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7 · Alto Medioevo scienza e tecnica

Diffusione dell'aratro pesante

circa 1000 Pianure del nord Europa

In breve

Nel nord Europa la terra è spesso argillosa, pesante e umida, difficile da lavorare con il semplice aratro romano. L'aratro pesante aveva ruote, una lama di ferro che tagliava il terreno e un versoio che rovesciava le zolle. Per tirarlo servivano più coppie di buoi o, più tardi, cavalli con un collare rigido che non li soffocava. Intorno all'anno Mille si diffuse in molte regioni, insieme alla rotazione dei campi.

Perché è importante Con raccolti più abbondanti la popolazione europea poté crescere e nacquero nuovi villaggi.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Plow»

Illustrazione: Diffusione dell'aratro pesante (Pianure del nord Europa)
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
Diffusione dell'aratro pesante: Pianure del nord Europa
Dove: Pianure del nord Europa

Scheda per studiare circa 4 minuti di lettura

Il racconto

Due modi di arare la terra

Arare significa aprire la terra in solchi, per seminare e per far respirare il suolo. Nell'antichità, intorno al Mediterraneo, si usava un aratro semplice, detto «aratro leggero» o «aratro a chiodo»: un palo di legno appuntito, a volte con una punta di ferro, trascinato da una coppia di buoi. Graffiava la superficie della terra, ma non la rivoltava. Poiché il terreno mediterraneo è asciutto e leggero, bastava: si arava il campo due volte, in croce, prima di seminare.

Nel Nord dell'Europa, invece, il suolo è molto diverso. Nelle pianure della Germania, della Francia settentrionale, dell'Inghilterra e dei Paesi Bassi la terra è argillosa, pesante, spesso piena d'acqua. Un aratro leggero vi scivolava sopra senza smuoverla davvero, e le piogge abbondanti la trasformavano in fango. I campi migliori, quindi, erano soltanto i terreni più sabbiosi e leggeri, e molta terra buona restava coperta da boschi e da paludi.

Un aratro con tre pezzi di ferro

Già noto in età romana, tra l'alto Medioevo e l'anno Mille si diffuse molto nel Nord un aratro più potente, l'«aratro pesante». Aveva tre parti principali. Davanti c'era il coltro, una lama verticale che tagliava la zolla. Poi c'era il vomere, una lama orizzontale che la staccava dal basso. Infine il versoio, una tavola curva che la sollevava e la rovesciava di lato. Così la terra veniva rivoltata di colpo, e l'erba che c'era sopra finiva sotto, dove marciva e concimava il campo.

Era una macchina grande, spesso con ruote, e molto pesante da tirare. Servivano quattro, sei o anche otto buoi, che pochi contadini possedevano da soli. I vicini mettevano insieme i loro animali e a turno aravano i campi di tutti. Per limitare le manovre, i campi si fecero lunghi e stretti, perché girare l'aratro con tutta la squadra di buoi era faticoso, e così nacquero le lunghe strisce di terra che si vedono ancora in molte campagne europee.

Il lavoro dell'aratore era duro. Un uomo guidava gli animali con una frusta e un pungolo, un altro teneva le stegole, cioè le maniglie dell'aratro, per mantenere il solco dritto. Si arava in autunno e in primavera. Nei calendari illustrati del Medioevo, il mese dell'aratura è spesso rappresentato proprio da un contadino con la squadra di buoi.

Cavalli, collari e ferri

Con l'aratro pesante si affiancarono altre novità. Il collare rigido, appoggiato alle spalle del cavallo, permetteva all'animale di tirare con tutta la forza senza soffocarsi, come accadeva con le vecchie cinghie. I ferri sotto gli zoccoli proteggevano i cavalli sul fango. Il cavallo, più veloce del bue, poteva fare più lavoro. Nel Nord sempre più contadini si servirono di cavalli per arare.

Si cominciò anche a organizzare meglio i campi: invece di lasciare riposare metà della terra ogni anno, si divise in tre parti, una seminata a grano d'inverno, una a orzo, avena o legumi in primavera, una a riposo. Questo sistema, la rotazione triennale, dava più raccolto e permetteva di allevare più animali.

Quanto cambiò davvero?

Un famoso storico americano, Lynn White, scrisse negli anni Sessanta del Novecento che l'aratro pesante aveva cambiato la società europea, favorendo la nascita di villaggi più grandi e di comunità organizzate. Gli storici di oggi sono più cauti: le date e i luoghi della diffusione sono ancora in discussione e molti pensano che i cambiamenti siano stati più lenti e più vari di quanto White immaginasse. Ma molti concordano sul fatto che, tra l'anno Mille e il Duecento, le campagne del Nord produssero più grano di prima, anche perché si misero a coltura terre nuove.

Perché successe

Il terreno argilloso del Nord richiedeva un attrezzo più forte di quello usato nel Mediterraneo. Il clima più mite dopo l'anno Mille e la fine di molte invasioni permisero di mettere a coltura terre nuove e di spostarsi in zone prima abbandonate.

Quando le famiglie contadine impararono a collaborare, mettendo insieme buoi, campi e lavoro, il costoso aratro pesante diventò utilizzabile anche da chi aveva poco.

Cosa cambiò

Si dissodarono boschi e paludi, si fondarono nuovi villaggi e la popolazione crebbe. L'Europa del Nord, un tempo più povera, diventò una delle regioni agricole più ricche e preparò la crescita delle città.

Il raccolto più abbondante nutrì più persone e liberò parte della popolazione dal lavoro nei campi. Nacquero mestieri nuovi, mercati e botteghe, e si sviluppò il commercio.

Il lavoro in comune dei villaggi, con campi aperti e squadre di aratura, creò un'organizzazione collettiva che durò fino all'epoca moderna.

Persone e luoghi chiave

Persone

Il contadino medievale
Lavorava la terra con attrezzi semplici e viveva in villaggi che dividevano buoi e campi.
Lynn White jr.
Storico americano (1907-1987): studiò l'effetto delle innovazioni tecniche sulla società medievale.

Luoghi

Pianure del Nord Europa
Terre argillose e umide, adatte all'aratro pesante: Francia del Nord, Germania, Inghilterra.
Campi aperti
Grandi campi divisi in strisce lunghe, lavorati in comune dai villaggi.

Da sapere

  • Un aratro pesante poteva essere trainato da otto buoi.
  • Il versoio rovescia la zolla, come una pala.
  • Per girare l'aratro serviva molto spazio, e per questo i campi erano lunghi e stretti.
  • Con il collare rigido il cavallo poteva tirare senza soffocarsi.
  • L'aratro mediterraneo non rivoltava la terra: la graffiava soltanto.

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