anni fa
PrimaGrande estinzione permianacirca 252 milioni di anni fa
PrimaPrimi dinosauricirca 230 milioni di anni fa
PrimaPrimi mammifericirca 225 milioni di anni fa
PrimaPrimi uccellicirca 150 milioni di anni fa
Sei quiEstinzione dei dinosauri non aviaricirca 66 milioni di anni fa
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- Prime stelle
- Nascita della Via Lattea
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- Nascita della Terra
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- Prime forme di vita
- Fotosintesi dei cianobatteri
- Grande ossidazione
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- Esplosione cambriana
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