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Big Bang

circa 13,8 miliardi di anni fa L'Universo intero

In breve

Circa 13,8 miliardi di anni fa l'Universo iniziò a espandersi da uno stato caldissimo e densissimo. Non fu un'esplosione dentro uno spazio vuoto: fu lo spazio stesso a dilatarsi. La luce più antica che possiamo osservare conserva ancora una traccia di quei primi tempi.

Perché è importante È il punto di partenza della storia dell'Universo, della materia e di tutto ciò che verrà dopo.

Fonte: NASA, «Overview» (Universe, storia del cosmo)

Illustrazione: Big Bang (L'Universo intero)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio

Scheda per studiare circa 6 minuti di lettura

Il racconto

Una storia che comincia dal «tutto»

Quando guardi il cielo di notte vedi stelle, la Luna, qualche pianeta. Ma ogni cosa che esiste, dal granello di sabbia al tuo corpo, ha una storia che parte da molto più lontano: dal Big Bang. Gli scienziati stimano che sia avvenuto circa 13,8 miliardi di anni fa. È un numero così grande che è difficile immaginarlo: se ogni anno fosse un secondo, per arrivare a oggi ci vorrebbero più di 400 anni.

Attenzione però al nome. «Big Bang» significa «grande botto», ma non fu uno scoppio come quello di un petardo, e non avvenne in un punto dello spazio. Non c'era uno spazio vuoto dentro cui esplodere: fu lo spazio stesso a cominciare a dilatarsi, ovunque nello stesso momento. Per questo non si può indicare il «luogo» del Big Bang. Il luogo è l'Universo intero, che allora era molto, molto più piccolo.

Caldissimo e densissimo

All'inizio l'Universo era caldissimo e densissimo, una zuppa di energia e di particelle minuscole. Mentre si espandeva, si raffreddava. Nei primi secondi si formarono i quark, che si unirono a formare protoni e neutroni; nei primi minuti protoni e neutroni si legarono nei nuclei dei primi elementi. Ne uscirono soprattutto idrogeno, circa i tre quarti della materia ordinaria in massa, ed elio, circa un quarto, con pochissimo litio. Tutti gli altri elementi, come il carbonio e l'ossigeno, sarebbero arrivati molto dopo, dentro le stelle.

Per centinaia di migliaia di anni l'Universo fu come una nebbia luminosa: la luce non riusciva a viaggiare, perché sbatteva continuamente contro particelle cariche. Circa 380.000 anni dopo l'inizio la temperatura scese abbastanza perché i nuclei catturassero gli elettroni e formassero atomi. A quel punto la nebbia si diradò e la luce poté finalmente correre libera nello spazio.

La luce più antica

Quella luce esiste ancora e arriva fino a noi da ogni direzione. Si chiama radiazione cosmica di fondo. Nel corso di 13,8 miliardi di anni lo spazio si è allungato tanto che questa luce si è «stirata» e oggi non è più visibile, ma è fatta di microonde, con una temperatura di circa 2,7 gradi sopra lo zero assoluto, cioè circa -270 °C. Fu scoperta quasi per caso nel 1964 da due radioastronomi americani, Arno Penzias e Robert Wilson, che cercavano di capire da dove venisse un ronzio fastidioso nella loro grande antenna. Ricevettero per questo il premio Nobel per la fisica nel 1978.

Dalla radiazione di fondo si può leggere la storia dell'Universo come da una vecchia fotografia. I satelliti COBE, WMAP e soprattutto Planck, dell'Agenzia spaziale europea, ne hanno misurato le piccolissime differenze di temperatura. Da quelle macchioline si ricava l'età dell'Universo: Planck ha trovato 13,8 miliardi di anni, con un errore piccolo. Le macchie sono anche i semi da cui, per l'attrazione della gravità, nacquero poi le galassie.

Come si è arrivati a questa idea

L'idea nasce dalla matematica e dalle osservazioni. Nel 1929 l'astronomo americano Edwin Hubble scoprì che le galassie lontane si allontanano da noi, e tanto più in fretta quanto più sono distanti. Qualche anno prima, nel 1927, il sacerdote e fisico belga Georges Lemaître, usando le equazioni della relatività di Einstein, aveva calcolato che l'Universo si stesse espandendo; nel 1931 propose poi che fosse partito da uno stato iniziale molto piccolo e denso, il suo «atomo primordiale». Se oggi tutto si allontana, pensò, in passato tutto doveva essere più vicino.

Il nome «Big Bang» è invece arrivato nel 1949, in una trasmissione radiofonica della BBC, pronunciato dall'astronomo inglese Fred Hoyle, che sosteneva un'altra teoria. Lo disse quasi per scherzo, ma il nome è piaciuto ed è rimasto.

Che cosa non sappiamo

La scienza non ha ancora risposto a tutte le domande. Il Big Bang spiega come l'Universo si è sviluppato a partire da un istante molto antico, ma non dice che cosa ci fosse «prima», e non è nemmeno detto che la parola «prima» abbia senso, perché con l'Universo nacque anche il tempo come lo conosciamo. Gli scienziati studiano anche la materia oscura e l'energia oscura, che insieme sembrano formare la maggior parte dell'Universo ma che nessuno ha ancora visto direttamente. Dire «non lo sappiamo ancora» fa parte del lavoro della scienza.

Il Big Bang è oggi il quadro più solido che abbiamo, perché molte osservazioni indipendenti vanno nella stessa direzione: la fuga delle galassie, la radiazione di fondo e le quantità di idrogeno ed elio. È il punto di partenza della nostra linea del tempo e di ogni cosa che troverai nelle prossime tappe.

Perché successe

Non possiamo parlare di «cause» nel modo in cui lo facciamo per un evento storico, perché il Big Bang è l'inizio stesso dell'Universo come lo conosciamo, e la fisica non sa dire con certezza che cosa lo abbia provocato. Questa è una delle grandi domande ancora aperte.

Quello che sappiamo è perché gli scienziati ci sono arrivati. Hubble vide che le galassie si allontanano; Lemaître e altri mostrarono che questo è ciò che la relatività generale di Einstein permette per un Universo in espansione; Penzias e Wilson trovarono la luce residua prevista dalla teoria. Sono prove che si sostengono a vicenda.

Per spiegare perché l'Universo sia così uniforme e così «piatto», negli anni Ottanta il fisico Alan Guth propose che nelle prime frazioni di secondo ci sia stata una fase di espansione velocissima, chiamata inflazione. Molti scienziati la ritengono una buona ipotesi, ma è ancora in fase di verifica.

Cosa cambiò

Dal Big Bang discende tutto il resto della nostra linea del tempo. L'idrogeno e l'elio dei primi minuti, attratti dalla gravità, si ammassarono in nubi. Da quelle nubi nacquero le prime stelle, poi le galassie e, miliardi di anni più tardi, il Sole e la Terra.

L'idea di un Universo con un inizio e una storia ha cambiato il modo di fare scienza. Prima del Novecento molti pensavano che il cosmo fosse eterno e immutabile; oggi sappiamo che cambia, che ha un'età e che possiamo ricostruirne la biografia. Questo ha dato vita a una scienza intera, la cosmologia.

Oggi gli strumenti sono sempre più potenti. Il telescopio spaziale James Webb, in funzione dal 2022, osserva galassie lontanissime, la cui luce è partita quando l'Universo aveva meno di 500 milioni di anni, e sta mettendo alla prova le nostre idee sui primi tempi. Ogni volta che guardiamo lontano nello spazio guardiamo anche indietro nel tempo, e ogni scoperta può far correggere un pezzo della storia.

Persone e luoghi chiave

Persone

Georges Lemaître
Sacerdote e fisico belga (1894-1966). Fu tra i primi a proporre che l'Universo si espandesse a partire da uno stato iniziale piccolo e denso.
Edwin Hubble
Astronomo americano (1889-1953). Nel 1929 mostrò che le galassie si allontanano da noi, tanto più in fretta quanto più sono lontane.
Arno Penzias e Robert Wilson
Radioastronomi americani che nel 1964 scoprirono per caso la radiazione cosmica di fondo; Nobel per la fisica nel 1978.
Fred Hoyle
Astronomo inglese (1915-2001). Inventò il nome «Big Bang» nel 1949, parlandone in una trasmissione della BBC.

Luoghi

L'Universo intero
Il Big Bang non ha un luogo: avvenne dappertutto, perché lo spazio stesso si dilatò.
Holmdel, New Jersey (Stati Uniti)
Qui, nei laboratori Bell, c'era l'antenna a tromba con cui Penzias e Wilson trovarono il ronzio che era la luce più antica dell'Universo.

Da sapere

  • Una piccola parte del «rumore» bianco che vedevi sullo schermo di vecchi televisori senza antenna era la radiazione cosmica di fondo, cioè luce del Big Bang.
  • Penzias e Wilson pensarono prima che il ronzio fosse dovuto ai piccioni che avevano fatto il nido nell'antenna. Li allontanarono e ripulirono l'antenna, ma il segnale rimase.
  • La luce del Big Bang oggi ha una temperatura di circa -270 °C, appena sotto i 3 gradi sopra lo zero assoluto, il freddo più grande possibile.
  • Il satellite Planck ha lavorato a una temperatura di circa -273 °C, più fredda dello spazio che lo circondava, per riuscire a sentire differenze di temperatura minuscole.
  • L'atomo di idrogeno che c'è nell'acqua del tuo corpo è nato pochi minuti dopo il Big Bang, quasi 14 miliardi di anni fa.

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