Vai al contenuto
Storiascopio
IT
Torna a: Alto Medioevo

7 · Alto Medioevo scienza e tecnica

La carta arriva a Samarcanda

circa 751 d.C. Samarcanda (oggi Uzbekistan)

In breve

La carta era stata inventata in Cina molti secoli prima. Una tradizione racconta che nel 751, dopo la battaglia del fiume Talas tra Arabi e Cinesi, alcuni prigionieri cinesi insegnarono a fabbricarla a Samarcanda. Gli storici oggi pensano che sia soprattutto una leggenda, perché in Asia centrale la carta si usava già da tempo. È certo però che Samarcanda diventò famosa per la sua carta e che da lì quest'arte raggiunse Baghdad e tutto il mondo islamico.

Perché è importante La carta costava meno della pergamena e permise di copiare e diffondere molti più libri.

Fonte: Encyclopaedia Britannica, «Paper»

Illustrazione: La carta arriva a Samarcanda (Samarcanda (oggi Uzbekistan))
Illustrazione creata con l'IA per Storiascopio
La carta arriva a Samarcanda: Samarcanda (oggi Uzbekistan)
Dove: Samarcanda (oggi Uzbekistan)

Scheda per studiare circa 5 minuti di lettura

Il racconto

Una città di strade e di commercianti

Samarcanda, nell'attuale Uzbekistan, sorgeva in Asia centrale, in un luogo dove si incontravano le carovane che attraversavano il continente. Passando da lì, viaggiatori e mercanti scambiavano merci, notizie e tecniche. Fu qui, secondo i racconti, che il mondo islamico imparò a fabbricare la carta. In questa scheda parliamo di quel passaggio e di quello che successe dopo, nelle città arabe: della Cina e del lungo viaggio verso l'Europa si parla nella scheda dedicata alla carta nel Medioevo.

Un racconto e un dubbio

Il racconto più noto è questo. Nel 751, dopo la battaglia del fiume Talas, gli Arabi fecero prigionieri alcuni artigiani cinesi esperti di carta. Questi insegnarono il procedimento a Samarcanda, che era stata conquistata dagli Arabi. Il racconto compare in alcune fonti arabe, ma molto tardi, e per questo gli storici di oggi sono cauti: la carta, forse, in Asia centrale si conosceva già. Secondo alcune fonti, gli Arabi vennero a conoscere la carta già nel 637, entrando a Ctesifonte, la capitale dei Persiani, ma ne carpirono il segreto solo nel secolo successivo.

Quello che sappiamo di certo è che Samarcanda divenne famosa per la sua carta. Era fatta con fibre di canapa e di lino, e il suo nome arabo, kaghad, passò a indicare la carta in generale. Poi gli artigiani di Samarcanda scoprirono che usando fibre di cotone si otteneva un foglio più sottile e più fine. Era una carta migliore, più leggera e più facile da trasportare.

Dalla città alla capitale

La carta, a questo punto, era pronta per arrivare dove serviva di più: a Baghdad. Era la capitale dei califfi abbasidi, la dinastia che governò dopo la caduta degli Omayyadi nel 750. Nelle cancellerie e negli uffici dello Stato si scriveva moltissimo: ordini, lettere, registri di tasse, contratti. Fino ad allora si era usato il papiro o la pergamena, materiali costosi e difficili da trovare in grandi quantità.

Intorno al 794-795, al tempo del califfo Harun al-Rashid, le fonti collocano le prime fabbriche di carta a Baghdad (alcune datano al 793, altre al 794). Alla loro nascita contribuirono i Barmecidi, una famiglia persiana di ministri che governava per conto del califfo. Secondo gli storici, nel giro di poco tempo gli uffici dello Stato abbandonarono papiro e pergamena e usarono la carta per registrare gli atti.

Una carta che viaggia

Dopo Baghdad, il mestiere si diffuse. Già nell'VIII secolo la produzione arrivò in Egitto e, nei secoli seguenti, nell'Africa settentrionale. In Siria, le cartiere della città di Manbij producevano una carta che in Europa fu chiamata «carta bombacina». In Sicilia, nel 972, un viaggiatore di nome Ibn Hawqal riferì di avere visto della carta tra gli oggetti a Palermo, e oggi si pensa che anche lì esistesse una produzione sorvegliata dalle autorità.

La Casa della Sapienza

Con la carta diventò più facile copiare e conservare libri. Nello stesso periodo a Baghdad ebbe grande fama la Bayt al-Hikma, la «Casa della Sapienza». Cominciò come biblioteca privata del califfo Harun al-Rashid; dall'832 il figlio al-Ma'mun la ampliò molto. Era una biblioteca, ma anche un centro di traduzione: qui si traducevano in arabo opere in greco, siriaco, ebraico, copto, persiano medio e sanscrito. Fungeva anche da scuola superiore, da ospedale aperto a tutti i malati e da osservatorio astronomico. Si dice che nel suo momento migliore fosse una biblioteca grandissima, anche se alcuni studiosi, come Dimitri Gutas, dubitano delle sue dimensioni e perfino della sua esistenza come grande istituzione. Per questo è bene parlarne con prudenza.

Tra gli studiosi che vi lavorarono ci furono al-Khwarizmi (circa 780-850), il filosofo al-Kindi (801-873), il traduttore Hunayn ibn Ishaq (808-873), che tradusse Galeno e Ippocrate, il matematico Thabit ibn Qurra (826-901) e i fratelli Banu Musa, matematici e ingegneri. Era un mondo in cui il sapere dei Greci, dei Persiani e degli Indiani si incontrava e si discuteva in arabo.

Nel 1258, quando i Mongoli guidati da Hulegu presero Baghdad, la Casa della Sapienza fu distrutta. Quanti libri andarono perduti non si può dire con precisione.

Perché conta oggi

La carta cambiò il modo di scrivere e di governare. Rese più economico trasmettere ordini, più facile tenere registri, più semplice copiare opere di scienza e di letteratura. In un impero immenso, dove si parlavano lingue diverse, la carta fu uno strumento fondamentale per tenere insieme uffici, città e scuole.

Perché successe

La carta arrivò a Samarcanda perché la città era un nodo di scambi, dove le tecniche viaggiavano insieme alle merci. Secondo il racconto, gli Arabi vi trovarono artigiani che sapevano fabbricarla e impararono da loro.

Il passo seguente, quello di Baghdad, nacque da un bisogno: un impero vastissimo e organizzato richiedeva moltissima scrittura. Il papiro e la pergamena costavano troppo e non bastavano. La carta, fatta con stracci e acqua, era più economica. I Barmecidi, ministri del califfo, sostennero l'avvio delle cartiere.

Cosa cambiò

Con la carta l'amministrazione dello Stato divenne più rapida e più economica: più documenti, più registri, più lettere. Anche i libri diventarono più facili da produrre e da vendere, e in città come Baghdad si formarono biblioteche e centri di studio come la Casa della Sapienza.

La carta uscì da Samarcanda e viaggiò: in Egitto, in Africa del Nord, in Siria e in Sicilia, fino alle porte dell'Europa. L'uso non fu però subito accettato dappertutto: nel 1221 l'imperatore Federico II ne vietò l'uso negli atti pubblici, perché era considerata meno durevole della pergamena. Ma il basso prezzo ebbe la meglio.

In questo modo la carta diventò il materiale su cui, secoli dopo, in Europa si stamparono i primi libri.

Persone e luoghi chiave

Persone

Harun al-Rashid
Califfo abbaside: nel suo tempo, intorno al 794-795, nacquero le prime fabbriche di carta a Baghdad.
Al-Ma'mun
Figlio di Harun: dall'832 ampliò molto la Casa della Sapienza.
Al-Khwarizmi
Studioso che lavorò a Baghdad, vissuto circa tra il 780 e l'850.
Hunayn ibn Ishaq
Traduttore (808-873) che tradusse in arabo le opere di Galeno e Ippocrate.
I Barmecidi
Famiglia persiana di ministri del califfo che sostenne l'avvio delle cartiere.

Luoghi

Samarcanda
Città dell'Asia centrale, oggi in Uzbekistan, famosa per la sua carta (kaghad).
Baghdad
Capitale del califfato abbaside, con le prime cartiere dal 794-795 e la Casa della Sapienza.
Manbij
Città della Siria dove si produceva la «carta bombacina».
Ctesifonte
Capitale dei Persiani, dove gli Arabi nel 637 conobbero la carta.

Da sapere

  • Il nome arabo della carta di Samarcanda, kaghad, passò a indicare la carta in generale.
  • La carta di Siria, fatta a Manbij, fu chiamata in Europa «bombacina».
  • Nel 1221 Federico II vietò l'uso della carta negli atti pubblici.
  • La Casa della Sapienza di Baghdad fu distrutta nel 1258 dai Mongoli.
  • Alcuni studiosi dubitano che la Casa della Sapienza fosse grande come si racconta.

Per approfondire

Eventi collegati

Prima e dopo, nell'era «Alto Medioevo»

Evento 11 di 25

Tutti i 25 eventi dell'era · Apri la linea grande

Ascolta / Leggi anche

  • Musica per leggere: Cinematic JourneyMusica epica da film, senza parole, di Ciro Simone IrmiciSpotifyYouTube Music

Cosa succedeva altrove nello stesso periodo

Altri eventi dell'era «Alto Medioevo»

Foto di Ciro Simone Irmici

Chi c'è dietro

Ciro Simone Irmici

Sono Ciro Simone Irmici e costruisco siti gratuiti per imparare e giocare. Ho costruito Storiascopio con l'intelligenza artificiale e controllo io ogni scheda e ogni fonte. Non sono uno storico: se trovi un errore o vuoi un evento in più per la tua classe, scrivimi.

Altri miei lavori: audiolibri gratis su YouTube · ebook su Gumroad · Apple Books · musica su Spotify e YouTube Music